Dio è 2.0

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’evoluzione del web, alla crescita incredibile di internet che piano piano ha cambiato e sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere. Parlavamo proprio qualche giorno fa di Facebook (vi aggiorno sulla situazione, ho trovato anche io amici di infanzia finalmente!) di come si stia diffondendo e delle enormi potenzialità! Facebook è 2.0, un sito dinamico che cambia con l’utente, è l’utente che decide cosa fare come farla, cosa vedere, c’è un’interazione, è vivo! Questo fenomeno è noto come “web 2.0” da un web statico ad uno dinamico insomma. In un certo senso siamo passati dal produttore al consumatore, siamo collegati direttamente al sito che è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per esprimerci. Io penso che questo concetto sia assolutamente fondamentale nella vita di fede, una delle cose che non ho mai veramente apprezzato della chiesa cattolica è il concetto di intermediazione che il prete dovrebbe avere. Cioè io per esempio rubo una macchina, mi pento, a questo punto oltre a restituire la refurtiva, se credo, dovrei dire a Dio: “Guarda, scusami, ho sbagliato!” invece no!per la chiesa cattolica esiste la confessione, cioè vai dal parroco, ti confessi, e poi ci pensa lui: “ti assolvo”… scusa eh, ma io della tua assoluzione che ne faccio? Puoi darmi un consiglio, puoi pregare per me, ok perfetto, ma perché dovrei rivolgermi a te se voglio parlare con Dio? Dio ha tutta questa burocrazia? E perché?? é troppo impegnato? (nella Bibbia c’è scritto: “Egli non permetterà che il tuo piede vacilli, colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchia e non dorme. L’Eterno è colui che ti protegge, l’Eterno è la tua ombra, egli è alla tua destra” (Salmo 121:3-5)DIO NON HA COLPI DI SONNO o impegni che lo distolgano da te! )Vi dico una cosa, Dio non ha bisogno di “segretari”, di gente che si mette in mezzo. Dio è 2.0! Lui è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per poterci esprimere, se io voglio parlare con Dio, sia nel bene che nel male, lo posso fare direttamente a 4 occhi! Se hai qualche lamentela da fare al Capo non troverai nessuno ufficio reclami nella tua parrocchia, ma se vuoi fargli qualche domanda…. Dio è sempre lì, disponibile, se lo cerchi con un cuore onesto. In 1 timoteo 2:5 c’è scritto: poiché v’è un solo Dio, ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù..” L’unico intermediario di cui abbiamo bisogno è Gesù, che poi guardacaso è sempre Dio, che è morto proprio per questo. In Israele c’era un ordine sacerdotale molto, molto ben definito, rigido e chiaro e quello era il mezzo tramite il quale il popolo poteva comunicare con Dio, anche se ci sono molti casi in cui Dio preferisce una relazione 1 a 1, ma Gesù ha annullato di fatto questo bisogno, basta vedere chi erano i suoi messaggeri: Pescatori, esattori, poveracci! Dio è vicino, più di quanto si possa dire guardando alla mastodontica struttura delle grandi chiese ma Dio non è in una denominazione o in una religione, no, non ne ha proprio bisogno! Dio è libero, Dio è vicino a te, prova a parlarci!

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9 thoughts on “Dio è 2.0

  1. Prendo spunto da una frase sentita durante uno studio che mi colpì moltissimo.
    Diceva più o meno così: “Esistono due tipologie di persone: quelle che sai essere convertite e quelle di cui non sai niente”.

    A proposito di questo, l’immagine di un Dio 2.0 che io condivido in pieno, potrebbe essere tranquillamente applicata anche a coloro che non hanno avuto modo di “sperimentare” altre correnti cristiane oltre alla chiesa cattolica, ma avendo un cuore sincero Dio gli si “manifesta” in 2.0…

    Sto dicendo un’eresia?!

    Ai posters e alle locandine l’ardua sentenza!!!!

