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Sesso droga e crocifissi

Novembre 11, 2009
cocaina shirti

Cocaina ovunque!

Quando ci sono delle classifiche l’Italia, da buon paese fondato sullo sport, si scatena! C’è un certo spirito di rivalità in noi quando subentrano le classifiche… sia che si tratti de “i più carini della classe” alle medie o che si parli di “chi ha fatto più assenze” durante l’anno alle superiori (classifica vinta da me in un paio di occasioni!)

Quando si parla di classifica insomma, l’Italia svetta! E occupa sempre le prime posizioni! Solo che queste classifiche nel 90% dei casi sono negative! Quindi tolto il ranking FIFA e un paio di altre cosucce, ci ritroviamo spesso in vetta alle classifiche (rovesciate). In che senso? Se si parla del Paese con i migliori servizi noi arranchiamo! Se si parla del paese europeo con meno evasione fiscale… beh, lottiamo per la salvezza… ma non appena rovesciamo le classifiche in: Il paese europeo con meno libertà di stampa, noi primeggiamo! Se si parla del paese con la maggiore pressione fiscale… siamo lì, pronti al sorpasso su chiunque!

Non potevamo certamente farci mancare a questo punto la “medaglia” di paese più drogato d’Europa! Infatti in Italia il consumo oscilla tra il 3,1% e il 5,5% della popolazione. 13 Milioni di consumatori in tutta Europa, la metà collocati tra la fascia di età compresa tra i 15 e i 34. Secondo alcuni i dati sono comunque molto ottimistici… infatti qualcuno parla di un milione di consumatori nella sola Italia… ma pare che questa stima possa essere tranquillamente raddoppiata in virtù del fatto che i giovani ammettono nelle interviste l’uso di stupefacenti, gli adulti… molto meno! (nel fiume po mi sembra trovarono una media possibile superiore di 4 volte alle stime ufficialie su la quasi totalità delle banconote in circolo sono state osservate tracce di coca)

E’ curioso a questo punto pensare al fatto che nella fascia di età adulta, quelli che ci tengono a non ammettere l’uso, possiamo collocare tranquillamente la quasi totalità della nostra classe politica…

Ricordate la polemica che ci fu per quel famoso servizio delle iene in cui si analizzava a campione l’uso di droga in parlamento? Ne emerse che circa il 32% degli analizzati… usasse droghe. Praticamente un terzo…  E quanti casi di cronaca più o meno recenti hanno coinvolto politici, uomini dello spettacolo, volti noti ecc…?

La droga ormai è arrivata ovunque. Quasi tutti possiamo dire di conoscere amici, parenti o colleghi che ne fanno uso. Molti di noi magari la usano, o l’hanno provata…

Le cifre aumentano, i problemi anche… si sta facendo abbastanza per arginare il problema? Probabilmente no… Visto e considerato anche che un uso di sostanze stupefacenti è indice di un malessere interiore penso che spesso le soluzioni adottate siano come un’aspirina per togliere il mal di testa a una persona con un tumore al cervello… La risposta va cercata dentro noi stessi, lo vogliamo chiamare “IL MALE” “PECCATO” o “PULSIONE DI MORTE” ? Magari poi ne parleremo in un post apposito.

La cocaina ci sta avvolgendo, ci ha circondato, e più di altre sembra la droga del sesso. Se parlate con un cocainomane vi dirà di come questa droga dia sfogo alle voglie sessuali più intese e sfrenate. Non a caso un’inchiesta spagnola affermava che il 70% degli uomini la usa, o la inizia ad usare, con il pretesto del sesso. Non a caso la coca è sempre grande protagonista nei festini a luci rosse di uomini politici, imprenditori o ragazzi che si vogliono divertire… con prostitute, trans che sia…

La droga per sopire un malessere interiore, la droga per sedare le proprie frustrazioni, la droga usata come doping per caricarsi ed essere all’altezza degli altri (che evidentemente sono più drogati di noi!) la droga come stile di vita… la droga per nascondersi. Ipocrisia insomma, orgoglio. Nascondere le debolezze, essere ciò che non siamo e diventare un surrogato chimico di ciò che gli altri desiderano.

