Scuola, cagate e lezioni di vita

Seconda media,  una storia vera. Ora di musica, professore sessantottino. Mezzo artista, mezzo musicista, mezzo matto… o un terzo musicista, un terzo artista e il restante da suddividere tra follia e famiglia. Nella classe regna stranamente il silenzio, stranamente perché durante l’ora di musica uno si aspetta di sentire i flauti di plastica da quattro soldi suonare a tre voci, che poi in tre anni di medie non abbiamo mai fatto un’armonia fatta bene. C’è silenzio perché noi, piccoli studenti, non ancora adolescenti, non più bambini, ci sentiamo traditi da quel professore, uno dei “nostri” è stato punito dal preside, l’unica testimonianza che poteva scagionarlo era del professor Sandro…. poteva, ma non lo fece. Lui è sempre stato uno dei nostri preferiti, come fai ad odiare un uomo che ti insegna la musica? E’ come avercela con quella di educazione fisica… ma siamo matti? Ci fa giocare a pallavolo! Ma qualcosa oggi si è rotto… il tradimento non è tollerato, nemmeno da uno studente ragazzino.

Lui se ne sta lì, seduto sulla cattedra come sempre, ci guarda da dietro i suoi occhialini da vista tondi tondi. Sopra una camicia a fantasia improbabile il solito maglioncino smanicato che non c’entra niente cromaticamente con tutto il resto: i pantaloni cachi, i calzini rosa, i riccioluti capelli grigi. Non parla. Lo sa benissimo cos’è che ci turba. Apre la bocca per un attimo… ma non dice nulla. La richiude. Porta la mano sotto il mento, e con le dita si accarezza il mento con la barba di due giorni. Poi il lampo di genio. Con un piccolo balzo scende dalla cattedra. Inizia a passeggiare tra i banchi. Prende i suoi occhiali tondi tondi e li guarda controluce per vedere lo sporco, li abbassa e se li pulisce con il maglioncino che cromaticamente non c’entra niente con tutto il resto: La pelle chiara, gli occhi marroni e le scarpe beige. Strizza gli occhi, guarda verso il ragazzo che è stato punito. Rimette gli occhiali tondi tondi sul suo naso aquilino e debutta così: “Ragazzi, vi racconto una storia”. Si sistema gli occhiali con un dito, poi continua la passeggiata tra i banchi.

“Un uccellino un bel giorno se la cantava su di un ramo molto alto, era piccolo, ancora non sapeva volare… ed era inverno, c’era vento… e faceva freddissimo! – si avvicina alla finestra mettendo le mani in tasca, poi si appoggia al muro, guarda fuori e continua – ad un tratto una raffica di vento molto forte coglie impreparato il pennuto, che si sbilancia e cade dal ramo. Fiuuuuu – imita il fischio di una caduta in versione cartoon, con la mano destra intanto mima “la caduta” dell’uccello, qualcuno intorno a me ridacchia – BOOM! Si schianta al suolo e si spezza un’ala. Il tempo passa, e l’uccellino proprio non ce la fa a muoversi, il freddo è micidiale, si sente morire. Ma succede qualcosa…” Qui si ferma, fa una lunghissima pausa. In un modo o nell’altro quel 33% di artista che è in lui è riuscito a catturare la nostra attenzione, tutti pendiamo dalle sue labbra. Poi  si ferma davanti la cattedra e prosegue:

“…Una mucca che passava lì per la campagna, quasi lo calpesta passandogli vicino. Si ferma esattamente sopra di lui, mangia un po’ d’erba e rumina, rumina – mima la ruminata con la bocca – poi ad un tratto tutto quel ruminare la stimola, allora… PAFF! Fa una bella cagata che sommerge l’uccellino lì a terra”, nella classe il silenzio viene interrotto bruscamente da una sonora risata di tutti i miei compagni, anche il prof accenna un sorriso. Poi riprende:

Inaspettatamente la cacca della mucca si rivela un toccasana, infatti il calore tiene in vita il povero animaletto, che a fatica tira fuori la testa da quella piccola montagnola di… cacca, la mucca intanto riprende il suo pascolare spensierato. Tutto felice per essere ancora vivo l’uccellino cinguetta allegramente. Ma (c’è sempre un “ma”) il canto dell’uccellino attira un gatto che passava proprio lì vicino in quel momento… si avvicina, tira fuori l’uccellino dalla merda, gli da una ripulita – e qui mima con la sinistra il gesto del gatto che alza l’uccello con la zampa, e con la destra “la ripulita” – lo guarda un attimo e… Gnam, se lo mangia!”

