i Libri

Chi di noi non ha avuto modo di ascoltare Roberto Benigni recitare la Divina commedia? Penso che dopo la diretta rai, più o meno tutti abbiamo avuto questa occasione. Che dire? semplicemente fantastico l’approccio di Benigni a questo testo storico, a questo capolavoro assoluto! Mi fa sempre effetto il fatto ci sono persone che hanno imparato l’italiano per leggere questo capolavoro in lingua originale! Eppure quando la leggevamo a scuola col nostro professore non era proprio la stessa cosa… anzi! Il testo però era quello, il significato sempre lo stesso! Però che gusto c’è se non la si capisce a fondo e in più viene letta da persone che hanno l’entusiasmo di Andrea Pirlo? (storico l’episodio raccontatomi da un mio amico, con un suo compagno in difficoltà nel leggere ad alta voce in classe un verso di Dante e accusato dalla prof di non saper leggere per sentirsi rispondere “sì ma questo non sapeva scrivere!”)

Ogni testo trasmette qualcosa, specialmente se scritto da un Maestro come Dante, ma se uno lo fa alla “meno peggio” non ne riceverà nulla! La parola ,scritta o orale che sia, è un mezzo potentissimo che scatena in noi emozioni, sentimenti e reazioni continue. Alcuni libri ci hanno cambiato la vita, altri hanno cambiato la storia, l’alfabetizzazione e la cultura hanno trasformato popoli, scatenato rivoluzioni, incendiato gli animi! Ma noi non sembriamo così appassionati per la lettura, la sottovalutiamo, e così ci ritroviamo ad ignorare capolavori assoluti come quello di Dante.

Qualche libro

Qualche libro

Una mia professoressa sosteneva che ogni volta che leggeva “I promessi sposi” ne traeva “particolari nuovi che la stupivano e l’aiutavano nella vita…”, un libro che per molti non rappresenta praticamente nulla dava a quella donna addirittura un aiuto per vivere… quando lo leggeva durante

la lezione gli occhi le si accendevano, la voce rauca si faceva ad un tratto quasi melensa e la rigida espressione bacchettona sembrava di colpo nascondersi dietro un’espressione sognante… che strano, eh?

Io anche ho un Libro (che in realtà sono più libri) che mi fa questo effetto, questo libro è un testo storico eppure poetico ma anche narrativo, artistico e addirittura un libro di diritto. Parla di re e Imperatori ma anche di pescatori e prostitute, un libro che molti però etichettano come noioso, pesante, da vecchi, senza neanche mai averlo aperto e provato a leggere. Questo libro è la Bibbia.

Spesso giudichiamo la Bibbia senza averla mai veramente letta, approfondita e ne ignoriamo addirittura la valenza storica e qualitativa. La Bibbia è uno scrigno di tesori, ci sono storie che ormai sono entrate nell’immaginario comune come Davide e Golia, ci sono principi morali che oggi come oggi fanno discutere, la questione dell’omosessualità per esempio, ci racconta di una cultura affascinante come quella ebraica, ci sono testi che raccontano l’amore e altri che invece descrivono alla perfezione l’anima dell’uomo con la poesia e la filosofia… e molto, molto, molto altro eppure la sottovalutiamo perché la ricolleghiamo a un concetto di “vecchio” derivato, che ne so, dal fatto che da piccoli non ci andava di andare in chiesa?

Spesso cerchiamo risposte al di fuori della Bibbia perchè riteniamo che il cristianesimo ci abbia deluso, ma solitamente mi trovo a parlare con persone che neanche sanno cosa sia veramente il cristianesimo e si appellano a luoghi comuni e preconcetti che per lo più sono tra l’altro riconducibili alla chiesa romana. L’uomo cercherà sempre di soddisfare la sua parte spirituale, fenomeni come la new age ne sono la prova, ma c’è solo una risposta che può soddisfare quel bisogno e quella risposta è scritta nella Bibbia. Vi consiglio in maniera spassionata di spolverarla, tirarla fuori dalla vostra libreria (o semplicemente leggerla su internet…) e iniziare a leggerla, ma non come si leggeva la divina commedia a scuola, ma con chi ha voglia di trarne insegnamenti, leggete la Bibbia, studiatela, approfonditela e poi ne mi direte se non vi trovate davanti al libro più bello che sia mai stato scritto!

Leggete ad esempio le storie di Davide scritte in 1 e 2 Samuele, o le parole di Gesù nei 4 vangeli, i viaggi dell’apostolo Paolo in Atti o la meravigliose storie di Giacobbe, Giuseppe e Mosè Nella Genesi! La Bibbia non vi deluderà mai.

