A passeggio con me

Facciamo finta che vogliate sapere cosa ho fatto questa mattina. Ve lo racconto. La mattinata di libertà ognuno se la spende come crede, io l’ho dedicata alle lenti a contatto. Dopo circa un paio di mesi infatti che le ho terminate ho deciso che è arrivata l’ora di ricomprarle. C’è un problema,  il mio negozio di fiducia che vende le lenti a prezzi molto bassi dista parecchio da casa mia. No problem. Prendi un euro, fermati da un tabaccaio, baratta il tuo euro con un biglietto dell’autobus e partiamo.

La casa dove abito ora è molto più periferica rispetto a quella dove vivevo fino ad un anno e mezzo fa ne consegue che per raggiungere il negozio devo fare più strada, come se non bastasse sono molto interno nel quartiere, quindi mi tocca fare un bel pezzo a piedi per arrivare ai mezzi.

Quando cammino sono uno di quelli che inizia a pensare a tutto e di più, problemi, soluzioni, ricordi… il cervello parte, come girando al ritmo delle gambe che meccanicamente camminano, verso destinazioni esotiche e a volte improbabili. Il tutto incorniciato da una bellissima giornata di dicembre con un solo tiepido e le mani finalmente in tasca a ripararle dal freddo… quando uno pensa troppo mentre è in marcia, però, di solito corre due rischi: o si perde per strada o la strada perde lui, nel senso che perdi la cognizione spazio temporale intorno a te. Tra le due la seconda. Così mentre un pensiero tirava l’altro mi sono veramente reso conto di quanto gli autobus siano lontani da casa mia! ARGH!

Salgo le scale del soprapassaggio e mi reco verso il capolinea. Dell’autobus neanche l’ombra, solo una macchia d’olio a terra e un capannello di autisti troppo impegnati a farsi i cavoli loro per poter guidare un mezzo. Mi siedo sulla panca nell’attesa. Alla mia destra una vecchiettina ronfa sonoramente, ogni tanto si sveglia di soprassalto, guarda avanti, bofonchia qualcosa poi… buona notte. Quando dopo 2 minuti un’altra anziana arriva davanti a me chiede: “è molto che aspettate?” “2 minuti”, dico io. A quel punto la sonnambula accanto a me si riprende come per un prodigio e senza scomporsi troppo dice testualmente: “abrrur deahu a pocrrr”e poi… boom. Giù la testa e sogni d’oro. Io sgrano gli occhi, cosa avrà mai voluto dire? Ma non c’è tempo per stupirsi, infatti ancora più sorprendentemente l’ultima arrivata come se niente fosse interpreta il codice e risponde: “ah! È appena partito, mannaggia. Grazie” … come caspita ha fatto a capirla? La domanda senza risposta mi accompagnerà tutta la mattina, e forse fino alla tomba.

Un viaggio sugli autobus di Roma costa 1 euro, ma vale molto di più. Vuoi mettere la sensazione di viaggiare in un altro paese, magari del terzo mondo? Vetture puzzolenti, sporche e rumorose si susseguono tutto il giorno lungo le vie principali della capitale. Sembrerebbe di essere in elicottero se solo avessi il coraggio di chiudere gli occhi. Ma comunque non faccio in tempo, perché l’ennesima anziana della mattinata si frappone tra me e l’obiettivo finale. Mi chiede il posto, ovviamente lo cedo. E’ da anni che mi chiedo come mai sull’autobus le signore puntino sempre me per chiedere il posto, avranno un radar? Stamattina in effetti c’erano validi motivi, un bel posto al sole, solitario, vista casilina, e inoltre ero l’unico seduto che probabilmente avrebbe potuto capire la richiesta della signora! Intorno infatti c’erano tantissimi uomini e donne dei più svariati paesi al mondo, l’Africa ben rappresentata. ma anche il sud America e l’Asia si difendono bene.

