il ronzìo…

Certi ricordi sono come le mosche, danno solo fastidio e non si capisce da dove siano entrati. Ti puoi mettere lì con l’acchiappamosche a caccia di “vendetta” ma perdi solo tempo, anche se ne ammazzi una te ne spunta fuori un’altra uguale, anzi anche più scalmanata. Puoi cercare di combattere contro certi ricordi ma più tenti di buttarli fuori, più ti rendi conto che così facendo ci pensi il doppio. Allora ti devi armare di pazienza e indifferenza e stringere i denti quando ti si avvicinano tanto da sentirne il ronzìo… prima o poi passerà, uscirà, volerà via. Ma è solo questione di tempo, prima o poi un altro ricordo ti ronzerà in mente…

Vi racconto una storia…

Sabato scorso ho avuto l’occasione di condividere con altri ragazzi, appassionati lettori di Bibbia come me, una storia non conosciutissima tratta dal vecchio testamento, ovvero il “primo tempo” della Bibbia, passatemi la metafora… Lo so, è lunga, però vi consiglio di leggerla, perché è bellissima! magari copiatevela, stampatevela, tornate più volte a leggerla… fate come vi pare 🙂

Ad ogni modo la storia parla del ben noto Re Davide, lo stesso ragazzino che molti anni prima con una fionda e un sasso aveva sconfitto il gigante Golia, entrando nell’immaginario comune come l’antieroe, come il colpo di scena o l’outsider che fa il colpaccio, ispirando artisti del calibro di Michelangelo, Bernini e Donatello. Questa volta il nostro “eroe” è però alle prese con tutt’altro genere di prova, infatti si trova ad affrontare nel corso della vicenda una quantità incredibile di prove e dolori che nemmeno il miglior superman avrebbe potuto sopportare. La storia sarebbe la trama perfetta di un film dei giorni nostri, infatti c’è tutto, e intendo veramente tutto: azione, giochi di potere, sesso, passione, tradimento, amicizia, politica, tattica e berlusconismo!

Iniziamo pure con la storia di:

DAVIDE E AHITHOFEL

PROLOGO

La storia ha un inizio apparentemente non collegato con le vicende che poi andremo a raccontare, ma come ogni grande film la chiave di lettura l’avremo solo nel finale!

La storia inizia con una guerra:

Con l’inizio del nuovo anno, nel tempo in cui i re vanno a combattere, Davide mandò Joab (ndb Joab comandante dell’esercito di Davide) con i suoi servi e con tutto Israele a devastare il paese dei figli di Ammon e ad assediare Rabbah; ma Davide rimase a Gerusalemme. (2 samuele 11:1)

Una guerra che Davide, grande combattente e uomo di guerra, decide di “saltare” e così se ne resta a Gerusalemme nella sua immensa reggia…

Una sera Davide si alzò dal suo letto e si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno; e la donna era bellissima. Così Davide mandò a chiedere informazioni sulla donna; e gli fu detto: E’ Bath-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uriah, lo Hitteo(ndb Che era in guerra). Davide mandò messaggeri a prenderla, così essa venne da lui ed egli si coricò con lei;(ndb ebbero un rapporto) poi ella si purificò della sua impurità e ritornò a casa sua. La donna rimase incinta e lo mandò a dire a Davide, dicendo: Sono incinta.

Davide insomma fa il danno, invece di andarsene in guerra, invece di starsene quantomeno a dormire, si affaccia dalle terrazze del suo palazzo reale e fa in poche parole il “guardone”, non limitandosi a questo, ma incontrandosi con la donna,sposata allacciando una relazione adultera che porta anche alla gravidanza della donna. Davide, possiamo leggere nel continuo del capitolo, a quel punto si spaventa, perché sa che sarà facilmente individuabile come colpevole, fa richiamare il marito della donna dal fronte e in poche parole dopo vari tentativi di nascondere la propria colpa, lo fa uccidere.