A tutto questo si associa la così inutile polemica sul crocifisso… “SIMBOLO DELL’IDENTATA’ CRISTIANA”… quale identità? Quella di un paese alla deriva? Sentire gente pluri divorziata, pluri rifatta, multi volgare, extralusso, asservita al potere, arrivista, qualunquista… difendere un simbolo di qualcosa che non li rappresenta e che usano solo come ombrello politico e demagogico è veramente squallido… a tutti questi dedico una porzione di Bibbia (che probabilmente non hanno nemmeno mai letto)

“gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, 5 aventi l’apparenza dell’amore, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati. 6 Nel numero di questi infatti vi sono quelli che s’introducono nelle case e seducono donnicciole cariche di peccati, dominate da varie passioni, 7 le quali imparano sempre, ma senza mai pervenire ad una piena conoscenza della verità” (L’apostolo Paolo – 2 timoteo 3)

Invece di inneggiare al simbolo, al pezzo di legno, perché non si inizia a rispettare e a vivere l’essenza di quel simbolo?

Perché Gesù casomai non deve stare sui muri di una scuola, di un ufficio, o di un tribunale… ma dentro il nostro cuore. Il posto forse dove per primo l’abbiamo tolto, senza nessuna ordinanza europea, di nostra spontanea volontà… e ora ci domandiamo cos’è quel vuoto che ci porta alla deriva…

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E’, l’amico è qualcosa che più ce n’è meglio è!

Novembre 4, 2009
friends

Gli amici più famosi della TV! (quelli di maria non li metterò mai qua sopra!)

Così Cantava Dario Baldambembo… e non aveva tutti i torti. Qualche settimana fa mi sono recato a Torino (io sono di Roma) un week end per andare a trovare alcuni carissimi amici che si trovano lì e con cui non potevo fare a meno di vedermi dopo diverso tempo. Con l’occasione ho anche ritrovato amici di Napoli, Bologna, Salerno… tutti insieme a Torino. Arrivarci è costato qualche sforzo organizzativo, un po’ di rinunce e un’uscita extra di soldi, tuttavia l’alternativa di restare a casa a discapito del rapporto con i miei amici non l’ho esaminata seriamente neanche 30 secondi, per gli amici questo è veramente il MINIMO che si può fare! Durante il mio soggiorno mi sono un attimo fermato a pensare a quanto ero felice di essere lì, a quanto non me ne fregasse nulla delle piccole difficoltà incontrate… è un sentimento fortissimo l’amicizia. Tutti noi abbiamo degli amici, a più livelli di confidenza, fino al più classico amico del cuore, migliore amico… mettetela come vi pare.

Wikipedia da questa definizione di amicizia

Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. Insieme all’amore, è uno degli stati emozionali fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l’amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca, che non pone vincoli specifici sulla libertà di comportamento delle persone coinvolte.

Una descrizione giusta e condivisibile che ovviamente non può trasmettere il coinvolgimento di questo sentimento e le caratteristiche che questo richiede.

Nel libro dei Proverbi di Salomone nel Vecchio Testamento troviamo molti riferimenti a questo sentimento e alle caratteristiche peculiari:

Un amore incondizionato. L’amico c’è sempre!

Proverbi 17:17 L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura.

Un amico parla sempre per il tuo bene, anche quando ti fa male. Penso sia capitato a tutti…

Prov 27:6 Fedeli sono le ferite di un amico, ma ingannevoli sono i baci di un nemico.

Un amico sa dimenticare… passa sopra le tue mancanze… e non te le rinfaccia!

Prov 17:9 Chi copre una colpa si procura amore, ma chi vi ritorna sopra divide gli amici migliori.

C’è anche una belle descrizione nel libro di Giobbe della delusione che può procurare un “falso” amico. Come un fiume che svanisce per un viandante nel deserto…

A colui che è afflitto, l’amico dovrebbe mostrare clemenza, anche se egli dovesse abbandonare il timore dell’Onnipotente. Ma i miei fratelli mi hanno deluso come un torrente, come l’acqua dei torrenti che svaniscono. S’intorbidiscono a motivo del ghiaccio, e in essi la neve si nasconde,  ma nella stagione calda svaniscono; con il calore estivo scompaiono dal loro posto. Il percorso del loro cammino devia, si inoltrano nel deserto e si dissolvono. Le carovane di Tema li cercano attentamente, i viandanti di Sceba sperano in essi, ma rimangono delusi nonostante la loro aspettativa; quando vi giungono rimangono confusi


L’amico ha un valore inestimabile!

