In ascolto…

Cosa ci posso fare se tutto quello che è intorno a me mi parla di te? La luce del sole che scalda la mia pelle nel gelo di un mattino invernale e lentamente scioglie il ghiaccio su ogni strada, il soffio gelido dell’aria mattutina che sveglia i miei sensi e i miei pensieri e che sembra entrarmi nei polmoni ad ogni boccata d’aria. Tutto mi parla di te… lo sguardo di quella ragazza assorta nei suoi pensieri mentre aspetta l’autobus alla fermata, il riflesso del cielo nell’acqua. Mi guardo attorno e sono circondato: il sorriso di un anziano, il saluto di un amico, la corsa forsennata di un bambino… tutto mi ricorda che ci sei, e stai con me. Persino il dolore ha smesso da tempo di urlarmi contro le sue maledizioni e ha iniziato a sussurrare parole su di te, il futuro mi parla di te, il presente mi parla di te, il passato è la prova che tu mi parlerai ancora. Ci sei e ci sarai sempre, lo so. Lo vedo nell’azzurro del cielo che si specchia nei miei occhiali, in ogni frase che mi piace di una canzone, nei capitoli dei libri, nelle grandi scene al cinema, tu ci sei. Mi parla di te la più bella opera d’arte e il suono del sassofono, mi parla di te il rumore dei miei pensieri e il battito assordante del mio cuore prima di dormire la sera. Mi ricorda che ci sei il sapore dell’acqua, l’odore dell’aria, il suono della mia voce. Mi parla di te il mio brutto carattere, il mio sorriso e le mie fossette. Mi parlano di te i miei amici la mia famiglia e ogni sguardo che incrocio nelle lunghe passeggiate. Mi parla di te la voglia di camminare, il bisogno di fermarsi, la necessità di andare avanti. Gridano di te il coraggio, la tenacia, la voglia, la forza e l’estro. Anche le stelle a collegarle tutte scrivono il tuo nome e la luna riflette la tua luce. In ogni risata, in ogni giorno speciale, in ogni persona che sta perdendo la speranza, in ogni crisi adolescenziale, in ogni viaggio… io sento che ci sei e che tutto non può non parlarmi di te. Il sogno più bello, l’incubo più assurdo, la sete e la fame, la fatica e la voglia di fare mi parlano di te. Il piede che tocca il freddo pavimento la mattina e mi ricorda che per un altro giorno almeno sono ancora qua ad ascoltare il mondo parlarmi di te.

VOTAMI SU OK NOTIZIE
oknotizie

Tanti auguri a… a chi? (video natalizio)

Entriamo nella settimana di Natale con un video sul tema… guardatelo tutto, potrebbe sembra un video che non ha nulla a che fare con il Natale… invece ce l’ha… Buona visione!

Pensateci… in Natale dovrebbe essere il compleanno di Gesù… (anche se poi è tutt’altro che dimostrato che effettivamente sia così) però visto che è una festa universalmente riconosciuta come cristiana per celebrare la nascita di Gesù, sarebbe bello e giusto rivolgersi al “festeggiato”… ALMENO a Natale.

VOTAMI SU OK NOTIZIE
oknotizie

Iko – Look what you’ve done to me (traduzione)

Se siete appassionati di serie tv americane non vi sarete sicuramente fatti scappare “FlashFoward” uno degli ultimi serial evento della ABC basato su una premonizione di 6 mesi nel futuro contemporaneamente per tutta l’umanità… originale, avvincente e veramente ben fatto, con un cast interessantissimo. Ad ogni modo… come ogni serie tv americana che si rispetti la colonna sonora non può essere ignorata! E così vi propongo un pezzo degli “iko” tratto dal 4 episodio della serie (Black Swan – Cigno Nero) si intitola “Look what you’ve done to me” (Guarda cosa mi hai fatto) un pezzo molto lento e malinconico. Non a caso “Iko” significa “orfano” in giapponese antico (almeno così riporta il sito della band). Vi consiglio di visitare il loro “myspace” e di ascoltare le altre tracce proposte, sono più allegre! 🙂

Intanto… Signore e signori… Buon ascolto

Look what you’ve done to me:

Dopo il primo esperimento ritentiamo la traduzione del testo… ovviamente critiche e consigli sono ben accetti…