E qui finisce l’introduzione. Infatti passano circa 10 anni e iniziamo a leggere la vera partenza della

storia con un nuovo personaggio…

10 ANNI DOPO

Absalom si alzava al mattino presto e si metteva a lato della via che portava alla porta della città. Così, se qualcuno aveva una causa e andava dal re per ottenere giustizia, Absalom lo chiamava e gli diceva: Di quale città sei?. L’altro gli rispondeva: Il tuo servo è di tale e tale tribù d’Israele. Allora Absalom gli diceva: Vedi, le tue ragioni sono buone e giuste, ma non c’è nessuno da parte del re che ti ascolti. Poi Absalom aggiungeva: Se facessero me giudice del paese, chiunque avesse un processo o una causa verrebbe da me, e io gli farei giustizia. Quando poi qualcuno si avvicinava per prostrarsi davanti a lui egli stendeva la mano, lo prendeva e lo baciava. Absalom faceva così con tutti quelli d’Israele che venivano dal re per chiedere giustizia; in questo modo Absalom si cattivò il cuore della gente d’Israele.

Immaginate adesso, nell’ipotetico sviluppo di questo film, che dopo la schermata nera con scritto “10 anni dopo” vediate un uomo bellissimo con una folta chioma e una barba scura, che sul ciglio di una strada intercetta i viandanti promettendo loro un trattamento migliore di quello che il re garantisce fino a quel momento, cercando di sbarazzarsi dei convenevoli e mettendo sul piatto offerte populiste (ditemi se questo non è berlusconismo??!!)l’uomo in questione è Absalom, il terzo figlio di Davide, la bibbia ci dice nel capitolo precedente, che è un uomo senza difetto, esteticamente parlando, e che ha talmente tanti capelli che ogni anno, tagliandoseli, restano a terra più di 3 kg di capigliatura! Absalom in questi 10 anni è stato per lo più in esilio dopo aver ucciso il fratellastro, reo di aver abusato della sorella di Absalom, una brutta storia insomma… nonostante ciò, Davide, cuore di padre, lo perdona e lo fa tornare dall’esilio. La prima cosa che Absalom, di nuovo a casa, cerca di fare è strappare la corona di testa al padre, con questa squallida tattica che abbiamo appena letto. Ad un certo punto però il piano di Absalom ha una svolta decisiva, infatti:

15:23 Absalom, mentre offriva i sacrifici(ndb è la scusa con cui è andato via da casa…) mandò a chiamare dalla sua città di Ghiloh Ahithofel, il Ghilonita, consigliere di Davide. Così la congiura acquistava forza perché il popolo andava crescendo di numero intorno ad Absalom.

Absalom fa il colpaccio! Ci riesci, la gente inizia ad essere dalla sua parte. Nell’economia di questo GOLPE la bibbia sembra dare particolare importanza alla scelta di Ahithofel di seguire Absalom, infatti Ahithofel non è uno qualsiasi, non è un semplice consigliere, ma è un vero e proprio fuoriclasse nel suo ruolo:

16:23 In quei giorni, un consiglio dato da Ahithofel aveva lo stesso valore di chi avesse consultato la parola di Dio. Così era ogni consiglio di Ahithofel tanto per Davide che per Absalom.

Insomma era un vero e proprio saggio, un uomo di tattica, un uomo che sicuramente aveva una cultura notevole ed un’abilità grandissima nell’analizzare le situazioni, praticamente Ahithofel non sbagliava mai un consiglio!

A questo punto per il vecchio re, Davide, non resta che la fuga

LA FUGA DI DAVIDE

Tutti lo abbandonano e Davide resta con solo i fedelissimi e un manipolo di mercenari che ormai riconoscono in lui un vero leader e lo seguono anche in questo momento inglorioso! Parliamo di 600 persone in totale, Davide inoltre lascia 10 concubine(una via di mezzo tra delle serve e delle moglie diciamo…) al palazzo come custodi. Davide, che ha con sé i sacerdoti con l’arca di Dio, simbolo della presenza divina (per chi è proprio a secco di vecchio testamento è quella che indiana jones cerca nel film…) decide, a sorpresa, di far tornare l’arca a Gerusalemme, perché dice: “Se io trovo grazia agli occhi dell’Eterno, egli mi farà tornare e me la farà rivedere insieme con la sua dimora. Ma se dice: “Non ti gradisco”, eccomi, faccia di me ciò che gli pare” cioè rimette tutta la vicenda nelle mani di DIO, si mette in discussione, pensa: “magari è giusto così, Dio sa…”.