Proverbi 27:9 L’olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza di un amico con i suoi consigli cordiali.Non abbandonare il tuo amico né l’amico di tuo padre, e non andare in casa del tuo fratello nel giorno della tua sventura;una persona a te vicina vale più d’un fratello lontano

Nella Bibbia possiamo trovare un altro tipo di amicizia fondamentale, quella nei confronti di Dio! Abbiamo almeno due personaggi definiti “Amico di Dio”

Abramo

Giac 2:23 Così si adempì la Scrittura, che dice: «Or Abrahamo credette a Dio, e ciò gli fu imputato a giustizia»; e fu chiamato amico di Dio.

Mosè

Eso 33:11 Così l’Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico

Questi 2 personaggi ebbero un particolare in comune tra l’altro: Entrambi trattavano con Dio!

Mosè addirittura una volta, in esodo 32 ,disse a Dio di pentirsi… e Dio si pentì!

Abramo in Genesi 18:16  tratta con Dio la salvezza di suo nipote Lot! C’è quindi un rapporto anche… di confronto con il Creatore!

Forse l’idea che abbiamo di preghiera con Dio è un po’ piatta! Dio vuole essere nostro amico, vuole parlare, discutere con noi!

Guardate cosa dice Isaia 1:18

Venite pur ora, dice il Signore, e litighiamo insieme. Quando i vostri peccati fossero come lo scarlatto, saranno imbiancati come la neve; quando fosser rossi come la grana, diventeranno come la lana.

Dio cerca qualcuno con cui parlare, discutere, confrontarsi! Proprio come gli amici normali! Si discute anche per il nostro bene! Se c’è qualcosa che non ti è chiaro nella tua vita, qualcosa con cui ce l’hai con Dio… discutici! Cercalo! Lui ti risponderà!

In tutto questo alla fine però non siamo noi a volere essere amici di Dio ma è lui che vuole essere amico nostro!

Giovanni 15:13-17

Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici. 14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. 15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia. 17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

Per Gesù non siamo una massa informe di persone, Lui ti conosce personalmente, ti vuole essere amico, ha già dato tutto per te e ti sta consigliando di seguirlo, per quanto possa costare… perché ti ama! Lui è tuo amico, già l’ha dimostrato dando la sua vita per te, ma noi la daremo per lui? Tutte le caratteristiche di amico che abbiamo detto sono presenti in Gesù nei nostri confronti casomai siamo noi che dobbiamo rispondere ora, lui sta aspettando NOI! Dio! Il creatore, l’onnipotente… ti conosce e muore dalla voglia di diventare tuo amico!

Romani 5:7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire

Noi moriremo per i nostri amici no? Ma per le persone cattive o sconosciute… beh, no! e prosegue…

8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira. 10 Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.

Ma Gesù è morto per noi perché è nostro amico, anche se siamo lontani da lui, anche se lo disprezziamo! Lui è talmente tanto tuo amico che ha dato la sua vita per ugualmente, sperando che tu avresti accetta il SUO gesto… e come in un simbolico Facebook della vita lui ha già fatto la sua richiesta di amicizia nei tuoi confronti…

Rifiuterai o… ACCETTERAI?

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Superstizione

Ottobre 27, 2009

gatto nero

Attenti!!

Dal City di oggi:

Cornetto rosso, quadrifoglio, gesti e oggetti scaramantici di ogni genere. Italiani popolo (anche) di superstiziosi, più al Sud che al Nord, ma senza grosse differenze. Almeno questo è il quadro che emerge da un’indagine di Nextplora per Direct Line. Più del 35% degli intervistati ha ammesso di essere superstizioso e che nella vita di tutti i giorni ricorre alla scaramanzia per allontanare la sfortuna. Soprattutto in auto. Il cornetto rosso campeggia sugli specchietti retrovisori delle auto: 19,5% al Sud e 5% dal Nord. Al Nord però, il 15,7% tiene vicino un oggetto personale, come una fotografia dei familiari (al Sud il 12,7%). Meno usata la coccinella, animale portafortuna per eccellenza, scelta dal 9,2% degli intervistati. Seguono: il ferro di cavallo e i dadi (3,8), il quadrifoglio (2,4) e la zampa di coniglio (1%). Anche se l’oggetto più presente nelle auto rimane il santino (20%) o l’oggetto religioso (30%). Il 10% poi evita di partire in viaggio il 17. Infine, il 22% consulta ogni giorno l’oroscopo. Il 40% lo legge ma (dice) di non crederci.

