Io no

Affacciata a quella finestra guardi l’alba già da un po’. Oggi è il grande giorno e tutto è pronto per la festa. Le stelle nel cielo piano piano si spengono, ed una ad una cedono il passo al timido sole autunnale. I tetti, le antenne e il cubismo della città con il suo abusivismo disordinato, attraverso al vetro, si specchiano nella tua silhouette.

Una ballerina è abituata alla pressione, ad affrontarla con leggerezza, esorcizzandola meccanicamente in gesti provati e riprovati fino a farli diventare parte di di un’armonia generale e accattivante, fino a farli diventare parte di sé; e poco importa se la stanchezza o la sofferenza colpiscono ossessivamente ai fianchi per farla fermare, fin quando la musica suona non c’è tempo per pensare. Sarebbe bello prendere tutte le paure chiuderle dentro una scatola e proseguire a cuor leggero, ma non sempre è così facile andare avanti, infatti è proprio il cuore il baule per le nostre paure. Respiri profondamente, è buono l’odore del caffè di prima mattina, in realtà non cambia mai, ma appena svegli sembra avere qualcosa in più… è come il calcio d’inizio per un partita di calcio, è un tocco di palla come tutti gli altri, eppure è speciale. Ti piace respirarne l’odore col naso dentro la tazzina mentre lo bevi, ti piace sospirare a lungo nella tazzina e sentire il calore del caffè salire verso gli occhi.

Arrivata alla festa tutti ti hanno fatto un applauso, tutti hanno alzato il bicchiere, sorrisi, foto e tanta allegria, tanto baccano. Poi per un istante, un lungo attimo di silenzio, il tempo di un respiro, e ti sei accorta che io non c’ero… ti sei guardata attorno e poi in camera, al parco, al bar… io non c’ero. E allora, immagino, visto che non c’ero, che per un attimo, il tempo di un pensiero, ti sei abbandonata alla tentazione di fermare la tua danza, di scendere dalle punte e cedere alle pressioni, nonostante il pubblico, nonostante la musica, nonostante tutto… ma poi… hai inspirato… e tutto è finito. E’ tornato il sorriso è finito il pensiero.

E come potrei ora raggiungerti? Abbandonare tutto e sperare, guardandoti negli occhi, che mi restituisca la chiave dei miei sogni, il battito del mio cuore, il calore del sangue nelle mie vene, l’ultimo pensiero notturno. Finché la musica prosegue tu non ti fermerai, e allora io preferisco non ascoltarla, quella musica. Io non c’ero e non ci sarò.

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Addio 2009. Avanti il prossimo.

Il calendario Gregoriano ci regala come ogni anno questo passaggio simbolico al nuovo anno, l’industria dei calendari ringrazia sentitamente il 2009 e gli augura una felice e serena pensione! E adesso sotto a chi tocca: 2010 NON TI TEMO.

capodanno

Pronti per i botti?

Tutto è pronto: i rauti con i mefisto, lo spumante e il cotechino, la tavola imbandita e la musica al massimo. Siamo pronti anche noi a chiudere questo 2009 e ad affrontare da domani …(magari da dopodomani… a sto punto perché non iniziamo direttamente lunedì?)… ok dal 4 gennaio, ad affrontare questo nuovo anno. Cosa ci riserva? Cosa vedremo? Chi conosceremo? Che problemi affronteremo? Boh! Però di una cosa sono STRA-sicuro, Paolo Fox ed il suo parrucchino non lo sanno! Quindi perché ascoltarli?

Non ascoltiamo chi ci pianifica la vita in base alla data di nascita, in base al nome o alla provenienza, l’unico artefice del tuo destino sei tu! Quindi questa sera allo scoccare della mezzanotte non credere a chi ti dirà che la tua carrozza si è ritrasformata in zucca (ed in doppia fila per giunta… multone!) , non pensare a cosa possa andare storto, semplicemente pensa a goderti la vita, giorno dopo giorno, persona dopo persona, amico dopo amico. La vita che immenso e inesauribile dono! Buon anno! Dio benedica il vostro 2010!

