Bebe – Siempre me quedarà(traduzione) – Ska de la tierra – Me Fui

Bebe è conosciuta in Italia sopratutto per il suo singolo “Malo” che nell’estate del 2006 si impose come tormentone, sicuramente per il ritmo ripetitivo, che entra in testa facilmente, e non certo per la tematica non certo da canzonetta, infatti “Malo” parla della violenza sulle donne… non certo una canzoncina insomma. Questa ragazza ha comunque fatto molto di più di un tormentone estivo, non si tratta di una cometa senza qualità, il suo primo album (Pafuera Telarañas) del 2004 è pieno di pezzi che mi piacciono molto, uno di questi è: Siempre me quedarà. L’altro che vi propongo è “Ska de la tierra” che come da titolo è un pezzo ska, trascinante e divertete, aumenta di velocità ad ogni ripetizione, parla del benessere della terra, dell’ecologia, un altro bel tema. Bebe ha inoltre intrapreso anche la carriera cinematografica ed è comparsa in diverse pellicole spagnole, tornando però poi però alla musica nel 2009, con il secondo album “Y.”. Per finire anche l’ultimo singolo: “Me fui”… che come vedete ha una differenza sostanziale dagli altri video: Bebe ha scoperto che l’estetista può sistemarle le sopracciglia! 🙂

Siempre me quedará

Cómo decir que me parte en mil
las esquinitas de mis huesos,
que han caído los esquemas de mi vida
ahora que todo era perfecto.
Y algo más que eso,
me sorbiste el seso y me decían del peso
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.

Me cuesta abrir los ojos
y lo hago poco a poco,
no sea que aún te encuentre cerca.
Me guardo tu recuerdo
como el mejor secreto,
que dulce fue tenerte dentro.

Hay un trozo de luz
en esta oscuridad
para prestarme calma.
El tiempo todo calma,
la tempestad y la calma,
el tiempo todo calma,
la tempestad y la calma.

Siempre me quedará
la voz suave del mar,
volver a respirar la lluvia que caerá
sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
En la voz suave del mar,
en volver a respirar la lluvia que caerá
sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.

Sempre mi rimarrà

È come dire che gli angoli delle
mie ossa vanno in mille pezzi
che sono caduti gli schemi dalla mia vita
adesso che tutto era perfetto.
e c’è di più di questo, mi hai bevuto il cervello
e mi dicevano del peso di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume
di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume

mi costa fatica aprire gli occhi
e lo faccio a poco a poco
non sia mai che ti trovi ancora vicino
custodisco il tuo ricordo
come il miglior segreto
perché fu dolce averti dentro

c’è un pò di luce in questa oscurità
a darmi la calma
il tempo tutto calma, la tempesta e la calma
il tempo tutto calma, la tempesta e la calma

sempre mi rimarrà la voce dolce del mare
ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te
penserò alla voce dolce del mare
al ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te

è come dire che gli angoli delle
mie ossa vanno in mille pezzi
che sono caduti gli schemi dalla mia vita
adesso che tutto era perfetto.
e c’è di più di questo, mi hai bevuto il cervello
e mi dicevano del peso di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume
di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume

sempre mi rimarrà la voce dolce del mare
ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te
penserò alla voce dolce del mare
al ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te

Ska de la Tierra

La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa que ya no la quieren.
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa que ya no la quieren.
Y es que no hay respeto por el aire limpio
Y es que no hay respeto por los pajarillos
Y es que no hay respeto por la tierra que pisamos
Y es que no hay respeto ni por los hermanos
Y es que no hay respeto por los que están sin tierra
Y es que no hay respeto y cerramos las fronteras
Y es que no hay respeto por los niños chiquininos
Y es que no hay respeto por las madres que buscan a sus hijos.
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa que ya no la quieren.
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa q ya no la quieren.
Y es que no hay respeto y se mueren de hambre
Y es que no hay respeto y se ahoga el aire
Y es que no hay respeto y yo y lloran mas madres
Y es que no hay respeto y se mueren de pena los mares
Y es que no hay respeto por las cosas de los pueblos
Y es que no hay respeto desde los gobiernos
Y es que no hay respeto por los coches mininos
Y es que no hay respeto y el mundo se prendió…
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor q le cure la penita q tiene.
Aah-aah
Y es que no hay respeto por el aire limpio
Y es que no hay respeto por los pajarillos
Y es que no hay respeto por la tierra q pisamos
Y es que no hay respeto ni por los hermanos
Y es que no hay respeto por las cosas de los pueblos
Y es que no hay respeto desde los gobiernos
Y es que no hay respeto por los coches mininos
Y es que no hay respeto y el mundo se prendió…

 

Me Fui

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La ragazza del muretto

Non era solo una questione di estetica, no, no anzi l’estetica era uno dei metri di giudizio che per ultimo sembrava  bussare ai suoi occhi; per carità quella ragazza appoggiata al muretto in attesa dell’autobus davanti a lui, che svogliatamente si appoggiava al palo della fermata, era veramente un angelo, ma non si trattava di questo. Era la sua fantasia che per prima cosa gli saltò agli occhi, non ci aveva mai scambiato una parola, eppure lo sapeva, lei era una creativa, una donna piena di fantasia, era evidente guardando la luce nei suoi occhi accendersi leggendo le pagine del libro che costantemente teneva in mano nell’attesa; come la luna si specchia nel sole per poter brillare, così i suoi occhi nocciola, profondi e visionari, riflettevano un mondo che solo lei riusciva a vedere davanti a se. Il suo sorriso spontaneo e imperfetto era la cosa che più di tutte si era impressa nella sua mente, la notte spesso era l’ultimo pensiero cosciente prima di abbandonarsi a sogni che avevano sempre lei come protagonista e che lui aveva l’impressione di non dimenticare mai al risveglio, non come tutti quelle altre banalissime fantasie notturne su chissà quali altri soggetti accatastati lì nelle nostre menti senza un motivo apparente. Il trucco raramente  sfoggiato, e comunque sempre e solo accennato, per esaltare i suoi lineamenti essenziali, le scarpe basse, i vestiti vissuti e soggetti ad una moda solo ed esclusivamente sua, le mani delicate che nello sfogliare le pagine sembravano scandire le note di un’arpa, la sciarpa colorata intorno al collo con il riflesso del tiepido sole invernale creava una cornice che ne esaltava la pelle candida, la voce spezzata dalla timidezza anche solo per rispondere a qualcuno che chiedeva l’ora, il naso all’insù, i capelli castani ricci e selvaggi di cui segretamente lui studiava la trama che lo riconducevano, come piccole scale a chiocciola, al suo viso così bello e vivo, come un quadro di Monet…

