Tutti in treno

per tornare alla base mi sono avvalso del mezzo forse più fascinoso e simbolico che abbiamo a disposizione: Il treno. Lo so vi avevo già rivelato di quale mezzo si trattasse nel titolo… però sono stanco, ho sonno, ho dormito pochissimo l’ultima notte… ad ogni modo… Io col treno ho un rapporto di amore/odio; amore perché è innegabile la poesia del mezzo, la simbolicità e la storicità di uno dei mezzi più usati al mondo, vedere il paesaggio schizzare fuori dal finestrino mentre nei timpani ti risuona un grande classico della musica che possibilmente ti evoca qualche ricordo… tutto maledettamente poetico insomma, quante scene di film, di libri si sono svolta in treno? Miriadi! Un mezzo che da sempre cattura l’immaginazione e la fantasia dei sognatori… metafora del viaggio, della vita, della frustrazione di essere libero solo apparentemente… d’altra parte lo odio perché è oggettivamente scomodo! Ero convinto che partire a Santo Stefano avrebbe favorito il mio spostamente senza traffico invece ho scoperto che i viaggiatori post-natalizi sono tantissimi! Poi passare in quei corridoi così stretti con dei borsoni invece così grandi è veramente un’impresa… “scusi” “scusi””permesso” “non l’ho fatto apposta…” “mi scusi” “scusi…” “hem-hem”… e via a farsi largo in gomiti semiaperti sul corridoio mentre leggono libri, scrivono al pc o sorreggono annoiatissime teste… ufff! Tronco questo post qui perché SO STANCO e non mi va di scrivere!!! Concludo dicendo che i bagni dei treni sono, per degrado, secondi solo a quelli degli autogrill!

Dio è 2.0

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’evoluzione del web, alla crescita incredibile di internet che piano piano ha cambiato e sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere. Parlavamo proprio qualche giorno fa di Facebook (vi aggiorno sulla situazione, ho trovato anche io amici di infanzia finalmente!) di come si stia diffondendo e delle enormi potenzialità! Facebook è 2.0, un sito dinamico che cambia con l’utente, è l’utente che decide cosa fare come farla, cosa vedere, c’è un’interazione, è vivo! Questo fenomeno è noto come “web 2.0” da un web statico ad uno dinamico insomma. In un certo senso siamo passati dal produttore al consumatore, siamo collegati direttamente al sito che è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per esprimerci. Io penso che questo concetto sia assolutamente fondamentale nella vita di fede, una delle cose che non ho mai veramente apprezzato della chiesa cattolica è il concetto di intermediazione che il prete dovrebbe avere. Cioè io per esempio rubo una macchina, mi pento, a questo punto oltre a restituire la refurtiva, se credo, dovrei dire a Dio: “Guarda, scusami, ho sbagliato!” invece no!per la chiesa cattolica esiste la confessione, cioè vai dal parroco, ti confessi, e poi ci pensa lui: “ti assolvo”… scusa eh, ma io della tua assoluzione che ne faccio? Puoi darmi un consiglio, puoi pregare per me, ok perfetto, ma perché dovrei rivolgermi a te se voglio parlare con Dio? Dio ha tutta questa burocrazia? E perché?? é troppo impegnato? (nella Bibbia c’è scritto: “Egli non permetterà che il tuo piede vacilli, colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchia e non dorme. L’Eterno è colui che ti protegge, l’Eterno è la tua ombra, egli è alla tua destra” (Salmo 121:3-5)DIO NON HA COLPI DI SONNO o impegni che lo distolgano da te! )Vi dico una cosa, Dio non ha bisogno di “segretari”, di gente che si mette in mezzo. Dio è 2.0! Lui è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per poterci esprimere, se io voglio parlare con Dio, sia nel bene che nel male, lo posso fare direttamente a 4 occhi! Se hai qualche lamentela da fare al Capo non troverai nessuno ufficio reclami nella tua parrocchia, ma se vuoi fargli qualche domanda…. Dio è sempre lì, disponibile, se lo cerchi con un cuore onesto. In 1 timoteo 2:5 c’è scritto: poiché v’è un solo Dio, ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù..” L’unico intermediario di cui abbiamo bisogno è Gesù, che poi guardacaso è sempre Dio, che è morto proprio per questo. In Israele c’era un ordine sacerdotale molto, molto ben definito, rigido e chiaro e quello era il mezzo tramite il quale il popolo poteva comunicare con Dio, anche se ci sono molti casi in cui Dio preferisce una relazione 1 a 1, ma Gesù ha annullato di fatto questo bisogno, basta vedere chi erano i suoi messaggeri: Pescatori, esattori, poveracci! Dio è vicino, più di quanto si possa dire guardando alla mastodontica struttura delle grandi chiese ma Dio non è in una denominazione o in una religione, no, non ne ha proprio bisogno! Dio è libero, Dio è vicino a te, prova a parlarci!