  2. Ciao,
    condivido l’antipatia per il burocraticismo.
    Vado direttamente al merito.
    Cristo è sacerdote e vittima allo stesso tempo.
    Il sacerdote di cui tu parli, non esiste, e se qualcuno te lo ha insegnato, ha sbagliato.
    Il sacerdote non è assolutamente un mediatore del sacro.
    Dio Ha costituito un “popolo di sacerdoti” (trovati la citazione, ora non ho memoria dei singoli versetti, perchè non mi interessa avere memoria di tanto)
    Il sacerdote come ministro è al servizio del popolo di sacerdoti.
    Cambia completamente la il piano visuale.
    Sa poi con il tempo/storia i sacerdoti abbiano voluto costituire una casta, questo è altra cosa.

    Relativamente alla Riconciliazione(Confessione)
    ti sfugge un particolare,
    non può esserci assoluzione senza aver restituito il maltolto.
    Agli inizi della storia del Cristianesimo, non esisteva la confessione come la conosci tu oggi,
    la confessione era pubblica, davanti alla propria comunità, e comportava come ammenda essere esclusi dalla propria comunità per un certo periodo di tempo e dei pesanti sacrifici personali di riparazione, prima di rientrare nella proporia comunità. Questo permetteva anche psicologicamente di sentire la responsabilità degli atti che si erano posti in essere di malvagità o cattiveria o omissioni dove si poteva fare bene e si è rimasti indifferenti.

    Credo che conoscere sia importante. Non credi?
    ciao
    matteo

  3. certo, il concetto di sacerdozio universale è biblico(mi pare sia scritto in 1pietro 2), com’è biblico avere delle guide. Non contesto questo e non mi sognerei di farlo. Tuttavia più che quello che è stato, quello che dovrebbe e quello che potrebbe, mi interessa sopratutto quello che è, quello che vedo insomma. Il tanto famoso “io ti assolvo” per me è sufficiente come intromissione in una relazione di fede. Per come la vedo io un uomo non può assolvermi da nulla, altrimenti si sta mettendo al posto di Dio. Ovviamente non intendevo dire che con questo si scoraggi la restituzione del maltolto. Poi ovviamente ognuno è libero di credere ciò che vuole e a me fa piacere che tu puntualizzi il tuo punto di vista.

  4. Per come la vedo io un uomo non può assolvermi da nulla, altrimenti si sta mettendo al posto di Dio.
    =================================================
    In via logica hai ragione.

    Tutto sta a interpretare/capire, quello che Cristo ha detto a Pietro in quanto rappresentativo del gruppo degli Apostoli o in quanto Apostolo.

    Diversamente possiamo risolvere tutto affermando che le espressioni di Cristo verso Pietro sul futuro del gruppo degli Apostoli e sul loro procedere, sono un falso aggiunto alla Bibbia/Nuovo Testamento. In questo caso avresti perfettamente ragione. Nessuno può mettersi tra la mia coscienza e Dio (che comunque è un fato assodato anche nella teologia cattolica).

    Rimane però da capire se quelle espressioni sono un “falso” aggiunto magari da futuri amanuensi.
    Ma qui interviene la “critica testuale”, conoscere i manoscritti più antichi, metterli a confronto, e raffrontare altresì le diverse fonti. E’ un bel lavoro che stanno svolgendo da più di un secolo e forse tu lo sai.

    Purtroppo se quelle espressioni non fossero un falso, un senso devono pure averlo.

    Se parti da una constatazione biblica, credo che poi si sia tenuti a proseguire nella stessa logica biblica, certo poi coniugandola alla logica dell’umano di oggi.

