In ascolto…

Cosa ci posso fare se tutto quello che è intorno a me mi parla di te? La luce del sole che scalda la mia pelle nel gelo di un mattino invernale e lentamente scioglie il ghiaccio su ogni strada, il soffio gelido dell’aria mattutina che sveglia i miei sensi e i miei pensieri e che sembra entrarmi nei polmoni ad ogni boccata d’aria. Tutto mi parla di te… lo sguardo di quella ragazza assorta nei suoi pensieri mentre aspetta l’autobus alla fermata, il riflesso del cielo nell’acqua. Mi guardo attorno e sono circondato: il sorriso di un anziano, il saluto di un amico, la corsa forsennata di un bambino… tutto mi ricorda che ci sei, e stai con me. Persino il dolore ha smesso da tempo di urlarmi contro le sue maledizioni e ha iniziato a sussurrare parole su di te, il futuro mi parla di te, il presente mi parla di te, il passato è la prova che tu mi parlerai ancora. Ci sei e ci sarai sempre, lo so. Lo vedo nell’azzurro del cielo che si specchia nei miei occhiali, in ogni frase che mi piace di una canzone, nei capitoli dei libri, nelle grandi scene al cinema, tu ci sei. Mi parla di te la più bella opera d’arte e il suono del sassofono, mi parla di te il rumore dei miei pensieri e il battito assordante del mio cuore prima di dormire la sera. Mi ricorda che ci sei il sapore dell’acqua, l’odore dell’aria, il suono della mia voce. Mi parla di te il mio brutto carattere, il mio sorriso e le mie fossette. Mi parlano di te i miei amici la mia famiglia e ogni sguardo che incrocio nelle lunghe passeggiate. Mi parla di te la voglia di camminare, il bisogno di fermarsi, la necessità di andare avanti. Gridano di te il coraggio, la tenacia, la voglia, la forza e l’estro. Anche le stelle a collegarle tutte scrivono il tuo nome e la luna riflette la tua luce. In ogni risata, in ogni giorno speciale, in ogni persona che sta perdendo la speranza, in ogni crisi adolescenziale, in ogni viaggio… io sento che ci sei e che tutto non può non parlarmi di te. Il sogno più bello, l’incubo più assurdo, la sete e la fame, la fatica e la voglia di fare mi parlano di te. Il piede che tocca il freddo pavimento la mattina e mi ricorda che per un altro giorno almeno sono ancora qua ad ascoltare il mondo parlarmi di te.

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Un messaggio alle zanzare

una racchetta per le zanzare? 🙂

Ok, esuliamo un attimo da tutto il discorso adatto al periodo: il natale, i panettoni, torroni, pandori, slitte, renne, regali e litigate tra parenti. Sì, vabbè buon anno, felice anno nuovo, tante belle cose, a natale siamo tutti più buoni. C’è una cosa che mi inquieta in questo periodo, e più precisamente mi tormenta ogni notte: le zanzare. Ma abiti per caso all’equatore? mi domanderete voi. La risposta è no! La cosa “bella” è che personalmente i fastidiosissimi insetti non mi infastidiscono nemmeno in estate. Nel senso che ci rispettiamo vicendevolmente. Io non le appiccico al muro e loro non mi pungono. Semplice, lineare e chiaro. Regole non scritte di una convivenza civile. Però evidentemente al sindacato non deve essere andato giù quest’accordo, e non potendomi pungere, perché sia chiaro il mio sangue è una chiavica, le simpaticissime zanzare hanno deciso di optare per una “tattica del terrore”. Metodi di cui sentirete parlare solo a Guantanamo… e a casa mia. Il disegno è semplice quanto diabolico: non farmi dormire.

Come? A turno una zanzare decide di girovagare in prossimità del mio orecchio mentre sto a letto, il tutto senza pungermi ovviamente. Alla terza smanacciata a vuoto per allontanare l’odioso ospite, mi alzo e accendo la luce e… tutto sparito, niente più zanzare in giro. Controllatina veloce sui muri, sul soffitto, le ante dell’armadio e dietro il televisore, chissà perché tendono sempre a nascondersi nei soliti posti… comunque non quando si mettono d’accordo per romperti l’anima di notte. Luci spente. Si torna a dormire… zzzzzzzzzzzz … l’inquietante ronzio come per magia compare nuovamente. Solita smanacciata. Silenzio. Silenzio e poi silenzzzzzzzzzzzzzzzzzzz… è tornata.