FLASHBACK

Il momento è drammatico, tutti salgono sui colli intorno a Gerusalemme in fuga, tutto è finito, le vicende leggendarie di Davide stanno ormai volgendo al termine, è la fine di un’epoca, c’è un silenzio irreale tra quelli dell’entourage di Davide, tutti si guardano attorno salendo, e i ricordi affiorano, quante vittorie insieme, quanta gloria, e ora se tutto va bene al massimo ci sarà una vita in fuga, qualcuno non ce la fa più a reggere questa tensione e sbotta a piangere, è la bibbia stessa che ce lo dice. Ad un tratto tra la piccola folla silenziosa si inizia a sentire un mormorio, è arrivata una notizia! In men che non si dica la voce si inizia ad allargare a macchia d’olio fino a giungere a Davide:

15:31 Qualcuno venne a dire a Davide: Ahithofel è con Absalom tra i congiurati. Davide disse: “O Eterno, ti prego rendi vani i consigli di Ahithofel!”

Dalla reazione di Davide abbiamo ulteriore conferma che Ahithofel non è uno qualsiasi, continuando l’ipotetico percorso “cinematografico” Davide ha un flashback…

SALMO 55:12-14 ; 21-22 riferito ad Ahithofel:

Poiché non è stato un mio nemico che mi ha schernito, altrimenti l’avrei sopportato; non è stato uno che mi odiava a levarsi contro di me; altrimenti mi sarei nascosto da lui.Ma sei stato tu, un uomo pari a me, mio compagno e mio intimo amico. Avevamo insieme dolci colloqui e andavamo in compagnia alla casa di DIO.

La sua bocca era più dolce del burro, ma nel cuore aveva la guerra; le sue parole erano più morbide dell’olio, ma erano spade sguainate. Getta sull’Eterno il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.

SHOCK! Davide e Ahithofel erano non solo “colleghi”. Ma amici! Avevano insieme chissà quali meravigliosi discorsi, parliamo di due uomini saggi, preparati, che amavano Dio! Com’è possibile?? Cosa può essere mai successo ad una così perfetta relazione di amicizia? Da sottolineare ancora il fatto che Davide in un momento così amaro lascia tutto in mano a Dio scrivendo un verso bellissimo, straordinario: Getta sull’Eterno il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli. In pratica: BUTTATI nelle mani di Dio, lui ti terrà al sicuro!

LA REAZIONE DI DAVIDE

A questo punto Davide reagisce, sa che ora tutto è nelle mani di Dio e se il Signore vuole farlo tornare a casa tutto andrà liscio, altrimenti Absalom trionferà e lui sarà solo un ricordo sui libri di storia…

Il punto chiave, Davide lo sa bene, è la relazione di fiducia tra Ahithofel e Absalom, Absalom è un narciso bamboccione, figlio di papà e viziato che finoa quel punto è stato solo capace di mentire per arrivare al potere, ma ora ha il miglior consigliere possibile, ora è come una squadra mediocre che compra Maradona, ha tutte le carte in regola per vincere! Così Davide dispone le sue pedine:

Quando Davide giunse in vetta al monte, dove adorò DIO, ecco farglisi incontro Hushai, l’Arkita con la veste stracciata e il capo coperto di terra. Davide gli disse: Se tu prosegui con me, mi sarai di peso; ma se torni in città e dici ad Absalom: “lo sarò tuo servo, o re; come fui servo di tuo padre nel passato, così sarò ora tuo servo”, tu renderai vano in mio favore il consiglio di Ahithofel. Non avrai là con te i sacerdoti Tsadok ed Abiathar? Tutto ciò che sentirai dire da parte della casa del re lo farai sapere ai sacerdoti Tsadok ed Abiathar. Ecco, essi hanno là con sé i loro due figli, Ahimaats figlio di Tsadok e Gionathan figlio di Abiathar; per mezzo di loro mi farete sapere tutto ciò che sentirete Così Hushai amico di Davide, tornò in città e Absalom entrò in Gerusalemme.

