Utopia

Citazione

“Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro” (Gesù)

Dalla Bibbia, vangelo di Matteo, capitolo 7, versetto 12.

Questa citazione è sempre interessante. Mi piace il fatto che sia una frase ATTIVA, ovvero “fate agli altri” (e no “non fate agli altri” che invece è passivo e menefreghista). Una regola semplice, ma che potrebbe veramente cambiare il mondo, se applicata. Non a caso è famosa come la regola d’oro. Utopia? Forse… ma se iniziassimo ad applicarla nel nostro piccolo, diventerebbe un po’ più reale

Nick Vujicic

Negli ultimi giorni è stato mostrato un video eccezionale come esempio di forza e voglia di vivere. Il protagonista di questo video è Nick Vujicic, un ragazzo australiano nato senza arti, ma chi è questo ragazzo che sta dando una così grande lezione di vita?

questo è il video che sta spopolando in rete:

questo è un po’ più approfondito:

“Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo”

Mi chiamo Nick Vujicic , ho 25 anni e vivo in Australia. Sono nato privo di arti e i dottori non hanno saputo fornire alcuna spiegazione medica per questo “difetto” di nascita. Come immaginerete, questo mi ha portato ad affrontare molti ostacoli e sfide.

”Considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate”…Come si fa a considerare il nostro dolore, le nostre sofferenze e le nostre lotte “una grande gioia”!? I miei genitori, essendo cristiani (e mio padre anche pastore di una chiesa), conoscevano bene questo versetto. Ma la mattina del 4 dicembre 1982 a Melbourne, le ultime parole che venivano in mente ai miei genitori erano: “Gloria a Dio!”              Il loro primogenito era nato senza né braccia né gambe! Non c’erano state avvisaglie e neppure il tempo per prepararsi. I dottori erano altrettanto scioccati e non avevano risposte da darci! Ancora oggi non esiste una spiegazione medica di quanto è accaduto e  mio fratello e mia sorella sono nati sani  come la maggioranza degli altri bambini.

Tutta la chiesa provò una grande tristezza per la mia nascita e i miei genitori ne furono totalmente devastati. Ognuno chiedeva: “Se Dio è un Dio d’amore, perché mai permette una cosa così bruttae oltretutto a credenti consacrati?” Mio padre credeva che non sarei sopravvissuto a lungo, ma le analisi rivelarono che ero un bambino sano, anche se mi mancava qualche arto…

“Romani 8:28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio”.

Questo versetto ha parlato al mio cuore e mi ha convinto che non è certo per fortuna, caso o coincidenza che queste cose “brutte” avvengono. Ho trovato una pace completa nel sapere che Dio non lascia che accada nulla nella nostra vita a meno che non ne abbia un buon motivo. Così ho dato tutta la mia vita a Cristo all’età di 15 anni, dopo aver letto il capitolo 9 del vangelo di Giovanni. Gesù parlando dell’uomo nato cieco spiegò che “è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui”.

Io ho creduto sinceramente che Dio mi avrebbe guarito perché potessi essere una grandiosa testimonianza della Sua immensa potenza. In seguito mi è stata data la saggezza di capire che se chiediamo qualcosa in preghiera, ed è nella Sua volontà, avverrà secondo il Suo tempo; se invece non è volontà di Dio che accada, vuol dire che Egli ha in vista per noi qualcosa di meglio.

Ora vedo una rivelazione della Sua Gloria in come mi sta usando, così come sono, in modi che sarebbero impossibili ad altri. Ho 25 anni e ho completato gli studi universitari in Economia e Commercio specializzandomi in Programmazione e Calcoli Finanziari. Sono anche un predicatore e amo viaggiare e condividere la mia storia e la mia testimonianza ovunque se ne  presenti l’opportunità. Ho maturato una certa esperienza nel relazionarmi agli studenti e nell’incoraggiarli su argomenti che interessano i giovani di oggi. Sono anche invitato a fare discorsi a uditori di livello manageriale.

Ho una vera passione per l’evangelizzazione dei giovani e mi tengo sempre disponibile per qualsiasi cosa Dio mi voglia far fare: dovunque mi guida, io Lo seguo.

Ho molti sogni nel cassetto che desidero realizzare nella mia vita. Voglio fare quanto è in mio potere per diventare un miglior testimone dell’Amore e della Speranza divini, per diventare un oratore internazionale e per essere usato sia in ambiti cristiani che non cristiani. Vorrei essere finanziariamente autonomo,  modificare un’auto per me ed essere intervistato per condividere la mia storia nel noto programma TV “Oprah Winfrey Show”.

Anche scrivere  libri è una delle mie ambizioni e spero di concludere il mio primo libro per la fine di quest’anno. Il titolo: “Senza braccia, senza gambe e senza preoccupazioni!”

Credo che se hai il desiderio e la passione di realizzare qualcosa e se è nella volontà di Dio, tu ce la farai, a tempo opportuno. Come esseri umani, noi continuiamo a porre limiti su noi stessi senza ragioni valide e, quel che è peggio, poniamo limiti all’Iddio che può ogni cosa. Lo facciamo piccolo piccolo. La cosa sorprendente riguardo la potenza di Dio è che se vogliamo fare qualcosa per Dio, invece di considerare le nostre capacità dobbiamo concentrarci sulla nostra disponibilità, perché sappiamo che Dio è con noi e non possiamo far nulla senza di Lui. Una volta che ci rendiamo disponibili per l’opera di Dio, è ovvio che possiamo far leva sulle capacità di Dio stesso!

 

“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

Dio ha uno scopo per la tua vita! E riguardo alle tue preghiere inesaudite, ricorda che Dio è fedele. Cosa dobbiamo fare quando chiediamo ma non riceviamo? Geremia 2:12-14: “«Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi», dice il Signore”.

