Lo scompartimento sbagliato

L’intercity ha un solo vantaggio a mio modo di vedere, prezzo a parte ovviamente, ovvero: lo scompartimento. Questa peculariarità del treno è poi la cosa più interessante del viaggio. Perché? mi domanderete voi. La mia teoria è che semplicemente lo scompartimento rende più facile socializzare, di conseguenza l’intercity è più sociale dell’eurostar. Su un eurostar ci sono mille orecchie, tutti intorno, non c’è intimità, non si crea quel senso di “cameratismo”… sull’intercity invece sì! Tu fai parte di una piccola sezione! Sei in una squadra, IN UNA FAMIGL… non esageriamo, però viene più facile socializzare grazie allo scompartimento, almeno per me. Questo è molto bello, salvo casi rari… tipo un’età media dei passeggeri presenti nel tuo scompartimento decisament superiore ai 60! E così, proprio ieri, mentre io, incastrato sul poggiatesta regolabile (ma io che sono 1,83 non posso mettermi con la chiesa dritta, figriamoci uno più alto!), mi domandavo quanto sporca fosse stata quella tappezzeria, mi guardavo intorno e vedevo solo volti degni di una casa di riposo… in effetti stavano tutti riposando, era insomma uno scompartimento di riposo… ma la cosa più brutta è stata constatare che lo scompartimento sbagliato era solo il mio! Negli altri, infatti, c’erano ragazzi, giovani, gente allegra, divertente… quasi mi sembrava di sentire un “PePePePePePePePeeeee” dai vicini! Risate, petardi, profumo di cucinato… di tutto di più (non come la rai). Insomma per una volta avrei preferito nettamente l’eurostar!

Home sweet Home

C’è sempre qualcosa di particolare nell’aria di casa, non è spiegabile, è una sensazione che hai dentro, una percezione che senti nei polmoni alla prima boccata d’aria e che arriva fino al cuore più che nella testa. Quando sali su un treno, aereo, macchina ecc… da una qualsiasi altra parte del mondo e poi riscendi nella tua città o paese senti subito che nell’atmosfera c’è qualcosa di familiare. I colori, gli odori, le voci, perfino le gocce d’acqua ti sembra di averle già conosciute,  la strana sensazione di conoscere tutti, anche se in effetti sei in mezzo a degli estranei! Non è una questione di quanto stavi bene o male fuori dalla tua città, come non conta se ti sei divertito o sei andato al lavoro, prima o poi vuoi rientrare a casa! C’è qualcosa di bello in questa sensazione, qualcosa che ti fa senitere legato a milioni di altre persone, che ti fa sentire un attaccamento bello a quel tuo pezzetto di terra… non essendo mai stato fuori casa così a lungo non mi ero mai accorto di quanto fossi legato a tutto qui, anzi… pensavo il contrario. E’ bello sentirsi a casa ma ancora più bello è esserci, a casa.

Outing di un sognatore

Lo ammetto. Sono sempre stato un sognatore, mai per scelta, sempre per necessità. Lo confesso oggi, davanti tutti voi, per la prima volta. Non posso più sostenere il peso di questa scomoda condizione. Non posso più fingere… non ce la faccio. Dietro scelte misurate, calcolate e ben pensate si nasconde lo slancio di un istintivo, lo sguardo di un visionario che vede oltre quello che gli è concesso capire. Ho finto bene, lo so! Una stabilità da quattro soldi ha incatenato per un po’ la voglia di osare, di andare al di là dei proprio confini, di mischiare la certezza con la possibilità. Ho nascosto i fallimenti in barattoli di speranza e la delusione dietro una mano di vernice, ancora fresca. Passo il tempo libero a sognare e sognare e sognare, senza mai una pausa senza mai una realtà, ho visitato mondi paralleli, ho timbrato il biglietto per treni immaginari, ho sentito musiche che ancora devono essere scritte e visitato luoghi mai esistiti. Le situazioni “reali” sono solo una degenerazioni dei miei sogni, tutto quello che faccio di giorno in giorno un intermezzo tra un sogno e l’altro. Lo stato onirico è quello che preferisco, la forza di qualcosa che non c’è, non esiste, eppure ti condiziona la vita, è molto più interessante di 1000 realtà che non ti lasciano nulla. Preferisco un buon libro ad un giornale, e mi diverto di più a perdere lo sguardo nel nulla che a vedere la televisione. In treno guardo sempre fuori dal finestrino e di fronte al mare cerco di immaginare dove è stata ogni molecola d’acqua. Quando piove conto le gocce e quando c’è il sole gioco con le ombre. Di tutto quello che ho sognato potrei fare un elenco lunghissimo, di tutto quello che sognerò di qui a domani un elenco infinito… tutto sfocia nell’utopia, nell’impossibile, ma questo è proprio il bello di sognare, perché sognare cose fattibili sarebbe riduttivo… forse è per questo che sogno la pace, che sogno il mondo, che sogno la vita, che sogno il mare, il cielo, la poesia, la storia, la musica, che sogno lei, il cambiamento e l’instabilità.