La storia è andata avanti finché un giorno, pardòn, un notte ho deciso di fare una strage. Prima di andare a letto mi sono munito di racchettina acchiappazanzare precedentemente acquistata nel negozio di cinesi di fiducia, di quelle elettriche che friggono le zanzare. Poi mi sono sdraiato e ho atteso che il sonno sopraggiungesse… e fin qui tutto regolare, tutto facile. Finché… zzzzzz stavolta la smanacciata non è servita. Mi sono direttamente alzato, impugnato la racchetta, chiuso la porta per non far scappare nessuno, doppia mandata, accendo la luce, metto gli occhiali e… la caccia è aperta. Controllo i soliti posti, evidentemente non si aspettavano la missione punitiva! Ne trovo subito una! Racchetta… STACK! (la zanzarina rimane intrappolata nella piccola rete elettrica e scoppietta allegramente!) Pensando di aver finito sto per dirigermi verso l’interruttore quando dietro di me sento un… zzzzzzzz… ce n’è un’altra!! Mi giro, non la vedo, sento il ronzio però! Abbasso lo sguardo… è là… che a mezz’aria svolazza spensieratamente. Mi scrocchio il collo, impugno bene la racchetta e con un rovescio degno di Federer… STAK! Gira sulla racchetta accesa la zanzara scoppiettando sta già il cacciator fischiando con lo sguardo sadico a rimirar. Goduria. Tanto che il dubbio che ci siano altre zanzare in giro diventa quasi una speranza. Infatti ne trovo una dietro la televisione… STACK! e siamo a tre. Dietro l’armadio? STACK. Poker. Penso sia tutto, missione compiuta. Controllo sulle ante dell’armadio tanto per scrupolo e pensate un po’… una zanzare paralizzata dalla paura, con lo sguardo terrorizzato mi fissava. Era lì, immobile all’altezza del mio volto. La guardo. Lei mi guarda. Poso la racchetta. Basta con questa tortura. Faccio un cenno di saluto, alzo la mano… le non ricambia. Allora mi avvicino per farmi vedere meglio. Lei, chissà come mai, fraintende il mio gesto di pace e fugge… a quel punto, molto offeso, mi altero e la mano si trasforma in accetta SPLASH… quinta zanzare eliminata “alla vecchia maniera”. La serenità è ristabilita. Il sonno è salvo. Buon notte.

Ora finché tutto ciò avviene in agosto o a settembre è addirittura tollerabile. Ma che io a dicembre la notte mi debba alzare a controllare dove sono le zanzare non è possibile! Inizio a coltivare la tesi della cospirazione: sospetto che le zanzare, indispettite dalla guerra che gli ho messo con la racchettina elettrica in estate, hanno deciso di stringere i denti resistendo al freddo e rompermi l’anima per tutto l’inverno! OOOH! Ma dico, siamo impazziti? Ma un po’ di coerenza. Sei nata zanzara? E allora a dicembre mi devi già che essere crepata da un bel po’, ma da sola, senza il mio aiuto! Ma io che ho tempo da perdere aiutando la natura a fare il suo corso? E’ come se dovessi andare a dare il sonnifero agli orsi per mandarli in letargo! Non è che ognuno fa come gli pare, se no qui sai che succede… il caos! Allora sfrutto il blog per lanciare un messaggio al sindacato delle zanzare: Ok, lo so! Ho sterminato un cospicuo numero di zanzare, però… avete iniziato voi! Capisco che avete la curiosità di vedere com’è il Natale, le lucette e tutto… però… a tutto c’è un limite. Allora io ve lo dico. Se non la fate finita entro una settimana, a partire da adesso, ne pagherete le conseguenze: FACCIO SALTARE PER ARIA CASA!!!

