Respiro…

Se ne stava lì, steso sull’erba, solo, completamente solo, dopo anni che non gli capitava… cercava di capire se il cielo fosse rimasto lo stesso di quand’era bambino o fosse cambiato anche lui. Lo scrutava, e , respiro dopo respiro, consumava la vita con una passione inaspettata, quasi sconosciuta. La pace dei sensi, l’essere uno con l’erba, con gli alberi, col cielo, col vento. Tutto in perfetta simbiosi, tutto come se facesse parte di quella natura, e in fin dei conti era proprio così. Un uomo non è parte integrante della natura? Anche quando lo nega, anche quando ne è spaventato, non è forse un pezzo del puzzle? E in quel momento lui si sentiva a casa, il sole in faccia, il vento che accarezzava la sua pelle, l’aria mattutita fresca e tagliente come una lama affilata entrava nei suoi polmoni squarciando a grandi colpi quella frustrazione “nero oblio” che negli ultimi giorni si era radicata in lui, dai polmoni fino ad arrivare al cuore, in un’ondata di sangue, passione, pace… tutto in sintonia, come un’orchestra, come la donna della tua vita, come il tuo film preferito… Idee nuove, speranze appena nate, come quei fiori colorati sparsi intorno al suo corpo mimetizzato nella natura… Una farfalla gli sfrecciò davanti portando via con sè l’ultima preoccupazione, tutto era perfetto… surreale, onirico. Ad ogni respiro una nuova speranza, ad ogni respiro un boccone di vita.

non si nasce imparati!

Qualcuno quand’ero piccolo mi disse questa frase orrenda per esprimere un concetto però verissimo: “Non si nasce imparati” o in italiano: “non si nasce sapendo già tutto”. L’esperienza nella vita è senza dubbio fondamentale, in ogni disciplina l’esperienza fà la differenza. Creare un “database”, un archivio, di esperienze simili a cui si è già dovuto reagire è decisamente importante. E così tutti ogni giorno impariamo qualcosa, o almeno, tutti dovremmo, se non impariamo niente iniziamoci a preoccupare perché forse non osserviamo bene la vita che ci circonda. Tutto deve essere appreso, nasciamo sapendo solo soddisfare i bisogni primari ma col crescere possiamo imparare a diventare noi stessi. Col tempo ho imparato a parlare, ascoltare, gridare, piangere, ridere, far finta di ridere, sorridere, abbozzare, temporeggiare, scusarmi, usare attrezzi e strumenti di ogni genere, lavorare, protestare, richiedere, scrutare, guardare più a fondo, ricercare, amare, fingere, pensare, programmare, aspettare il momento giusto, a stare zitto, a contare fino a 10 prima di parlare, a far ridere, a raccontare aneddoti, svariate barzellette, a distinguere il giusto o lo sbagliato,  fotografare, navigare, guidare, farmi la barba, acchiappare le mosche, non scivolare sull’erba bagnata, andare in biciletta, leggere le istruzioni, fare molte domande, incoraggiare, ascoltare musica, suonare il sax, pregare, cantare, giocare a calcetto e a milioni di giochi… ho imparato a riflettere e ad analizzare, ho imparato a non giudicare in fretta, ho imparato a dare una possibilità e subito dopo a non darne più. Ogni giorno il mondo mi insegna qualcosa, ogni mattina sò fare qualcosa in più. Come dice una bella poesia di Wislawa Szymborska:

Nulla due volte accade
ne accadrà.Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.