Sfida a due – non farti inseguire

Ormai presi dalla forza d’inerzia sforniamo video come biscotti fatti in casa!! Ecco a voi l’ultima creazione del nostro team di lavoro:

Due uomini. L’uno contro l’altro. Una sfida a due. Uno dei due però è costretto a scappare. Corre, salta, si nasconde… ma per quanto possa sforzarsi il suo nemico gli è sempre alle costole. Ma chi sarà questo misterioso sicario? E cosa vuole dal ragazzo in fuga?

“Ma se non fate così, allora peccherete contro l’Eterno; e state pur certi che il vostro peccato vi ritroverà

(La Bibbia – Numeri 32:23)

Oggi giorno la parola “peccato” è incredibilmente demodè. “Peccato” sembra così indelebilmente legato a un vecchio prete di paese, preso a spaventare un gruppo di adolescenti alle prese con le prime ribellioni giovanili… maledettamente bigotto e passato! Roba da Don Camillo e Peppone!

Eppure il punto, il nocciolo della questione, è molto al di sopra del semplice vincolo culturale-linguistico.

La parola “peccato” nell’originale indica più di quello che è rimasto nel nostro linguaggio, indica un errore, un mancare il centro, una dimenticanza, uno sbaglio…  quando parliamo di peccare contro Dio, stiamo quindi dicendo che stiamo sbagliando nei confronti di Dio, ci stiamo dimenticando qualcosa nei suoi confronti. Di dargli attenzione, di dedicargli il nostro tempo, di disubbidirgli. Non dedicare tempo a Dio è sbagliato non solo perché Lui è il nostro creatore e padre, ma anche perché tramite Gesù ci ha concesso una salvezza per il male che ogni giorno circonda la nostra vita e rifiutarlo significa disprezzare quel gesto EROICO e d’amore.

Il male peggiore è l’inquinamento dell’anima, la corruzione spirituale… che ci toglie motivazioni, energia e pace. L’unico modo per stare in pace totalmente è essere in relazione con Dio (non in religione, ma in relazione), ma l’unico modo per dedicare il proprio cuore a Dio, senza il male, è Gesù, che sulla croce ha crocifisso tutti i nostri “peccati” (cioè i nostri sbagli, disubbidienze e noncuranze nei confronti di Dio) permettendoci di avere una relazione d’amore con il  nostro Padre effettivo.

Peccato è essere separati da Dio insomma. Avere una vita senza Dio, senza seguirlo, alla fine avrà delle conseguenze negative. Quello che semini raccogli. Se semini peccato… ritroverai il male… o meglio, lui troverà te.

Dio è 2.0

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’evoluzione del web, alla crescita incredibile di internet che piano piano ha cambiato e sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere. Parlavamo proprio qualche giorno fa di Facebook (vi aggiorno sulla situazione, ho trovato anche io amici di infanzia finalmente!) di come si stia diffondendo e delle enormi potenzialità! Facebook è 2.0, un sito dinamico che cambia con l’utente, è l’utente che decide cosa fare come farla, cosa vedere, c’è un’interazione, è vivo! Questo fenomeno è noto come “web 2.0” da un web statico ad uno dinamico insomma. In un certo senso siamo passati dal produttore al consumatore, siamo collegati direttamente al sito che è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per esprimerci. Io penso che questo concetto sia assolutamente fondamentale nella vita di fede, una delle cose che non ho mai veramente apprezzato della chiesa cattolica è il concetto di intermediazione che il prete dovrebbe avere. Cioè io per esempio rubo una macchina, mi pento, a questo punto oltre a restituire la refurtiva, se credo, dovrei dire a Dio: “Guarda, scusami, ho sbagliato!” invece no!per la chiesa cattolica esiste la confessione, cioè vai dal parroco, ti confessi, e poi ci pensa lui: “ti assolvo”… scusa eh, ma io della tua assoluzione che ne faccio? Puoi darmi un consiglio, puoi pregare per me, ok perfetto, ma perché dovrei rivolgermi a te se voglio parlare con Dio? Dio ha tutta questa burocrazia? E perché?? é troppo impegnato? (nella Bibbia c’è scritto: “Egli non permetterà che il tuo piede vacilli, colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchia e non dorme. L’Eterno è colui che ti protegge, l’Eterno è la tua ombra, egli è alla tua destra” (Salmo 121:3-5)DIO NON HA COLPI DI SONNO o impegni che lo distolgano da te! )Vi dico una cosa, Dio non ha bisogno di “segretari”, di gente che si mette in mezzo. Dio è 2.0! Lui è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per poterci esprimere, se io voglio parlare con Dio, sia nel bene che nel male, lo posso fare direttamente a 4 occhi! Se hai qualche lamentela da fare al Capo non troverai nessuno ufficio reclami nella tua parrocchia, ma se vuoi fargli qualche domanda…. Dio è sempre lì, disponibile, se lo cerchi con un cuore onesto. In 1 timoteo 2:5 c’è scritto: poiché v’è un solo Dio, ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù..” L’unico intermediario di cui abbiamo bisogno è Gesù, che poi guardacaso è sempre Dio, che è morto proprio per questo. In Israele c’era un ordine sacerdotale molto, molto ben definito, rigido e chiaro e quello era il mezzo tramite il quale il popolo poteva comunicare con Dio, anche se ci sono molti casi in cui Dio preferisce una relazione 1 a 1, ma Gesù ha annullato di fatto questo bisogno, basta vedere chi erano i suoi messaggeri: Pescatori, esattori, poveracci! Dio è vicino, più di quanto si possa dire guardando alla mastodontica struttura delle grandi chiese ma Dio non è in una denominazione o in una religione, no, non ne ha proprio bisogno! Dio è libero, Dio è vicino a te, prova a parlarci!