che dire…

… proprio non lo so, non sono un campione ad esprimere le mie emozioni. Oggi eccomi qua, di fronte al prossimo treno e non so cosa accadrà all’arrivo… metafora o realtà? Mi chiedo spesso se mi conosco veramente, profondamente, se so capire perché sono così… forse sì, a volte ci riesco veramente. Questo treno qualcosa lo cambierà, lo so, all’arrivo sarò più forte o soltanto più solo? Discorsi che forse non hanno un senso per chi legge, ma io a qualcuno li voglio affidare perché a tentare di reprimerli sono stanco.  Vorrei salirci sopra quel treno e gridare, gridare, gridare… sarei pazzo, lo so, ma forse dimostrerei di conoscermi più di quanto non faccia guardandolo da qui. Ermetico? Neanche tanto… chi mi conosce sa leggere quello che scrivo veramente, e a loro è indirizzata questa “lettera”. So che di cose da cambiare ne ho tante e di lavorare non finirò mai, so che tutto ha un senso, segue una logica… eppure adesso mi sfugge, ce l’avevo qui fino a poco tempo fà ma è bastato un sospiro a spazzarla via. Tutto è sotto sopra ora, tutto è così vuoto ora. Su quel treno qualcosa di me in definitiva ci salirà, ma non quanto vorrei. Non si tratta di viaggiare, parlare, conoscere… qui si tratta di me e del mio cuore, della mia vita, delle mie scelte. Spero che in un modo o nell’altro, all’arrivo ci sarò anche io.

Tutti in treno

per tornare alla base mi sono avvalso del mezzo forse più fascinoso e simbolico che abbiamo a disposizione: Il treno. Lo so vi avevo già rivelato di quale mezzo si trattasse nel titolo… però sono stanco, ho sonno, ho dormito pochissimo l’ultima notte… ad ogni modo… Io col treno ho un rapporto di amore/odio; amore perché è innegabile la poesia del mezzo, la simbolicità e la storicità di uno dei mezzi più usati al mondo, vedere il paesaggio schizzare fuori dal finestrino mentre nei timpani ti risuona un grande classico della musica che possibilmente ti evoca qualche ricordo… tutto maledettamente poetico insomma, quante scene di film, di libri si sono svolta in treno? Miriadi! Un mezzo che da sempre cattura l’immaginazione e la fantasia dei sognatori… metafora del viaggio, della vita, della frustrazione di essere libero solo apparentemente… d’altra parte lo odio perché è oggettivamente scomodo! Ero convinto che partire a Santo Stefano avrebbe favorito il mio spostamente senza traffico invece ho scoperto che i viaggiatori post-natalizi sono tantissimi! Poi passare in quei corridoi così stretti con dei borsoni invece così grandi è veramente un’impresa… “scusi” “scusi””permesso” “non l’ho fatto apposta…” “mi scusi” “scusi…” “hem-hem”… e via a farsi largo in gomiti semiaperti sul corridoio mentre leggono libri, scrivono al pc o sorreggono annoiatissime teste… ufff! Tronco questo post qui perché SO STANCO e non mi va di scrivere!!! Concludo dicendo che i bagni dei treni sono, per degrado, secondi solo a quelli degli autogrill!

Si parte!

La sera prima di una partenza è sempre molto concitata, qualcosa si dimentica sempre, o almeno temiamo di dimenticare sempre qualcosa! Così è da sta mattina che riinvio la preparazione della valigia conscio del fatto che tanto poi, sistematicamente, la disfo per cercare qualcosa che mi serve.  E’ successo anche oggi ovviamente, nonostante la valigia l’abbia preparata alle 19.00! Avevo completamente sottovalutato l’utilità degli asciugamani prima di andare a dormire, considerando che mi lavo, e che mi laverò anche domani mattina… voi direte “non hai almeno 2 set di asciugamani?” ovviamente sì. Come altresì ovvio che li ho messi entrambi nel punto più basso del borsone, secondi solo all’accappatoio! Mamma mia che rottura! Comunque borsone o no domani partirò per una settimana in Sicilia e Calabria. Sono già stato in Sicilia 2-3 volte, ma mai passando per lo stretto, che invece domani vedrò per la prima volta. Sono esperienze anche queste! Ad ogni modo, della Sicilia attendo con trepidazione sopratutto i mitici cannoli, le cassate e tutto quello che l’amata isola può offrire! Dovrei riuscire ad aggiornare il blog abbastanza regolarmente, non dovessi farcela… sappiate che vi ho voluto bene! 🙂