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21 anni

Di notizie ne riceviamo tantissime, ogni giorno, da ogni fonte possibile ed immaginabile. Amici, parenti, giornali, televisione, internet… siamo circondati. E’ pur vero che ormai siamo quasi passivi di fronte alla grande quantità di parole che ascoltiamo, di immagini che vediamo. Tutto ci scivola addosso senza farci troppo ragionare, senza pensare troppo a ciò che significa, senza pensare alle conseguenze o senza immedesimarsi. Tutto diventa astratto, separato, così lontano da noi. Ma ogni tanto arrivano parole inaspettate, parole che interrompono quel triste trascinarsi nella vita di tutti i giorni. Notizie a bruciapelo, fredde come la lama di un coltello che squarcia la routine. Notizie. Pessime notizie. Come sapere di aver perso un pezzo della propria memoria, un frammento della propria vita… come capire che quel volto sorridente abbinato nella mia mente a due occhi azzurri brillanti e pieni di vita non lo vedrò più perché semplicemente… è andato. Che la vita abbia un senso ne sono certo, che tutto quello che ci circonda comunichi qualcosa di superiore, possegga un messaggio che indica qualcosa, una strada, una soluzione, è la mia speranza e fede più grande. Così ti ritrovi in uno dei periodi più belli della tua vita a farti trascinare dall’inerzia degli eventi, giorno dopo giorno, senza capire che tutto quello che fai, hai, vedi, è un dono… e non ti è dovuto, ti è stato semplicemente concesso. Per quanto? Non lo sapremo mai per certo. Ogni volta che apri gli occhi, ogni sogno che hai, ogni progetto che porti avanti, ogni respiro che ti riempie i polmoni, ogni volta che la mattina il tuo piede tocca per terra…  tutto è un dono. Uno splendido dono. Una possibilità in più di poter godere di questa immensa avventura che è la vita. Tutto acquista senso quando lo guardi dalla giusta prospettiva… e quella delusione, quel boccone amaro, improvvisamente cambia sapore se visto nel quadro generale della vita, della possibilità di vivere e crescere. E’ vero, fa impressione sapere che rimarrai solo nei miei ricordi, fa impressione immaginare quante lacrime cadranno per te, fa impressione sopratutto pensare che avevi 21 anni. Fa impressione pensare che sia toccato proprio a te e che ci siano altri che invece quest’avventura la vorrebbero concludere tutti i giorni e non ci riescono, fa impressione che chi combatte per la vita spesso perda e che chi combatte per morire a volte fallisca…  Un’ultima cosa la devo dire: grazie. Perché pur inconsapevolmente sei diventato il mio inno alla vita.

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Settimo piano.

Settimo piano. tre stanze. Due finestre ed un balcone. Settimo piano. Tre persone. Qualche bottiglia e troppi ricordi.

Settimo piano, alla finestra una donna disillusa guarda le stelle, lacrime agli occhi… letto sfatto, foto sparse; sulla scrivania, sul letto, a terra. Nuvole all’orizzonte, nuvole sopra la testa, tra l’una e l’altra lo squarcio di una speranza, l’ultima rimasta appesa al cielo. L’unica che prevede un finale diverso da quello temuto. Buio, silenzio spaventoso, ombre lunghe, foto irriconoscibili… o no? Troppo dolore. Finestra aperta. Aria fredda, vento penetrante scava a fondo, scava dentro, dentro i polmoni, dentro i ricordi… scava, scava due palmi buoni di memoria… incroci del destino, giochi di terrore. Prove tecniche di sofferenza. La forza di una donna, gracile, esile, sconvolta ma coraggiosamente in piedi davanti al vento gelido…

Settimo piano, sul balcone un amico deluso guarda il vuoto. Nella mano una sigaretta, spenta. Nell’altra un ombrello, chiuso. Non è facile fissare il nulla, ma per lui  è semplice… basta guardare il posto lasciato vuoto. Basta un ricordo, uno a caso tra tutto il mazzo di promesse ed esperienze insieme. C’è una sedia, ma chi ha voglia di sedersi ora? C’è una bottiglia… piena di ricordi e cartoline. Profondo sud. Profondo nord. Nel centro lui, lasciato solo con le sue domande. Nel cuore l’eco, ridondante. Nelle orecchie parole, vuote. Le tue.