Silenzio d’oro

Pensavate di esservi liberati di me? Avete sbagliato, domenica riposo, lunedì troppi impegni… 🙂

Ieri sera sono stato infatti ad un evento che ho apprezzato molto. Per sensibilizzare a proposito della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” l’associazione culturale evangelica Controcorrente ha invitato Carlos Martìnez, attore spagnolo di pantomima  (mimo) in un piccolo tour italiano chi si è concluso per l’appunto ieri a Roma. L’attore internazionale ha così potuto mimare alcuni degli articoli principali della dichiarazione, ed eccezionalmente, ha recitato senza trucco e ha anche scambiato qualche parola col pubblico tra un mimo e l’altro parlando proprio dell’importanza dei diritti umani, soffermandosi proprio sull’umanità e sull’importanza di vivere al meglio visto che la vita è brevissima. Mi è sopratutto piaciuta l’abilità nell’alternare momenti veramente comici e leggeri con scene durissime e di forte impatto emotivo. Sono sincero, prima di vedere ieri Carlos Martinez, ho sempre avuto una sorta di pregiudizio nei confronti dei mimi, nel senso che proprio non capivo il senso artistico della cosa se non proprio alla larga e con molta diplomazia… ma ieri ho veramente capito l’arte del mimo e la grande potenzialità che la gestualità riesce ad avere, un linguaggio universale, che tutti noi possiamo capire ed apprezzare. Pensavo durante lo spettacolo a quanto certe volte il silenzio sia molto più eloquente di mille parole e in una società come la nostra che cerca di distruggere il silenzio fermarsi a guardare un uomo adulto che crea opere d’arte con il nulla è veramente spettacolare.

Bravo, bravissimo Martinez, il cui spettacolo è patrocinato da amnesty, a trasmettere l’importanza della libertà, dell’uguaglianza, del poter vivere la nostra vita al meglio, TUTTI e non solo noi, pochi fortunati del nord del mondo.

Il video che posto l’ho dovuto… “rubare” visto che era richiesto di non filmare, ma credo che una sola scenetta per lo più utilizzata come spunto per parlare di diritti umani non dia fastidio a nessuno, tra l’altro Martìnez è veramente alla mano! Un simpaticone che ha scherzato con tutti i ragazzi a fine spettacolo, quindi vi consiglio di comprare anche il DVD :p (anche perchè questo è stato l’unico che ho filmato e non è stato neanche il più bello!)

Il diritto mimato nel video è… vedetevelo, c’è scritto. 😀

DvB

Ho un sogno… forse

Ma come si fa a sognare oggi? Oggi pensavo, ma se pure uno si mettesse in testa di realizzare il proprio sogno, da dove partirebbe? Voglio dire, io sono l’ultimo a poter parlare, io i sogni neanche la notte li ricordo… Partiamo dai sogni classici d’infanzia, intanto i sogni non sono più quelli di una volta, oggi come oggi i sogni sono cambiati! Scienziato? Astronauta? Macchè, meglio il calciatore o la velina! Allora, mettiamo da parte per un attimo il fatto che io la velina non la posso fare… almeno spero, ma veramente si può sognare di diventare lo stereotipo della donna oggetto? Io non credo che chi faccia la velina sia stupida, ma caspita, se anche non lo è nessuno lo noterebbe! Il calciatore? e perché? Ormai il romanticismo dietro lo sport è defunto, morto, sotterrato, tramontanto, devo sognare di diventare un “brand” legato al contratto da una società che di certo non è così interessata al tuo futuro, circondato da fans in ogni angolo della città che ti fermano, ti fotografano, criticato dai giornali, scalciato dagli avversari… mmm… NO, e poi il top del calcio in Italia si è raggiunto neglio anni 80′ ormai che ti sogni di diventare il bomber di una stagione? e se poi incontri un moggi qualsiasi? No, no decsamente no. Posso tornare ai vecchi sogni da bambino? Che ne so… Scienziato, per inventare che? poi lo stipendio in Italia per i ricercatori è pure basso… astronauta? Ma perché poi? film come apollo 13 hanno distrutto ogni possibilità! La luna è stata raggiunta e marte è troppo lontano! Pompiere? Ma stiamo scherzando? Poliziotto, dove? In Italia?? no, no! Presentatore? Monopolio Baudo – Conti – Bonolis! Cantante? Non abbiamo bisogno di nuovi paolo meneguzzi! Politico? Non ho mai conosciuto un bambino che sognava di fare il politico, forse Berlusconi… Sogni il grande amore? Ma dove? Se quasi la metà dei matrimoni finisce in divorzio! Avventura gay? non ci provare neanche, è un marchio registrato da dolce e gabbana per la pubblicità di orologi!  Il tuo sogno da bambina era fare la casalinga, crescere i tuoi figli, ooh, che dolce! Peccato che se lavora solo il marito, in casa, lo sfratto è imminente! Una volta conobbi un ragazzino, quando avevo 4-5 anni che voleva fare il ladro, vedi, qualche aspirante politico l’ho conosciuto allora… Chi è rimasto fuori?  Pilota? Augurati di finire in Ferrari o in McLaren, se no non vincerai niente. in Moto? Sarai paragonato per secoli a Valentino Rossi, sicuro di essere più bravo di lui? musicista? Per svendere la tua arte in qualche concerto di luca dirisio?? Pittore? Na… forse imbianchino! Magari ti vuoi accontentare, quello che sogni è solo un lavoro stabile… aoh, già ti ho detto che siamo in Italia! Dottore? Hai qualche raccomandazione? almeno per l’ngresso a medicina, e sù! Giornalista?… ridaje, in Italia i giornalisti non lavorano! Informatico? e che sogno è? poi comunque dovevi andare bene a matematica (e con questa ho fatto fuori il 90% degli aspiranti… 😀 ) Vuoi un lavoro creativo? è già stato inventato tutto! bisogna emigrare… Stati Uniti? Mah… il sogno americano pare ormai vicino alla scomparsa… e allora che rimane? Una passeggiata sotto la pioggia? già fatta da altri. Un film? e su cosa? un libro? ah sì, semplice! Attore? ma sù… che vuoi fare? I Cesaroni? a questo punto non so proprio che resta, forse l’unico sogno è quello di libertà, eh sì, correre in libertà in un campo di grano… ah no, quella è la pubblicità dei 5 cereali!!