Don’t You Worry ‘bout A Thing

Questo è un grande pezzo di Stevie Wonder, che vanta tantissime cover… io ve lo metto originale, ma se scrivete il titolo su youtube vi esce di tutto! Vado di fretta… godetevelo!!

“Don’t You Worry ‘Bout A Thing”

Everybody’s got a thing
But some don’t know how to handle it
Always reachin’ out in vain
Accepting the things not worth having but

Don’t you worry ‘bout a thing
Don’t you worry ‘bout a thing, mama
Cause I’ll be standing on the side
When you check it out

They say your style of life’s a drag
And that you must go other places
But just don’t you feel too bad
When you get fooled by smiling faces but

Don’t you worry ‘bout a thing
Don’t you worry ‘bout a thing, mama
Cause I’ll be standing on the side
When you check it out…Yeah
When you get it off…your trip
Don’t you worry ‘bout a thing…Yeah
Don’t you worry ‘bout a thing…Yeah

Don’t you worry ‘bout a thing
Don’t you worry ‘bout a thing, mama
Cause I’ll be standing on the side
When you check it out…
When you get it off…your trip

Everybody needs a change
A chance to check out the new
But you’re the only one to see
The changes you take yourself through

Don’t you worry ‘bout a thing
Don’t you worry ‘bout a thing, pretty mama
Cause I’ll be standing in the wings
When you check it out

Don’t you worry ‘bout a thing

Annunci

Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.

Sweet Child O’ Mine

E’ sicuramente una delle canzoni più famose dei “Guns N’ Roses”, forse anche una delle più belle, tanto da finire in svariate classifiche per assoli di chitarra (quello di Slash in questo pezzo è fantastico) intro (il reef iniziale è storico!) e canzone in generale (piazzandosi al 196° posto secondo “Rolling Stone” tra le 500 canzoni più belle della storia).

Quello che mi piace molto, oltre all’intro veramente bello, è la carica che questo brano riesce a trasmettere nonostante sia una bellissima canzone d’amore, insomma, non è la solita canzoncina sdolcinata è qualcosa di assolutamente più interessante. Pare inoltre che il brano sia nato un po’ “per caso” mentre Slash e Steven Adler, il batterista, si stavano scaldando per iniziare a registrare, il ritmo sembra abbia colpito molto Axl Rose che poi ci adattò sopra questo testo, scritto precedentemente.

Come tutte le grandi canzoni vanta delle cover, ve ne segnalo alcune che ricordo: La prima è dei Linkin  Park, ma è più un momento scherzoso all’interno di un’esibizione, è comunque molto simpatica: http://it.youtube.com/watch?v=rXkk96NWhOU&feature=related. Un’altra è la versione si Sheryl Crow, che francamente a me non piace molto… così perde gran parte della sua carica comunque… eccola: http://it.youtube.com/watch?v=qV3zTUgN0aI. La più particolare è sicuramente questa: http://it.youtube.com/watch?v=KsnWrKXzSjg eseguita da “Banda do Sul” in una versione bossa… 🙂

She’s got a smile that it seems to me
Reminds me of childhood memories
Where everything
Was as fresh as the bright blue sky
Now and then when I see her face
She takes me away to that special place
And if I’d stare too long
I’d probably break down and cry

Sweet child o’ mine
Sweet love of mine
She’s got eyes of the bluest skies
As if they thought of rain
I hate to look into those eyes
And see an ounce of pain
Her hair reminds me of a warm safe place
Where as a child I’d hide
And pray for the thunder
And the rain
To quietly pass me by

Sweet child o’ mine
Sweet love of mine

Where do we go
Where do we go now
Where do we go
Sweet child o’ mine

Roxanne

Se continuiamo così presto le categorie saranno veramente troppe! Però non resisto ad inaugurarne una nuova, dopo “Davidissimo risponde” della settimana scorsa,  potremmo chiamare questa “Davidissimo consiglia” ma invece sarà semplicemente “Musica” 😀

(per la versione non LIVE: http://www.youtube.com/watch?v=_3kG-7I_Y6k&feature=related)

Il mio gruppo preferito probabilmente sono proprio loro: THE POLICE, ovvero il gruppo di cui faceva parte Sting e che in pochi anni di produzione ha sfornato alcune perle assolute. Insime a Stewart Copeland (batterista grandioso) e Andy Summers (chitarra) Sting ha composto delle canzoni bellissime, particolari, uniche! Oggi vi “propongo” il loro primo singolo del 1978: “Roxanne” canzone che creò non poco scandalo all’epoca tanto da venire censurata da alcune radio inglesi. Il testo infatti, scritto da Sting, parla di una prostituta. di questa canzone conosco almeno altre due versioni, due cover:

una di George MIcheal, molto bella: http://www.youtube.com/watch?v=hSyOCx6ZXfM l’altra, forse più conosciuta, un po’ per il film un po’ per maria de filippi… è questa tratta da: “Moulin Rouge”: http://www.youtube.com/watch?v=pHO5KWIMZUo, tra l’altro si sposa bene con l’ambiente in cui la canzone è stata scritta, infatti Sting la scrisse durante una permanenza parigina, pare che nei vicoli vicini al suo albergo infatti ci fossero delle prostitute, il nome, Roxanne, invece dovrebbe essere preso dal “Cyrano de Bergerac” di cui si dice ci fosse un poster sempre nell’albergo che ospitava il cantautore inglese. C’è anche una bellissima versione LIVE di Sting, molto più asciutta di quella suonata con i Police che è questa: http://www.youtube.com/watch?v=flOGDxYnAd4, ne esiste una ancor più bella, per me sassofonista, con degli interventi fantastici di Branford Marsalis: http://www.youtube.com/watch?v=bvKYSX46Idk

La canzone è stata considerata da Rolling Stone una delle 500 canzoni più belle della storia, piazzandosi al  388° posto.Per me si poteva fare di meglio… 🙂

In fine c’è un’altra versione un po’ particolare, la canzone cantata da Eddie Murphy nel film “48 ore”  http://www.youtube.com/watch?v=0FgkxuEcNpk 😀

“I loved you since I knew ya
I wouldn’t talk down to ya
I have to tell you just how I feel
I won’t share you with another boy”

PS Ho visto che ho ricevuto le prime 2 visite dall’Asia!! Grazie, grazie 1000! O dovrei dire Arigatò? 🙂