Settimo piano, seduto al centro di una stanza senza arredo, c’è un amante abbandonato. Davanti a lui una sedia vuota. La guarda. 4 minuti prima lei era lì, di fronte a lui. C’è ancora il suo profumo. Trattiene il respiro. Apnea. Sulle pareti foto di gruppo, foto da soli, lettere appese e ingiallite, pezzi di vite che si dividono. Scritte sui muri. Ognuna parla di lei, ognuna rivela un pezzo di lui. Finestra chiusa, effetto specchio, riflesso di un uomo. Sguardo fisso, sguardo disarmato, occhi lucidi. Lei è andata senza salutare. Senza spiegare. Senza capire. Lui è rimasto lì, senza capire, senza combattere, senza volere.

Piano terra. Portone aperto. Strada deserta. Un uomo esce furtivamente, occhiali scuri per nascondere a se stesso gli occhi di un debole. Piano terra. Portone Aperto. Strada deserta. Un ragazzo esce correndo,fugge, prima che l’eco delle proprie bugie lo travolga. Primo piano. Scale in marmo. Rumore di passi. Una donna scende svogliatamente, non si volta mai, in mente un uomo, quello sbagliato.

Piano terra. Portone chiuso. Per la strada tre persone fuggono nella stessa direzione. Hanno rinunciato all’amore.

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Serata Lasagne

la locandina della serata

La Bibbia? Roba per vecchi… demodé, assolutamente passata… formale, religiosa, triste, pesante ed eventualmente noiosa… Queste sono alcune delle tante ipotesi sentite parlando per strada con tanti ragazzi nel corso di quest’anno speso sulle strade a parlare con la gente in tutta Italia… fuori alle scuole, fuori ai bar, per le piazze, nei vicoli, nei mercati e nei parcheggi.

Roba da vecchi? Macchè! Evidentemente chi parla così non ha mai conosciuto i GBU (Gruppi Biblici Universitari) o detto in maniera più semplice: gruppi di ragazzi universitari da tutto il mondo, che si riuniscono settimanalmente per discutere insieme con un approccio accademico e culturale ciò che c’è scritto nel Testo Sacro per Eccellenza. Ragazzi… niente più niente meno. Niente preti, pastori, vescovi o denominazioni che controllino i gruppi… in un ambiente seppur “accademico” reso informale dalla semplice e sufficiente presenza di chi i GBU li forma e li compone: i ragazzi per l’appunto.

Che non sia “la solita roba”(possibilmente per i soliti e bistrattati vecchietti) ve lo posso dimostrare citando un esempio recente, recentissimo in effetti: ieri sera.

Il gruppo di Roma ha realizzato un sogno culinario di molti, moltissimi appassionati del genere. Nientepopodimenoche: Serata Lasagne (sottotitolo: la gioia di stare insieme) Programma semplice ma inesorabile: Sfida all’ultimo S…ugo tra ben CINQUE tipi di lasagna diversa, oscillando tra quelle più particolari a quelle più “old school”. Nell’ordine: lasagna al pesto, lasagna con le melanzane, lasagna classica, lasagna bianca, lasagna vegetariana… a sorpresa porta a casa il simbolico titolo di lasagna della serata quella al pesto.

Questa è roba per giovani… senza dubbio! Se non altro perché credo proprio che nessuno sopra i 50 anni possa digerire una quantità tale di lasagna e sopravvivere!

Ma soprattutto è la dimostrazione che si può essere cristiani, avere dei valori, avere una morale (oggi sembra quasi un insulto parlare di gente “Morale”!) ed essere persone che si divertono ed organizzano occasioni per stare insieme pur condividendo un messaggio spirituale e cristiano. Anzi, effettivamente questa dovrebbe essere la norma…