(http://city.corriere.it/2009/10/27/milano/i-fatti/superstizioso-terzo-italiani-20565771839.shtml)

Leggendo questa notizia mi viene in mente quante siano le persone alla ricerca di un contatto con il soprannaturale, almeno la speranza in qualcosa di invisibile, di diverso, di alternativo a cui appellarsi… forse perché:

Egli (Dio) ha fatto ogni cosa bella nel suo tempo; ha persino messo l’eternità nei loro cuori, senza che alcun uomo possa scoprire l’opera che DIO ha fatto dal principio alla fine. (  La Bibbia – Ecclesiaste/Qoelet 3:11)
o come diceva S. Agostino:

“Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Conf. 1,1)

L’uomo ha bisogno del soprannaturale, di un Dio. Invece di cercarlo sulla carta stampata, in oroscopi, nelle carte… o semplicemente aspettando passivamente, sfiduciati da una religione. Non cercare la religione, il rito, l’istituzione…

CERCA DIO!

Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa. (Gesù – Matteo 7:8)

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Il re, la donna e il santo

Ottobre 20, 2009

C’è una storia nel nuovo testamento. Una storia molto attuale. Parla di un personaggio famoso: Giovanni battista.

La storia in questione è scritta in Matteo 14 e ci racconta di come in Palestina ci fosse un re (Erode) completamente corrotto, immorale, vigliacco e lontano da Dio.

Erode, il re, viveva con una donna, Erodiade, ex moglie di suo fratello Filippo, anch’egli re. La relazione era nata da un tradimento e per tanto Giovanni, il santo, il più grande profeta, colui che “preparò la via a Gesù”, non certo un politico o un uomo politicamente corretto, condannava pubblicamente l’immoralità di questo re che andava contro la legge ebraica in maniera spudorata e menefreghista.

Il re, Erode, ovviamente non vedeva di buon occhio questo “folle” profeta ebreo, che aveva fatto della povertà e della meditazione, della preghiera in solitudine il suo stile di vita (da notare che santo, kadosh in ebraico,  significa “separato”) separato da una società in cui non si riconosceva, separato da un popolo che riconosceva un re straniero e immorale.  Erode segretamene ambiva ad ucciderlo… ma la Bibbia ci dice: “E, pur volendo farlo morire, egli temeva il popolo, che lo riteneva un profeta.”

La donna, Salomè, figlia di Erodiade e Filippo, durante il compleanno dello zio “danzò in sua presenza e piacque a Erode, tanto che egli le promise con giuramento di darle tutto ciò che gli avesse chiesto” il fatto che alla danza sia legato “il piacere” del caro zietto Erode, ci fa supporre che Salomè fosse evidentemente avvenente…. vecchio punto debole di molti uomini.

Salomè, la donna, comunque tra tutte le richieste più astruse che potesse formulare chiese: “istigata da sua madre,(ndb la stessa che Giovanni ovviamente accusava di non poter convivere con Erode) disse: «Dammi qui, su un piatto, la testa di Giovanni Battista” Ovviamente il re ormai spinto dagli ormoni e dalla vigliaccheria acconsentì alla richiesta della donna, sancendo la condanna del santo, reo di dire la verità. Giovanni morirà decapitato pagando il prezzo della propria onestà e amore verso Dio.

A nessuno viene in mente qualche analogia?

IL RE - Il re non potrebbe rappresentare la nostra classe dirigente? Corrotta e immorale, eppure auto-innalzatosi a paladina della giustizia. Identificarlo con il nostro Presidente del consiglio è fin troppo facile. Ma è situazione diffusa nel nostro parlamento tra prostitute, trans e storie di droga,mafia e corruzione. Una classe dominante che non rappresenta assolutamente un popolo.

