Prospettiva forzata

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Prospettiva forzata

La prospettiva forzata è un’illusione ottica che si può sfruttare in fotografia (avete presente la classica foto della torre di Pisa sostenuta dai turisti?) uno dei modi più divertenti di usarla è sfruttando il sole. Cercando su internet ne troverete tantissimi esempi. Intanto vi linko le mie foto nell’album di facebook.

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Outing di un sognatore

Lo ammetto. Sono sempre stato un sognatore, mai per scelta, sempre per necessità. Lo confesso oggi, davanti tutti voi, per la prima volta. Non posso più sostenere il peso di questa scomoda condizione. Non posso più fingere… non ce la faccio. Dietro scelte misurate, calcolate e ben pensate si nasconde lo slancio di un istintivo, lo sguardo di un visionario che vede oltre quello che gli è concesso capire. Ho finto bene, lo so! Una stabilità da quattro soldi ha incatenato per un po’ la voglia di osare, di andare al di là dei proprio confini, di mischiare la certezza con la possibilità. Ho nascosto i fallimenti in barattoli di speranza e la delusione dietro una mano di vernice, ancora fresca. Passo il tempo libero a sognare e sognare e sognare, senza mai una pausa senza mai una realtà, ho visitato mondi paralleli, ho timbrato il biglietto per treni immaginari, ho sentito musiche che ancora devono essere scritte e visitato luoghi mai esistiti. Le situazioni “reali” sono solo una degenerazioni dei miei sogni, tutto quello che faccio di giorno in giorno un intermezzo tra un sogno e l’altro. Lo stato onirico è quello che preferisco, la forza di qualcosa che non c’è, non esiste, eppure ti condiziona la vita, è molto più interessante di 1000 realtà che non ti lasciano nulla. Preferisco un buon libro ad un giornale, e mi diverto di più a perdere lo sguardo nel nulla che a vedere la televisione. In treno guardo sempre fuori dal finestrino e di fronte al mare cerco di immaginare dove è stata ogni molecola d’acqua. Quando piove conto le gocce e quando c’è il sole gioco con le ombre. Di tutto quello che ho sognato potrei fare un elenco lunghissimo, di tutto quello che sognerò di qui a domani un elenco infinito… tutto sfocia nell’utopia, nell’impossibile, ma questo è proprio il bello di sognare, perché sognare cose fattibili sarebbe riduttivo… forse è per questo che sogno la pace, che sogno il mondo, che sogno la vita, che sogno il mare, il cielo, la poesia, la storia, la musica, che sogno lei, il cambiamento e l’instabilità.

Acqua… ovunque.

c’è un poema, un classico della lettura inglese, ma direi mondiale, un capolavoro di Coleridge. La prima volta che lo lessi andavo alla superiori, poi lo riincontrai nella mia breve parentesi universitaria. In tutta questa storia, che vi invito a leggere, c’è un’immagine che spesso mi torna in mente, un passaggio che dice:

« Water, water everywhere,
nor any drop to drink. »

« Acqua, acqua ovunque,
e neanche una goccia da bere. »
Il marinaio della storia ad un tratto si trova “incastrato” in mezzo al mare, solo, fermo, senza speranza, tutto ciò che vede è acqua, solo acqua salata, un deserto d’acqua… un’immagine amara, una scena inquietante… eppure affascinante.
Mi sembra una scena che metaforicamente tutti passiamo nella vita… quel “piattume”, quella malinconia di essere soli in mezzo ad un momento così difficile, quella banale e triste sensazione di non riuscire ad andare avanti… sei sdraiato lì, al centro dell’oceano con i tuoi sensi di colpa e il tuo orgoglio a riflettere su come sei arrivato fin lì e puoi anche non aver sbagliato nulla, non importa, in quel momento ti senti l’uomo più “storto” del mondo. Tutto ti gioca contro, il tempo, l’ansia, la natura e la tua stessa ombra ti stizzisce. Momenti delicati, momenti difficili, intesi ed amari… momenti di crescita. Quando tutto va bene non si impara nulla, quando il mondo gira normalmente ci perdiamo le cose importanti, non le capiamo, non le vediamo, non ci interessano. Quando invece le cose ci vengono a mancare capiamo la loro importanza, le cerchiamo, le riconquistiamo.  Non è un inno al masochismo, per carità, ma è una presa di coscienza del fatto che quando siamo in difficoltà l’istinto di sopravvivenza ci spinge a migliorare, a crescere, a cercare Dio.  Allora ben vengano queste “secche” tra un party e l’altro.

Si parte!

La sera prima di una partenza è sempre molto concitata, qualcosa si dimentica sempre, o almeno temiamo di dimenticare sempre qualcosa! Così è da sta mattina che riinvio la preparazione della valigia conscio del fatto che tanto poi, sistematicamente, la disfo per cercare qualcosa che mi serve.  E’ successo anche oggi ovviamente, nonostante la valigia l’abbia preparata alle 19.00! Avevo completamente sottovalutato l’utilità degli asciugamani prima di andare a dormire, considerando che mi lavo, e che mi laverò anche domani mattina… voi direte “non hai almeno 2 set di asciugamani?” ovviamente sì. Come altresì ovvio che li ho messi entrambi nel punto più basso del borsone, secondi solo all’accappatoio! Mamma mia che rottura! Comunque borsone o no domani partirò per una settimana in Sicilia e Calabria. Sono già stato in Sicilia 2-3 volte, ma mai passando per lo stretto, che invece domani vedrò per la prima volta. Sono esperienze anche queste! Ad ogni modo, della Sicilia attendo con trepidazione sopratutto i mitici cannoli, le cassate e tutto quello che l’amata isola può offrire! Dovrei riuscire ad aggiornare il blog abbastanza regolarmente, non dovessi farcela… sappiate che vi ho voluto bene! 🙂