Gesù stesso amava condividere il suo messaggio a tavola. Senza dover scomodare la famosissima “ultima cena” pensate che il primo miracolo di Gesù è stato ad un banchetto di nozze e che nei vangeli in diverse occasioni leggiamo e “Gesù era a tavola con…” o in casa di… condividendo il messaggio con “affamati” spirituali. Nell’Apocalisse possiamo addirittura trovare un invito a cena di Gesù rivolto a tutti noi: “Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da  lui, e cenerò  con  lui ed egli  con me”(Apocalisse 3:20 – La Bibbia) . Si dice, quando si vuole sottolineare la mancanza di confidenza con qualcuno “…e che abbiamo mai cenato insieme?” , beh se non hai mai cenato con Gesù, non è colpa sua, Lui ti sta aspettando fuori la porta del tuo cuore e ti sta bussando per invitarti a cena…

Certo, nella bibbia non leggeremo mai di “gare culinarie” a base di piatti tipici emiliani… ma la cosa bella è proprio quella, passano gli anni, i secoli, i millenni, cambiano gli usi e i costumi, la storia segue oscure e curvilinee piste, ma quel messaggio, seppur cambiato nella realizzazione resta lo stesso: la spiritualità nella vita di tutti i giorni, , nel divertimento, nei gesti più naturali e semplici come mangiare, come parlare, come l’amicizia, come il conoscersi … nella vita, anche, dei giovani.

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Meglio un giorno da Gedeone…

il classico nuovo testamento dei Gideons, blu e tascabile.

Questa mattina ho partecipato ad una distribuzione di nuovi testamenti davanti alle varie facoltà dell’università di Tor Vergata (io ero davanti a giurisprudenza) insieme all’associazione dei Gideons international, detta all’italiana i GEDEONI! Questa missione o associazione, qual dir si voglia, è nata, manco a dirlo, negli USA nel 1898 ed ha come unico scopo e proposito quello di diffondere al massimo il messaggio del vangelo, in un modo semplicissimo… il più semplice: lasciare che il vangelo parli da solo. I Gedeoni infatti stampano in 82 lingue diverse il nuovo testamento e poi gratuitamente lo distribuiscono, senza predicazioni, senza sermoni, volantini o parole extra… il loro crede è chiaro: il vangelo parla da solo ed è potente abbastanza per cambiare la vita di una persona… senza aiutini.

Così questa mattina mentre a ripetizione chiedevo “posso?”, “ciao, questo è un regalo per te” “posso? è un regalo” ai vari studenti, e non, che transitavano per l’ingresso della facoltà, ho avuto modo di osservare varie situazioni facendo delle considerazioni personali.

La prima cosa che ho notato in assoluto è che siamo, come società, come ragazzi di questa società, assolutamente e completamente disabituati al “dono”, al regalo disinteressato, al ricevere senza dover dare nulla in cambio. Per carità… cosa più che logica e quasi inevitabile oggi giorno! Tra promoter, agenti e venditori ambulanti si fa molto, molto presto a dover rimpiangere di essersi fermati pochi secondi per ricevere un “regalo” alla modica cifra di… una situazione logica, come dicevo, ma veramente triste. Triste perché ci fa capire di come intorno a noi siamo abituati a prendere “sòle” e “bidoni” in continuazione. Comunque alla fine, dovendolo proporre anche fino a 6 volte a qualcuno (ragazzi, scusate ma dopo un po’ sembrate tutti uguali!) siamo riusciti a far accettare il regalo. Non a tutti, ma alla maggior parte.

La seconda cosa che ho notato è il fastidioso, ma pure questo quasi inevitabile, binomio cattolicesimo-bibbia oppure testimoni di Geova-bibbia. Che in Italia la religione sia quasi un monopolio del vaticano lo dico sempre però spero sempre di intenderlo solo a livello delle istituzioni e non delle persone per strada. Se un politico è servile con la chiesa cattolica ormai ci sono abituato, ma che un ragazzo della mia età pensi che il nuovo testamento sia solo roba da cattolici, beh mi sento un po’ offeso! Non tanto per i cattolici, ma per il fatto che il vangelo non è proprietà di nessuno, tanto meno dei testimoni di Geova! (lo dico perché molti ci prendevano per testimoni di Geova) ma non è nemmeno proprietà dei protestanti, degli ortodossi o chicchessia, la Bibbia è tua! Se qualcuno dice il contrario… diffida! La Bibbia è il messaggio di Dio per te! Così mi sono anche un po’ divertito a vedere la faccia dubbiosa di ragazzi che mi dicevano “no, ma io non sono cattolico” e si sentivano rispondere “beh, neanche io!” e così incuriositi accettavano il piccolo libretto blu, che in realtà molti, moltissimi, hanno scambiato per un’agendina…