un coro di “che schifo” si alza dai banchi dei maschietti, mentre le femminucce propendono per un più sentimentale: “poverino!!”. Mi guardo un attimo intorno, la classe è in fermento, qualcuno prova addirittura a dare un abbozzo di spiegazione scientifica, qualcuno semplicemente si chiede che c’entrasse con la musica, altri invece aspettano che il professore dia ulteriori spiegazioni, io mi unisco a questi e inizio a scrutare il lungo volto del mezzo musicista.

“La morale di questa storia? Non sempre chi ti mette nella merda ti fa del male… e non sempre chi ti ci toglie lo fa per il tuo bene…”

Una piccola lezione di vita…strana ma indimenticabile.

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Meglio un giorno da Gedeone…

il classico nuovo testamento dei Gideons, blu e tascabile.

Questa mattina ho partecipato ad una distribuzione di nuovi testamenti davanti alle varie facoltà dell’università di Tor Vergata (io ero davanti a giurisprudenza) insieme all’associazione dei Gideons international, detta all’italiana i GEDEONI! Questa missione o associazione, qual dir si voglia, è nata, manco a dirlo, negli USA nel 1898 ed ha come unico scopo e proposito quello di diffondere al massimo il messaggio del vangelo, in un modo semplicissimo… il più semplice: lasciare che il vangelo parli da solo. I Gedeoni infatti stampano in 82 lingue diverse il nuovo testamento e poi gratuitamente lo distribuiscono, senza predicazioni, senza sermoni, volantini o parole extra… il loro crede è chiaro: il vangelo parla da solo ed è potente abbastanza per cambiare la vita di una persona… senza aiutini.

Così questa mattina mentre a ripetizione chiedevo “posso?”, “ciao, questo è un regalo per te” “posso? è un regalo” ai vari studenti, e non, che transitavano per l’ingresso della facoltà, ho avuto modo di osservare varie situazioni facendo delle considerazioni personali.

La prima cosa che ho notato in assoluto è che siamo, come società, come ragazzi di questa società, assolutamente e completamente disabituati al “dono”, al regalo disinteressato, al ricevere senza dover dare nulla in cambio. Per carità… cosa più che logica e quasi inevitabile oggi giorno! Tra promoter, agenti e venditori ambulanti si fa molto, molto presto a dover rimpiangere di essersi fermati pochi secondi per ricevere un “regalo” alla modica cifra di… una situazione logica, come dicevo, ma veramente triste. Triste perché ci fa capire di come intorno a noi siamo abituati a prendere “sòle” e “bidoni” in continuazione. Comunque alla fine, dovendolo proporre anche fino a 6 volte a qualcuno (ragazzi, scusate ma dopo un po’ sembrate tutti uguali!) siamo riusciti a far accettare il regalo. Non a tutti, ma alla maggior parte.

La seconda cosa che ho notato è il fastidioso, ma pure questo quasi inevitabile, binomio cattolicesimo-bibbia oppure testimoni di Geova-bibbia. Che in Italia la religione sia quasi un monopolio del vaticano lo dico sempre però spero sempre di intenderlo solo a livello delle istituzioni e non delle persone per strada. Se un politico è servile con la chiesa cattolica ormai ci sono abituato, ma che un ragazzo della mia età pensi che il nuovo testamento sia solo roba da cattolici, beh mi sento un po’ offeso! Non tanto per i cattolici, ma per il fatto che il vangelo non è proprietà di nessuno, tanto meno dei testimoni di Geova! (lo dico perché molti ci prendevano per testimoni di Geova) ma non è nemmeno proprietà dei protestanti, degli ortodossi o chicchessia, la Bibbia è tua! Se qualcuno dice il contrario… diffida! La Bibbia è il messaggio di Dio per te! Così mi sono anche un po’ divertito a vedere la faccia dubbiosa di ragazzi che mi dicevano “no, ma io non sono cattolico” e si sentivano rispondere “beh, neanche io!” e così incuriositi accettavano il piccolo libretto blu, che in realtà molti, moltissimi, hanno scambiato per un’agendina…

