che dire…

… proprio non lo so, non sono un campione ad esprimere le mie emozioni. Oggi eccomi qua, di fronte al prossimo treno e non so cosa accadrà all’arrivo… metafora o realtà? Mi chiedo spesso se mi conosco veramente, profondamente, se so capire perché sono così… forse sì, a volte ci riesco veramente. Questo treno qualcosa lo cambierà, lo so, all’arrivo sarò più forte o soltanto più solo? Discorsi che forse non hanno un senso per chi legge, ma io a qualcuno li voglio affidare perché a tentare di reprimerli sono stanco.  Vorrei salirci sopra quel treno e gridare, gridare, gridare… sarei pazzo, lo so, ma forse dimostrerei di conoscermi più di quanto non faccia guardandolo da qui. Ermetico? Neanche tanto… chi mi conosce sa leggere quello che scrivo veramente, e a loro è indirizzata questa “lettera”. So che di cose da cambiare ne ho tante e di lavorare non finirò mai, so che tutto ha un senso, segue una logica… eppure adesso mi sfugge, ce l’avevo qui fino a poco tempo fà ma è bastato un sospiro a spazzarla via. Tutto è sotto sopra ora, tutto è così vuoto ora. Su quel treno qualcosa di me in definitiva ci salirà, ma non quanto vorrei. Non si tratta di viaggiare, parlare, conoscere… qui si tratta di me e del mio cuore, della mia vita, delle mie scelte. Spero che in un modo o nell’altro, all’arrivo ci sarò anche io.

“Non sono più cattolico”

Oggi pubblico un articolo preso dal sito buonanotizia.org, una lettera di un pastore evangelico che fa notare un fatto curioso, niente di sensazionale, ma un aspetto che ignoravo! Buona lettura 🙂


Non ci avevo mai pensato prima. Da credente evangelico convinto, pensavo di non aver più nulla a che fare con la Chiesa cattolica. La mia professione di fede, confermata nel battesimo in acqua da adulto, la mia appartenenza ad una chiesa evangelica, l’impegno nel ministero, gli incarichi in organismi evangelici, … tutto concorreva a farmi sentire estraneo alla Chiesa di Roma. Sbagliavo.

Agli atti, risultavo membro della Chiesa cattolica. Con il battesimo impartitomi da infante, il mio nome è stato registrato nell’elenco dei membri e lì è rimasto per tutta la mia vita. Non me ne sono accorto, ma nelle statistiche sono stato contato come cattolico. “Ufficialmente” non ho mai smesso di essere cattolico. Quando le gerarchie romane vantano che in Italia la percentuale dei cattolici è altissima, in quel numero c’ero anch’io, mio malgrado. Quando i politici sostengono che l’Italia è un Paese “cattolico”, io ho continuato a dare il mio avallo inconsapevole, ma reale. Non penso di aver mai dato un euro alla Chiesa cattolica, ma indirettamente ho permesso che ingenti finanziamenti giungessero nelle casse vaticane in quanto legittimate dal mio “numero”, uno tra i tanti, ma pur sempre lì.

Qualche tempo fa ho provveduto a chiedere la cancellazione alla parrocchia dove fui battezzato. Dopo un paio di settimane di attesa, è arrivata la risposta: “questo Ordinariato prende atto della Sua volontà di non voler più essere considerato membro della Chiesa cattolica”. Sottinteso: per tutti questi anni, lo sei stato, consapevole o meno. In tono fermo, mi si dice che, ai sensi del diritto canonico, non potrò fare il padrino per battesimi e confermazioni, non potrò accedere al matrimonio canonico, sarò privato delle esequie ecclesiastiche, sarò escluso dai sacramenti. Non avrei comunque usufruito di nessuno di questi privilegi di membro, ma ora sono veramente considerato estraneo all’istituzione della Chiesa. Da oggi i numeri della Chiesa cattolica subiscono una variazione al ribasso: – 1. Poca cosa si dirà, ma intanto. Ora mi sento più coerente, più libero, più evangelico.

Quanti evangelici, nati in famiglie che hanno loro impartito il battesimo cattolico, sono nelle stesse condizioni? Non si tratta di assumere una posizione polemicamente anti-cattolica. Semplicemente, di registrare che le appartenenze del passato non valgono più. In tutti i sensi.

Leonardo De Chirico

YES WEEK END!

aaaah… che bello. Se il lunedì è il giorno che odio di più il venerdì è quello che invece preferisco, la giornata sembra più leggera, tutto sembra passare più in fretta, i clienti al lavoro sembrano tutti meno antipatici, tanto qualsiasi cosa decidano o vogliano fare l’indomani non me ne ricorderò nemmeno… dolce venerdì, l’unico giorno della settimana che ha 2 giorni di riposo da offrire subito dopo… l’unico giorno in cui lavori e puoi fare tardi quanto vuoi, tanto anche se torni a casa a pezzi il sabato dormi quanto vuoi! Meraviglioso venerdì, perchè la sera sei stanco di una settimana di lavoro e stress ma tutto è pronto per ricaricarsi… Il venerdì, che giorno fantastico! Un giorno che solo da un paio di anni mi godo a pieno, infatti da studente ho sempre fatto la settimana intera (o almeno, avrei dovuto poi ho record di assenze…) e il venerdì sera era la serata dedicata all’invidia nei confronti di mio fratello, che da operaio, sgobbava sì tutta la settimana, ma il sabato mattina mentre io preparavo la cartella per andare a scuola avrebbe dormito beatamente… poi ho iniziato anche io a lavorare e allora sì che ho capito la bellezza del fine settimana! YES WEEK END!