Lo scompartimento sbagliato

L’intercity ha un solo vantaggio a mio modo di vedere, prezzo a parte ovviamente, ovvero: lo scompartimento. Questa peculariarità del treno è poi la cosa più interessante del viaggio. Perché? mi domanderete voi. La mia teoria è che semplicemente lo scompartimento rende più facile socializzare, di conseguenza l’intercity è più sociale dell’eurostar. Su un eurostar ci sono mille orecchie, tutti intorno, non c’è intimità, non si crea quel senso di “cameratismo”… sull’intercity invece sì! Tu fai parte di una piccola sezione! Sei in una squadra, IN UNA FAMIGL… non esageriamo, però viene più facile socializzare grazie allo scompartimento, almeno per me. Questo è molto bello, salvo casi rari… tipo un’età media dei passeggeri presenti nel tuo scompartimento decisament superiore ai 60! E così, proprio ieri, mentre io, incastrato sul poggiatesta regolabile (ma io che sono 1,83 non posso mettermi con la chiesa dritta, figriamoci uno più alto!), mi domandavo quanto sporca fosse stata quella tappezzeria, mi guardavo intorno e vedevo solo volti degni di una casa di riposo… in effetti stavano tutti riposando, era insomma uno scompartimento di riposo… ma la cosa più brutta è stata constatare che lo scompartimento sbagliato era solo il mio! Negli altri, infatti, c’erano ragazzi, giovani, gente allegra, divertente… quasi mi sembrava di sentire un “PePePePePePePePeeeee” dai vicini! Risate, petardi, profumo di cucinato… di tutto di più (non come la rai). Insomma per una volta avrei preferito nettamente l’eurostar!

i Libri

Chi di noi non ha avuto modo di ascoltare Roberto Benigni recitare la Divina commedia? Penso che dopo la diretta rai, più o meno tutti abbiamo avuto questa occasione. Che dire? semplicemente fantastico l’approccio di Benigni a questo testo storico, a questo capolavoro assoluto! Mi fa sempre effetto il fatto ci sono persone che hanno imparato l’italiano per leggere questo capolavoro in lingua originale! Eppure quando la leggevamo a scuola col nostro professore non era proprio la stessa cosa… anzi! Il testo però era quello, il significato sempre lo stesso! Però che gusto c’è se non la si capisce a fondo e in più viene letta da persone che hanno l’entusiasmo di Andrea Pirlo? (storico l’episodio raccontatomi da un mio amico, con un suo compagno in difficoltà nel leggere ad alta voce in classe un verso di Dante e accusato dalla prof di non saper leggere per sentirsi rispondere “sì ma questo non sapeva scrivere!”)

Ogni testo trasmette qualcosa, specialmente se scritto da un Maestro come Dante, ma se uno lo fa alla “meno peggio” non ne riceverà nulla! La parola ,scritta o orale che sia, è un mezzo potentissimo che scatena in noi emozioni, sentimenti e reazioni continue. Alcuni libri ci hanno cambiato la vita, altri hanno cambiato la storia, l’alfabetizzazione e la cultura hanno trasformato popoli, scatenato rivoluzioni, incendiato gli animi! Ma noi non sembriamo così appassionati per la lettura, la sottovalutiamo, e così ci ritroviamo ad ignorare capolavori assoluti come quello di Dante.

Qualche libro

Qualche libro

Una mia professoressa sosteneva che ogni volta che leggeva “I promessi sposi” ne traeva “particolari nuovi che la stupivano e l’aiutavano nella vita…”, un libro che per molti non rappresenta praticamente nulla dava a quella donna addirittura un aiuto per vivere… quando lo leggeva durante

la lezione gli occhi le si accendevano, la voce rauca si faceva ad un tratto quasi melensa e la rigida espressione bacchettona sembrava di colpo nascondersi dietro un’espressione sognante… che strano, eh?

Io anche ho un Libro (che in realtà sono più libri) che mi fa questo effetto, questo libro è un testo storico eppure poetico ma anche narrativo, artistico e addirittura un libro di diritto. Parla di re e Imperatori ma anche di pescatori e prostitute, un libro che molti però etichettano come noioso, pesante, da vecchi, senza neanche mai averlo aperto e provato a leggere. Questo libro è la Bibbia.

Spesso giudichiamo la Bibbia senza averla mai veramente letta, approfondita e ne ignoriamo addirittura la valenza storica e qualitativa. La Bibbia è uno scrigno di tesori, ci sono storie che ormai sono entrate nell’immaginario comune come Davide e Golia, ci sono principi morali che oggi come oggi fanno discutere, la questione dell’omosessualità per esempio, ci racconta di una cultura affascinante come quella ebraica, ci sono testi che raccontano l’amore e altri che invece descrivono alla perfezione l’anima dell’uomo con la poesia e la filosofia… e molto, molto, molto altro eppure la sottovalutiamo perché la ricolleghiamo a un concetto di “vecchio” derivato, che ne so, dal fatto che da piccoli non ci andava di andare in chiesa?

Spesso cerchiamo risposte al di fuori della Bibbia perchè riteniamo che il cristianesimo ci abbia deluso, ma solitamente mi trovo a parlare con persone che neanche sanno cosa sia veramente il cristianesimo e si appellano a luoghi comuni e preconcetti che per lo più sono tra l’altro riconducibili alla chiesa romana. L’uomo cercherà sempre di soddisfare la sua parte spirituale, fenomeni come la new age ne sono la prova, ma c’è solo una risposta che può soddisfare quel bisogno e quella risposta è scritta nella Bibbia. Vi consiglio in maniera spassionata di spolverarla, tirarla fuori dalla vostra libreria (o semplicemente leggerla su internet…) e iniziare a leggerla, ma non come si leggeva la divina commedia a scuola, ma con chi ha voglia di trarne insegnamenti, leggete la Bibbia, studiatela, approfonditela e poi ne mi direte se non vi trovate davanti al libro più bello che sia mai stato scritto!

Leggete ad esempio le storie di Davide scritte in 1 e 2 Samuele, o le parole di Gesù nei 4 vangeli, i viaggi dell’apostolo Paolo in Atti o la meravigliose storie di Giacobbe, Giuseppe e Mosè Nella Genesi! La Bibbia non vi deluderà mai.