LA DONNA – Affibbiare questo ruolo alle varie “D’addario” e alla comitiva di Palazzo Grazioli (sponsored by Tarantini) è fin troppo scontato. Salomè rappresenta evidentemente il sogno (erotico in questo caso) a cui il potere si “prostituisce”,  la corruzione e l’immoralità per eccellenza, lo svendere il futuro degli innocenti per appagare un proprio “vizietto”... l’ingiustizia.

IL SANTO – Ma eccoci al punto, il grande assente di questa nostra analogia. Se fin’ora trovare equivalenze è stato fin troppo facile eccoci ora di fronte ad un enorme buco nero. Chi si separerà da tutte queste porcherie condannandole per quello che sono: Immoralità, ingiustizia davanti agli uomini, ma sopratutto davanti a Dio? La chiesa cattolica, detentrice del monopolio della religione in Italia, che pure avrebbe l’autorità e la cassa di risonanza per farlo… dov’è? Non è troppo facile condannare il mancato uso del preservativo in Africa, dove nessuno alzerà la voce e se anche lo facesse non verrà ascoltato, mentre nel proprio paese succede un (quasi letterale) bordello?

Giovanni viene descritto come “la voce di uno che grida nel deserto”… immagine così poetica per definire (permettetemi la battuta…) il padre spirituale dei Don Chisciotte. Un uomo, che a distanza di secoli e secoli ricordiamo ancora come un esempio incredibile di integrità e consacrazione, che ha preferito morire piuttosto che prostituirsi al potere e alla corruzione di una società da cui era ormai SEPARATO.

Davidissimo

PS ovviamente mi riferisco alla chiesa cattolica intesa come istituzione e non come credenti o anche a quei molti preti e missionari che invece vivono il Vangelo ogni giorno con fede e passione. Tipo Don Paolo Farinella che ha scritto questa lettera tempo fa.

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Dio ha creato il male?

Ottobre 12, 2009

Oggi avrei voluto scrivere un articolo su delle idee, su delle opinioni, racconti… tante belle cose. veramente… ma siccome non mi sento tanto bene vi lascio “solo” questo video che gira su youtube da un po’ di tempo. molto interessante… buona visione.

aggiornamento 20 ottobre 09

Come potete leggere nei commenti. Il video è una leggenda metropolitana. Nel senso che è un episodio mai accaduto, o almeno non era Enstein! Comunque non avevo messo enfasi sulla figura proprio perché effettivamente non mi interessava “chi” ma “cosa” dice… grazie a fabristol per la segnalazione!

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Sfida a due – non farti inseguire

Ottobre 5, 2009

Ormai presi dalla forza d’inerzia sforniamo video come biscotti fatti in casa!! Ecco a voi l’ultima creazione del nostro team di lavoro:

Due uomini. L’uno contro l’altro. Una sfida a due. Uno dei due però è costretto a scappare. Corre, salta, si nasconde… ma per quanto possa sforzarsi il suo nemico gli è sempre alle costole. Ma chi sarà questo misterioso sicario? E cosa vuole dal ragazzo in fuga?

“Ma se non fate così, allora peccherete contro l’Eterno; e state pur certi che il vostro peccato vi ritroverà

(La Bibbia – Numeri 32:23)

Oggi giorno la parola “peccato” è incredibilmente demodè. “Peccato” sembra così indelebilmente legato a un vecchio prete di paese, preso a spaventare un gruppo di adolescenti alle prese con le prime ribellioni giovanili… maledettamente bigotto e passato! Roba da Don Camillo e Peppone!

Eppure il punto, il nocciolo della questione, è molto al di sopra del semplice vincolo culturale-linguistico.

La parola “peccato” nell’originale indica più di quello che è rimasto nel nostro linguaggio, indica un errore, un mancare il centro, una dimenticanza, uno sbaglio…  quando parliamo di peccare contro Dio, stiamo quindi dicendo che stiamo sbagliando nei confronti di Dio, ci stiamo dimenticando qualcosa nei suoi confronti. Di dargli attenzione, di dedicargli il nostro tempo, di disubbidirgli. Non dedicare tempo a Dio è sbagliato non solo perché Lui è il nostro creatore e padre, ma anche perché tramite Gesù ci ha concesso una salvezza per il male che ogni giorno circonda la nostra vita e rifiutarlo significa disprezzare quel gesto EROICO e d’amore.