Fatti coraggio amico, perché la battaglia è del Signore e io ti esorto a combattere per la verità. Poiché è la verità che ti farà libero e la Pace di Dio che sorpassa ogni intelligenza regnerà nel tuo cuore. Il Signore ti benedica mentre Lo cerchi diligentemente e ti conceda la sapienza e la forza che ti servono per il cammino.

Nick Vujicic

 

Visita il sito di Nick : www.lifewithoutlimbs.org


 

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Santo Stefano

Dopo aver trascorso il “classico” buon Natale, anche se a detta di molti questo Natale è sembrato più sbiadito di altri, ecco che ci si incammina verso la fine dell’anno passando per la prima tappa: il giorno di Santo Stefano. Giorno tradizionalmente dedicato alla visita dei parenti che ancora non abbiamo trovato nei giorni precedenti o al riposo dopo le abbuffate dei giorni natalizi.

Festa conosciutissima, giorno notissimo, quasi scontato… che segue a ruota il Natale. Ma vi siete mai chiesti chi fosse questo “Stefano” che teoricamente si festeggia ogni anno? Oggi lo vediamo insieme.

Intanto partiamo da una considerazione a proposito della “santità”. Wikipedia descrive così la questione secondo la tradizione cattolica:

“Per la fede cattolica “santo” è colui che sull’esempio di Gesù Cristo, animato dall’amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l’esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa Cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all’esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.”

Quindi il “santo” diventa una specie di “super-cristiano” che avendo avuto una vita particolarmente vicina a Dio viene riconosciuto come “santo” dalla chiesa cattolica alla sua morte, una specie di “oscar” alla carriera… una volta ricevuto questo riconoscimento:

“Nella devozione cattolica i santi sono oggetto di venerazione e non di adorazione (latria), che è dovuta solo e soltanto a Dio e che non può essere tributata ad una creatura, per quanto grande sia.”

Venerazione che commentavo così in un precedente post. Questo processo si sta svolgendo in questi giorni per esempio con Giovanni Paolo II, ne avrete sicuramente sentito parlare nei telegiornali.

Ma la Bibbia cosa dice al riguardo?

Intanto la parola “santo” in ebraico è kadosh che significa separato. Separato da cosa? Dal peccato. Quindi consacrato a Dio, dedicato unicamente a Lui. In questo senso allora chiunque si separa dal peccato, ovviamente non totalmente perché l’unico senza peccato è stato Gesù… è santo. Nella Bibbia leggiamo in Ebrei 10:10 :

“Noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre”

Quindi Gesù rende SANTO cioè SACRO, SEPARATO dal peccato chiunque crede in Lui, nel suo sacrificio.

STEFANO

Ora, tornando a noi. Chi era questo Stefano? Lo leggiamo sempre nella Bibbia, libro degli ATTI capitolo 6, ci viene raccontato infatti che nella appena nata chiesa cristiana iniziavano dei problemi organizzativi, infatti il numero dei discepoli “iniziali” quelli che per primi avevano seguito Gesù stava diventando troppo esiguo per fare fronte alla grande richiesta di aiuto da parte dei neo-convertiti, specialmente per servire alle mense e guardate un po chi viene scelto:

Ed elessero Stefano, uomo ripieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, un proselito, di Antiochia. Li presentarono poi davanti agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

Pensate che qualità aveva la prima chiesa cristiana, per servire a tavola vengono scelti degli uomini pieni di fede e Spirito Santo. Stefano è tra questi. La Bibbia continua dicendoci che Stefano era così SANTO da fare miracoli e segni tra le persone e la cosa diede parecchio fastidio alla casta religiosa del tempo che, seguendo lo stesso stratagemma escogitato per uccidere Gesù, accusa Stefano di aver bestemmiato trascinandolo davanti al tribunale dell’epoca.Specificamente fu attribuito a Stefano di aver detto che: “Gesù, il Nazareno, distruggerà questo luogo e muterà i riti che Mosè ci ha dato”

Così  Stefano inizia un discorso in cui ripercorre le tappe salienti della storia del popolo ebraico dimostrando di non essere uno stupido, ma di avere una grande preparazione. E in questo discorso fa notare come tutto il sistema ebraico di religione, con il tempio, i luoghi prestabiliti dicendo:

“Fu invece Salomone quello che gli edificò una casa.  Ma l’Altissimo non abita in templi fatti da mani d’uomo, come dice il profeta:  “Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi; quale casa mi edifichereste voi, dice il Signore, o quale sarebbe il luogo del mio riposo?  Non ha la mia mano fatto tutte queste cose?”.

Insomma Dio non ha bisogno di un LUOGO stabilito per adorarlo, di una casa o di una religioneperché Dio è molto più grande di tutte queste cose. Ma Stefano non si fermò e aggiunse una dura accusa ai suoi aguzzini: quella di aver ucciso i profeti che parlavano di Gesù e di aver ucciso Gesù stesso poco tempo prima ignorando la voce di Dio.

A quel punto la situazione degenera, la schiettezza di Stefano, la verità insomma, gli costa molto cara. Gli animi si scaldano il processo diventa sommario infatti leggiamo:

Ma essi, mandando alte grida, si turarono gli orecchi e tutti insieme si avventarono sopra di lui; e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. E i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.  Così lapidarono Stefano, che invocava Gesù e diceva: «Signor Gesù, ricevi il mio spirito».  Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». E, detto questo, si addormentò.