Mentre la pioggia iniziava a cadere, mentre il sole splendeva, mentre tutti correvano, mentre non si muoveva una foglia, lei era sempre lì in un mondo esclusivamente suo e in cui lui ogni notte sognava di entrare, ma da cui ogni mattina sistematicamente usciva quando la vedeva lì appoggiata ad un muretto con un libro in mano, troppo bella per non essere un sogno.

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Lunedì

Intanto saluto con sorpresa la prima settimana di blog, sono riuscito a scrivere per sette giorni consecutivi su questo spazio! Per ora è stato un piacere, l’idea era quella di fare un 3-4 aggiornamenti settimanali, ma che vi devo dire? Questa settimana sono ispirato! D’altronde bisognava conoscersi un po’. Vediamo quanto duro ancora, sono aperte le scommesse.

La settimana scorsa non è stata pesante, anzi! Però questa è iniziata veramente sotto i peggiori auspici (lavorativamente parlando) con i due clienti più pignoli e lenti che il vasto campionario della tipografia poteva offrirmi, uno alla mattina dopo colazione, l’altro dopo pranzo, come l’antibiotico! Per fortuna non mi seguono a casa, altrimenti sarei in loro compagnia in questo momento! Probabilmente se potessero mi chiamerebbero anche adesso… Mamma mia, rabbrividisco al solo pensiero… brrr. Poi devo dire che sono brave (lo scrivo solo in caso raggiungessero mai il blog e mi individuassero… ) persone, persino simpatiche a volte, però sono di una pignoleria impressionante, sopratutto sugli aspetti inutili! Vabbè, lasciamo perdere, ne parliamo un’altra volta…

Io il lunedì l’ho sempre odiato, e da anni mi batto per l’abolizione di questo giorno nefasto! A scuola c’ero praticamente riuscito a suon di assenze e ingressi posticipati, trasformando effettivamente il lunedì in un inserto della domenica. Ma con il lavoro, e la responsabilità, anni di lavoro sono andati in frantumi, anzi se possibile le cose sono peggiorate! Ad esempio, a metà mattinata è tassativamente necessario un caffè per svegliarsi definitivamente, specialmente il lunedì, il problema stà nel fatto che il “mio” bar di fiducia a due passi dal lavoro il lunedì è chiuso… DOH!

Così a metà mattinata, quando non c’è tanto lavoro da renderlo impossibile, ci si arma di voglia di camminare, col sole, con la neve e la grandine e ci si reca al Bar successivo, e qui la cosa si complica ancora di più, perché? Perché abbiamo 2 bar ad equadistanza dalla tipografia, il primo, che poi è quello dove effettivamente ci rechiamo di solito, è proprio all’inizio della strada principale del quartiere, è gestito da una famiglia decisamente simpatica e con un’età media molto più vicina alla mia, però devo ammettere che è abbastanza squalliduccio… Come ambiente dico, poco illuminato, un po’ disordinato, frequentato da tipi abbastanza improbabili, attirati per lo più dalla figlia del proprietario, che tra l’altro non è nemmeno poi così bella, eh vabbè, uno chiuderebbe pure un occhio, ma il fatto principale è che questo bar offre un caffè pericolosamente acquoso… insomma una bella ciofeghuccia, ultimamente stiamo migliorando, ma siamo lontani dai fasti del mio bel bar abituale…

L’altra alternativa invece è un bar bello grande e molto curato che si trova sulla via parallela, è gestito da una famiglia, ma per lo più dai capifamiglia, ed ha quindi un’età media maledettamente alta, inoltre il proprietario del bar è notoriamente juventino… tanto da essere noto come  “er bar do’ juventino” e per un romanista, ma probabilmente qualsiasi altro tifoso italiano, il lunedì è sempre consigliabile stare lontano da qualsiasi forma di vita “gobba” sulla faccia della terra, se ci mettete inoltre che il bar è frequentato continuamente da uno dei romanisti più sboccati della storia del calcio (tra l’altro nostro cliente e questo è un ulteriore demerito al bar…) , ecco che le “liti” calcistiche sono servite. Non so voi, ma di mattina, specialmente di lunedì, potrei vivere nel silenzio assoluto… in assenza del quale evito comunque le discussioni sopra un certo numero di decibel. Il Caffè di qua invece è a settimane alterne, quindi è un po’ come “affari tuoi” vai lì e fino all’ultimo non sai cosa ti capita, se un ottimo caffè o uno strizzabudella peggio di quello del bar precedente.

Di solito si finisce a bere il caffè nel primo bar, più per non sentire gente che strilla o clienti che ti fanno domande…

Insomma, il lunedì sto seriamente prendendo in considerazione l’idea di portarmi la moca da casa… 😀

DvB