Un pezzetto di Dio

pittore

Penso che fermarsi a parlare con le persone sia una delle più grandi scuole che una persona possa fare. La nostra società è egocentrica, ognuno pensa a se stesso e adora il proprio ego, ognuno pensa di non avere bisogno di nessun altro all’infuori di se stesso. Così l’amore diventa un bisogno di attenzione, l’amicizia un bisogno di essere ascoltato. Ascoltare è una ricchezza rara, capire gli altri è qualcosa di ancora più eccezionale. Una volta mi sono fermato a parlare con un’artista, un pittore bravissimo, fuori al suo negozietto un tavolo e dei bicchieri sempre vuoti col fondo rossastro… 4 sedie e sempre qualche amico con cui chiacchierare, con cui ridere, con cui condividere la vita, un bicchiere dietro l’altro, una risata dietro l’altra… di storia in storia.

Una volta, seduto con lui, iniziammo a parlare di Dio. Condivise con me una teoria, di non ricordo quale filosofia, “Io penso che Dio sia in ognuno di noi, o meglio ognuno di noi ha un riflesso di Dio dentro di sè… facendoci diventare “dèi” a nostra volta… ma tutto, dico… persone, alberi, animali… tutta la natura è un piccolo dio”. In realtà non condivido a pieno il pensiero, perché non credo che tutti siamo dèi, ma una cosa di questa teoria la faccio mia: Un pezzetto di Dio è presente in ognuno di noi. In ogni parte della creazione, come quando un’artista crea un’opera d’arte meravigliosa e lascia il proprio stile, la propria creatività, il proprio vissuto all’interno dell’opera stessa. Ognuno di noi ha un indizio che porta allo stesso Padre, alla stessa mente, a Dio. Per questo è importante stare insieme, non abbandonarsi mai ed ascoltare gli altri, perché per arrivare alla completezza più totale di Dio abbiamo bisogno di più pezzi possibile!

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Keith Haring

Keith Haring è uno dei miei artisti preferiti, il suo stile unico e i suoi messaggi positivi e pacifisti mi hanno sempre colpito molto. Ha trovato un modo alternativo di comunicare, inventando quasi un linguaggio nuovo, un misto di geroglifici, pop-art e fumetti. Un’arte che ha esibito in ogni luogo possibile, dalle grandi gallerie d’arte ai muri delle città di tutto il mondo tanto per rendere chiaro il concetto che l’arte non è una cosa da ricchi, e che se applicata al mondo che ci circonda può essere veramente un modo per migliorarlo, senza bozzetti, senza progetti, ma solo imprimendo su qualsiasi supporto quello che aveva dentro la testa, semplicemente vivendo l’attimo… Un grande!

Punti di vista

Ho sempre pensato che il concetto di “punto di vista” sia sottovalutato. In che senso? MI accingo a spiegare… La maggior parte delle volte questa espressione si usa in discussioni del tipo:

A: “Per me Berlusconi è un’incapace!” B: “no, per me Berlusconi è un grande statista!” A: “punti di vista… ”

Si usa insomma quasi per dire: “vabbè, lasciamo perdere. Non mi va di discutere” in realtà per me i punti di vista dovrebbero essere considerati veri e propri stimoli alla discussione, non alla litigata, alla discussione. Infondo analizzando la frase si capisce subito qual’è il senso della stessa, abbiamo DIVERSI PUNTI DI VISTA, ovvero, PUNTI DI OSSERVAZIONE, cioè da dove sto io adesso vedo un’altra cosa. Che significa questo? Che i punti di vista di solito non sono sbagliati, sono semplicemente angoli da cui osservare una porzione diversa dello stesso soggetto!