LOOK WHAT YOU’VE DONE TO ME

Oh LOOK WHAT YOU’VE DONE TO ME
I’m in pieces around your feet
And no, don’t take back what you said
Just learn to leave it where we left it there

That is why you look so
That is why you look so
That is why you look so mine tonight

She, She’s on an aeroplane
While i, i just learned how to stay
You can see it in her eyes
You can see it in her eyes she just came
And yeah it’s all very well
It’s all very well but is it love

That is why you look so
That is why you look so
That is why you look so mine tonight

Oh LOOK WHAT YOU’VE DONE TO ME

GUARDA COSA MI HAI FATTO

Oh guarda cosa mi hai fatto

io sono a pezzi ai tuoi piedi
e no, non riprenderti ciò che hai detto
impara solo a lasciare le cose come stavano 

Per questo sembri così
Per questo sembri così
Per questo sembri così mia stanotte

lei, lei è su un aeroplano
mentre io, io ho appena imparato a restare
Lo puoi vedere nei suoi occhi
Lo puoi vedere nei suoi occhi che è appena arrivata
E si, va tutto bene
Va tutto molto bene, ma è amore?

Oh guarda cosa mi hai fatto

VOTAMI SU OK NOTIZIE
oknotizie

Dio ha creato il male?

Oggi avrei voluto scrivere un articolo su delle idee, su delle opinioni, racconti… tante belle cose. veramente… ma siccome non mi sento tanto bene vi lascio “solo” questo video che gira su youtube da un po’ di tempo. molto interessante… buona visione.

aggiornamento 20 ottobre 09

Come potete leggere nei commenti. Il video è una leggenda metropolitana. Nel senso che è un episodio mai accaduto, o almeno non era Enstein! Comunque non avevo messo enfasi sulla figura proprio perché effettivamente non mi interessava “chi” ma “cosa” dice… grazie a fabristol per la segnalazione!

 

Sfida a due – non farti inseguire

Ormai presi dalla forza d’inerzia sforniamo video come biscotti fatti in casa!! Ecco a voi l’ultima creazione del nostro team di lavoro:

Due uomini. L’uno contro l’altro. Una sfida a due. Uno dei due però è costretto a scappare. Corre, salta, si nasconde… ma per quanto possa sforzarsi il suo nemico gli è sempre alle costole. Ma chi sarà questo misterioso sicario? E cosa vuole dal ragazzo in fuga?

“Ma se non fate così, allora peccherete contro l’Eterno; e state pur certi che il vostro peccato vi ritroverà

(La Bibbia – Numeri 32:23)

Oggi giorno la parola “peccato” è incredibilmente demodè. “Peccato” sembra così indelebilmente legato a un vecchio prete di paese, preso a spaventare un gruppo di adolescenti alle prese con le prime ribellioni giovanili… maledettamente bigotto e passato! Roba da Don Camillo e Peppone!

Eppure il punto, il nocciolo della questione, è molto al di sopra del semplice vincolo culturale-linguistico.

La parola “peccato” nell’originale indica più di quello che è rimasto nel nostro linguaggio, indica un errore, un mancare il centro, una dimenticanza, uno sbaglio…  quando parliamo di peccare contro Dio, stiamo quindi dicendo che stiamo sbagliando nei confronti di Dio, ci stiamo dimenticando qualcosa nei suoi confronti. Di dargli attenzione, di dedicargli il nostro tempo, di disubbidirgli. Non dedicare tempo a Dio è sbagliato non solo perché Lui è il nostro creatore e padre, ma anche perché tramite Gesù ci ha concesso una salvezza per il male che ogni giorno circonda la nostra vita e rifiutarlo significa disprezzare quel gesto EROICO e d’amore.

Il male peggiore è l’inquinamento dell’anima, la corruzione spirituale… che ci toglie motivazioni, energia e pace. L’unico modo per stare in pace totalmente è essere in relazione con Dio (non in religione, ma in relazione), ma l’unico modo per dedicare il proprio cuore a Dio, senza il male, è Gesù, che sulla croce ha crocifisso tutti i nostri “peccati” (cioè i nostri sbagli, disubbidienze e noncuranze nei confronti di Dio) permettendoci di avere una relazione d’amore con il  nostro Padre effettivo.

Peccato è essere separati da Dio insomma. Avere una vita senza Dio, senza seguirlo, alla fine avrà delle conseguenze negative. Quello che semini raccogli. Se semini peccato… ritroverai il male… o meglio, lui troverà te.