L’equilibrio

L’equilibrista

Penso che l’equilibrio nella vita sia fondamentale. Perché la vita infondo non è più spessa di una corda su cui dobbiamo camminare per cercare di arrivare in fondo, raccogliere l’applauso del pubblico e dire di aver raggiunto l’obiettivo. Le differenze ci sono, certo… la vita non ha reti di sicurezza e cadere è inevitabilmente fatale. Riuscire a districarsi nelle nostre passioni, tentazioni, amicizie, amori e delusioni non è facile, ma questo è quello a cui siamo chiamati: andare avanti, sempre.

Fermarsi significherebbe solo aumentare il rischio di cadere, fermarsi richiede ancora più equilibrio, e quando sei quassù non è semplice guardarsi intorno respingere le vertigini e trovare le risorse per trovare l’equilibrio per restare fermi, senza paure, senza incertezze… immobili. Meglio andare avanti, sempre. E’ bello come il creatore abbia collegato l’equilibrio ad una parte del nostro corpo: l’orecchio.

E già! Nell’orecchio c’è il segreto dell’equilibrio umano. Come una metafora che ci racconta di quanto nella vita sia importante ascoltare per trovare il proprio equilibrio. Ascoltare i consigli, ascoltare le storie, ascoltare chi ne sa più di te ascoltare per lasciarsi guidare… da tuo padre, tua madre, dal tuo miglior amico, da quel professore così bravo, da quel saggio vicino di casa, da tua moglie, da chiunque ti vuole bene, da Dio.

Non aspettiamo di rischiare la caduta, ogni giorno cerchiamo di ascoltare le voci “positive” intorno a noi, le voci di chi ci vuole bene, e domandiamoci se quello che ci dice è un capriccio o è per il nostro bene, perché la risposta a questa domanda ci chiarirà molte cose, come capire chi ti vuole veramente bene, capire se siamo forti abbastanza per andare avanti da soli, capire dove mettere i piedi per il prossimo passo, capire come restarci più a lungo possibile sopra quel filo. Ci sono tante voci che ci condizionano, non tutte sono buone… ma nell’equilibrio della vita c’è bisogno anche di questo: bene e male, luci e ombre, amici e nemici. Saper ascoltare e scegliere la cosa migliore è l’equilibrio che ci fa andare avanti.

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Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.