Davide prova a mettere Hushai, suo consigliere fedele, un vero amico, tra Absalom e Aithofel in modo che Ahithofel “giochi a pera” si diceva da bambini, cioè non sia ascoltato. In un primo momento il piano sembra parzialmente fallire, infatti dopo l’ingresso in città di Absalom trionfante, Hushai viene considerato come un buon consigliere e reclutato dal nuovo re, che però ascolta il consiglio di Ahithofel di allestire una tenda sulla terrazza, la stessa dove all’inizio Davide spia la bellissima donna, per avere relazioni sessuali in pieno giorno davanti a tutti il popolo con le 10 concubine che Davide ha lasciato a palazzo. Che consiglio astioso! Ahithofel deve veramente odiare Davide alla follia! E lo vediamo ancora di più nel secondo consiglio:

Poi Ahithofel disse ad Absalom: Lasciami scegliere dodicimila uomini, perché possa andare a inseguire Davide questa notte stessa; 2piombando su di lui mentre è stanco e debole, lo spaventerò e tutta la gente che è con lui si darà alla fuga; così potrò colpire solamente il re, 3ma ricondurrò a te tutto il popolo. La morte dell’uomo che cerchi favorirà il ritorno di tutti; così tutto il popolo sarà in pace.

Ahithofel si propone di andare personalmente a sterminare Davide, subito, è la cosa giusta da fare, degli altri non vuole sapere nulla, non gli interessa, LUI ODIA DAVIDE E BASTA! Clamoroso.

ABSALOM ABBOCCA E …

Ma Hushai sta volta riesce a sventare il consiglio dell’avversario perché:

L’Eterno infatti aveva stabilito di rendere inefficace il buon consiglio di Ahithofel, per far cadere la rovina sopra Absalom.

Così Davide seppe la notizia tramite le spie che aveva messo in giro, ed ebbe tempo di organizzarsi, l’indomani affrontò l’esercito di Absalom sconfiggendolo e riprendendo il potere. Davide, sempre cuore di padre, non avrebbe voluto fare male ad Absalom, ma Joab, generale di Davide, si trovò di fronte una possibilità troppo “Ghiotta” da non sfruttare: Absalom correva sul suo mulo quando i suoi capelli folti e bellissimi rimasero impigliati sui rami di un albero, lasciandolo appeso a mò di salame, per Joab fu un gioco da ragazzi. Davide fu ristabilito re, e tutto tornò alla normalità.

E AHITHOFEL?

Ma una domanda resta ancora… che fine fece Ahithofel? Subito dopo che il suo buon consiglio non fu ascoltato si ritirò a casa sua, sapendo che Absalom a quel punto era destinato alla sconfitta, non tentò nemmeno di far valere le sue ragioni:

2 Samuele 17:23

Quando Ahithofel vide che il suo consiglio non era stato seguito, sellò il suo asino e partì per andare a casa sua nella sua città. Mise in ordine le faccende di casa sua e s’impiccò. Così morì e fu sepolto nel sepolcro di suo padre.

Preferì uccidersi che vivere con Davide ancora re, un odio inspiegabile.

Un’idea del perché in realtà ce la possiamo fare, infatti tra i grandi combattenti di Davide in seconda Samuele 23:34 viene citato:

Eliam, figlio di Ahithofel di Ghilo;

Non abbiamo già letto questi nomi?

Rileggiamo i versi con cui abbiamo iniziato la storia:

Una sera Davide si alzò dal suo letto e si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno; e la donna era bellissima. Così Davide mandò a chiedere informazioni sulla donna; e gli fu detto: E’ Bath-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uriah, lo Hitteo(ndb Che era in guerra). Davide mandò messaggeri a prenderla, così essa venne da lui ed egli si coricò con lei;(ndb ebbero un rapporto) poi ella si purificò della sua impurità e ritornò a casa sua. La donna rimase incinta e lo mandò a dire a Davide, dicendo: Sono incinta.

