Outing di un sognatore

Lo ammetto. Sono sempre stato un sognatore, mai per scelta, sempre per necessità. Lo confesso oggi, davanti tutti voi, per la prima volta. Non posso più sostenere il peso di questa scomoda condizione. Non posso più fingere… non ce la faccio. Dietro scelte misurate, calcolate e ben pensate si nasconde lo slancio di un istintivo, lo sguardo di un visionario che vede oltre quello che gli è concesso capire. Ho finto bene, lo so! Una stabilità da quattro soldi ha incatenato per un po’ la voglia di osare, di andare al di là dei proprio confini, di mischiare la certezza con la possibilità. Ho nascosto i fallimenti in barattoli di speranza e la delusione dietro una mano di vernice, ancora fresca. Passo il tempo libero a sognare e sognare e sognare, senza mai una pausa senza mai una realtà, ho visitato mondi paralleli, ho timbrato il biglietto per treni immaginari, ho sentito musiche che ancora devono essere scritte e visitato luoghi mai esistiti. Le situazioni “reali” sono solo una degenerazioni dei miei sogni, tutto quello che faccio di giorno in giorno un intermezzo tra un sogno e l’altro. Lo stato onirico è quello che preferisco, la forza di qualcosa che non c’è, non esiste, eppure ti condiziona la vita, è molto più interessante di 1000 realtà che non ti lasciano nulla. Preferisco un buon libro ad un giornale, e mi diverto di più a perdere lo sguardo nel nulla che a vedere la televisione. In treno guardo sempre fuori dal finestrino e di fronte al mare cerco di immaginare dove è stata ogni molecola d’acqua. Quando piove conto le gocce e quando c’è il sole gioco con le ombre. Di tutto quello che ho sognato potrei fare un elenco lunghissimo, di tutto quello che sognerò di qui a domani un elenco infinito… tutto sfocia nell’utopia, nell’impossibile, ma questo è proprio il bello di sognare, perché sognare cose fattibili sarebbe riduttivo… forse è per questo che sogno la pace, che sogno il mondo, che sogno la vita, che sogno il mare, il cielo, la poesia, la storia, la musica, che sogno lei, il cambiamento e l’instabilità.

Annunci

potenza di internet

Ieri non ho fatto in tempo a concludere l’intervento dicendo:

“P.S. Non c’entra niente ma noto che ci sono molte visite per il post “Silenzio d’oro” mi fa molto piacere visto l’argomento trattato e l’impegno del grande Carlos Martinez!”

Che poco dopo ho capto il motivo dell’aumento di visite: sono stato individuato come trasgressore… 🙂

L’entourage di Martinez mi ha chiesto di rimuovere il video per vari motivi, tutti legittimi. Quindi io per non fare polemica con nessuno, specialmente con una persona che apprezzo, l’ho subito tolto. Le mie intenzioni erano buone, penso sia chiaro, volevo solo dare risalto a quella serata che aveva un così bello scopo, ad ogni modo, errore mio. scusate tutti.

Sono onesto, il video mi piaceva, quindi un po’ mi rimane l’amaro in bocca, mi dava un po’ una vera esperienza “internettiana”, sentivo di essere riuscito a trasmettere il mio punto di vista sulla serata con le poche risorse a disposizione. Ad ogni modo, questo non intacca nè la serata ne ovviamente il messaggio. Per divertirmi come blogger avrò altre occasioni!

La cosa che più mi fa sorridere è il fatto che in vita mia non ho mai fatto uno sgarro, se una cosa non si può fare non la faccio e basta, per una volta che ci ho provato sono stato subito intercettato! ARGH!!! 😀 non potrei mai fare il criminale! Ironia del destino… come mi ha risposto il caro Jonathan dopo avergli fatto notare questa cosa: “e pensare che invece Berlusconi è primo ministro!”, sono un pivello! 😀

Che dire ancora? Per qualche minuto mi sono sentito protagonista in un piccolo intrigo internazionale, e so soddisfazioni… allora vi posto un video autorizzato, non di quella serata però…

Lunedì

Intanto saluto con sorpresa la prima settimana di blog, sono riuscito a scrivere per sette giorni consecutivi su questo spazio! Per ora è stato un piacere, l’idea era quella di fare un 3-4 aggiornamenti settimanali, ma che vi devo dire? Questa settimana sono ispirato! D’altronde bisognava conoscersi un po’. Vediamo quanto duro ancora, sono aperte le scommesse.