Ho notato in molti invece una straordinaria apertura a quella che considero la parola di Dio. Qualcuno tornando indietro ne ha chiesti altri per i propri amici, molti chiedevano di che traduzione si trattasse per poter capire bene la credibilità del testo. E così tra nichilisti e atei sono passate buone 3 ore di distribuzione…

Alla fine di queste tre ore ho osservato un’altra, e ultima cosa, che in effetti noto da molto tempo non solo tra i miei coetanei. Ve la propongo facendovi un esempio pratico: scrivereste mai una recensione per un film che non avete mai visto  o per un libro che non avete mai letto? O magari raccomandereste mai ad un vostro amico il lavoro di una persona che non avete mai conosciuto? Penso che in tutti i casi la risposta sia no. Eppure noto una grande ostinazione a scrivere questa “recensione” negativa nei confronti della fede cristiana senza averla mai “vista” o “letta” o “conosciuta” per attenerci agli esempi fatti. Capita spesso sentire persone attaccare il cristianesimo bollandolo come “fesserie” “spazzatura” “roba non adatta a me” senza però aver mai visto “il film”, senza quindi aver preso in mano un vangelo e leggerlo, per i fatti proprio senza preti, pastori o consulenti di mezzo. Semplicemente per farsi un’idea di quello che c’è scritto, ma personale! Non interpretata da un altro. Se non hai mai letto il vangelo ti consiglio di farlo al più presto, perché sono sicuro ti sarà utile e se pur non iniziassi un percorso di fede ne avrai un guadagno culturale non indifferente, visto che Gesù, che ci crediate o no, ha condizionato e stravolto gli ultimi 2000 anni della nostra storia…

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Colori autunnali

Sono tante le cose che mi piacciono qui, fuori città, forse un po’ fuori dal mondo… o è la città ad essere fuori dal mondo? fuori dalla natura, fuori dal vivere in pace? Forse più la seconda… una delle cose che però mi stanno piacendo particolarmente sono i colori, già proprio i colori! Che spettacolo affacciarsi fuori dalla finestra, la stessa do dove vedevo le pecorelle a novembre, e guardare le montagne intorno coloratissime! Piene di alberi giallastri, rossi, marroni… che bello! Già il giallo e il rosso da solo potrebbero bastare per un tifoso come me… (tra l’altro signori che roma!) macchie di colore quasi impressioniste, confuse, miscelate… belle! Guardandole mi viene in mente quando alle elementari si faceva il classico compitino sulle stagioni e così ad autunno toccava raccogliere foglie secche a dimostrazione dell’arrivo dell’autunno, imparare un paio di poesie sulle foglie gialle e poi via… si sapeva tutto il necessario per affrontare la stagione! La cosa che ricordo sopratutto erano le foglie orrende, tutte secche e bucherellate che portavo! Calpestate da pedoni, auto, moto, bici! Se solo avessi avuto a disposizione questi boschi bellissimi… forse avrei apprezzato di più la natura da piccolo! La pace del silenzio qua nella vallata insieme a questi colori quasi mi fa dimenticare tutta la frenesia cittadina… tutto sembra così lontano, le scarpe tirate a bush, le polemiche politiche, il tevere che sta per spazzare via la mia amata città… 🙂 qui si vive e basta.

non si nasce imparati!

Qualcuno quand’ero piccolo mi disse questa frase orrenda per esprimere un concetto però verissimo: “Non si nasce imparati” o in italiano: “non si nasce sapendo già tutto”. L’esperienza nella vita è senza dubbio fondamentale, in ogni disciplina l’esperienza fà la differenza. Creare un “database”, un archivio, di esperienze simili a cui si è già dovuto reagire è decisamente importante. E così tutti ogni giorno impariamo qualcosa, o almeno, tutti dovremmo, se non impariamo niente iniziamoci a preoccupare perché forse non osserviamo bene la vita che ci circonda. Tutto deve essere appreso, nasciamo sapendo solo soddisfare i bisogni primari ma col crescere possiamo imparare a diventare noi stessi. Col tempo ho imparato a parlare, ascoltare, gridare, piangere, ridere, far finta di ridere, sorridere, abbozzare, temporeggiare, scusarmi, usare attrezzi e strumenti di ogni genere, lavorare, protestare, richiedere, scrutare, guardare più a fondo, ricercare, amare, fingere, pensare, programmare, aspettare il momento giusto, a stare zitto, a contare fino a 10 prima di parlare, a far ridere, a raccontare aneddoti, svariate barzellette, a distinguere il giusto o lo sbagliato,  fotografare, navigare, guidare, farmi la barba, acchiappare le mosche, non scivolare sull’erba bagnata, andare in biciletta, leggere le istruzioni, fare molte domande, incoraggiare, ascoltare musica, suonare il sax, pregare, cantare, giocare a calcetto e a milioni di giochi… ho imparato a riflettere e ad analizzare, ho imparato a non giudicare in fretta, ho imparato a dare una possibilità e subito dopo a non darne più. Ogni giorno il mondo mi insegna qualcosa, ogni mattina sò fare qualcosa in più. Come dice una bella poesia di Wislawa Szymborska:

