Cadi, rialzati, vola.

La cosa più difficile quando cadi, non è rialzarsi, ma andare avanti. Puoi capitombolare a terra, rovinosamente, dolorosamente, ma appena ti fermi il primo istinto è rialzarti, sempre, anche quando fa male. Non possiamo rimanere con la testa sott’acqua troppo a lungo, senza respiro; naturalmente tendiamo a rinascere, a nuotare verso l’alto, per prendere anche solo una boccata d’aria per andare avanti… ancora un po’. Cadere fa male, ma rialzarsi e rendersi conto di aver paura di cadere ancora è una sofferenza ancor più sottile. Le gambe si fanno pesanti, i dubbi martellanti, ogni passo diventa insicuro, una prova insormontabile, un esame continuo… la pressione sembra insopportabile, e il respiro diventa affannato… la vista si annebbia, la vita così è un inferno che peggiora passo dopo passo.

Così non ci vorrà molto a ricadere a farsi male di nuovo. Ogni volta ti rialzerai, ma andare avanti sarà sempre più difficile, finché continuerai ad aver paura di cadere. Liberati dalle paure, e corri, salta e infine vola. E’ complicato, ma a volte l’unica via di uscita è verso l’alto, verso il cielo… senza una logica, senza razionalità, ma sola tanta fede, abbracciato ad una forza più grande, ad un destino azzurro, ad una speranza che volando più in alto diventa certezza; senza paracadute e con solo la voglia di vivere un giorno alla volta. Incontrerai le nubi, e forse rischierai di cadere ancora, forse in effetti cadrai ancora, ma quando si inizia a volare la voglia di planare ti entra nel sangue e un globulo rosso alla volta ti conquista, con la consapevolezza, che l’uomo è fatto per andare avanti, sempre, anche quando tutto dice il contrario.

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Vita e Olive

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Sono nato e cresciuto in una grande città come Roma, quando ero piccolo il massimo dell’esperienza rurale era andare al parco vicino casa e giocare a pallone rotolandosi nell’erba! Le tute tornavano a casa malconce e tutto rigate di verde, o di terra al massimo. Il parco vicino casa mia poi non era nemmeno male, adiacente ad una delle vie principali di Roma aveva altalene, scivoli, funi, reti ma soprattutto… alberi, tantissimo alberi. Io, da buoncittadino,di quelli che sono assuefati allo smog e che tra un clacson e il belare di una pecora scelgono il primo, usavo quei pini solo come pali da calcio, non sono mai salito su un albero, intendo uno degno di tale nome, prima di qualche giorno fa. La zona in cui mi trovo adesso infatti è ricca di ulivi, alberi bellissimi, estremamente ramificati, attorcigliati su loro stessi e anche molto resistenti, sembrano studiati per farci arrampicare chi deve raccogliere le olive… L’altro giorno, armato di buona volontà mi sono avvinghiato ai rami e mi sono tirato su, arrivando a discrete altezze. E, vi sembrerò scemo e forse lo sono, è stato magnifico potersi sentire immerso letteralmente nella natura, foglie da tutte le parti, rametti… mi è stata restituita l’infanzia! Mi ha fatto effetto sentire il sostegno dell’albero, infatti con la miriade di rametti tutt’intorno ti senti come sorretto, e così in situazioni in cui normalmente dovresti sentirti traballante mi sentivo solido e in equilibrio stabile. La cosa ancora più bella è stata riflettere su quello che facevo, mentre mi muovevo da un ramo all’altro come un novello tarzan infatti, avevo modo di osservare come le olive più belle, quelle più succose, fossero proprio nei punti più difficili da raggiungere, sull’estremità dei rametti esterni o nella parte più alta dell’albero… pensavo che infondo nella vita tutto è così! Le cose migliori sono quelle più difficili da raggiungere, per poter raggiungere efficacemente quelle olive ti devi sporgere, devi cercare di afferrare il rametto con la punta delle dita, devi prendere qualche rischio (cosa che io non ho fatto… anche perché a me non piacciono le olive! Io quelle irraggiungibile le ho preso a bastonate per farle cadere 🙂 ), le olive non si possono raccogliere da terra, qualcuno deve arrampicarsi. Se vuoi prenderle tutte e non accontentarti di quelle più in basso, che sono alla portata di tutti, ti devi lanciare, devi farti coraggio e vedere fino a che punto riesci a sporgerti, fino a dove l’albero ti sostiene. Lo so, sembrerò un matto a fare questi discorsi… ma ci sono tanti spunti di riflessione nella natura! Altro aspetto interessante è la necessità di salire sopra l’albero per capire l’effettiva quantità di olive da prendere, rimanendo in basso non si capisce esattamente cosa ci sia ai “piani superiori”, giudicare dal basso comporterebbe la perdita di molte olive buone! E così pensavo anche nella nostra vita.. un po’ in tutti gli aspetti, se non ci si sporca le mani e si va a cercare effettivamente di capire cosa c’è più su rimarremo sempre col dubbio e la concreta possibilità di aver perso delle olive buone. Questo può essere applicato anche alla fede, senza dubbio…

Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.