La settimana scorsa non è stata pesante, anzi! Però questa è iniziata veramente sotto i peggiori auspici (lavorativamente parlando) con i due clienti più pignoli e lenti che il vasto campionario della tipografia poteva offrirmi, uno alla mattina dopo colazione, l’altro dopo pranzo, come l’antibiotico! Per fortuna non mi seguono a casa, altrimenti sarei in loro compagnia in questo momento! Probabilmente se potessero mi chiamerebbero anche adesso… Mamma mia, rabbrividisco al solo pensiero… brrr. Poi devo dire che sono brave (lo scrivo solo in caso raggiungessero mai il blog e mi individuassero… ) persone, persino simpatiche a volte, però sono di una pignoleria impressionante, sopratutto sugli aspetti inutili! Vabbè, lasciamo perdere, ne parliamo un’altra volta…

Io il lunedì l’ho sempre odiato, e da anni mi batto per l’abolizione di questo giorno nefasto! A scuola c’ero praticamente riuscito a suon di assenze e ingressi posticipati, trasformando effettivamente il lunedì in un inserto della domenica. Ma con il lavoro, e la responsabilità, anni di lavoro sono andati in frantumi, anzi se possibile le cose sono peggiorate! Ad esempio, a metà mattinata è tassativamente necessario un caffè per svegliarsi definitivamente, specialmente il lunedì, il problema stà nel fatto che il “mio” bar di fiducia a due passi dal lavoro il lunedì è chiuso… DOH!

Così a metà mattinata, quando non c’è tanto lavoro da renderlo impossibile, ci si arma di voglia di camminare, col sole, con la neve e la grandine e ci si reca al Bar successivo, e qui la cosa si complica ancora di più, perché? Perché abbiamo 2 bar ad equadistanza dalla tipografia, il primo, che poi è quello dove effettivamente ci rechiamo di solito, è proprio all’inizio della strada principale del quartiere, è gestito da una famiglia decisamente simpatica e con un’età media molto più vicina alla mia, però devo ammettere che è abbastanza squalliduccio… Come ambiente dico, poco illuminato, un po’ disordinato, frequentato da tipi abbastanza improbabili, attirati per lo più dalla figlia del proprietario, che tra l’altro non è nemmeno poi così bella, eh vabbè, uno chiuderebbe pure un occhio, ma il fatto principale è che questo bar offre un caffè pericolosamente acquoso… insomma una bella ciofeghuccia, ultimamente stiamo migliorando, ma siamo lontani dai fasti del mio bel bar abituale…

L’altra alternativa invece è un bar bello grande e molto curato che si trova sulla via parallela, è gestito da una famiglia, ma per lo più dai capifamiglia, ed ha quindi un’età media maledettamente alta, inoltre il proprietario del bar è notoriamente juventino… tanto da essere noto come  “er bar do’ juventino” e per un romanista, ma probabilmente qualsiasi altro tifoso italiano, il lunedì è sempre consigliabile stare lontano da qualsiasi forma di vita “gobba” sulla faccia della terra, se ci mettete inoltre che il bar è frequentato continuamente da uno dei romanisti più sboccati della storia del calcio (tra l’altro nostro cliente e questo è un ulteriore demerito al bar…) , ecco che le “liti” calcistiche sono servite. Non so voi, ma di mattina, specialmente di lunedì, potrei vivere nel silenzio assoluto… in assenza del quale evito comunque le discussioni sopra un certo numero di decibel. Il Caffè di qua invece è a settimane alterne, quindi è un po’ come “affari tuoi” vai lì e fino all’ultimo non sai cosa ti capita, se un ottimo caffè o uno strizzabudella peggio di quello del bar precedente.

Di solito si finisce a bere il caffè nel primo bar, più per non sentire gente che strilla o clienti che ti fanno domande…

Insomma, il lunedì sto seriamente prendendo in considerazione l’idea di portarmi la moca da casa… 😀

DvB