Nulla due volte accade
ne accadrà.Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

NON per giudicare

Lo so, lo so… questo è un blog apparentemente schizofrenico non si può passare a parlare di Dio dopo i “guns”… ma semplicemente è un blog profondamente mio, l’altro ieri sentivo la radio e canticchiavo oggi riflettevo e pensavo a Dio… è semplicemente la mia vita.

Oggi, per l’appunto, pensavo: molti hanno paura di Dio o meglio, hanno in antipatia Dio perché lo vedono come un giudice bacchettone e severo, come un arbitro perfezionista e parziale che in ogni caso ci fischia sempre contro! A volte sembra quasi che ci sia un tiro al bersaglio a Dio perché in definitiva se la nostra vita va a rotoli… è colpa sua! Poi c’è sempre il fascino dell’aria da bello e dannato che ce l’ha con Dio, che ha capito tutto e mettendosi sullo stesso livello del creatore pensa “infondo a me cosa importa di Dio?? Se pure ci fosse, cosa mi cambierebbe?” come se ci fosse un reciproco ignorarsi, come se infondo Dio fosse un compagno di classe antipatico e secchione che dall’alto dei suoi 9 si permette il lusso di sentirsi meglio di noi! “Che pretesa! Dio sarebbe meglio di me?? No, no inaccettabile!” beh io vorrei sfatare un po’ questo mito del Dio bacchettone e giudice sadico che negli anni si è costruito intorno a quello che io vedo come un padre, un buon padre. Nella bibbia c’è scritto:

“Infatti Dio non ha mandato suo figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”

Giovanni 3, 17

Insomma, capito? Dio non ce l’ha con voi, anzi… Dio non ha proprio intenzione di giudicarvi, non è nei suoi piani… infondo perché dovrebbe? Se avesse voluto l’avrebbe già fatto… se pensate che Dio ce l’abbia con voi siete solo vittime della propaganda… siete come Berlusconi che si sente vittima del comunismo… informatevi insomma. Dio ci conosce, sa chi siamo, sa i nostri difetti, i nostri limiti ma non ci giudica… anzi è il nostro più grande fan! Se non vedi Dio nella tua vita non è perché Dio è morto, lo stai solo ignorando.

l’era Facebook

Facebook secondo artefatti.it

Come sempre artefatti.it (vi invito a visitarlo) rende benissimo l’idea!

E’ un vero e proprio tormentone, travolgente più delle insopportabili LAS KETCHUP! Più di ogni battuta ripetuta all’eccesso di Zelig! Facebook è ufficialmente sbarcato anche in Italia dopo aver colonizzato il mondo! Una potenzialità incredibile, la possibilità di unire il passato col presente e di collegare sempre e comunque punti lontanissimi, di non far perdere i contatti in tutto il mondo e di condividere i momenti importanti della nostra vita con chiunque e ovunque! Un sito incredibile a cui viene anche riconosciuta sopratutto una qualità o un difetto, dipende dai punti di vista, sembra crei dipendenza… o come diciamo a Roma la gente “ce se chiude”! Troppa la curiosità di andare a cercare ex compagni di scuola, ex vicini di casa, ex fidanzati, ex colleghi, ex amici, ex equo… no l’ultimo non c’entrava niente! Troppa la voglia di vedere cos’è successo “poi”, cioè dopo la nostra uscita di scena dalla vita di una persona, la curiosità di vedere con chi si è fidanzato/sposato se si è laureto/diplomato il nostro compagno di banco così bruttino! se ha foto di noi, se si ricorda chi siamo…