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“Politica” estera

critichiamo tanto i nostri politici, siamo esterofili ma tutto il mondo è paese…

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Barak Obama con la moglie Michelle (travestita da catwoman)

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Robert Gibbs, addetto stampa del presidente(travestito da Dart Fener

ANCHE OBAMA VA CON I TRAVESTITI…

Di Halloween, ma pur sempre travestiti! 🙂

Le foto sono state scattate durante una cena alla casa bianca per i bambini provenienti da tutte le parti degli USA, un modo carino per celebrare l’americanissima ricorrenza, la cosa più scenica forse è stata la casa bianca di “arancio vestuta” (zucca style)  come allego nella foto sotto:

US-POLITICS-OBAMA-HALLOWEEN

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Oggi è il giorno che sarebbe potuto essere…

allorizzonte la calma, forse un tramonto

all’orizzonte la calma, forse un tramonto

Oggi è il giorno che sarebbe potuto essere… e che invece non sarà mai. Oggi è il giorno che ho sognato per un tempo, oggi poteva essere il momento di esaltarsi, di gridare. Il programma prevedeva parate e fuochi d’artificio, corse e spensieratezza, oggi poteva essere il trasloco definitivo di vecchie paure, antichi retaggi, vecchie sfortune… ma oggi non è stato quello che pensavo, speravo, credevo. Per oggi ho lottato con tutte le mie forze, ho afferrato ogni speranza passeggera tenendola a me, ma non si può imprigionare un sogno, rinchiudere un’ambizione. Ed oggi è lo spettro di se stesso, oggi è quello che era ieri e che sarà domani, oggi è “solo” oggi.

Mentre il tempo passa, mentre la clessidra scandisce i granelli di vite che vanno, mentre sul calendario leggo solo numeri senza prospettive, senza senso… l’ombra di ciò che poteva essere copre le 24 ore come un fantasma di storie antiche e ne spezza la bellezza e la peculiarità. Parole e ambizioni affogano in un mare di pensieri bianchi e insoluti. Non accenderò fiamme oggi, ne le spegnerò, non dispenserò sorrisi e luci colorate, non ci saranno musica ne balli. All’orizzonte la calma, forse un tramonto, che onestamente, seduto su di una stuoia di apparenze osservo in solitudine, mentre a valle tutti corrono.

Oggi, e solo oggi, è un giorno qualsiasi.

davidissimo.wordpress.com

Ventidue

22 come “il matto” nella smorfia, 22 come il numero che ha sulle spalle il terzo portiere, 22 come un numero palindromo, 22 come gli anni che aveva mio padre quando si è sposato, 22 come i gradi atmosferici ideali, 22 come la posizione della “v” nell’alfabeto inglese, 22 come i convocati ad un mondiale fino al 98′,  22 come i giocatori in un campo di calcio, 22 come le macchine che corrono in F1, 22 come Stephen Grover Cleveland ventidiuesimo presidente degli USA, 22 come il numero di Kakà, 22 come i miliardi di lire per cui Mariah Carey assicurò il suo corpo nel 2000,  22 come i milioni di spettatori che videro Italia – Francia ad Euro2000, 22 come i milioni di fegati bruciati in seguito ad Italia – Francia,  22 come i milioni spesi dal milan per Ronaldinho, 22 come le ore impiegate da 2 ragazzi di NY per fare il giro di tutte  le metro della grande mela, 22 come i km di coda sulla Salerno – Reggio Calabria, 22 come le persone giustiziate in media ogni giorno in cina, 22 come i gol di suazo nel 2006, 22 come i minuti dedicati veramente dai padri italiani ai propri figli ogni giorno secondo una ricerca, 22 come gli anni che faccio oggi…