Ikea ed emicrania

Ci deve essere un nesso scientifico tra le due cose… ogni volta che entro all’IKEA si accende un mal di testa cosmico. Per questo sono contrario al taglio dei fondi per la ricerca, bisogna assolutamente scoprire a cosa è dovuta questa strana coincidenza… a volte anche passando dal raccordo con la macchina mi sembra di sentire una lieve fitta alle tempie non appena vedo il contrasto giallo e blu di quell’enorme edificio… brrrr… signori, ho i brividi solo a pensarci! La cosa strana è che il male sembra essere diversificato da individuo ad individuo, di solito individui di sesso maschile (le donne invece sembrano perfino ringalluzzite dal famoso negozio svedese), alcuni uomini per esempio appena varcano la grande porta d’entrata cadono in un profondo stato depressivo, nell’oblio più totale, dimenticano tutto, famiglia, amici, lavoro, diventano zombie! Altri invece vengono presi da pesantissimi crampi agli arti inferiori e iniziano a trascinarsi per i corridoi con enormi sforzi, li si riconosce dai denti digrignati e dalla sudorazione stile maratona di NY. C’è un’altra categoria che è veramente interessante, una categoria che subisce l’ikea psicologicamente tanto da perdere ogni residuo della propria personalità trasformandosi in qualcosa di nuovo, una specie di HULK da centro commerciale, vi faccio un esempio: Prendete l’uomo più buono e tranquillo del mondo (fatto?) immergetelo nell’ambiente dell’ikea e lasciatelo “immerso” nel contesto per almeno la durata di un paio di salotti, ora inizierate a notare mutamenti profondi nell’aspetto dell’individuo: occhi arrossati, vomito, rabbia evidente, pessimismo cosmico, morte apparente, gravidanza isterica… il tutto condito da una voglia di polemica col mondo! Non interessa che gli si farà davanti: commessi, inservienti, magazinieri, altri clienti, famigliari, amici, parenti, colleghi… lui odierà e insulterà ogni singola persona possibile ed immaginabile! In sunto, signori, ci troviamo di fronte ad una piaga sociale di entità notevole. Dobbiamo fare qualcosa! Aboliamo l’ikea per legge prima ke l’ikea abolisca noi!

(davidissimo.wordpress.com)

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Il passo giusto

La vita è senza dubbio un percorso. Un Cammino che al di là delle proprie convinzioni, idee o fede ci porta sempre ad una “fine” ad un punto di arrivo che può essere quello che abbiamo sempre desiderato o semplicemente la prova del fatto che abbiamo sbagliato strada, come quando in auto ci si accorge svariati km dopo di essere andati nella direzione opposta… a me è capitato. Nella vita basta poco a variare tutto, a sbagliare strada o quantomeno a cambiarla di quel poco che basta per ritrovarci tra qualche anno a fare tutt’altro rispetto ad oggi. Sliding doors, oggi lascio scuola domani me ne pentirò. Arrivo in ritardo ad un appuntamento, conosco la donna della mia vita… Tutto è collegato ad un equilibrio instabile che trascende la nostra comprensione, tutti siamo collegati e le nostre vite sono un incastro perfetto (o imperfetto) di un mega puzzle che sembra non comporsi mai, inseguiamo tutti le stesse cose ma pochi riescono a raggiungerle, subiamo tutti gli stessi torti, dolori e cambiamenti ma molti di noi non si rialzano più. Abbiamo caratteri simili e opposte e reazioni, caratteri diversi e reazioni simili, siamo un mistero, forse il più grande di tutti, siamo incomprensibili ma banali, geniali ma stupidi, abbiamo tutto e non abbiamo niente. In un percorso così instabile, come un ponte tibetano, diventa fondamentale calcolare ogni passo, oscillazione, pericolo e folata di vento, perché TUTTO, anche quello che non dipende da noi, ci condizionerà. Nella mia vita ho sempre avuto grandi sogni, grandi aspirazioni… ma a cosa porta quel percorso? in poco più di un anno di lavoro ho capito una cosa: i soldi non possono essere il mio obiettivo, lo ammetto, ci ho provato, ci ho pensato, ma sono futili, ci sono oggi ma domani mattina quando mi alzerò le borse asiatiche potrebbero avere distrutto tutto… ho pensato allora che trovare la persona giusta, la donna della mia vita, fosse la cosa più importante, ci ho creduto veramente che così avrei risolto tutte le mie inquietudini, ci ho sperato… ma non è così, non è l’amore, il sesso o la speranza di una lunga storia d’amore a dare la pace… e così ad un certo punto sono rimasto solo io, davanti allo specchio a guardarmi e a capire che tutto ciò che su cui puntare e investire in questo percorso non può essere quello che la società mi propone… voglio fare i passi giusti, non voglio cadere, non voglio sbagliare tutto… ma come? C’è una qualcuno che può dirmi dove mettere i piedi senza andare giù?

La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio cammino”  (Salmo 119:105)

Dio può.

Così domani lascio tutto, parto sul serio, vado via due mesi a cercare di capire qual’è il passo giusto a capire come non cadere giù da questo ponte tibetano che è la vita.