Il male peggiore è l’inquinamento dell’anima, la corruzione spirituale… che ci toglie motivazioni, energia e pace. L’unico modo per stare in pace totalmente è essere in relazione con Dio (non in religione, ma in relazione), ma l’unico modo per dedicare il proprio cuore a Dio, senza il male, è Gesù, che sulla croce ha crocifisso tutti i nostri “peccati” (cioè i nostri sbagli, disubbidienze e noncuranze nei confronti di Dio) permettendoci di avere una relazione d’amore con il  nostro Padre effettivo.

Peccato è essere separati da Dio insomma. Avere una vita senza Dio, senza seguirlo, alla fine avrà delle conseguenze negative. Quello che semini raccogli. Se semini peccato… ritroverai il male… o meglio, lui troverà te.

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L’equilibrio

Settembre 20, 2009

L'equilibrista

Penso che l’equilibrio nella vita sia fondamentale. Perché la vita infondo non è più spessa di una corda su cui dobbiamo camminare per cercare di arrivare in fondo, raccogliere l’applauso del pubblico e dire di aver raggiunto l’obiettivo. Le differenze ci sono, certo… la vita non ha reti di sicurezza e cadere è inevitabilmente fatale. Riuscire a districarsi nelle nostre passioni, tentazioni, amicizie, amori e delusioni non è facile, ma questo è quello a cui siamo chiamati: andare avanti, sempre.

Fermarsi significherebbe solo aumentare il rischio di cadere, fermarsi richiede ancora più equilibrio, e quando sei quassù non è semplice guardarsi intorno respingere le vertigini e trovare le risorse per trovare l’equilibrio per restare fermi, senza paure, senza incertezze… immobili. Meglio andare avanti, sempre. E’ bello come il creatore abbia collegato l’equilibrio ad una parte del nostro corpo: l’orecchio.

E già! Nell’orecchio c’è il segreto dell’equilibrio umano. Come una metafora che ci racconta di quanto nella vita sia importante ascoltare per trovare il proprio equilibrio. Ascoltare i consigli, ascoltare le storie, ascoltare chi ne sa più di te ascoltare per lasciarsi guidare… da tuo padre, tua madre, dal tuo miglior amico, da quel professore così bravo, da quel saggio vicino di casa, da tua moglie, da chiunque ti vuole bene, da Dio.

Non aspettiamo di rischiare la caduta, ogni giorno cerchiamo di ascoltare le voci “positive” intorno a noi, le voci di chi ci vuole bene, e domandiamoci se quello che ci dice è un capriccio o è per il nostro bene, perché la risposta a questa domanda ci chiarirà molte cose, come capire chi ti vuole veramente bene, capire se siamo forti abbastanza per andare avanti da soli, capire dove mettere i piedi per il prossimo passo, capire come restarci più a lungo possibile sopra quel filo. Ci sono tante voci che ci condizionano, non tutte sono buone… ma nell’equilibrio della vita c’è bisogno anche di questo: bene e male, luci e ombre, amici e nemici. Saper ascoltare e scegliere la cosa migliore è l’equilibrio che ci fa andare avanti.

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E tu? Risponderai?

Settembre 7, 2009

L’ultimo video fatto in casa l’ho messo parecchio tempo fa… (e fu rimosso) quello precedente lo potete ancora vedere qui, era decisamente più futile di questo! :D

Il seguente video è stato realizzato insieme ai miei amici: Sergio(il protagonista)  Daniele e  Stefano(due dei ragazzi sul divano che guardano la partita, il primo anche seduto sul cofano della macchina)  e Giovanni (quello che strilla al gol) + me e Fabio, che nel video non ci vediamo, ma ci siamo nella sapiente mano che dirige la videocamera… :D

Buona visione!