La stessa cosa succede qualche fila più avanti alla mia. Ma questa volta seduto c’è, apparentemente, un nord africano che non capisce la richiesta dell’anziana e non si alza. FINIMONDO. Due paladine della giustizia italica premettendo che non sono razziste invitano nell’ordine il malcapitato: a “tornare al proprio paese”, a “imparatte l’itajano” (lui…), a rendersi conto che “nessuno ti vuole qua”(a lui…) “comportasi da ospite, perché poi noi al paese vostro non possiamo fare nulla”(ma quale paese? E poi perché: NOI?)  il tutto nel rispetto dei diritti civili (secondo la lega probabilmente). Basta un ragazzo di 15 anni a svergognare una delle due paladine: “Signò, ma lei, c’è mai stata fori dall’Italia?” “no, ma…” sbugiardata e tornata in sé continua a parlare di rispetto e integrazione dei popoli davanti un improbabile uditorio di stranieri che la guardano senza capire una parola ma annuiscono per farla tacere il prima possibile, il ragazzo nord africano finalmente capisce e lascia il posto all’anziana che in tutto questo non ha detto mezza parola… strana la vita.

Arrivato a destinazione percorro un bel pezzo di strada, è decisamente natale, anche Tor Pignattara (un quartiere da molti ribattezzato “Pakistan”) se ne è accorta… tra Kebab e Babbo Natale arrivo all’ottica, so a memoria quello che devo chiedere e come chiederlo: “Buon giorno, vorrei due confezioni di lenti mensili con gradazione -2, grazie” il commesso risponde sempre “sì… -2?” io confermo regolarmente e mentre mi avvio alla cassa prendo una confezione di soluzione unica e altrettanto regolarmente attendo che la cassiera, e proprietaria, smetta di parlare e decida di farmi pagare. Oggi l’argomento è: Politica… ma anche sociologia, gossip e boh, di tutto un po’. La mia faccia sorridente la trae in inganno, e chissà come mai pensa che mi interessi un discorso politico populista e oserei dire di stampo democristiano, della serie “facessero magnà anche a noi, mica solo loro” e così in pochi minuti: “Ma io non lo so, tutti sti problemi! Poi uno la sera torna a casa e sente che quello ammazza, quello accoltella, l’aRtro spara…” io preso dall’entusiasmo, non so bene perché, aggiungo “…l’altro ruba” lei approva e ripete: “bravo, quell’atro ruba… che poi io non lo so uno dice, fa, ma poi no? A questo je volemo fa finì il mandato? Poi se è… l’arrestano” mi diverto a notare che alla parola “rubare” quella capisce subito “Berlusconi”… poi che c’entra con quello che ammazza e con quello che spara? Boh!

Altra domanda insoluta della mattina… ho la banconota in mano da 5 minuti buoni, ma lei pare proprio non essere interessata al mio denaro! E aggiunge: “…Poi Corona, no? Ma sarà pure un fijo de na M… Però per me dice delle cose… gius… ver… che non è che ha torto” Che c’entra mò Corona con Berlusconi? Voi vedè che questo diventa prossimo Presidente del Consiglio?! Io chiudo il discorso: “Per me non ha ragione lui, ma hanno torto pure tutti gli altri” sì, lo ammetto sono un giustizialista forcaiolo! Comunque finalmente riesco a pagare e ad andarmene, per averla assecondata “vinco” una pezzetta omaggio per pulire gli occhiali.

Guadagno l’uscita ed esco dall’ottica e dal “Pakistan”. Aspetto di nuovo l’autobus. Sulla piattaforma, mentre paziento, non posso fare a meno di notare un gruppo di ragazzi, sembrerebbero nord africani… stanno parlando ad alta voce nella loro lingua… ripenso alla signora sull’autobus… cosa direbbe ora? 🙂 sono vestiti esattamente come tanti altri ragazzi italiani della loro età… poi arriva una ragazza, è italiana, ride, saluta con il bacio sulla guancia tutti e tre e tutti continuano la discussioni in italiano… loro si impettiscono tutti, fanno gli scemi, giocano, come qualsiasi altro ragazzo davanti una coetanea

