Per un breve presidente…

VOTAMI SU OK NOTIZIE
oknotizie

Annunci

Grandi porte… piccoli cardini

aaa

Questi giorni ho conosciuto un uomo. Un uomo anziano. Non so quanti anni abbia effettivamente, in età pensionabile comunque. Questo signore è nato in una famiglia ricca, padre imprenditore di successo che da giovane lavorò duramente e duramente insegnò la disciplina del lavoro ai suoi figli in modo che un giorno non dilapidassero il capitale che gli avrebbe lasciato. Questo signore col tempo è cresciuto, maturato. Divenuto ragazzo iniziò a lavorare col padre per poi mettersi in proprio guadagnando una fortuna immensa insieme ai suoi fratelli, ognuno ha preso poi la sua parte di eredità insieme alla cultura del lavoro lasciatagli dal genitore e l’ha investita, tutti con buoni risultati…tutti, tranne uno. Questo signore infatti non ha avuto buoni risultati, ma ottimi, straordinari. Ha colto l’occasione che la vita gli ha dato e ci ha lavorato sopra, aspramente, duramente, sempre. Alla fine è diventato un uomo di successo.

Quando l’ho conosciuto, però, la prima impressione mi ha “fregato”; infatti, vedendolo con una maglia impolverata, la fronte sudaticcia mentre scendeva dal camion delle consegne, mai avrei pensato di ritrovarmi di fronte al proprietario di tutta la ditta! Ha fatto il suo lavoro cordialmente, seriamente, precisamente. Poi finito il tutto: 2 battute, una pacca sulle spalle e via… di nuovo sul camion a fare altre consegne.

Solo qualche giorno dopo ho scoperto l’identità di quel normalissimo camionista… mi ha molto colpito. Siamo abituati a degli stereotipi vincenti molto diversi da quello offertomi da quest’anziano signore che ha fatto del duro lavoro e dell’umiltà il proprio credo. Se vuoi vincere nella vita devi lavorare duro. Sempre. Che ti sia andata bene o no. Se vuoi i risultati li devi annaffiare col sudore della tua fronte… e non con quello degli altri.

Cardini piccoli per far girare grandi porte. Uomini normali per risultati straordinari. Umiltà per grandi vite.

davidissimo.wordpress.com

Tu sei speciale

Oggi su facebook mi è arrivata una nota molto carina. Non capita spesso, allora meglio sfruttarla al massimo! 🙂

Rubo al buon Paolo la trascrizione di uno di quei foglietti che sono sui calendari cristiani e che si strappano giorno dopo giorno, buon seme, una parola per oggi…ecc… quelli lì. E lo ringrazio per avermi taggato in questa nota.

Un noto oratore cominciò il suo sermone tenendo in mano una banconota da venti euro. Nella sala c’erano 200 ascoltatori, egli chiese: “Chi di voi vorrebbe questa banconota?”. Le mani cominciarono ad alzarsi, ed egli disse di nuovo: “Darò questo biglietto ad uno di voi, ma prima farò una cosa”. L’oratore appallottolò la banconota e poi domandò: “C’è qualcuno che ancora la vuole?”. Altre mani si alzarono. “Bene, e se faccio così?”. Lasciò cadere il biglietto a terra e lo schiacciò con la scarpa. Poi lo raccolse, adesso era tutto raggrinzito e sporco. “Adesso chi lo vuole ancora?”. Le mani continuarono ad alzarsi. “Ah, avete imparato una lezione molto importante: non importa cosa faccio con i soldi, voi li volete lo stesso, perché il loro valore non diminuisce con i maltrattamenti. Restano ancora venti euro!”.

