Airtoons

Oggi stavo quasi per scrivere qualcosa di serio… poi mi hanno inviato questo video e mi sono dimenticato cosa volevo scrivere! In compenso mi è rimasto l’esilarante video che vi propongo. L’idea è quella di re-interpretare i cartelli di avviso presenti sugli aerei, ne avevo visti alcuni tempo fa sul sito di repubblica.it, ma letti con voce meccanica sono anche meglio… in realtà è un bel po’ che gira, però se i film di Totò fanno ridere anche oggi… anche questo ancora non è scaduto!

per vedere altre vignette:  http://www.airtoons.com/

altri video di divieti divertenti: http://chebruttefigure.blogspot.com/

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Lisboa!

Di solito si dice, quando non si riesce a definire bene una cosa o una persona, “non è ne carne ne pesce”, Lisbona (che in portoghese si dice Lisboa, non è che mi sono sbagliato…) è in effetti sia carne che pesce! Non parlo solo di un fatto gastronomico, perchè qui sono buoni sia la carne che il pesce, ma di un modo di essere che ingloba un po’ tutto il possibile! Simbolo di questo modo di essere è il carnevale, festa che proprio ieri si è conclusa con le feste notturne in maschera, che rappresenta proprio il trasformarsi, diversificarsi; credo di non aver mai visto tanti clown al volonta come in questi giorni, e poi zingari, pirati, poeti, super eroi, fatine, principesse ecc… Per un po’ mi è sembrato di essere fuori luogo vestito normalmente! Il carnevale non è vissuto propriamente in maniera portoghese,  è più un’influenza brasiliana; proprio questo è il bello, un paese che da colonizzatore ha avuto l’umiltà di trasformarsi in colonia culturale dei paesi un tempo sottomessi, e così a tavola, nella musica,  per le strade sono chiare le contaminazioni più diverse:  Sud America, Africa, Asia… il tutto vissuto con la naturalezza di chi vive questa realtà da secoli. Lo si vede nelle facce delle persone per strada, nei giochi di colore nei visi e negli occhi, nelle famiglie multietniche e nella bellezza di ragazzi e ragazze nati da gli abbinamenti più diversi. Un popolo ospitale e orgoglioso del proprio paese, piccolo ma con una grande storia, e delle proprie origini che siano brasiliane, angolane o portoghesi.

“Cartolina” da Lisbona

In questi giorni mi trovo nella capitale portoghese tra visite in chiese e turismo. Sono arrivato ieri, oggi ho visitato la città, estremamente affascinante… ammetto che quando sono in giro vengo sempre ammagliato dai posti diversi da dove sono nato, quindi potrei essere inaffidabile nel giudizio finale, ma d’altronde il bello di viaggiare è proprio questo! (non essere inaffidabile…) vedere cose diverse, respirare un’aria diversa… tutto qui sembra così familiare e diverso… ora non ho tempo di fermarmi a descrivere, lo farò meglio nei prossimi giorni. per ora… BOA NOITE!

Home sweet Home

C’è sempre qualcosa di particolare nell’aria di casa, non è spiegabile, è una sensazione che hai dentro, una percezione che senti nei polmoni alla prima boccata d’aria e che arriva fino al cuore più che nella testa. Quando sali su un treno, aereo, macchina ecc… da una qualsiasi altra parte del mondo e poi riscendi nella tua città o paese senti subito che nell’atmosfera c’è qualcosa di familiare. I colori, gli odori, le voci, perfino le gocce d’acqua ti sembra di averle già conosciute,  la strana sensazione di conoscere tutti, anche se in effetti sei in mezzo a degli estranei! Non è una questione di quanto stavi bene o male fuori dalla tua città, come non conta se ti sei divertito o sei andato al lavoro, prima o poi vuoi rientrare a casa! C’è qualcosa di bello in questa sensazione, qualcosa che ti fa senitere legato a milioni di altre persone, che ti fa sentire un attaccamento bello a quel tuo pezzetto di terra… non essendo mai stato fuori casa così a lungo non mi ero mai accorto di quanto fossi legato a tutto qui, anzi… pensavo il contrario. E’ bello sentirsi a casa ma ancora più bello è esserci, a casa.

