Vita e sigarette

A guardarlo così, fortuitamente, sigaretta al lato di una bocca quasi costantemente lineare, senza accenni di sorrisi, pelle incessantemente dorata dal duro lavoro all’aria aperta, capelli neri come la notte che lo portò in Italia, sembrerebbe proprio che quest’uomo sia un duro, un James Dean dei Balcani. Una persona sicura di sè, cuore di pietra, occhi fissi sull’obiettivo, sempre, mani pesanti come il cemento armato. Uno che non vorrei mai ritrovarmi contro in una lotta per la vita!

A guardarlo bene invece ci vedi tutt’altro… gli occhi fissi di chi non ha voglia di permettersi distrazioni oltre il lavoro; i vizi, i molti vizi, che sopperiscono all’assenza di una famiglia lasciata dall’altra parte del mare, e sopratutto una nuvoletta di fumo targato marlboro costantemente sopra la chioma spettinata  e impolverata. Un uomo senza fronzoli, uno che si sveglia, lavora e poi si strugge senza capire bene per chi, o per cosa… vive così, una tirata di sigaretta alla volta, sforzandosi di mantenere, in quegli occhi sempre attenti,  i luoghi dov’è cresciuto, le persone che l’hanno amato, i figli che non l’hanno mai conosciuto.

A parlarci invece senti l’eco… l’eco profondo di un uomo che dentro si è svuotato di tutto, sputando fumo e motivazioni… tabacco e ricordi… nicotina e vita… un vuoto costante.

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Home sweet Home

C’è sempre qualcosa di particolare nell’aria di casa, non è spiegabile, è una sensazione che hai dentro, una percezione che senti nei polmoni alla prima boccata d’aria e che arriva fino al cuore più che nella testa. Quando sali su un treno, aereo, macchina ecc… da una qualsiasi altra parte del mondo e poi riscendi nella tua città o paese senti subito che nell’atmosfera c’è qualcosa di familiare. I colori, gli odori, le voci, perfino le gocce d’acqua ti sembra di averle già conosciute,  la strana sensazione di conoscere tutti, anche se in effetti sei in mezzo a degli estranei! Non è una questione di quanto stavi bene o male fuori dalla tua città, come non conta se ti sei divertito o sei andato al lavoro, prima o poi vuoi rientrare a casa! C’è qualcosa di bello in questa sensazione, qualcosa che ti fa senitere legato a milioni di altre persone, che ti fa sentire un attaccamento bello a quel tuo pezzetto di terra… non essendo mai stato fuori casa così a lungo non mi ero mai accorto di quanto fossi legato a tutto qui, anzi… pensavo il contrario. E’ bello sentirsi a casa ma ancora più bello è esserci, a casa.

Le persone

Le persone intorno a noi sono infinite… cioè, sono calcolabili, sono un numero finito, ma per noi conoscerle tutte è impossibile, quindi in definitiva sono un numero effettivamente infinito! E variano, variano tantissimo, dall’esterno all’interno, nessuno è identico! “sono due gocce d’acqua” in realtà è una frase fuorviante… qualcuno dice che anche trovare due gocce d’acqua identiche sia impossibile. E così anche chi somiglia fisicamente, dentro è un universo a parte. Fantastico.  Ogni essere umano è un mondo, una porta per un fantastica opportunità di conoscere, esperienze, punti di vista, idee… la vita è una cosa meravigliosa, ma non la mia, tutte! Amo ascoltare le persone parlare, raccontare anneddoti, esperienze… ad ogni racconto mi sento più vivo, più ricco. A volte commettiamo l’errore di giudicare senza conoscere… che polli che siamo quando dividiamo il mondo in due, noi e tutti gli altri… bianchi e neri… bene assoluto e male assoluto… ho sempre discusso con qualche mio amico per l’odiosa frase “mi sta antipatico a pelle”… la pelle mente! E’ sottilissima, più o meno quanto la superficialità di chi giudica. Conosciamoci, parliamo, condividiamo! Amo sentire voci diverse, guardare le persone negli occhi e leggere le emozioni… è poesia pura! Per me, anche questo è cristianesimo.