Molte volte siamo accartocciati, scaraventati e gettati nel fango da decisioni che prendiamo e circostanze che sopravvengono nella nostra vita, allora ci sentiamo privi di dignità; ma non importa cosa è accaduto o cosa avverrà, tu non perderai mai il tuo valore agli occhi di Dio. Per Lui, sporco o pulito, accartocciato o no, sei ugualmente prezioso. Il Salmo 17:8 dice che Dio ci considera come la “pupilla dei suoi occhi”. Il valore della nostra vita non viene da ciò che facciamo o ciò che siamo, ma da chi apparteniamo! Cristo è capace di darci il vero valore e la vera vita che ogni essere umano desidera e vuole vivere, per Lui tu sei speciale, non dimenticarlo!

“Che cosa è l’uomo, perché te ne ricordi, e il figlio dell’uomo, perché lo visiti? Eppure tu lo hai fatto di poco inferiore a Dio, e lo hai coronato di gloria e di onore” – Salmo 8:4-5

“What is man that you are mindful of him, the son of man that you care for him? You made him a little lower than the heavenly beings and crowned him with glory and honor” – Psalm 8:4-5

Sto fogliettino mi è arrivato al momento giusto e mi ha incoraggiato. Spero faccia lo stesso con alcuni di voi.

Dio vi benedica.

Paoletto.

davidissimo.wordpress.com

Natale, di Giuseppe Ungaretti

sul natale ho già scritto qualcosa ieri, lo so. Ma questa poesia la ricordo sempre in questo periodo, forse perché in effetti rispecchia anche un po’ quello che dicevo ieri… certo, io non sono un soldato come lo era Ungaretti, però il senso più profondo della poesia credo sia ancora molto attuale. Buona lettura…

Natale*

di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade

Ho tanta stanchezza sulle spalle

Lasciatemi così come una cosa posata  in un angolo e dimenticata

Qui non si sente altro che il caldo buono

Sto con le quattro capriole di fumo del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

* “Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade”: la poesia – tratta dalla raccolta “Allegria di Naufragi”, apparsa nel 1919 e diventata, nel 1931, “L’Allegria” – comunemente nota come “Natale”, è stata composta nel Natale del 1916, durante una licenza che Ungaretti trascorse a Napoli in casa di amici.

(http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=altro&scheda=natale2005_ungaretti&lingua=ita)

Nataliziando

Chi di noi in questi giorni non ha esclamato la frase “ma dov’è la crisi economica?!” entrando in un centro commerciale addobbato a dovere per l’ormai imminente feste natalizie? Chi? Voglio i nomi! Chi?? Proprio l’altro giorno leggevo come gli alberghi per il natale 2008 abbiano avuto un calo del 20% circa, beh posso affermare quasi con certezza che questo 20% si è tutto riversato nei centri commerciali di Roma!! Maledizione! Non ci credo. Una fiumana di gente che spinge, chiede, respira e ti acciacca i piedi… AHIA! Gente interessata ad acquistare qualsiasi cosa la mente umana abbia partorito… Televisori al plasa e al plasmon, Lcd, lettori dvd, lettori dell’unità, barboni (purchè targati apple), macchine per il caffè, sciarpe, cravatte (che sono quasi inevitabili da regalare), macchinette fotografiche, videocamere, camere da letto, gadget varie, castagnole e trick e track, caffè borghetti, biRa , coca! Per carità, io non sono contrario al natale, l’idea che ci sia una festa cristiana mi piace, l’idea che una volta l’anno uno sia, non dico buono, non prendiamoci in giro, ma meno peggio degli altri 364 giorni l’anno non è una cattiva mossa di marketing… ma signori… qui per un giorno di bontà ce ne sono almeno 3-4 di cattiveria e cinismo purissimi. I 3-4 giorni sono quelli direttamente antecedenti al 25 dicembre (ATTENZIONE AD USCIRE domani perché si toccherà l’apice)  e sono semplicemente i giorni in cui tutti noi ci riduciamo a fare il regalo. In questo lasso di tempo che dovrebbe essere bellissimo, incantevole, natalizio, in realtà vengono rovinate svariate miliaia di vite! Solidarietà a tutti i commessi  che in questi giorni si stanno facendo un mazzo tanto… e alle lora famiglie che si trovano dei parenti trasfigurati dal dolore e dalla delusione nel genere umano! Un pensiero a tutti quelli che abitano vicino dei grandi negozi e ovviamente questi giorni si sono dovuti trasferire in macchina perché tra il traffico e il parcheggio non vale nemmeno la pena salire a casa 10 minuti prima di riuscire! Una pacca sulle spalle a tutti quelli che del natale non gliene frega niente ma siccome sanno che qualcuno gli ha fatto un regalo si sentono obbligati a contraccambiare! Io dal canto mio regali non dovevo farne… ma non so come mai, accompagnado chi di qua chi di là, sono stato negli ultimi 3 giorni in giro per centri commerciali! Liberatemi vi prego, temo di aver bisogno di un bravo psicologo… forse lo troverò sullo scaffale di qualche negozio? La vita bucolica ora sembra solo un lontano ricordo… eppure fino a venerdì ero sommerso dalle pecore…  com’è potuto accadere? 🙂