Stefano, uomo così “sciocco” da credere nei suoi ideali a tal punto da non rinnegarli in nome del politicamente corretto, davanti a delle minacce preferisce morire piuttosto che rinnegare la sua fede e di dover accettare passivamente le imposizioni delle istituzioni del tempo: legali e religiose. Così di fronte alla morte stessa, e stiamo parlando di lapidazione non certo di una morte “soft” trova la forza di gridare con ancora più vigore quell’amore in cui credeva e che è tipico di chi segue veramente Gesù (che in croce disse: “perdonali perché non sanno quello che fanno”) mentre ormai il suo destino era segnato, Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo veniva brutalmente ucciso a colpi di pietre stava chiedendo a Dio di non contare la sua uccisione come un peccato ai suoi aguzzini… che amore!

Se solo oggi fossimo noi così forti e decisi come Stefano, se avessimo quella decisione eppure quell’amore per le persone, il mondo cambierebbe.

Stefano, uomo pieno di fede e Spirito Santo, esempio per tutti i cristiani viene ucciso brutalmente, primo martire della nascente chiesa cristiana. Questo ci fa riflettere anche sul fatto che credere in Dio non significa non avere problemi, non incontrare difficoltà, ma credere in Lui ci fa affrontare la vita e la morte in maniera diversa.

Mentre stava per morire la Bibbia ci dice che Stefano: “ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: «Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». “

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Lettera a Babbo Natale

Babbo Natale

Proseguiamo in tema natalizio, oggi vi propongo un testo scritto da Fabio, un mio amico:

Caro Babbo Natale,

quest’anno vorrei… capire un po’ di cose che, ancora oggi, non mi sono molto chiare.

Ad esempio… mi spieghi come fai tutti gli anni, alla stessa ora, ad infilarti nella canna fumaria di tutti i camini del mondo con un sacco strapieno di regali? D’accordo il fuso orario, ma già essere contemporaneamente ad Aosta e a Lipari lo troverei alquanto difficile. E quando il camino è acceso come fai? E poi, con i tempi che corrono, dove li trovi tutti questi soldi? In Lapponia ci sono agevolazioni fiscali per chi, come te, è una sorta di divinità popolare? Beh, fammi sapere, casomai ti mando un curriculum… ti serve un aiutante, no? E quando da bambino ti scrivevo la lista dei regali… perché mi portavi sempre quello che costava meno, mentre quelli più cari li portavi ai miei amici? Niente di personale, spero.

I miei dubbi, però, riguardano questioni anche più profonde.

La prima domanda è semplicissima e non credo di essere il primo a portela. Perché, se come si dice, a Natale si festeggia il “compleanno” di Gesù Cristo, i regali non li fai a lui? E soprattutto perché li facciamo anche noi a tutte le persone che conosciamo? È come se nel giorno del tuo compleanno tutti i tuoi amici si scambiassero doni e a te nemmeno una telefonata. Ci rimarresti male, no? Io si. Aspetto tutto l’anno il 9 settembre per scartare i regali e soffiare le candeline e i miei amici che fanno? Festeggiano tra loro?!? Begli amici! Per fortuna nei 23 compleanni che ho festeggiato non è mai successo.

Prima di chiedere a te ho fatto qualche ricerca. Ho scoperto che il Natale deriva da una serie di festività, religiose e non, che la tradizione si porta dietro. Molte delle quali erano presenti anche prima che ci fossi tu. Nell’antica Roma il 25 dicembre si celebrava il dio Mitra (del sole) in concomitanza con il solstizio di inverno, giorno a partire dal quale le ore di luce si allungano. Tutte le popolazioni, dai Persiani ai Celti, dagli Egiziani ai Greci, esaltavano la nascita del sole con riti collettivi e familiari tanto che l’imperatore Aureliano, nel 274 a.C., istituì su tutto il territorio la “Natalis Solis Invicti fissandone la data per “ante diem octavum kalendas ianuarias”, ovvero il 25 dicembre.

Il Natale è entrato nella tradizione cristiana solo a partire dal III secolo d.C. Le prime celebrazioni si svolsero ad Alessandria d’Egitto, quando i teologi iniziarono ad ipotizzare la data di nascita di Gesù Cristo. L’istituzione della festa, invece, è databile attorno al 430 d.C.; i sermoni di Paolo di Emesa predicati a Cirillo di Alessandria il 25 dicembre 432 e il 6 gennaio 433 sono i primi a mostrare una festa già fermamente stabilita.

Tuttavia nella maggior parte dei paesi filocristiani la data del Natale fu accolta gradualmente e non senza polemiche. In realtà l’unico riferimento biblico riguardante la nascita di Gesù (Luca 1:26) ci svela che il concepimento del Figlio di Dio è avvenuto sei mesi dopo quello di Giovanni Battista. Secondo una teoria, in realtà piuttosto recente, la data del Natale corrisponderebbe, grosso modo, alla vera data della nascita di Gesù. L’annuncio del concepimento del Battista fu dato a suo padre Zaccaria mentre questi officiava il culto nel tempio. Dai rotoli di Qumran si è ricostruito il calendario dei turni sacerdotali e si è stabilito che la classe di Abdia (cui apparteneva Zaccaria) esercitava due volte l’anno, una di queste l’ultima settimana di settembre, proprio 15 mesi prima della settimana di Natale. Resta da domandarsi quale fosse il secondo turno (non rivelato dai rotoli di Qumran) e per quale motivo in un periodo così freddo (Israele ha un clima assai più rigido del nostro) di notte i pastori fossero all’aperto con il loro gregge.

Quella che resta la teoria più gettonata spiega la data del 25 dicembre come un tentativo, da parte della Chiesa, di assorbire culti precedenti e sovrapporre festività cristiane a festività di altre religioni antiche.