Basti un dato per capire la portata del fenomeno, facebook, o comunque più in generale il social network di cui facebook è il principale esponente insieme a myspace, pare infatti essere il primo sito ad essere riuscito nell’impresa di sconfiggere il principale mattatore del web: IL PORNO! Secondo Bill Tancer,  il quale ha svolto una ricerca sulle parole ricercate online da 10 milioni di americani, la situazione sarebbe questa: “La mia teoria è che gli utenti più giovani spendono così tante ore sui siti di social networking che non hanno più tempo per cercare i siti per adulti” AHAHAHA! Fantastico, una “tattica” geniale del social network: visto che il porno è imbattibile incastriamo gli utenti facendogli perdere tempo (e qui ritorna “la chiusa” romana)!

Diciamo che gli antichi romani 2000 anni fa costruivano lunghe strade come via di comunicazione per mantenere in contatto un intero impero, oggi noi abbiamo facebook, ed affini per mantenere unito un territorio molto più vasto. Semplicemente fenomenale insomma, un mezzo anche divertente per poter ritrovare persone che purtroppo per varie ragioni abbiamo perso di vista, ma sopratutto dovrebbe essere uno spunto per aprirsi, per riuscire con vecchi amici, e non per chiudercisi e farsi i cavoli degli altri!

Io come milioni di persone uso facebook, come tutti cerco i miei “ex” online, solo che io, a differenza di tutto il mondo, sembra abbia frequentato per tutta la vita analfabeti digitali, NON TROVO MANCO UN COMPAGNO DI MEDIE O ELEMENTARI!!! E NOOOOOOOOOO! 😀

DvB

YES WEEK END!

aaaah… che bello. Se il lunedì è il giorno che odio di più il venerdì è quello che invece preferisco, la giornata sembra più leggera, tutto sembra passare più in fretta, i clienti al lavoro sembrano tutti meno antipatici, tanto qualsiasi cosa decidano o vogliano fare l’indomani non me ne ricorderò nemmeno… dolce venerdì, l’unico giorno della settimana che ha 2 giorni di riposo da offrire subito dopo… l’unico giorno in cui lavori e puoi fare tardi quanto vuoi, tanto anche se torni a casa a pezzi il sabato dormi quanto vuoi! Meraviglioso venerdì, perchè la sera sei stanco di una settimana di lavoro e stress ma tutto è pronto per ricaricarsi… Il venerdì, che giorno fantastico! Un giorno che solo da un paio di anni mi godo a pieno, infatti da studente ho sempre fatto la settimana intera (o almeno, avrei dovuto poi ho record di assenze…) e il venerdì sera era la serata dedicata all’invidia nei confronti di mio fratello, che da operaio, sgobbava sì tutta la settimana, ma il sabato mattina mentre io preparavo la cartella per andare a scuola avrebbe dormito beatamente… poi ho iniziato anche io a lavorare e allora sì che ho capito la bellezza del fine settimana! YES WEEK END!

i Libri

Chi di noi non ha avuto modo di ascoltare Roberto Benigni recitare la Divina commedia? Penso che dopo la diretta rai, più o meno tutti abbiamo avuto questa occasione. Che dire? semplicemente fantastico l’approccio di Benigni a questo testo storico, a questo capolavoro assoluto! Mi fa sempre effetto il fatto ci sono persone che hanno imparato l’italiano per leggere questo capolavoro in lingua originale! Eppure quando la leggevamo a scuola col nostro professore non era proprio la stessa cosa… anzi! Il testo però era quello, il significato sempre lo stesso! Però che gusto c’è se non la si capisce a fondo e in più viene letta da persone che hanno l’entusiasmo di Andrea Pirlo? (storico l’episodio raccontatomi da un mio amico, con un suo compagno in difficoltà nel leggere ad alta voce in classe un verso di Dante e accusato dalla prof di non saper leggere per sentirsi rispondere “sì ma questo non sapeva scrivere!”)