    Ovviamente il mio si pone in un civile confronto tra le mie conoscenze e i tuoi punti di vista.
    Se ti andassi a noia, me lo puoi dire liberamente.
    ciao
    matteo

  5. io credo nella bibbia in maniera totale, non la critico, non credo sia artefatta, falsa ecc… partendo da questo punto, la bibbia si spiega con la bibbia, ti rispondo:

    “Ed egli disse loro: “E voi, chi dite che io sia? Simon Pietro rispondendo disse: tu sei il Cristo, il Figliuolo dell’Iddio vivente. E Gesù replicando disse: Tu sei beato Simone, figliuolo di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Matteo 16:14-18)

    L’apostolo Pietro scrive poi nella sua lettera:

    Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 6 Infatti si legge nella Scrittura:
    «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa
    e chiunque crede in essa non resterà confuso».
    7 Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli
    «la pietra che i costruttori hanno rigettata
    è diventata la pietra angolare,
    8 pietra d’inciampo e sasso di ostacolo».
    Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati.

    Pietro dice che la PIETRA su cui costruire la chiesa è Gesù, e noi, in qualità di sacerdozio, come dicevamo prima, siamo pietre viventi che sul fondamento di Cristo costituiamo la chiesa. NOI, cioè Pietro non dice che LUI è la pietra, ma è una delle pietre della chiesa. Inoltre se non bastasse, è interessante vedere la versione originale del passo di Matteo. Infatti Pietro in greco è PETROS che però significa sassolino, ciottolo, ma la pietra di cui parla quando dice: “…e su questa pietra…” è PETRA, cioè rocca,roccia… il giochetto di parole Pietro – Pietra sussiste in Italiano, se leggi ad esempio una traduzione inglese troverai scritto:

    “And I say to you: That you are Peter; and upon this rock I will build my church”

    Se inoltre penso al fatto che la Bibbia non parla mai di Pietro a Roma e di conseguenza del suo eventuale primo papato e che ci sono una miriade di versi in cui si parla di Gesù come PIETRA della chiesa, e non di Pietro, beh allora ho più di qualche mio punto di vista per ritenere che l’interpretazione cattolica sia sbagliata.
    Ma ribadisco, ognuno è libero di interpretare e credere ciò che vuole e dialogarne mi fa solo piacere.

  6. Mi intrometto in punta di piedi in questa vostra discussione, solamente per esprimere il mio parere.

    Quello che Gesù ha introdotto, è stata la possibilità (e di conseguenza la volontà da parte di Dio) di avere un rapporto diretto uomo-Dio, ed infatti in 1Timoteo 2:5 leggiamo “Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù”, abolendo in definitiva il privilegio unicamente affidato al sacerdote di essere il tramite tra l’uomo e Dio.

    Io non so e sinceramente nemmeno mi voglio scervellare più di tanto nel capire ciò che Gesù volesse dire a Pietro quando gli disse quello che avete citato voi in precedenza; so solo che in una qualsiasi relazione, anche umana, quando c’è un tramite esistono sempre delle difficoltà, difficoltà che alla fine portano ad una rottura.

    Per come la vedo io, ogni tramite posto tra noi e Dio è un’offesa al sacrificio di Gesù; ma è un mio pensiero, quindi opinabilissimo.

    Sulla figura dei “Sacerdoti”, pendo più per la visione da “guida spirituale” piuttosto che da leader indiscusso.

    Scusate l’intromissione.

    Marco

  7. mi fa piacere confrontarmi con voi, e non mi sembra che vi sia una discussione personalistica, vero Marco?
    Che Cristo sia una persona di confronto lo trovo estremamente positivo, sperando che ci avvediamo di derive fondamentalistiche tanto comuni di questi tempi, ma vedo che Davidissimo e altri che intervengono non pongono dogmi, e io stesso mi guardo bene dal forzare la mano, è Cristo che guida attraverso il suo Spirito, non sarà chi pensa di avere più conoscenza di un altro a fare cose straordinarie. Quando Cristo diventa questione ordinaria, una persona ordinaria, anche se forse speciale, credo che Lui sia all’opera.
    Mi piace il tuo blog, david, perchè si pone nell’ordinarietà della vita.
    ciao
    matteo

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