Alcuni affermano che il Natale sia figlio della Hanukkah, la festa ebraica della luce, che cade il venticinquesimo giorno di Kislev, comunemente accettato come coincidente con dicembre. Sotto l’antico Calendario Giuliano, per scelta popolare, la nascita di Cristo venne fissata proprio il venticinquesimo di Kislev del 5 a.C. In tal caso la tradizione cristiana avrebbe ripetuto quanto già avvenuto con le principali celebrazioni, quali la Pasqua e la Pentecoste, eredindole dalla tradizione ebraica.

Gli usi e i costumi legati al Natale sono molteplici. Sono sempre stato incuriosito, ad esempio, dagli addobbi di cui si vestono le città e dalle decorazioni casalinghe come l’albero e il presepe.

L’uso dell’abete deriva dalla sua natura di sempreverde; questo tipo di alberi fin dall’antichità entrava nei culti delle religioni pagane per questa sua caratteristica particolare, associata al rinnovarsi della vita. Tuttavia i primi alberi di Natale sono comparsi nel XVI secolo, soprattutto nella Germania riformista. Alcune cronache di Brema del 1570 narrano di alberi all’epoca decorati con mele, noci, datteri e fiori di carta. Tra le tante città che si proclamano sedi del primo albero di Natale, la tesi più forte è quella di Riga, capitale della Lettonia, nella quale si trova una targa scritta in otto lingue che riferisce la data del 1510 come anno del primo addobbo di un albero di Natale.

Per molto tempo l’usanza dell’albero di Natale è rimasta tipica delle regioni al nord del Reno, anche perché screditata dalla Chiesa Cattolica, che la trovava di uso “protestante”. Solo a cavallo tre il XIX e il XX secolo l’albero si è andato via via affermando nel resto dell’Europa e del mondo. Fa pensare il fatto che il tema fu addirittura argomento di discussione durante il Congresso di Vienna!

Il presepe, invece, affonda le sue radici in tempi molto più antichi e risulta, per certi versi, piuttosto inquietante, o quantomeno in disaccordo con la Parola di Dio.

La tradizione del presepe, infatti, si riconduce direttamente alla festività chiamata Sigillaria, praticata in tutto l’Impero Romano. Il 20 dicembre i parenti si scambiavano in dono i sigilla, delle statuine di terracotta o cera che rappresentavano gli antenati di famiglia. In prossimità del Natale le raffigurazioni venivano lucidate e disposte in un ambiente bucolico in miniatura. La vigilia la famiglia si riuniva attorno ai sigilla e invocava la “benedizione” degli avi e lasciavano davanti alle statuine delle ciotole con cibo e vino; la mattina seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci (affinità con il Natale di oggi?) “portati dagli antenati”. A partire dal IV secolo, con la rapida divulgazione del cristianesimo, alcune pratiche pagane furono assorbite dai riti, con nomi e simbologie diverse. Essendo però una pratica molto sentita in quanto rivolta al ricordo dei familiari, la tradizione è sopravvissuta nella cultura rurale con il significato originario almeno fino al XV secolo (in alcune regioni, soprattutto italiane, ben oltre).

L’introduzione del presepe come invece lo conosciamo oggi è da attribuire a Francesco d’Assisi, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività del Cristo. Il primo presepe scolpito di cui si ha notizia, invece, è quello realizzato da Arnolfo di Cambio tra il 1290 e il 1292; i resti sono ancora nel Museo Liberiano della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Tra il XV e il XIV secolo si diffuse gradualmente l’usanza di collocare nelle chiese grandi statue nei periodi natalizi. Dal 1600 il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case, per lo più in quelle dei nobili. Solo a partire dal 1800 la tradizione, tutta italiana, si è affermata saldamente tra le usanze immancabili del periodo natalizio.

Il Natale di oggi risulta una sintesi delle tradizioni, delle feste, delle usanze, religiose e non, che la storia plurimillenaria dell’uomo si trascina. Tutte comunemente e passivamente accettate dalla società. Quello che mi lascia perplesso, caro Babbo, è che tutti, in questo paese “cristiano”, dove ha sede la “Chiesa Romana”, si prestino al gioco.

Allora, caro Babbo, sai cosa ti chiedo quest’anno? Lascia perdere la slitta, i regali, i camini e i bimbi buoni. Tutto passato di moda. Per una volta concentriamoci su ciò che davvero conta nella vita. Ogni giorno è quello buono ricordarci di Gesù Cristo. Che non è quel bambino in fasce nella mangiatoia. Gesù è colui che è morto e risorto per dare all’uomo la possibilità di essere salvato. Quindi, caro Babbo, perdonami, ma quest’anno non mi aspetterò un tuo dono. Non sono stata bravo, non lo merito. Dunque non mi rivolgo a te, ma mi rivolgo a chi non importa del mio passato, degli errori che ho fatto, ma che è pronto ad accettarmi così, con tutti i miei sbagli. Caro Babbo, quest’anno, fatti un regalo anche tu: credi in Gesù.

Fabio L.

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Tanti auguri a… a chi? (video natalizio)

Entriamo nella settimana di Natale con un video sul tema… guardatelo tutto, potrebbe sembra un video che non ha nulla a che fare con il Natale… invece ce l’ha… Buona visione!

Pensateci… in Natale dovrebbe essere il compleanno di Gesù… (anche se poi è tutt’altro che dimostrato che effettivamente sia così) però visto che è una festa universalmente riconosciuta come cristiana per celebrare la nascita di Gesù, sarebbe bello e giusto rivolgersi al “festeggiato”… ALMENO a Natale.