Ho notato in molti invece una straordinaria apertura a quella che considero la parola di Dio. Qualcuno tornando indietro ne ha chiesti altri per i propri amici, molti chiedevano di che traduzione si trattasse per poter capire bene la credibilità del testo. E così tra nichilisti e atei sono passate buone 3 ore di distribuzione…

Alla fine di queste tre ore ho osservato un’altra, e ultima cosa, che in effetti noto da molto tempo non solo tra i miei coetanei. Ve la propongo facendovi un esempio pratico: scrivereste mai una recensione per un film che non avete mai visto  o per un libro che non avete mai letto? O magari raccomandereste mai ad un vostro amico il lavoro di una persona che non avete mai conosciuto? Penso che in tutti i casi la risposta sia no. Eppure noto una grande ostinazione a scrivere questa “recensione” negativa nei confronti della fede cristiana senza averla mai “vista” o “letta” o “conosciuta” per attenerci agli esempi fatti. Capita spesso sentire persone attaccare il cristianesimo bollandolo come “fesserie” “spazzatura” “roba non adatta a me” senza però aver mai visto “il film”, senza quindi aver preso in mano un vangelo e leggerlo, per i fatti proprio senza preti, pastori o consulenti di mezzo. Semplicemente per farsi un’idea di quello che c’è scritto, ma personale! Non interpretata da un altro. Se non hai mai letto il vangelo ti consiglio di farlo al più presto, perché sono sicuro ti sarà utile e se pur non iniziassi un percorso di fede ne avrai un guadagno culturale non indifferente, visto che Gesù, che ci crediate o no, ha condizionato e stravolto gli ultimi 2000 anni della nostra storia…

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E’, l’amico è qualcosa che più ce n’è meglio è!

friends

Gli amici più famosi della TV! (quelli di maria non li metterò mai qua sopra!)

Così Cantava Dario Baldambembo… e non aveva tutti i torti. Qualche settimana fa mi sono recato a Torino (io sono di Roma) un week end per andare a trovare alcuni carissimi amici che si trovano lì e con cui non potevo fare a meno di vedermi dopo diverso tempo. Con l’occasione ho anche ritrovato amici di Napoli, Bologna, Salerno… tutti insieme a Torino. Arrivarci è costato qualche sforzo organizzativo, un po’ di rinunce e un’uscita extra di soldi, tuttavia l’alternativa di restare a casa a discapito del rapporto con i miei amici non l’ho esaminata seriamente neanche 30 secondi, per gli amici questo è veramente il MINIMO che si può fare! Durante il mio soggiorno mi sono un attimo fermato a pensare a quanto ero felice di essere lì, a quanto non me ne fregasse nulla delle piccole difficoltà incontrate… è un sentimento fortissimo l’amicizia. Tutti noi abbiamo degli amici, a più livelli di confidenza, fino al più classico amico del cuore, migliore amico… mettetela come vi pare.

 

Wikipedia da questa definizione di amicizia

Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. Insieme all’amore, è uno degli stati emozionali fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l’amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca, che non pone vincoli specifici sulla libertà di comportamento delle persone coinvolte.

 

Una descrizione giusta e condivisibile che ovviamente non può trasmettere il coinvolgimento di questo sentimento e le caratteristiche che questo richiede.

Nel libro dei Proverbi di Salomone nel Vecchio Testamento troviamo molti riferimenti a questo sentimento e alle caratteristiche peculiari:

 

Un amore incondizionato. L’amico c’è sempre!

Proverbi 17:17 L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura.

Un amico parla sempre per il tuo bene, anche quando ti fa male. Penso sia capitato a tutti…

Prov 27:6 Fedeli sono le ferite di un amico, ma ingannevoli sono i baci di un nemico.

Un amico sa dimenticare… passa sopra le tue mancanze… e non te le rinfaccia!

Prov 17:9 Chi copre una colpa si procura amore, ma chi vi ritorna sopra divide gli amici migliori.