Ogni testo trasmette qualcosa, specialmente se scritto da un Maestro come Dante, ma se uno lo fa alla “meno peggio” non ne riceverà nulla! La parola ,scritta o orale che sia, è un mezzo potentissimo che scatena in noi emozioni, sentimenti e reazioni continue. Alcuni libri ci hanno cambiato la vita, altri hanno cambiato la storia, l’alfabetizzazione e la cultura hanno trasformato popoli, scatenato rivoluzioni, incendiato gli animi! Ma noi non sembriamo così appassionati per la lettura, la sottovalutiamo, e così ci ritroviamo ad ignorare capolavori assoluti come quello di Dante.

Qualche libro

Qualche libro

Una mia professoressa sosteneva che ogni volta che leggeva “I promessi sposi” ne traeva “particolari nuovi che la stupivano e l’aiutavano nella vita…”, un libro che per molti non rappresenta praticamente nulla dava a quella donna addirittura un aiuto per vivere… quando lo leggeva durante

la lezione gli occhi le si accendevano, la voce rauca si faceva ad un tratto quasi melensa e la rigida espressione bacchettona sembrava di colpo nascondersi dietro un’espressione sognante… che strano, eh?

Io anche ho un Libro (che in realtà sono più libri) che mi fa questo effetto, questo libro è un testo storico eppure poetico ma anche narrativo, artistico e addirittura un libro di diritto. Parla di re e Imperatori ma anche di pescatori e prostitute, un libro che molti però etichettano come noioso, pesante, da vecchi, senza neanche mai averlo aperto e provato a leggere. Questo libro è la Bibbia.

Spesso giudichiamo la Bibbia senza averla mai veramente letta, approfondita e ne ignoriamo addirittura la valenza storica e qualitativa. La Bibbia è uno scrigno di tesori, ci sono storie che ormai sono entrate nell’immaginario comune come Davide e Golia, ci sono principi morali che oggi come oggi fanno discutere, la questione dell’omosessualità per esempio, ci racconta di una cultura affascinante come quella ebraica, ci sono testi che raccontano l’amore e altri che invece descrivono alla perfezione l’anima dell’uomo con la poesia e la filosofia… e molto, molto, molto altro eppure la sottovalutiamo perché la ricolleghiamo a un concetto di “vecchio” derivato, che ne so, dal fatto che da piccoli non ci andava di andare in chiesa?

Spesso cerchiamo risposte al di fuori della Bibbia perchè riteniamo che il cristianesimo ci abbia deluso, ma solitamente mi trovo a parlare con persone che neanche sanno cosa sia veramente il cristianesimo e si appellano a luoghi comuni e preconcetti che per lo più sono tra l’altro riconducibili alla chiesa romana. L’uomo cercherà sempre di soddisfare la sua parte spirituale, fenomeni come la new age ne sono la prova, ma c’è solo una risposta che può soddisfare quel bisogno e quella risposta è scritta nella Bibbia. Vi consiglio in maniera spassionata di spolverarla, tirarla fuori dalla vostra libreria (o semplicemente leggerla su internet…) e iniziare a leggerla, ma non come si leggeva la divina commedia a scuola, ma con chi ha voglia di trarne insegnamenti, leggete la Bibbia, studiatela, approfonditela e poi ne mi direte se non vi trovate davanti al libro più bello che sia mai stato scritto!

Leggete ad esempio le storie di Davide scritte in 1 e 2 Samuele, o le parole di Gesù nei 4 vangeli, i viaggi dell’apostolo Paolo in Atti o la meravigliose storie di Giacobbe, Giuseppe e Mosè Nella Genesi! La Bibbia non vi deluderà mai.

Punti di vista

Ho sempre pensato che il concetto di “punto di vista” sia sottovalutato. In che senso? MI accingo a spiegare… La maggior parte delle volte questa espressione si usa in discussioni del tipo:

A: “Per me Berlusconi è un’incapace!” B: “no, per me Berlusconi è un grande statista!” A: “punti di vista… ”

Si usa insomma quasi per dire: “vabbè, lasciamo perdere. Non mi va di discutere” in realtà per me i punti di vista dovrebbero essere considerati veri e propri stimoli alla discussione, non alla litigata, alla discussione. Infondo analizzando la frase si capisce subito qual’è il senso della stessa, abbiamo DIVERSI PUNTI DI VISTA, ovvero, PUNTI DI OSSERVAZIONE, cioè da dove sto io adesso vedo un’altra cosa. Che significa questo? Che i punti di vista di solito non sono sbagliati, sono semplicemente angoli da cui osservare una porzione diversa dello stesso soggetto!

