Respiro…

Se ne stava lì, steso sull’erba, solo, completamente solo, dopo anni che non gli capitava… cercava di capire se il cielo fosse rimasto lo stesso di quand’era bambino o fosse cambiato anche lui. Lo scrutava, e , respiro dopo respiro, consumava la vita con una passione inaspettata, quasi sconosciuta. La pace dei sensi, l’essere uno con l’erba, con gli alberi, col cielo, col vento. Tutto in perfetta simbiosi, tutto come se facesse parte di quella natura, e in fin dei conti era proprio così. Un uomo non è parte integrante della natura? Anche quando lo nega, anche quando ne è spaventato, non è forse un pezzo del puzzle? E in quel momento lui si sentiva a casa, il sole in faccia, il vento che accarezzava la sua pelle, l’aria mattutita fresca e tagliente come una lama affilata entrava nei suoi polmoni squarciando a grandi colpi quella frustrazione “nero oblio” che negli ultimi giorni si era radicata in lui, dai polmoni fino ad arrivare al cuore, in un’ondata di sangue, passione, pace… tutto in sintonia, come un’orchestra, come la donna della tua vita, come il tuo film preferito… Idee nuove, speranze appena nate, come quei fiori colorati sparsi intorno al suo corpo mimetizzato nella natura… Una farfalla gli sfrecciò davanti portando via con sè l’ultima preoccupazione, tutto era perfetto… surreale, onirico. Ad ogni respiro una nuova speranza, ad ogni respiro un boccone di vita.

Colori autunnali

Sono tante le cose che mi piacciono qui, fuori città, forse un po’ fuori dal mondo… o è la città ad essere fuori dal mondo? fuori dalla natura, fuori dal vivere in pace? Forse più la seconda… una delle cose che però mi stanno piacendo particolarmente sono i colori, già proprio i colori! Che spettacolo affacciarsi fuori dalla finestra, la stessa do dove vedevo le pecorelle a novembre, e guardare le montagne intorno coloratissime! Piene di alberi giallastri, rossi, marroni… che bello! Già il giallo e il rosso da solo potrebbero bastare per un tifoso come me… (tra l’altro signori che roma!) macchie di colore quasi impressioniste, confuse, miscelate… belle! Guardandole mi viene in mente quando alle elementari si faceva il classico compitino sulle stagioni e così ad autunno toccava raccogliere foglie secche a dimostrazione dell’arrivo dell’autunno, imparare un paio di poesie sulle foglie gialle e poi via… si sapeva tutto il necessario per affrontare la stagione! La cosa che ricordo sopratutto erano le foglie orrende, tutte secche e bucherellate che portavo! Calpestate da pedoni, auto, moto, bici! Se solo avessi avuto a disposizione questi boschi bellissimi… forse avrei apprezzato di più la natura da piccolo! La pace del silenzio qua nella vallata insieme a questi colori quasi mi fa dimenticare tutta la frenesia cittadina… tutto sembra così lontano, le scarpe tirate a bush, le polemiche politiche, il tevere che sta per spazzare via la mia amata città… 🙂 qui si vive e basta.