Arriva l’autobus, saliamo tutti. Questa volta nemmeno mi siedo, c’è una signora anziana proprio accanto a me e ha pure una cartellina dell’ospedale in mano… manca solo il certificato medico. Seduto c’è un uomo di colore, cappello di lana, occhiali da sole, dai tratti non capisco di dove possa essere. Sta guardando fuori dal finestrino, la signora con la cartellina con una certa arroganza letteralmente ordina all’uomo di alzarsi per farle posto, per carità sarà anche giusto, ma con che modi… lui “abbozza” si alza e fa posto. In mente mi torna la scenata dell’andata e una risposta di un paciere nigeriano che rispondeva alla signora che accusava gli extracomunitari in genere di esse maleducati: “lui[intendeva il ragazzo che non cedeva il posto alla signora] sarà maleducato… ma il mondo è paese”… hai detto bene amico mio!

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Il Cielo è azzurro sopra il digitale terrestre!

Alla fine eccoci giunti al momento di spegnere la TV… analogica e passare alla digitale. Abito a Roma e oggi sono passato al tanto pubblicizzato nuovo sistema televisivo italiano. “La prima grande capitale europea completamente digitale” si dice con orgoglio nei TG e sui giornali… e la cosa mi preoccupa, perché mi pare strano che i primi a fare una cosa buona siamo proprio noi… mah!Vedremo, il tempo è galantuomo e farà chiarezza.

Per ora c’è qualche disagio, per esempio: nessuno, e dico nessuno, nei vari comunicati dei giorni scorsi ci aveva avvertito che con il cambiamento di segnale si doveva aggiornare il decoder, “poco male!”, direte voi, che ci vuole a capirlo? Niente infatti! E’ una cosa abbastanza intuitiva se siete sotto i 50 anni, ma se non siete così pratici di tecnologia come lo è la nostra generazione… beh qualche problemino potrebbe saltare fuori! Di fatti ho passato la mattinata ad aggiornare i decoder di amici, parenti e clienti ignari del perché la tv fosse “nera” dalla mezzanotte. Altro problemino: a qualcuno spariscono dei canali. A me sono saltati completamente i primi 3 canali della RAI! Ma ci sono tutti i canali nuovi, tipo raisat extra, raisat premium, gulp ecc… problemi tecnici comunque comprensibili ed accettabili. Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione.

Intanto oggi ho letto una notizia positivissima, una bella novità, gira da qualche giorno’ ma io ci sono arrivato solo oggi: Sky debutta sul chiaro e inaugurerà il prossimo 1 dicembre il suo primo canale GRATIS sul digitale terrestre. Si chiamerà “cielo” e vanterà 4 edizioni di quello che è probabilmente il miglior tg italiano degli ultimi anni: Sky tg24 oltre ai vari contenuti della tv satellitare, come film, telefilm… una tv generalista che NON sarà sotto l’influenza di Berlusconi! Una novità assoluta insomma 😀 Inoltre il tutto dovrebbe essere realizzato, da quanto ho capito, con l’aiuto del gruppo “l’Espresso” che di certo non è filo-berlusconiano…  ne vedremo delle belle insomma.

Gruppo “L’Espresso” che si sta godendo l’avvento del digitale terrestre, infatti oltre a “Cielo” da Dicembre, già oggi sono disponibili canali come “Repubblica TV” e da una settimana al posto di ALL MUSIC il nuovo canale “DeeJay Tv”, sempre del gruppo di De Benedetti (Quello che deve prendere 750 milioni di euro da mediaset per intenderci). Insomma, se il “nuovo” sistema sia valido o no, proprio non so dirvelo… però pare che qualcosa si stia muovendo, interessanti novità sembrano esserci all’orizzonte… fuochi di paglia o una vera e propria rivoluzione?

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E tu? Risponderai?