Apollo e Dafne

Qualche anno fa andai con la scuola alla “Galleria Borghese” qui a Roma, fu un’esperienza bellissima, infatti ebbi l’opportunità di ammirare alcuni capolavori assoluti che fino ad allora avevo avuto modo di vedere solo nelle immagini dei libri scolastici. Su tutte una mi colpì in maniera particolare “Apollo e Dafne” di Bernini, decisamente uno dei miei artisti preferiti, (se conoscete l’opera forse già avete capito dove sto andando a parare..) questa statua è un vero e proprio capolavoro, una specie di manifesto dell’arte barocca, una storia che si svolge sotto i nostri occhi pur essendo immobile, se vi capita vi consiglio di andarla a visitare, è veramente un piacere. Una delle particolarità di questa statua è quella di raccontare una storia che si svolege in movimento, Bernini ebbe la fantastica capacità di trasmettere il movimento tramite l’osservazione dello “spettatore”, infatti cosa racconta questa storia in breve? Apollo è follemente innamorato di Dafne, vuole farla sua, ma Dafne, una ninfa che ha però dedica la sua vita alla caccia e alla dea Diana, non è molto d’accordo, così fugge e nel fuggire chiede aiuto al dio Penèo che la trasforma in un Lauro.  Bernini aveva pensato l’opera in questo modo: L’osservatore entrando da sinistra inizierà a vedere la storia a partire da Apollo e pian piano proseguendo incontrerà il volto disperato di Dafne, e ancora, girando intorno alla statua, assisterà alla trasformazione stessa della ninfa, infatti per vedere i segni della metamorfosi occorre andare alle spalle dei due, ed ecco che vedremo a pieno come Dafne si stia trasformando.

Cioè Bernini ha trasmesso il tutto sfruttando i PUNTI DI VISTA. Ora, mettiamo il caso che io e uno di voi andassimo alla “Galleria Borghese” e che voi andaste avanti a me di qualche metro, voi vi trovereste ad osservare il “finale” della storia da ormai dietro la statua mentre io starei ancora focalizzando la mia attenzione su Apollo. Se ci fermassimo e iniziassimo a raccontarci quello che vedremmo cosa ne uscirebbe? Osservando la stessa identica situazione, lo stesso lavoro, lo stesso marmo, con la stessa illuminazione A POCHISSIMI metri di distanza. Noteremmo sicuramente cose diverse, eppure non sbagliate. Serve una spiegazione particolare per capire questa situazione? Non credo. E’ fin troppo ovvio che i due punti di vista fanno la differenza su quello che vediamo.

Così credo nella vita abbiamo tutti punti di vista differenti dati dal nostro cammino, dal nostro percorso, dal nostro essere. Dati da come siamo arrivati a quel punto e a che costo, quando qualcuno mi chiede “perché sei cristiano?” con tono polemico o magari beffardo, io non mi sento mai offeso o sfidato, perché so bene che la mia scelta non viene capita da molti e so anche che molti che pur “credono” considerano la mia fede un eccesso proprio perché il loro percorso li ha portati a definire questa convinzione. Io, dal canto mio, non voglio mai giudicare nessuno, non ho certo autorità per farlo e in fin dei conti pur potendo non mi interesserebbe, sono convinto però che tutti nel proprio cuore abbiano uno spicchio riservato a Dio, consci o no. Il famoso “vuoto interiore” per me ha la forma esatta di Dio e prima o poi tutti arriviamo al punto di osservazione in cui questo dubbio ci sfiora. Sono sempre rimasto molto colpito dai racconti fatti da persone, non cristiane “praticanti”, che in Russia, Romania e Cina durante il periodo comunista e con la conseguente persecuzione della preghiera, ad un certo punto della loro vita, senza mai aver letto una bibbia o sentito un predicatore parlare hanno sentito il bisogno di appellarsi a Dio. Per come la vedo io l’uomo ha bisogno di Dio, e prima o poi nella sua vita si trova ad affrontare questo bisogno. Dio, da parte sua, ha anche un punto di vista personale, che però non coincide mai col nostro e sono sicuro che anche nel suo percorso prima o poi passa vicino ognuno di noi per chiederci “Come sta il mio spicchio di cuore?”.