Aspettando il sole

Questa canzone ultimamente mi sta “accompagnando” è un po’ uno dei quei brani che in um modo o nell’altro riesce a fare da colonna sonora nella nostra vita. Neffa in questo pezzo è bravissimo, mi piace da morire, il rap italiano non è proprio eccezionale, ma effettivamente parla uno che non ama particolarmente il genere, ma questo pezzo viene considerato uno dei migliori della nostra “scuola”, neffa negli ultimi anni si è decisamente commercializzato e buttato su un genere più remunerativo, così Giuliano De Palma, anche se il genere che fa ora mi piace. Ad ogni modo un grande testo e una musica che mi piace molto con il giro del flauto che inevitabilmente ti entra in testa e ti sembra di sentire anche quando lo stereo è ormai spento.

La tele resta spenta e non la guardo più ho un nodo in gola che è difficile mandare giù, fumo un po’, sposto via la tenda, cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda, la nostalgia che sale lentamente come mai io penso a te mi chiedo adesso dove sei cosa fai, chissà se tu avrai mai pensato a me, al nostro fuoco che bruciava e mo’ è cenere. Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò, quel che viene venga e mi sta bene quel che è stato è già passato e mo’ il passato se lo tiene, e piove già da un tot, la pioggia bagna la mia pelle ma mi asciugherò perché so che il tempo è ciclico e so che un po’ di tempo è quello che ci vuole mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole…
Oggi non c’è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione…
…e oggi è come ieri ma forse è un’impressione frutto della mente di un guaglione sarà che non c’è il sole sarà che tutto sembra resti uguale sarà quel che sarà sono preso male ma nessuno chiama e non so chi chiamare cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù i miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano, parlano e parlano dove sono i raggi che scaldavano un guaglione dove sono gli altri della mia ballotta mo’ che sono nel ciclone in dopa trovo la mia cura in dopa mischio le radici e la cultura, l’energia pura la musica mi detta le parole caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole…
Oggi non c’è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione…
…vada come vada e va da sé conto solo su di me e già so che già sai che… Chico fa quel che s’ha da fare quando amore non c’è … dev… dev… devo imbustare perché in tasca manca money sempre più difficile restare calmo in questa situazione sclero, non ne voglio più parto da zero so che in qualche modo devo andare su ma… non c’è più luce, solo buio che fa male non c’è più pace solo rabbia che ogni giorno sale so bene dove sono e adesso voglio stare qui, sentire il beat se sei all’ascolto vieni a prendermi rapiscimi, musica colpisci al cuore boom cha boom cha però non c’è dolore distendi le tue mani guaritrici su un guaglione mentre sta aspettando il sole…
Oggi non c’è sole intorno a me Salvami, risplendi e scaldami, voglio il sole, cerco nuova luce nella
confusione di un guaglione…

Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.