Ahithofel era il nonno di Bath-Sceba, la donna con cui Davide ebbe una relazione adulterina…

Incredibile, da quell’episodio passarono più di 10 anni, e da quello che leggiamo nel salmo 55, nel flashback, Ahithofel non ha mai accennato a tutto ciò,è sempre rimasto lo stesso, amichevole, saggio uomo di sempre… ma nel suo cuore covava l’odio, la vendetta, il mancato perdono nei confronti di Davide e alla prima occasione si è gettato contro Davide segnando però la propria fine. Che triste storia! Tutto iniziato da uno sguardo, di Davide, che non sarebbe dovuto esserci. E montata per l’impossibilità di perdonare di Ahithofel. Possiamo imparare molto da questa avvincente storia.

Appiccicosissimi ricordi

Quando ero più piccolo ne facevo di più grandi...

Quando ero  piccolo ne facevo di più grandi…

Mi sarebbe piaciuto parlare di calcio, di champions (DE CIEMPIONS PA PA PAPPAAAA) ma se avete letto il post precedente capirete che dopo la partita di ieri della Roma sono in lutto… Quindi mi butto sul nostalgico e non fate battute… tanto non rosico, ho rosicato talmente tanto ieri sera che ormai la delusione ha collassato su se stessa creando il vuoto assoluto, considerate anche che vedendola su internet, la partita, mi sono dovuto subire la telecronaca in rumeno… era meglio se la faceva un laziale…

Cmq, Oggi al lavoro il mio astruso collega (17enne figlio del suo tempo…) ha avuto la brillante idea di acquistare un pacchetto di big babol! mi iche big babol oserei dire, un pacchetto di ricordi per me. Mentre procedevamo, con fare meccanico e ormai del tutto automatico, all’incollaggio di alcune scatole, lavoro deumanizzante e frustrante ma che in una tipografia capita a volte, lui mi fa “Da’, la vuoi una big babol??” io memore delle fatiche infantili per masticare quella specie di mattoncino di lego commestibile, e sopratutto, essendo sprovvisto di una mandibola di riserva, così, su due piedi ho rifiutato, ma poi… “è salita le pezza” si dice a Roma, i ricordi mi hanno pervaso, sopraffatto, aggredito! Ho ceduto… la carne è debole!

Così poche secondi dopo ero totalmente coinvolto nella lotta corpo a corpo con l’odioso e mastodontico chewingum. Un po’ come quando si torna a giocare a calcetto dopo mesi di astinenza ho avuto sin da subito la sensazione di aver perso “Il dono” che avevo da piccolo e mi rendeva uno dei più invidiati ragazzini della mia combriccola, non mi ricordavo assolutamente come caspita facevo a fare 2-3 palloncini l’uno dentro l’altro, cosa che in età infantile mi era costato duro allenamento e molti molti sacrifici!

L’errore più grande è stato quello di non aver attualizzato la gomma con le proporzioni del mio corpo… infatti, se si esclude un tentativo alle superiori di mangiare una big babol a un gusto tipo papaia e anitra wc che ovviamente mi ha fatto schifo e ho sputato prima di poter anche solo mordere, l’ultima big babol che avevo ingurgitato risale probabilmente a non meno di 7-8 anni fa… quando ancora giocoso 13enne mi cimentavo, ormai a fine carriera,  nell’arte di fare palloncini, ai miei occhi giganteschi! Il problema è che ora non sono “grosso” come quando avevo 13 anni e in proporzione i palloncini mi sembravano insignificanti, questo cosa ha comportato? semplice, una serie di esplosioni gommose in pieno viso! E qui subentra il secondo e più fastidioso errore, cos’ho in faccia di diverso rispetto a quando avevo 13 anni? IL PIZZETTO!

il mio amatissimo pizzetto che per un attimo è subentrato nella mia fanciullezza e si è più volte “tinto” di rosa… La cosa fondamentale comunque è che alla fine, un po’ come yuri chechi alle olimpiadi di Atene2004, sono riuscito a risalire in sella e a portare a casa un storico risultato: 5 palloncini, dico 5, l’uno dentro l’altro, il tutto tra lo stupore del 17enne collega che certe cose, diciamocelo, se le sogna. :p

DvB