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Serata Lasagne

la locandina della serata

La Bibbia? Roba per vecchi… demodé, assolutamente passata… formale, religiosa, triste, pesante ed eventualmente noiosa… Queste sono alcune delle tante ipotesi sentite parlando per strada con tanti ragazzi nel corso di quest’anno speso sulle strade a parlare con la gente in tutta Italia… fuori alle scuole, fuori ai bar, per le piazze, nei vicoli, nei mercati e nei parcheggi.

Roba da vecchi? Macchè! Evidentemente chi parla così non ha mai conosciuto i GBU (Gruppi Biblici Universitari) o detto in maniera più semplice: gruppi di ragazzi universitari da tutto il mondo, che si riuniscono settimanalmente per discutere insieme con un approccio accademico e culturale ciò che c’è scritto nel Testo Sacro per Eccellenza. Ragazzi… niente più niente meno. Niente preti, pastori, vescovi o denominazioni che controllino i gruppi… in un ambiente seppur “accademico” reso informale dalla semplice e sufficiente presenza di chi i GBU li forma e li compone: i ragazzi per l’appunto.

Che non sia “la solita roba”(possibilmente per i soliti e bistrattati vecchietti) ve lo posso dimostrare citando un esempio recente, recentissimo in effetti: ieri sera.

Il gruppo di Roma ha realizzato un sogno culinario di molti, moltissimi appassionati del genere. Nientepopodimenoche: Serata Lasagne (sottotitolo: la gioia di stare insieme) Programma semplice ma inesorabile: Sfida all’ultimo S…ugo tra ben CINQUE tipi di lasagna diversa, oscillando tra quelle più particolari a quelle più “old school”. Nell’ordine: lasagna al pesto, lasagna con le melanzane, lasagna classica, lasagna bianca, lasagna vegetariana… a sorpresa porta a casa il simbolico titolo di lasagna della serata quella al pesto.

Questa è roba per giovani… senza dubbio! Se non altro perché credo proprio che nessuno sopra i 50 anni possa digerire una quantità tale di lasagna e sopravvivere!

Ma soprattutto è la dimostrazione che si può essere cristiani, avere dei valori, avere una morale (oggi sembra quasi un insulto parlare di gente “Morale”!) ed essere persone che si divertono ed organizzano occasioni per stare insieme pur condividendo un messaggio spirituale e cristiano. Anzi, effettivamente questa dovrebbe essere la norma…

Gesù stesso amava condividere il suo messaggio a tavola. Senza dover scomodare la famosissima “ultima cena” pensate che il primo miracolo di Gesù è stato ad un banchetto di nozze e che nei vangeli in diverse occasioni leggiamo e “Gesù era a tavola con…” o in casa di… condividendo il messaggio con “affamati” spirituali. Nell’Apocalisse possiamo addirittura trovare un invito a cena di Gesù rivolto a tutti noi: “Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da  lui, e cenerò  con  lui ed egli  con me”(Apocalisse 3:20 – La Bibbia) . Si dice, quando si vuole sottolineare la mancanza di confidenza con qualcuno “…e che abbiamo mai cenato insieme?” , beh se non hai mai cenato con Gesù, non è colpa sua, Lui ti sta aspettando fuori la porta del tuo cuore e ti sta bussando per invitarti a cena…

Certo, nella bibbia non leggeremo mai di “gare culinarie” a base di piatti tipici emiliani… ma la cosa bella è proprio quella, passano gli anni, i secoli, i millenni, cambiano gli usi e i costumi, la storia segue oscure e curvilinee piste, ma quel messaggio, seppur cambiato nella realizzazione resta lo stesso: la spiritualità nella vita di tutti i giorni, , nel divertimento, nei gesti più naturali e semplici come mangiare, come parlare, come l’amicizia, come il conoscersi … nella vita, anche, dei giovani.

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Meglio un giorno da Gedeone…

il classico nuovo testamento dei Gideons, blu e tascabile.

Questa mattina ho partecipato ad una distribuzione di nuovi testamenti davanti alle varie facoltà dell’università di Tor Vergata (io ero davanti a giurisprudenza) insieme all’associazione dei Gideons international, detta all’italiana i GEDEONI! Questa missione o associazione, qual dir si voglia, è nata, manco a dirlo, negli USA nel 1898 ed ha come unico scopo e proposito quello di diffondere al massimo il messaggio del vangelo, in un modo semplicissimo… il più semplice: lasciare che il vangelo parli da solo. I Gedeoni infatti stampano in 82 lingue diverse il nuovo testamento e poi gratuitamente lo distribuiscono, senza predicazioni, senza sermoni, volantini o parole extra… il loro crede è chiaro: il vangelo parla da solo ed è potente abbastanza per cambiare la vita di una persona… senza aiutini.

Così questa mattina mentre a ripetizione chiedevo “posso?”, “ciao, questo è un regalo per te” “posso? è un regalo” ai vari studenti, e non, che transitavano per l’ingresso della facoltà, ho avuto modo di osservare varie situazioni facendo delle considerazioni personali.

La prima cosa che ho notato in assoluto è che siamo, come società, come ragazzi di questa società, assolutamente e completamente disabituati al “dono”, al regalo disinteressato, al ricevere senza dover dare nulla in cambio. Per carità… cosa più che logica e quasi inevitabile oggi giorno! Tra promoter, agenti e venditori ambulanti si fa molto, molto presto a dover rimpiangere di essersi fermati pochi secondi per ricevere un “regalo” alla modica cifra di… una situazione logica, come dicevo, ma veramente triste. Triste perché ci fa capire di come intorno a noi siamo abituati a prendere “sòle” e “bidoni” in continuazione. Comunque alla fine, dovendolo proporre anche fino a 6 volte a qualcuno (ragazzi, scusate ma dopo un po’ sembrate tutti uguali!) siamo riusciti a far accettare il regalo. Non a tutti, ma alla maggior parte.

