Giorni “NO”

Di giornate “no” ne è pieno il mondo… almeno, così sembrerebbe a giudicare dagli stati d’animo che a turno affliggono le comitive di amici davanti ai bar, dentro le macchine, fuori dalle scuola, nelle piazze e su facebook ovviamente… la cosa brutta però non è il giorno storto in per sè: capitano, sono sempre capitati e capiteranno in eterno, amen. Ma quando i giorni storti iniziano ad accoppiarsi, riprodursi, moltiplicarsi tirando fuori delle vere e proprie “ERE NO!” beh allora diventa un po’ troppo! Certi giorni il luogo ideale per vivere sembra, nei nostri sogni, un’isola deserta, un posto lontano da tutto e tutti dove far asciugare le nostre frustrazioni al sole su di una spiaggia incontaminata, per altri la soluzione è una bella comitiva di amici che escono per una pizza, bevendo birra ed esorcizzando le paure parlando di tutto tranne che di cose serie… Io sono uno di quelli che sogna la solitudine in certi momenti, perché, per come la vedo io, si può stare al centro della metro di Tokyo nell’ora di punto ed essere l’uomo più solo del mondo. A volte l’amico non riesce a gurdare al di sotto dell’acqua nel pozzo del nostro cuore, e così le paure, le frustrazioni, l’insoddisfazioni restano sepolte da uno strato acqua spesso abbastanza per far sembrare la nostra vita un sogno, mentre sotto è un incubo. Amo contare i miei pensieri ascoltando solo la musica offerta dalla natura, “ascoltare il Padre Eterno che improvvisa Jazz” diceva Jovanotti in una sua canzone… mi piace analizzare ed analizzarmi e capire cosa sto facendo, se la difficoltà e sormontabile… mi piace in definitiva affrontare i miei problemi da solo, faccia a faccia. Mi piace poi analizzare i problemi alla luce della mia fede e confrontarli con la grandezza di ciò in cui credo e vedere che regolarmente i problemi si sgretolano alla luce di un’essere superiore che agisce nella mia vita in maniera attiva e tranquillizzante. Certo, non sempre è facile, ma è bello vedere le difficoltà crollare davanti al proprio naso, come le mura di Gerico.

Annunci

Natale, di Giuseppe Ungaretti

sul natale ho già scritto qualcosa ieri, lo so. Ma questa poesia la ricordo sempre in questo periodo, forse perché in effetti rispecchia anche un po’ quello che dicevo ieri… certo, io non sono un soldato come lo era Ungaretti, però il senso più profondo della poesia credo sia ancora molto attuale. Buona lettura…

Natale*

di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade

Ho tanta stanchezza sulle spalle

Lasciatemi così come una cosa posata  in un angolo e dimenticata

Qui non si sente altro che il caldo buono

Sto con le quattro capriole di fumo del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

* “Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade”: la poesia – tratta dalla raccolta “Allegria di Naufragi”, apparsa nel 1919 e diventata, nel 1931, “L’Allegria” – comunemente nota come “Natale”, è stata composta nel Natale del 1916, durante una licenza che Ungaretti trascorse a Napoli in casa di amici.

(http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=altro&scheda=natale2005_ungaretti&lingua=ita)

Nataliziando

Chi di noi in questi giorni non ha esclamato la frase “ma dov’è la crisi economica?!” entrando in un centro commerciale addobbato a dovere per l’ormai imminente feste natalizie? Chi? Voglio i nomi! Chi?? Proprio l’altro giorno leggevo come gli alberghi per il natale 2008 abbiano avuto un calo del 20% circa, beh posso affermare quasi con certezza che questo 20% si è tutto riversato nei centri commerciali di Roma!! Maledizione! Non ci credo. Una fiumana di gente che spinge, chiede, respira e ti acciacca i piedi… AHIA! Gente interessata ad acquistare qualsiasi cosa la mente umana abbia partorito… Televisori al plasa e al plasmon, Lcd, lettori dvd, lettori dell’unità, barboni (purchè targati apple), macchine per il caffè, sciarpe, cravatte (che sono quasi inevitabili da regalare), macchinette fotografiche, videocamere, camere da letto, gadget varie, castagnole e trick e track, caffè borghetti, biRa , coca! Per carità, io non sono contrario al natale, l’idea che ci sia una festa cristiana mi piace, l’idea che una volta l’anno uno sia, non dico buono, non prendiamoci in giro, ma meno peggio degli altri 364 giorni l’anno non è una cattiva mossa di marketing… ma signori… qui per un giorno di bontà ce ne sono almeno 3-4 di cattiveria e cinismo purissimi. I 3-4 giorni sono quelli direttamente antecedenti al 25 dicembre (ATTENZIONE AD USCIRE domani perché si toccherà l’apice)  e sono semplicemente i giorni in cui tutti noi ci riduciamo a fare il regalo. In questo lasso di tempo che dovrebbe essere bellissimo, incantevole, natalizio, in realtà vengono rovinate svariate miliaia di vite! Solidarietà a tutti i commessi  che in questi giorni si stanno facendo un mazzo tanto… e alle lora famiglie che si trovano dei parenti trasfigurati dal dolore e dalla delusione nel genere umano! Un pensiero a tutti quelli che abitano vicino dei grandi negozi e ovviamente questi giorni si sono dovuti trasferire in macchina perché tra il traffico e il parcheggio non vale nemmeno la pena salire a casa 10 minuti prima di riuscire! Una pacca sulle spalle a tutti quelli che del natale non gliene frega niente ma siccome sanno che qualcuno gli ha fatto un regalo si sentono obbligati a contraccambiare! Io dal canto mio regali non dovevo farne… ma non so come mai, accompagnado chi di qua chi di là, sono stato negli ultimi 3 giorni in giro per centri commerciali! Liberatemi vi prego, temo di aver bisogno di un bravo psicologo… forse lo troverò sullo scaffale di qualche negozio? La vita bucolica ora sembra solo un lontano ricordo… eppure fino a venerdì ero sommerso dalle pecore…  com’è potuto accadere? 🙂