Il video è ispirato a un sogno fatto da un ragazzo anni fa. Il nostro amico, che stava facendo un percorso di fede, decise ad un certo punto che Dio non era poi così importante, e deliberatamente smise di “coltivare” la sua spiritualità… tempo qualche giorno e sognò di non rispondere al cellulare… ma quando controllò lesse: “1 chiamata persa: Gesù”… una metafora fortissima, una parabola moderna, proprio come quelle che Gesù usava 2000 anni fa… Lui chiamava allora le persone e lo fa anche oggi, magari non al cellulare :) , ma Lui ti sta chiamando… risponderai?

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Questione di ruoli

Agosto 24, 2009

Qual è il tuo attore preferito?

Mi piace molto Johnny Depp, ma anche Tom Hanks, Marlon Brando, ma anche Al Pacino, Robert De Niro… mi piacciono gli attori che si sanno trasformare ed adattare ad ogni ruolo! Forse è per questo che Tom Cruise o Stallone non mi piacciono molto… sia che stiano saltando con una ferrari sopra uno strapiombo alto centinaia di metri o che siano dei giovani e brillanti avvocati… sono sempre uguali!

Saper coltivare un ruolo non è cosa facile! Saperlo caratterizzare, creargli un contesto, una psicologia, una mimica, distingue un attore… da un grandissimo attore. La capacità di far vivere le emozioni, di riprodurre la vita “in laboratorio”, se mi passate la metafora, di creare sinteticamente un uomo è veramente un’arte rara. Saperlo fare fa la differenza.

Trovare il proprio ruolo è fondamentale, saperlo “calzare” lo è ancora di più… esempio: io non sarò mai un ballerino nella vita! :) Però posso fare il grafico! Bisogna trovare la propria identità e plasmarla, creare il nostro ruolo, non sto parlando di creare maschere falsissime da indossare a seconda del luogo, no per carità, sto parlando di riuscire a capire cosa fare nella vita, anche con spirito di adattamento, da ruolo a ruolo… infondo abbiamo tutti molteplici ruoli, siamo figli, genitori, fratelli, lavoratori, sportivi, tifosi, autisti, amici ecc… l’importante è interpretare la vita con lo spirito giusto, in maniera magistrale.

Certo un padre non può essere come un datore di lavoro, e un amico non può essere trattato come un vicino di casa, ogni ruolo ha le sue caratteristiche, ma tutti devono avere un comune denominatore: la bravura. Dobbiamo essere bravi nei nostri ruoli, coerenti e saperli interpretare nel migliore dei modi, solo così ci potremo dire soddisfatti quando finirà il film… con buona pace degli spettatori!

Magari ci scappa pure l’oscar… :p

(manco vi sto a dire che il miglior regista per me è GESU’!)

davidissimo.wordpress.com

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Banale!

Febbraio 9, 2009

Oggi, complice una chiaccherata amichevole, mi domandavo proprio questo… quanto è banale a volte la realtà che ci circonda? Quello che scrivo, quello che dico, che faccio, che vivo! Si entra in una sorta di routine da cui è difficile uscire… tutto si ripete, tutto è già stata fatto, vissuto, detto. “Non c’è niente di nuovo sotto il sole” dice l’ecclesiaste. Lo riscontro anche nella mia vita, dopo le novità tutto tenda a sistemarsi, a posarsi e a ripartire normalmente a diventare, anche se in forma diversa, tutto ciò che era prima, forse non come contenuto ma come prassi. Ma allora come uscirne? Ho lasciato il lavoro, la mia famiglia, la mia città e le mie amicizie per seguire ciò in cui credo… in un certo senso ho trovato nella fede la mia via di uscita dalla banalità della vita, perché d’altronde tutto si racchiude nel nascere, crescere, vivere e morire… e l’unico modo che vedo per scardinare il sistema è quello di non vivere più per la vita in per sè, ma per la vita come l’inizio dell’eternità. “Ciò che facciamo in vita riecheggerà nell’eternità”  la vita è tutto ciò che abbiamo da investire per il nostro futuro, per chi crede nell’anima, nello spirito, in qualcosa in più di quello che vediamo, questo è il modo per fuggire dalla banalità di una vita che senza la relazione con Dio diventa improvvisamente incolore e senza scopi a lungo termine. Oggi tutto si misura nello spazio di un’emozione, ma poi viene dimenticato, o assorbito, per diventare poi nuovamente banalità… ma con Dio ogni cosa è nuova e affascinante, xkè è oltre la nostra cognizione.