che dire…

… proprio non lo so, non sono un campione ad esprimere le mie emozioni. Oggi eccomi qua, di fronte al prossimo treno e non so cosa accadrà all’arrivo… metafora o realtà? Mi chiedo spesso se mi conosco veramente, profondamente, se so capire perché sono così… forse sì, a volte ci riesco veramente. Questo treno qualcosa lo cambierà, lo so, all’arrivo sarò più forte o soltanto più solo? Discorsi che forse non hanno un senso per chi legge, ma io a qualcuno li voglio affidare perché a tentare di reprimerli sono stanco.  Vorrei salirci sopra quel treno e gridare, gridare, gridare… sarei pazzo, lo so, ma forse dimostrerei di conoscermi più di quanto non faccia guardandolo da qui. Ermetico? Neanche tanto… chi mi conosce sa leggere quello che scrivo veramente, e a loro è indirizzata questa “lettera”. So che di cose da cambiare ne ho tante e di lavorare non finirò mai, so che tutto ha un senso, segue una logica… eppure adesso mi sfugge, ce l’avevo qui fino a poco tempo fà ma è bastato un sospiro a spazzarla via. Tutto è sotto sopra ora, tutto è così vuoto ora. Su quel treno qualcosa di me in definitiva ci salirà, ma non quanto vorrei. Non si tratta di viaggiare, parlare, conoscere… qui si tratta di me e del mio cuore, della mia vita, delle mie scelte. Spero che in un modo o nell’altro, all’arrivo ci sarò anche io.

Tempi indefiniti

Se parti alle 4 di mattina, per tornare a casa, stai viaggiando di notte o di giorno? Certo, le 4 sono di “mattina” quindi di giorno, ma se tutto intorno a te è semplicemente BUIO e la luna sembra cantarti una ninna nanna per farti tornare sotto le calde coperte mentre la temperatura intorno a te è alta come un puffo… come fai a non percepirla come NOTTE?! In macchina poi non ne parliamo… in tutti sensi, perché effettivamente alle 4 di mattina di cosa vuoi parlare? Ricordi a malapena la meta figuriamoci se puoi raccontare episodi della tua vita o tentare di argomentare un’opinione!Comunque  sarebbe come cercare di spiegare la gioia di vivere ad un zombie… allora si crea un gelo spesso come una lastra di ghiaccio in alaska, improvvisamente fa più freddo dentro la macchina che fuori… prodigioso! Allora ti metti a guardare fuori dal finestrino ma è tutto maledettamente buio, non vedi nulla… la macchina però oscilla, trema, sobbalza… il vuoto intorno, il silenzio all’interno… la testa dondola, gli occhi “lampeggiano” per fortuna non sto guidando io altrimenti mi facevo tutti i pali della salerno – reggio calabria… poi inizia a piovere, sul vetro vedi le gocce: 1, 2, 3 gocce… 4 gocc… zzz zzz… le palpebre si abbracciano, il sonno è innescato… sei partito… ma un sobbalzo rompe l’incantesimo! Maledizione non riesco a dormire in macchina. Il rumore delle gocce si fa ipnotico, i tergicristalli danno il ritmo alla tua sonnolenza… “lo stiamo perdendo”, ormai è fatta! Ma con l’ultimo mezz’occhio che hai a disposizione leggi “FROSINONE”… CASPITA! Sto vicino ROMA!!! Devo chiamare per farmi venire a prendere… e come se telefonassi al sole ecco spuntare il primo raggio che decide di infastidirti… è finita, non si dorme più… però mamma mia come sto TRAUMATO!