Apollo e Dafne

Qualche anno fa andai con la scuola alla “Galleria Borghese” qui a Roma, fu un’esperienza bellissima, infatti ebbi l’opportunità di ammirare alcuni capolavori assoluti che fino ad allora avevo avuto modo di vedere solo nelle immagini dei libri scolastici. Su tutte una mi colpì in maniera particolare “Apollo e Dafne” di Bernini, decisamente uno dei miei artisti preferiti, (se conoscete l’opera forse già avete capito dove sto andando a parare..) questa statua è un vero e proprio capolavoro, una specie di manifesto dell’arte barocca, una storia che si svolge sotto i nostri occhi pur essendo immobile, se vi capita vi consiglio di andarla a visitare, è veramente un piacere. Una delle particolarità di questa statua è quella di raccontare una storia che si svolege in movimento, Bernini ebbe la fantastica capacità di trasmettere il movimento tramite l’osservazione dello “spettatore”, infatti cosa racconta questa storia in breve? Apollo è follemente innamorato di Dafne, vuole farla sua, ma Dafne, una ninfa che ha però dedica la sua vita alla caccia e alla dea Diana, non è molto d’accordo, così fugge e nel fuggire chiede aiuto al dio Penèo che la trasforma in un Lauro.  Bernini aveva pensato l’opera in questo modo: L’osservatore entrando da sinistra inizierà a vedere la storia a partire da Apollo e pian piano proseguendo incontrerà il volto disperato di Dafne, e ancora, girando intorno alla statua, assisterà alla trasformazione stessa della ninfa, infatti per vedere i segni della metamorfosi occorre andare alle spalle dei due, ed ecco che vedremo a pieno come Dafne si stia trasformando.

Cioè Bernini ha trasmesso il tutto sfruttando i PUNTI DI VISTA. Ora, mettiamo il caso che io e uno di voi andassimo alla “Galleria Borghese” e che voi andaste avanti a me di qualche metro, voi vi trovereste ad osservare il “finale” della storia da ormai dietro la statua mentre io starei ancora focalizzando la mia attenzione su Apollo. Se ci fermassimo e iniziassimo a raccontarci quello che vedremmo cosa ne uscirebbe? Osservando la stessa identica situazione, lo stesso lavoro, lo stesso marmo, con la stessa illuminazione A POCHISSIMI metri di distanza. Noteremmo sicuramente cose diverse, eppure non sbagliate. Serve una spiegazione particolare per capire questa situazione? Non credo. E’ fin troppo ovvio che i due punti di vista fanno la differenza su quello che vediamo.

Così credo nella vita abbiamo tutti punti di vista differenti dati dal nostro cammino, dal nostro percorso, dal nostro essere. Dati da come siamo arrivati a quel punto e a che costo, quando qualcuno mi chiede “perché sei cristiano?” con tono polemico o magari beffardo, io non mi sento mai offeso o sfidato, perché so bene che la mia scelta non viene capita da molti e so anche che molti che pur “credono” considerano la mia fede un eccesso proprio perché il loro percorso li ha portati a definire questa convinzione. Io, dal canto mio, non voglio mai giudicare nessuno, non ho certo autorità per farlo e in fin dei conti pur potendo non mi interesserebbe, sono convinto però che tutti nel proprio cuore abbiano uno spicchio riservato a Dio, consci o no. Il famoso “vuoto interiore” per me ha la forma esatta di Dio e prima o poi tutti arriviamo al punto di osservazione in cui questo dubbio ci sfiora. Sono sempre rimasto molto colpito dai racconti fatti da persone, non cristiane “praticanti”, che in Russia, Romania e Cina durante il periodo comunista e con la conseguente persecuzione della preghiera, ad un certo punto della loro vita, senza mai aver letto una bibbia o sentito un predicatore parlare hanno sentito il bisogno di appellarsi a Dio. Per come la vedo io l’uomo ha bisogno di Dio, e prima o poi nella sua vita si trova ad affrontare questo bisogno. Dio, da parte sua, ha anche un punto di vista personale, che però non coincide mai col nostro e sono sicuro che anche nel suo percorso prima o poi passa vicino ognuno di noi per chiederci “Come sta il mio spicchio di cuore?”.