Lunedì

Intanto saluto con sorpresa la prima settimana di blog, sono riuscito a scrivere per sette giorni consecutivi su questo spazio! Per ora è stato un piacere, l’idea era quella di fare un 3-4 aggiornamenti settimanali, ma che vi devo dire? Questa settimana sono ispirato! D’altronde bisognava conoscersi un po’. Vediamo quanto duro ancora, sono aperte le scommesse.

La settimana scorsa non è stata pesante, anzi! Però questa è iniziata veramente sotto i peggiori auspici (lavorativamente parlando) con i due clienti più pignoli e lenti che il vasto campionario della tipografia poteva offrirmi, uno alla mattina dopo colazione, l’altro dopo pranzo, come l’antibiotico! Per fortuna non mi seguono a casa, altrimenti sarei in loro compagnia in questo momento! Probabilmente se potessero mi chiamerebbero anche adesso… Mamma mia, rabbrividisco al solo pensiero… brrr. Poi devo dire che sono brave (lo scrivo solo in caso raggiungessero mai il blog e mi individuassero… ) persone, persino simpatiche a volte, però sono di una pignoleria impressionante, sopratutto sugli aspetti inutili! Vabbè, lasciamo perdere, ne parliamo un’altra volta…

Io il lunedì l’ho sempre odiato, e da anni mi batto per l’abolizione di questo giorno nefasto! A scuola c’ero praticamente riuscito a suon di assenze e ingressi posticipati, trasformando effettivamente il lunedì in un inserto della domenica. Ma con il lavoro, e la responsabilità, anni di lavoro sono andati in frantumi, anzi se possibile le cose sono peggiorate! Ad esempio, a metà mattinata è tassativamente necessario un caffè per svegliarsi definitivamente, specialmente il lunedì, il problema stà nel fatto che il “mio” bar di fiducia a due passi dal lavoro il lunedì è chiuso… DOH!

Così a metà mattinata, quando non c’è tanto lavoro da renderlo impossibile, ci si arma di voglia di camminare, col sole, con la neve e la grandine e ci si reca al Bar successivo, e qui la cosa si complica ancora di più, perché? Perché abbiamo 2 bar ad equadistanza dalla tipografia, il primo, che poi è quello dove effettivamente ci rechiamo di solito, è proprio all’inizio della strada principale del quartiere, è gestito da una famiglia decisamente simpatica e con un’età media molto più vicina alla mia, però devo ammettere che è abbastanza squalliduccio… Come ambiente dico, poco illuminato, un po’ disordinato, frequentato da tipi abbastanza improbabili, attirati per lo più dalla figlia del proprietario, che tra l’altro non è nemmeno poi così bella, eh vabbè, uno chiuderebbe pure un occhio, ma il fatto principale è che questo bar offre un caffè pericolosamente acquoso… insomma una bella ciofeghuccia, ultimamente stiamo migliorando, ma siamo lontani dai fasti del mio bel bar abituale…

L’altra alternativa invece è un bar bello grande e molto curato che si trova sulla via parallela, è gestito da una famiglia, ma per lo più dai capifamiglia, ed ha quindi un’età media maledettamente alta, inoltre il proprietario del bar è notoriamente juventino… tanto da essere noto come  “er bar do’ juventino” e per un romanista, ma probabilmente qualsiasi altro tifoso italiano, il lunedì è sempre consigliabile stare lontano da qualsiasi forma di vita “gobba” sulla faccia della terra, se ci mettete inoltre che il bar è frequentato continuamente da uno dei romanisti più sboccati della storia del calcio (tra l’altro nostro cliente e questo è un ulteriore demerito al bar…) , ecco che le “liti” calcistiche sono servite. Non so voi, ma di mattina, specialmente di lunedì, potrei vivere nel silenzio assoluto… in assenza del quale evito comunque le discussioni sopra un certo numero di decibel. Il Caffè di qua invece è a settimane alterne, quindi è un po’ come “affari tuoi” vai lì e fino all’ultimo non sai cosa ti capita, se un ottimo caffè o uno strizzabudella peggio di quello del bar precedente.

Di solito si finisce a bere il caffè nel primo bar, più per non sentire gente che strilla o clienti che ti fanno domande…

Insomma, il lunedì sto seriamente prendendo in considerazione l’idea di portarmi la moca da casa… 😀

DvB