La seconda cosa che ho notato è il fastidioso, ma pure questo quasi inevitabile, binomio cattolicesimo-bibbia oppure testimoni di Geova-bibbia. Che in Italia la religione sia quasi un monopolio del vaticano lo dico sempre però spero sempre di intenderlo solo a livello delle istituzioni e non delle persone per strada. Se un politico è servile con la chiesa cattolica ormai ci sono abituato, ma che un ragazzo della mia età pensi che il nuovo testamento sia solo roba da cattolici, beh mi sento un po’ offeso! Non tanto per i cattolici, ma per il fatto che il vangelo non è proprietà di nessuno, tanto meno dei testimoni di Geova! (lo dico perché molti ci prendevano per testimoni di Geova) ma non è nemmeno proprietà dei protestanti, degli ortodossi o chicchessia, la Bibbia è tua! Se qualcuno dice il contrario… diffida! La Bibbia è il messaggio di Dio per te! Così mi sono anche un po’ divertito a vedere la faccia dubbiosa di ragazzi che mi dicevano “no, ma io non sono cattolico” e si sentivano rispondere “beh, neanche io!” e così incuriositi accettavano il piccolo libretto blu, che in realtà molti, moltissimi, hanno scambiato per un’agendina…

Ho notato in molti invece una straordinaria apertura a quella che considero la parola di Dio. Qualcuno tornando indietro ne ha chiesti altri per i propri amici, molti chiedevano di che traduzione si trattasse per poter capire bene la credibilità del testo. E così tra nichilisti e atei sono passate buone 3 ore di distribuzione…

Alla fine di queste tre ore ho osservato un’altra, e ultima cosa, che in effetti noto da molto tempo non solo tra i miei coetanei. Ve la propongo facendovi un esempio pratico: scrivereste mai una recensione per un film che non avete mai visto  o per un libro che non avete mai letto? O magari raccomandereste mai ad un vostro amico il lavoro di una persona che non avete mai conosciuto? Penso che in tutti i casi la risposta sia no. Eppure noto una grande ostinazione a scrivere questa “recensione” negativa nei confronti della fede cristiana senza averla mai “vista” o “letta” o “conosciuta” per attenerci agli esempi fatti. Capita spesso sentire persone attaccare il cristianesimo bollandolo come “fesserie” “spazzatura” “roba non adatta a me” senza però aver mai visto “il film”, senza quindi aver preso in mano un vangelo e leggerlo, per i fatti proprio senza preti, pastori o consulenti di mezzo. Semplicemente per farsi un’idea di quello che c’è scritto, ma personale! Non interpretata da un altro. Se non hai mai letto il vangelo ti consiglio di farlo al più presto, perché sono sicuro ti sarà utile e se pur non iniziassi un percorso di fede ne avrai un guadagno culturale non indifferente, visto che Gesù, che ci crediate o no, ha condizionato e stravolto gli ultimi 2000 anni della nostra storia…

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Sesso droga e crocifissi

cocaina shirti

Cocaina ovunque!

Quando ci sono delle classifiche l’Italia, da buon paese fondato sullo sport, si scatena! C’è un certo spirito di rivalità in noi quando subentrano le classifiche… sia che si tratti de “i più carini della classe” alle medie o che si parli di “chi ha fatto più assenze” durante l’anno alle superiori (classifica vinta da me in un paio di occasioni!)

Quando si parla di classifica insomma, l’Italia svetta! E occupa sempre le prime posizioni! Solo che queste classifiche nel 90% dei casi sono negative! Quindi tolto il ranking FIFA e un paio di altre cosucce, ci ritroviamo spesso in vetta alle classifiche (rovesciate). In che senso? Se si parla del Paese con i migliori servizi noi arranchiamo! Se si parla del paese europeo con meno evasione fiscale… beh, lottiamo per la salvezza… ma non appena rovesciamo le classifiche in: Il paese europeo con meno libertà di stampa, noi primeggiamo! Se si parla del paese con la maggiore pressione fiscale… siamo lì, pronti al sorpasso su chiunque!

Non potevamo certamente farci mancare a questo punto la “medaglia” di paese più drogato d’Europa! Infatti in Italia il consumo oscilla tra il 3,1% e il 5,5% della popolazione. 13 Milioni di consumatori in tutta Europa, la metà collocati tra la fascia di età compresa tra i 15 e i 34. Secondo alcuni i dati sono comunque molto ottimistici… infatti qualcuno parla di un milione di consumatori nella sola Italia… ma pare che questa stima possa essere tranquillamente raddoppiata in virtù del fatto che i giovani ammettono nelle interviste l’uso di stupefacenti, gli adulti… molto meno! (nel fiume po mi sembra trovarono una media possibile superiore di 4 volte alle stime ufficialie su la quasi totalità delle banconote in circolo sono state osservate tracce di coca)

E’ curioso a questo punto pensare al fatto che nella fascia di età adulta, quelli che ci tengono a non ammettere l’uso, possiamo collocare tranquillamente la quasi totalità della nostra classe politica…

Ricordate la polemica che ci fu per quel famoso servizio delle iene in cui si analizzava a campione l’uso di droga in parlamento? Ne emerse che circa il 32% degli analizzati… usasse droghe. Praticamente un terzo…  E quanti casi di cronaca più o meno recenti hanno coinvolto politici, uomini dello spettacolo, volti noti ecc…?

