Io no

Affacciata a quella finestra guardi l’alba già da un po’. Oggi è il grande giorno e tutto è pronto per la festa. Le stelle nel cielo piano piano si spengono, ed una ad una cedono il passo al timido sole autunnale. I tetti, le antenne e il cubismo della città con il suo abusivismo disordinato, attraverso al vetro, si specchiano nella tua silhouette.

Una ballerina è abituata alla pressione, ad affrontarla con leggerezza, esorcizzandola meccanicamente in gesti provati e riprovati fino a farli diventare parte di di un’armonia generale e accattivante, fino a farli diventare parte di sé; e poco importa se la stanchezza o la sofferenza colpiscono ossessivamente ai fianchi per farla fermare, fin quando la musica suona non c’è tempo per pensare. Sarebbe bello prendere tutte le paure chiuderle dentro una scatola e proseguire a cuor leggero, ma non sempre è così facile andare avanti, infatti è proprio il cuore il baule per le nostre paure. Respiri profondamente, è buono l’odore del caffè di prima mattina, in realtà non cambia mai, ma appena svegli sembra avere qualcosa in più… è come il calcio d’inizio per un partita di calcio, è un tocco di palla come tutti gli altri, eppure è speciale. Ti piace respirarne l’odore col naso dentro la tazzina mentre lo bevi, ti piace sospirare a lungo nella tazzina e sentire il calore del caffè salire verso gli occhi.

Arrivata alla festa tutti ti hanno fatto un applauso, tutti hanno alzato il bicchiere, sorrisi, foto e tanta allegria, tanto baccano. Poi per un istante, un lungo attimo di silenzio, il tempo di un respiro, e ti sei accorta che io non c’ero… ti sei guardata attorno e poi in camera, al parco, al bar… io non c’ero. E allora, immagino, visto che non c’ero, che per un attimo, il tempo di un pensiero, ti sei abbandonata alla tentazione di fermare la tua danza, di scendere dalle punte e cedere alle pressioni, nonostante il pubblico, nonostante la musica, nonostante tutto… ma poi… hai inspirato… e tutto è finito. E’ tornato il sorriso è finito il pensiero.

E come potrei ora raggiungerti? Abbandonare tutto e sperare, guardandoti negli occhi, che mi restituisca la chiave dei miei sogni, il battito del mio cuore, il calore del sangue nelle mie vene, l’ultimo pensiero notturno. Finché la musica prosegue tu non ti fermerai, e allora io preferisco non ascoltarla, quella musica. Io non c’ero e non ci sarò.

Her Morning Elegance / Oren Lavie

Da ieri pomeriggio mi sono letteralmente incastrato, ingrippato, inchiodato su questo video! E’ troppo bello! Realizzato con la tecnica “stop-motion” (ovvero foto x foto, come si faceva un tempo con i cartoni animati) è l’esempio perfetto di come l’idea sia regina all’interno di una realizzazione. Il regista/cantante del video è Oren Lavie, cantautore israeliano, musicista e attore di teatro… un tipo completo! E per realizzarlo ci sono volute ben 2096 singole fotografie di cui è possibile acquistare uno scatto originale su questo sito: http://www.hmegallery.com.  Il video ha avuto un successo strepitoso su you tube dove è stato visto più di 10.000.000 di volte! Un video incantevole e poetica, oltre che originale. Complice del successo è Shir Shomron la rossa modella di origine israeliana che compare nel video. Per rendersi conto della fluidità della realizzazione basta vedere su youtube le altre riproduzioni “fatte in casa” di “her morning elegance” da tutto il mondo. Buona visione!

Sun been down for days
A pretty flower in a vase
A slipper by the fireplace
A cello lying in its caseSoon she’s down the stairs
Her morning elegance she wears
The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
…Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could loveAnd She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
…Nobody knows

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain As it pours
And she fights for her life
Where people are pleasently strange
And counting the change
And She goes…
…Nobody knows

VOTAMI SU OK NOTIZIE
oknotizie

Vita Bucolica…

In attesa di iniziare la scuola di missione, o comunque una specie di corso biblico, da domani, per ora mi sto dando alla vita “bucolica” nei prossimi giorni metto qualche foto. Dalla finestra vedo un allegro gregge di pecore con campanacci e cani pastore, adesso sento solo il rumore dei tasti del mio portatile in questo paradosso che sto vivendo, dentro una vallata quasi incontaminata usando internet… non ero più abituato al silenzio, al rumore dei miei pensieri, al rumore del vento tra le foglie, chi lo sentirebbe mai in città con il rumore del traffico? Oggi ho raccolto noci per la prima volta in vita mia, un’esperienza interessante, sentivo solo le foglie autunnali spezzarsi sotto il mio peso…e pensavo, pensavo… è incredibile quanti pensieri ti possono venire per la testa solo raccogliendo noci… separando le buone dalle marce… saranno giorni interessanti. Ho grandi aspettative per questo tempo. CI sentiamo presto.

Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.

Potevo stupirvi con effetti speciali…

… ma ho preferito questo video! 😀

Ieri prima di giocare a calcetto ci siamo divertiti a sperimentare la “potenza” della videocamera, la panza che vedete è la mia! :p

Come noterete non so capace a giocare… però mi diverto comunque!

17 anni in 2 minuti

Dan Hanna è un’artista statunitense, ho dato un’occhiata al suo sito (www.danhanna.com) e ho visto che si occupa di varie cose, che negli ultimi 17 anni si è fotografato 2 volte al giorno per documentare il proprio invecchiamento:

La cosa più bella è che youtube è pieno di persone che hanno fatto la stessa cosa, in periodi di solito decisamente più brevi. E io stesso ricordo di aver pensato, qualche anno fa, di fare una cosa del genere, che poi per pigrizia non ho fatto… 😀

E’ interessante vedere come persone di tutto il mondo di diverse età, ceto sociale e con obiettivi diversi abbiano avuto la stessa identica idea e poi l’abbiano realizzata e condivisa su youtube.

Dan Hanna sul suo sito dice di voler presto condividere una versione più lunga e ad alta risoluzione di questo video, inoltre suppongo stia continuando a fotografarsi, magari ne farà un lungometraggio… credo che non lo vedrebbe nemmeno lui. 😀

DvB