Punti di vista

Ho sempre pensato che il concetto di “punto di vista” sia sottovalutato. In che senso? MI accingo a spiegare… La maggior parte delle volte questa espressione si usa in discussioni del tipo:

A: “Per me Berlusconi è un’incapace!” B: “no, per me Berlusconi è un grande statista!” A: “punti di vista… ”

Si usa insomma quasi per dire: “vabbè, lasciamo perdere. Non mi va di discutere” in realtà per me i punti di vista dovrebbero essere considerati veri e propri stimoli alla discussione, non alla litigata, alla discussione. Infondo analizzando la frase si capisce subito qual’è il senso della stessa, abbiamo DIVERSI PUNTI DI VISTA, ovvero, PUNTI DI OSSERVAZIONE, cioè da dove sto io adesso vedo un’altra cosa. Che significa questo? Che i punti di vista di solito non sono sbagliati, sono semplicemente angoli da cui osservare una porzione diversa dello stesso soggetto!

Apollo e Dafne

Qualche anno fa andai con la scuola alla “Galleria Borghese” qui a Roma, fu un’esperienza bellissima, infatti ebbi l’opportunità di ammirare alcuni capolavori assoluti che fino ad allora avevo avuto modo di vedere solo nelle immagini dei libri scolastici. Su tutte una mi colpì in maniera particolare “Apollo e Dafne” di Bernini, decisamente uno dei miei artisti preferiti, (se conoscete l’opera forse già avete capito dove sto andando a parare..) questa statua è un vero e proprio capolavoro, una specie di manifesto dell’arte barocca, una storia che si svolge sotto i nostri occhi pur essendo immobile, se vi capita vi consiglio di andarla a visitare, è veramente un piacere. Una delle particolarità di questa statua è quella di raccontare una storia che si svolege in movimento, Bernini ebbe la fantastica capacità di trasmettere il movimento tramite l’osservazione dello “spettatore”, infatti cosa racconta questa storia in breve? Apollo è follemente innamorato di Dafne, vuole farla sua, ma Dafne, una ninfa che ha però dedica la sua vita alla caccia e alla dea Diana, non è molto d’accordo, così fugge e nel fuggire chiede aiuto al dio Penèo che la trasforma in un Lauro.  Bernini aveva pensato l’opera in questo modo: L’osservatore entrando da sinistra inizierà a vedere la storia a partire da Apollo e pian piano proseguendo incontrerà il volto disperato di Dafne, e ancora, girando intorno alla statua, assisterà alla trasformazione stessa della ninfa, infatti per vedere i segni della metamorfosi occorre andare alle spalle dei due, ed ecco che vedremo a pieno come Dafne si stia trasformando.

Cioè Bernini ha trasmesso il tutto sfruttando i PUNTI DI VISTA. Ora, mettiamo il caso che io e uno di voi andassimo alla “Galleria Borghese” e che voi andaste avanti a me di qualche metro, voi vi trovereste ad osservare il “finale” della storia da ormai dietro la statua mentre io starei ancora focalizzando la mia attenzione su Apollo. Se ci fermassimo e iniziassimo a raccontarci quello che vedremmo cosa ne uscirebbe? Osservando la stessa identica situazione, lo stesso lavoro, lo stesso marmo, con la stessa illuminazione A POCHISSIMI metri di distanza. Noteremmo sicuramente cose diverse, eppure non sbagliate. Serve una spiegazione particolare per capire questa situazione? Non credo. E’ fin troppo ovvio che i due punti di vista fanno la differenza su quello che vediamo.

Così credo nella vita abbiamo tutti punti di vista differenti dati dal nostro cammino, dal nostro percorso, dal nostro essere. Dati da come siamo arrivati a quel punto e a che costo, quando qualcuno mi chiede “perché sei cristiano?” con tono polemico o magari beffardo, io non mi sento mai offeso o sfidato, perché so bene che la mia scelta non viene capita da molti e so anche che molti che pur “credono” considerano la mia fede un eccesso proprio perché il loro percorso li ha portati a definire questa convinzione. Io, dal canto mio, non voglio mai giudicare nessuno, non ho certo autorità per farlo e in fin dei conti pur potendo non mi interesserebbe, sono convinto però che tutti nel proprio cuore abbiano uno spicchio riservato a Dio, consci o no. Il famoso “vuoto interiore” per me ha la forma esatta di Dio e prima o poi tutti arriviamo al punto di osservazione in cui questo dubbio ci sfiora. Sono sempre rimasto molto colpito dai racconti fatti da persone, non cristiane “praticanti”, che in Russia, Romania e Cina durante il periodo comunista e con la conseguente persecuzione della preghiera, ad un certo punto della loro vita, senza mai aver letto una bibbia o sentito un predicatore parlare hanno sentito il bisogno di appellarsi a Dio. Per come la vedo io l’uomo ha bisogno di Dio, e prima o poi nella sua vita si trova ad affrontare questo bisogno. Dio, da parte sua, ha anche un punto di vista personale, che però non coincide mai col nostro e sono sicuro che anche nel suo percorso prima o poi passa vicino ognuno di noi per chiederci “Come sta il mio spicchio di cuore?”.