Ho un sogno… forse

Ma come si fa a sognare oggi? Oggi pensavo, ma se pure uno si mettesse in testa di realizzare il proprio sogno, da dove partirebbe? Voglio dire, io sono l’ultimo a poter parlare, io i sogni neanche la notte li ricordo… Partiamo dai sogni classici d’infanzia, intanto i sogni non sono più quelli di una volta, oggi come oggi i sogni sono cambiati! Scienziato? Astronauta? Macchè, meglio il calciatore o la velina! Allora, mettiamo da parte per un attimo il fatto che io la velina non la posso fare… almeno spero, ma veramente si può sognare di diventare lo stereotipo della donna oggetto? Io non credo che chi faccia la velina sia stupida, ma caspita, se anche non lo è nessuno lo noterebbe! Il calciatore? e perché? Ormai il romanticismo dietro lo sport è defunto, morto, sotterrato, tramontanto, devo sognare di diventare un “brand” legato al contratto da una società che di certo non è così interessata al tuo futuro, circondato da fans in ogni angolo della città che ti fermano, ti fotografano, criticato dai giornali, scalciato dagli avversari… mmm… NO, e poi il top del calcio in Italia si è raggiunto neglio anni 80′ ormai che ti sogni di diventare il bomber di una stagione? e se poi incontri un moggi qualsiasi? No, no decsamente no. Posso tornare ai vecchi sogni da bambino? Che ne so… Scienziato, per inventare che? poi lo stipendio in Italia per i ricercatori è pure basso… astronauta? Ma perché poi? film come apollo 13 hanno distrutto ogni possibilità! La luna è stata raggiunta e marte è troppo lontano! Pompiere? Ma stiamo scherzando? Poliziotto, dove? In Italia?? no, no! Presentatore? Monopolio Baudo – Conti – Bonolis! Cantante? Non abbiamo bisogno di nuovi paolo meneguzzi! Politico? Non ho mai conosciuto un bambino che sognava di fare il politico, forse Berlusconi… Sogni il grande amore? Ma dove? Se quasi la metà dei matrimoni finisce in divorzio! Avventura gay? non ci provare neanche, è un marchio registrato da dolce e gabbana per la pubblicità di orologi!  Il tuo sogno da bambina era fare la casalinga, crescere i tuoi figli, ooh, che dolce! Peccato che se lavora solo il marito, in casa, lo sfratto è imminente! Una volta conobbi un ragazzino, quando avevo 4-5 anni che voleva fare il ladro, vedi, qualche aspirante politico l’ho conosciuto allora… Chi è rimasto fuori?  Pilota? Augurati di finire in Ferrari o in McLaren, se no non vincerai niente. in Moto? Sarai paragonato per secoli a Valentino Rossi, sicuro di essere più bravo di lui? musicista? Per svendere la tua arte in qualche concerto di luca dirisio?? Pittore? Na… forse imbianchino! Magari ti vuoi accontentare, quello che sogni è solo un lavoro stabile… aoh, già ti ho detto che siamo in Italia! Dottore? Hai qualche raccomandazione? almeno per l’ngresso a medicina, e sù! Giornalista?… ridaje, in Italia i giornalisti non lavorano! Informatico? e che sogno è? poi comunque dovevi andare bene a matematica (e con questa ho fatto fuori il 90% degli aspiranti… 😀 ) Vuoi un lavoro creativo? è già stato inventato tutto! bisogna emigrare… Stati Uniti? Mah… il sogno americano pare ormai vicino alla scomparsa… e allora che rimane? Una passeggiata sotto la pioggia? già fatta da altri. Un film? e su cosa? un libro? ah sì, semplice! Attore? ma sù… che vuoi fare? I Cesaroni? a questo punto non so proprio che resta, forse l’unico sogno è quello di libertà, eh sì, correre in libertà in un campo di grano… ah no, quella è la pubblicità dei 5 cereali!!

17 anni in 2 minuti

Dan Hanna è un’artista statunitense, ho dato un’occhiata al suo sito (www.danhanna.com) e ho visto che si occupa di varie cose, che negli ultimi 17 anni si è fotografato 2 volte al giorno per documentare il proprio invecchiamento:

La cosa più bella è che youtube è pieno di persone che hanno fatto la stessa cosa, in periodi di solito decisamente più brevi. E io stesso ricordo di aver pensato, qualche anno fa, di fare una cosa del genere, che poi per pigrizia non ho fatto… 😀

E’ interessante vedere come persone di tutto il mondo di diverse età, ceto sociale e con obiettivi diversi abbiano avuto la stessa identica idea e poi l’abbiano realizzata e condivisa su youtube.

Dan Hanna sul suo sito dice di voler presto condividere una versione più lunga e ad alta risoluzione di questo video, inoltre suppongo stia continuando a fotografarsi, magari ne farà un lungometraggio… credo che non lo vedrebbe nemmeno lui. 😀

DvB