C’è anche una belle descrizione nel libro di Giobbe della delusione che può procurare un “falso” amico. Come un fiume che svanisce per un viandante nel deserto…

 

A colui che è afflitto, l’amico dovrebbe mostrare clemenza, anche se egli dovesse abbandonare il timore dell’Onnipotente. Ma i miei fratelli mi hanno deluso come un torrente, come l’acqua dei torrenti che svaniscono. S’intorbidiscono a motivo del ghiaccio, e in essi la neve si nasconde,  ma nella stagione calda svaniscono; con il calore estivo scompaiono dal loro posto. Il percorso del loro cammino devia, si inoltrano nel deserto e si dissolvono. Le carovane di Tema li cercano attentamente, i viandanti di Sceba sperano in essi, ma rimangono delusi nonostante la loro aspettativa; quando vi giungono rimangono confusi


L’amico ha un valore inestimabile!

Proverbi 27:9 L’olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza di un amico con i suoi consigli cordiali.Non abbandonare il tuo amico né l’amico di tuo padre, e non andare in casa del tuo fratello nel giorno della tua sventura;una persona a te vicina vale più d’un fratello lontano

Nella Bibbia possiamo trovare un altro tipo di amicizia fondamentale, quella nei confronti di Dio! Abbiamo almeno due personaggi definiti “Amico di Dio”

Abramo

Giac 2:23 Così si adempì la Scrittura, che dice: «Or Abrahamo credette a Dio, e ciò gli fu imputato a giustizia»; e fu chiamato amico di Dio.

 

Mosè

Eso 33:11 Così l’Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico

 

Questi 2 personaggi ebbero un particolare in comune tra l’altro: Entrambi trattavano con Dio!

Mosè addirittura una volta, in esodo 32 ,disse a Dio di pentirsi… e Dio si pentì!

Abramo in Genesi 18:16  tratta con Dio la salvezza di suo nipote Lot! C’è quindi un rapporto anche… di confronto con il Creatore!

Forse l’idea che abbiamo di preghiera con Dio è un po’ piatta! Dio vuole essere nostro amico, vuole parlare, discutere con noi!

Guardate cosa dice Isaia 1:18

Venite pur ora, dice il Signore, e litighiamo insieme. Quando i vostri peccati fossero come lo scarlatto, saranno imbiancati come la neve; quando fosser rossi come la grana, diventeranno come la lana.

 

Dio cerca qualcuno con cui parlare, discutere, confrontarsi! Proprio come gli amici normali! Si discute anche per il nostro bene! Se c’è qualcosa che non ti è chiaro nella tua vita, qualcosa con cui ce l’hai con Dio… discutici! Cercalo! Lui ti risponderà!

In tutto questo alla fine però non siamo noi a volere essere amici di Dio ma è lui che vuole essere amico nostro!

 

Giovanni 15:13-17

Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici. 14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. 15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia. 17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

 

Per Gesù non siamo una massa informe di persone, Lui ti conosce personalmente, ti vuole essere amico, ha già dato tutto per te e ti sta consigliando di seguirlo, per quanto possa costare… perché ti ama! Lui è tuo amico, già l’ha dimostrato dando la sua vita per te, ma noi la daremo per lui? Tutte le caratteristiche di amico che abbiamo detto sono presenti in Gesù nei nostri confronti casomai siamo noi che dobbiamo rispondere ora, lui sta aspettando NOI! Dio! Il creatore, l’onnipotente… ti conosce e muore dalla voglia di diventare tuo amico!

Romani 5:7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire

 

Noi moriremo per i nostri amici no? Ma per le persone cattive o sconosciute… beh, no! e prosegue…

 

8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira. 10 Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.

 

Ma Gesù è morto per noi perché è nostro amico, anche se siamo lontani da lui, anche se lo disprezziamo! Lui è talmente tanto tuo amico che ha dato la sua vita per ugualmente, sperando che tu avresti accetta il SUO gesto… e come in un simbolico Facebook della vita lui ha già fatto la sua richiesta di amicizia nei tuoi confronti…

 

Rifiuterai o… ACCETTERAI?

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