La droga ormai è arrivata ovunque. Quasi tutti possiamo dire di conoscere amici, parenti o colleghi che ne fanno uso. Molti di noi magari la usano, o l’hanno provata…

Le cifre aumentano, i problemi anche… si sta facendo abbastanza per arginare il problema? Probabilmente no… Visto e considerato anche che un uso di sostanze stupefacenti è indice di un malessere interiore penso che spesso le soluzioni adottate siano come un’aspirina per togliere il mal di testa a una persona con un tumore al cervello… La risposta va cercata dentro noi stessi, lo vogliamo chiamare “IL MALE” “PECCATO” o “PULSIONE DI MORTE” ? Magari poi ne parleremo in un post apposito.

La cocaina ci sta avvolgendo, ci ha circondato, e più di altre sembra la droga del sesso. Se parlate con un cocainomane vi dirà di come questa droga dia sfogo alle voglie sessuali più intese e sfrenate. Non a caso un’inchiesta spagnola affermava che il 70% degli uomini la usa, o la inizia ad usare, con il pretesto del sesso. Non a caso la coca è sempre grande protagonista nei festini a luci rosse di uomini politici, imprenditori o ragazzi che si vogliono divertire… con prostitute, trans che sia…

La droga per sopire un malessere interiore, la droga per sedare le proprie frustrazioni, la droga usata come doping per caricarsi ed essere all’altezza degli altri (che evidentemente sono più drogati di noi!) la droga come stile di vita… la droga per nascondersi. Ipocrisia insomma, orgoglio. Nascondere le debolezze, essere ciò che non siamo e diventare un surrogato chimico di ciò che gli altri desiderano.

A tutto questo si associa la così inutile polemica sul crocifisso… “SIMBOLO DELL’IDENTATA’ CRISTIANA”… quale identità? Quella di un paese alla deriva? Sentire gente pluri divorziata, pluri rifatta, multi volgare, extralusso, asservita al potere, arrivista, qualunquista… difendere un simbolo di qualcosa che non li rappresenta e che usano solo come ombrello politico e demagogico è veramente squallido… a tutti questi dedico una porzione di Bibbia (che probabilmente non hanno nemmeno mai letto)

“gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, 5 aventi l’apparenza dell’amore, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati. 6 Nel numero di questi infatti vi sono quelli che s’introducono nelle case e seducono donnicciole cariche di peccati, dominate da varie passioni, 7 le quali imparano sempre, ma senza mai pervenire ad una piena conoscenza della verità” (L’apostolo Paolo – 2 timoteo 3)

Invece di inneggiare al simbolo, al pezzo di legno, perché non si inizia a rispettare e a vivere l’essenza di quel simbolo?

Perché Gesù casomai non deve stare sui muri di una scuola, di un ufficio, o di un tribunale… ma dentro il nostro cuore. Il posto forse dove per primo l’abbiamo tolto, senza nessuna ordinanza europea, di nostra spontanea volontà… e ora ci domandiamo cos’è quel vuoto che ci porta alla deriva…

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E’, l’amico è qualcosa che più ce n’è meglio è!

friends

Gli amici più famosi della TV! (quelli di maria non li metterò mai qua sopra!)

Così Cantava Dario Baldambembo… e non aveva tutti i torti. Qualche settimana fa mi sono recato a Torino (io sono di Roma) un week end per andare a trovare alcuni carissimi amici che si trovano lì e con cui non potevo fare a meno di vedermi dopo diverso tempo. Con l’occasione ho anche ritrovato amici di Napoli, Bologna, Salerno… tutti insieme a Torino. Arrivarci è costato qualche sforzo organizzativo, un po’ di rinunce e un’uscita extra di soldi, tuttavia l’alternativa di restare a casa a discapito del rapporto con i miei amici non l’ho esaminata seriamente neanche 30 secondi, per gli amici questo è veramente il MINIMO che si può fare! Durante il mio soggiorno mi sono un attimo fermato a pensare a quanto ero felice di essere lì, a quanto non me ne fregasse nulla delle piccole difficoltà incontrate… è un sentimento fortissimo l’amicizia. Tutti noi abbiamo degli amici, a più livelli di confidenza, fino al più classico amico del cuore, migliore amico… mettetela come vi pare.

 

Wikipedia da questa definizione di amicizia

Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. Insieme all’amore, è uno degli stati emozionali fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l’amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca, che non pone vincoli specifici sulla libertà di comportamento delle persone coinvolte.

 

Una descrizione giusta e condivisibile che ovviamente non può trasmettere il coinvolgimento di questo sentimento e le caratteristiche che questo richiede.

Nel libro dei Proverbi di Salomone nel Vecchio Testamento troviamo molti riferimenti a questo sentimento e alle caratteristiche peculiari:

 

Un amore incondizionato. L’amico c’è sempre!

Proverbi 17:17 L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura.

Un amico parla sempre per il tuo bene, anche quando ti fa male. Penso sia capitato a tutti…

Prov 27:6 Fedeli sono le ferite di un amico, ma ingannevoli sono i baci di un nemico.

Un amico sa dimenticare… passa sopra le tue mancanze… e non te le rinfaccia!

Prov 17:9 Chi copre una colpa si procura amore, ma chi vi ritorna sopra divide gli amici migliori.

C’è anche una belle descrizione nel libro di Giobbe della delusione che può procurare un “falso” amico. Come un fiume che svanisce per un viandante nel deserto…

 

A colui che è afflitto, l’amico dovrebbe mostrare clemenza, anche se egli dovesse abbandonare il timore dell’Onnipotente. Ma i miei fratelli mi hanno deluso come un torrente, come l’acqua dei torrenti che svaniscono. S’intorbidiscono a motivo del ghiaccio, e in essi la neve si nasconde,  ma nella stagione calda svaniscono; con il calore estivo scompaiono dal loro posto. Il percorso del loro cammino devia, si inoltrano nel deserto e si dissolvono. Le carovane di Tema li cercano attentamente, i viandanti di Sceba sperano in essi, ma rimangono delusi nonostante la loro aspettativa; quando vi giungono rimangono confusi


L’amico ha un valore inestimabile!

