Outing di un sognatore

Lo ammetto. Sono sempre stato un sognatore, mai per scelta, sempre per necessità. Lo confesso oggi, davanti tutti voi, per la prima volta. Non posso più sostenere il peso di questa scomoda condizione. Non posso più fingere… non ce la faccio. Dietro scelte misurate, calcolate e ben pensate si nasconde lo slancio di un istintivo, lo sguardo di un visionario che vede oltre quello che gli è concesso capire. Ho finto bene, lo so! Una stabilità da quattro soldi ha incatenato per un po’ la voglia di osare, di andare al di là dei proprio confini, di mischiare la certezza con la possibilità. Ho nascosto i fallimenti in barattoli di speranza e la delusione dietro una mano di vernice, ancora fresca. Passo il tempo libero a sognare e sognare e sognare, senza mai una pausa senza mai una realtà, ho visitato mondi paralleli, ho timbrato il biglietto per treni immaginari, ho sentito musiche che ancora devono essere scritte e visitato luoghi mai esistiti. Le situazioni “reali” sono solo una degenerazioni dei miei sogni, tutto quello che faccio di giorno in giorno un intermezzo tra un sogno e l’altro. Lo stato onirico è quello che preferisco, la forza di qualcosa che non c’è, non esiste, eppure ti condiziona la vita, è molto più interessante di 1000 realtà che non ti lasciano nulla. Preferisco un buon libro ad un giornale, e mi diverto di più a perdere lo sguardo nel nulla che a vedere la televisione. In treno guardo sempre fuori dal finestrino e di fronte al mare cerco di immaginare dove è stata ogni molecola d’acqua. Quando piove conto le gocce e quando c’è il sole gioco con le ombre. Di tutto quello che ho sognato potrei fare un elenco lunghissimo, di tutto quello che sognerò di qui a domani un elenco infinito… tutto sfocia nell’utopia, nell’impossibile, ma questo è proprio il bello di sognare, perché sognare cose fattibili sarebbe riduttivo… forse è per questo che sogno la pace, che sogno il mondo, che sogno la vita, che sogno il mare, il cielo, la poesia, la storia, la musica, che sogno lei, il cambiamento e l’instabilità.

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3 thoughts on “Outing di un sognatore

  1. Ciao Dav … mi piace come scrivi ma sopratutto quello che scrivi … siamo un po simili noi e avvolte mi ritrovo nelle tue sensazioni e nel tuo essere un sognatore. Capaci di scrivere seduti ad una sedia pensando nello stesso tempo a dieci a il mondo che la fuori corre veloce e che uomini e donne in luoghi mai visti e forse mai esistiti sono li pensando e vivendo chissa cosa. La vita di tipi come noi è strana ma profonda … vivendo in intermezzi di vita normale ma attratti e distratti da pensieri piu grandi di noi … perdendosi nell ammirare quello che per altri passa cosi normale e in un attimo ti accorgi che la tua mente è lontana miglia e miglia da quella conversazione che attorno a te è intrattenuta … non siamo capaci di godere della routine e di fingere che quello è il modo migliore di Vivere anche se avvolte pensiamo che forse è il modo piu facile di vivere … “chi non sa di non sapere vive felice la sua gnoranza ma chi sa di non sapere andrà sempre alla ricerca di sapere di più!” e noi saremo sempre alla ricerca di un sogno! ciao sognatore! =)

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