L’ultimo video fatto in casa l’ho messo parecchio tempo fa… (e fu rimosso) quello precedente lo potete ancora vedere qui, era decisamente più futile di questo! 😀

Il seguente video è stato realizzato insieme ai miei amici: Sergio(il protagonista)  Daniele e  Stefano(due dei ragazzi sul divano che guardano la partita, il primo anche seduto sul cofano della macchina)  e Giovanni (quello che strilla al gol) + me e Fabio, che nel video non ci vediamo, ma ci siamo nella sapiente mano che dirige la videocamera… 😀

Buona visione!

Il video è ispirato a un sogno fatto da un ragazzo anni fa. Il nostro amico, che stava facendo un percorso di fede, decise ad un certo punto che Dio non era poi così importante, e deliberatamente smise di “coltivare” la sua spiritualità… tempo qualche giorno e sognò di non rispondere al cellulare… ma quando controllò lesse: “1 chiamata persa: Gesù”… una metafora fortissima, una parabola moderna, proprio come quelle che Gesù usava 2000 anni fa… Lui chiamava allora le persone e lo fa anche oggi, magari non al cellulare 🙂 , ma Lui ti sta chiamando… risponderai?

Intensamente

Scusate se non scrivevo da tanto, ammetto di aver nettamente mollato la presa… però sono stato molto impegnato, stanco, in giro… beh comunque eccomi qua. Sono state settimane intense, con il gruppo di cui faccio parto da 5 mesi ho visitato Roma, Prato, Pistoia e Firenze, parlando di Dio e confrontandosi con le persone per strada che la pensano in maniera diversa da me. Un periodo veramente denso, di esperienze, di incontri, di visite, di confronti. Amo parlare con le persone per strada, fermare persone che non conosco, hanno esperienze diverse dalla mia, vite, luoghi e odori così lontani da me; spesso generazioni diverse, fedi e culture… è così bello conoscere gli altri, scoprirli come una terra sconosciuta, come un mondo alternativo, come una possibilità di arricchimento. Giorni in cui spesso è difficile andare avanti, perché si è stanchi, perché si ha nostalgia, perché infondo si fa qualcosa di così diverso dai canoni classici di un 20enne, ma proprio in quei momenti si fa l’incontro più intenso, denso e più forte che si possa sognare, quello con Dio. “L’essere superiore” a cui molti, forse tutti, credono ma che nessuno sembra riuscire ad avvicinare in questa società è lì, con te, ad un passo, anzi a meno di un passo, è proprio lì, dove sei tu, nel tuo cuore… e tutto allora sembra girare così bene… Spesso le persone per strada mi dicono che non possono credere in ciò che non vedono… eppure se solo provassero quello che “vedo” io quando prego e sto in “meditazione” davanti a Dio… beh, allora cambiaerebbero idea. Dio è reale, è intenso, più del dolore, più della stanchezza, più di ogni cosa lui E’. E noi possiamo conoscerlo nella sua natura più bella: quella di nostro innammorato!

Natale, di Giuseppe Ungaretti

sul natale ho già scritto qualcosa ieri, lo so. Ma questa poesia la ricordo sempre in questo periodo, forse perché in effetti rispecchia anche un po’ quello che dicevo ieri… certo, io non sono un soldato come lo era Ungaretti, però il senso più profondo della poesia credo sia ancora molto attuale. Buona lettura…

Natale*

di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade

Ho tanta stanchezza sulle spalle

Lasciatemi così come una cosa posata  in un angolo e dimenticata

Qui non si sente altro che il caldo buono

Sto con le quattro capriole di fumo del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

* “Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade”: la poesia – tratta dalla raccolta “Allegria di Naufragi”, apparsa nel 1919 e diventata, nel 1931, “L’Allegria” – comunemente nota come “Natale”, è stata composta nel Natale del 1916, durante una licenza che Ungaretti trascorse a Napoli in casa di amici.

(http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=altro&scheda=natale2005_ungaretti&lingua=ita)