Proverbi 27:9 L’olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza di un amico con i suoi consigli cordiali.Non abbandonare il tuo amico né l’amico di tuo padre, e non andare in casa del tuo fratello nel giorno della tua sventura;una persona a te vicina vale più d’un fratello lontano

Nella Bibbia possiamo trovare un altro tipo di amicizia fondamentale, quella nei confronti di Dio! Abbiamo almeno due personaggi definiti “Amico di Dio”

Abramo

Giac 2:23 Così si adempì la Scrittura, che dice: «Or Abrahamo credette a Dio, e ciò gli fu imputato a giustizia»; e fu chiamato amico di Dio.

 

Mosè

Eso 33:11 Così l’Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico

 

Questi 2 personaggi ebbero un particolare in comune tra l’altro: Entrambi trattavano con Dio!

Mosè addirittura una volta, in esodo 32 ,disse a Dio di pentirsi… e Dio si pentì!

Abramo in Genesi 18:16  tratta con Dio la salvezza di suo nipote Lot! C’è quindi un rapporto anche… di confronto con il Creatore!

Forse l’idea che abbiamo di preghiera con Dio è un po’ piatta! Dio vuole essere nostro amico, vuole parlare, discutere con noi!

Guardate cosa dice Isaia 1:18

Venite pur ora, dice il Signore, e litighiamo insieme. Quando i vostri peccati fossero come lo scarlatto, saranno imbiancati come la neve; quando fosser rossi come la grana, diventeranno come la lana.

 

Dio cerca qualcuno con cui parlare, discutere, confrontarsi! Proprio come gli amici normali! Si discute anche per il nostro bene! Se c’è qualcosa che non ti è chiaro nella tua vita, qualcosa con cui ce l’hai con Dio… discutici! Cercalo! Lui ti risponderà!

In tutto questo alla fine però non siamo noi a volere essere amici di Dio ma è lui che vuole essere amico nostro!

 

Giovanni 15:13-17

Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici. 14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. 15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia. 17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

 

Per Gesù non siamo una massa informe di persone, Lui ti conosce personalmente, ti vuole essere amico, ha già dato tutto per te e ti sta consigliando di seguirlo, per quanto possa costare… perché ti ama! Lui è tuo amico, già l’ha dimostrato dando la sua vita per te, ma noi la daremo per lui? Tutte le caratteristiche di amico che abbiamo detto sono presenti in Gesù nei nostri confronti casomai siamo noi che dobbiamo rispondere ora, lui sta aspettando NOI! Dio! Il creatore, l’onnipotente… ti conosce e muore dalla voglia di diventare tuo amico!

Romani 5:7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire

 

Noi moriremo per i nostri amici no? Ma per le persone cattive o sconosciute… beh, no! e prosegue…

 

8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira. 10 Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.

 

Ma Gesù è morto per noi perché è nostro amico, anche se siamo lontani da lui, anche se lo disprezziamo! Lui è talmente tanto tuo amico che ha dato la sua vita per ugualmente, sperando che tu avresti accetta il SUO gesto… e come in un simbolico Facebook della vita lui ha già fatto la sua richiesta di amicizia nei tuoi confronti…

 

Rifiuterai o… ACCETTERAI?

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Superstizione

 

gatto nero

Dal City di oggi:

Cornetto rosso, quadrifoglio, gesti e oggetti scaramantici di ogni genere. Italiani popolo (anche) di superstiziosi, più al Sud che al Nord, ma senza grosse differenze. Almeno questo è il quadro che emerge da un’indagine di Nextplora per Direct Line. Più del 35% degli intervistati ha ammesso di essere superstizioso e che nella vita di tutti i giorni ricorre alla scaramanzia per allontanare la sfortuna. Soprattutto in auto. Il cornetto rosso campeggia sugli specchietti retrovisori delle auto: 19,5% al Sud e 5% dal Nord. Al Nord però, il 15,7% tiene vicino un oggetto personale, come una fotografia dei familiari (al Sud il 12,7%). Meno usata la coccinella, animale portafortuna per eccellenza, scelta dal 9,2% degli intervistati. Seguono: il ferro di cavallo e i dadi (3,8), il quadrifoglio (2,4) e la zampa di coniglio (1%). Anche se l’oggetto più presente nelle auto rimane il santino (20%) o l’oggetto religioso (30%). Il 10% poi evita di partire in viaggio il 17. Infine, il 22% consulta ogni giorno l’oroscopo. Il 40% lo legge ma (dice) di non crederci.

(http://city.corriere.it/2009/10/27/milano/i-fatti/superstizioso-terzo-italiani-20565771839.shtml)

Leggendo questa notizia mi viene in mente quante siano le persone alla ricerca di un contatto con il soprannaturale, almeno la speranza in qualcosa di invisibile, di diverso, di alternativo a cui appellarsi… forse perché:

Egli (Dio) ha fatto ogni cosa bella nel suo tempo; ha persino messo l’eternità nei loro cuori, senza che alcun uomo possa scoprire l’opera che DIO ha fatto dal principio alla fine. (  La Bibbia – Ecclesiaste/Qoelet 3:11)
o come diceva S. Agostino:

“Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Conf. 1,1)

L’uomo ha bisogno del soprannaturale, di un Dio. Invece di cercarlo sulla carta stampata, in oroscopi, nelle carte… o semplicemente aspettando passivamente, sfiduciati da una religione. Non cercare la religione, il rito, l’istituzione…

CERCA DIO!

Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa. (Gesù – Matteo 7:8)

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