Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.

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Ogni Benedetta domenica

la locandina del film

la locandina del film

No, non ho sbagliato il titolo, è una cosa voluta. “Ogni maledetta domenica” è un film del 1999 con Al Pacino per la regia di Oliver Stone, è un CULT per chi ama lo sport, un film che parla di football americano, ma che per la passione che racconta per lo sport è di solito molto apprezzato anche da chi segue il calcio. vi metto una citazione famosa del film:

“Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Mezzo passo fatto in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire”

Il titolo rappresenta quello stato d’animo di passione sofferta che ogni sportivo, calciatore, manager, tifoso ogni settimana si trova ad affrontare quando è lì pronto a soffrire per un gioco così futile e pure così travolgente! E’ quella sensazione che ogni tifoso conosce, quella voglia di vedere una partita, ma quella speranza che finisca presto con un successo! Quell’odio-amore per qualcosa che ti tiene attaccato al seggiolino dello stadio, o sulla poltrona di casa e che ad ogni occasione avversaria ti toglie qualche secondo di vita!

Io da sempre vivo la domenica divisa in 2, da una parte l’attesa per il mio sport preferito, dall’altra la sublimazione di quello che è il mio stile di vita: La Chiesa!

E la Chiesa per me non è una pratica da sbrigare in fretta, un rito ripetitivo e fatto meccanicamente, ma un vero e proprio piacere da gustare e comprendere. Così anche oggi, come ogni domenica della mia vita, è stata una giornata MALEDETTA nell’attesa delle partite (la Roma in effetti ha giocato ieri, ma la giornata si è conclusa oggi) ma BENEDETTA di più nell’assaporare la presenza di Dio in Chiesa!

DvB