C’è una storia nel nuovo testamento. Una storia molto attuale. Parla di un personaggio famoso: Giovanni battista.
La storia in questione è scritta in Matteo 14 e ci racconta di come in Palestina ci fosse un re (Erode) completamente corrotto, immorale, vigliacco e lontano da Dio.
Erode, il re, viveva con una donna, Erodiade, ex moglie di suo fratello Filippo, anch’egli re. La relazione era nata da un tradimento e per tanto Giovanni, il santo, il più grande profeta, colui che “preparò la via a Gesù”, non certo un politico o un uomo politicamente corretto, condannava pubblicamente l’immoralità di questo re che andava contro la legge ebraica in maniera spudorata e menefreghista.
Il re, Erode, ovviamente non vedeva di buon occhio questo “folle” profeta ebreo, che aveva fatto della povertà e della meditazione, della preghiera in solitudine il suo stile di vita (da notare che santo, kadosh in ebraico, significa “separato”) separato da una società in cui non si riconosceva, separato da un popolo che riconosceva un re straniero e immorale. Erode segretamene ambiva ad ucciderlo… ma la Bibbia ci dice: “E, pur volendo farlo morire, egli temeva il popolo, che lo riteneva un profeta.”
La donna, Salomè, figlia di Erodiade e Filippo, durante il compleanno dello zio “danzò in sua presenza e piacque a Erode, tanto che egli le promise con giuramento di darle tutto ciò che gli avesse chiesto” il fattoche alla danza sia legato “il piacere” del caro zietto Erode, ci fa supporre che Salomè fosse evidentemente avvenente…. vecchio punto debole di molti uomini.
Salomè, la donna, comunque tra tutte le richieste più astruse che potesse formulare chiese: “istigata da sua madre,(ndb la stessa che Giovanni ovviamente accusava di non poter convivere con Erode) disse: «Dammi qui, su un piatto, la testa di Giovanni Battista” Ovviamente il re ormai spinto dagli ormoni e dalla vigliaccheria acconsentì alla richiesta della donna, sancendo la condanna del santo, reo di dire la verità.Giovanni morirà decapitato pagando il prezzo della propria onestà e amore verso Dio.
A nessuno viene in mente qualche analogia?
IL RE - Il re non potrebbe rappresentare la nostra classe dirigente? Corrotta e immorale, eppure auto-innalzatosi a paladina della giustizia. Identificarlo con il nostro Presidente del consiglio è fin troppo facile. Ma è situazione diffusa nel nostro parlamento tra prostitute, trans e storie di droga,mafia e corruzione. Una classe dominante che non rappresenta assolutamente un popolo.
LA DONNA – Affibbiare questo ruolo alle varie “D’addario” e alla comitiva di Palazzo Grazioli (sponsored by Tarantini) è fin troppo scontato. Salomè rappresenta evidentemente il sogno (erotico in questo caso) a cui il potere si “prostituisce”, la corruzione e l’immoralità per eccellenza, lo svendere il futuro degli innocenti per appagare un proprio “vizietto”... l’ingiustizia.
IL SANTO – Ma eccoci al punto, il grande assente di questa nostra analogia. Se fin’ora trovare equivalenze è stato fin troppo facile eccoci ora di fronte ad un enorme buco nero. Chi si separerà da tutte queste porcherie condannandole per quello che sono: Immoralità, ingiustizia davanti agli uomini, ma sopratutto davanti a Dio? La chiesa cattolica, detentrice del monopolio della religione in Italia, che pure avrebbe l’autorità e la cassa di risonanza per farlo… dov’è? Non è troppo facile condannare il mancato uso del preservativo in Africa, dove nessuno alzerà la voce e se anche lo facesse non verrà ascoltato, mentre nel proprio paese succede un (quasi letterale) bordello?
Giovanni viene descritto come “la voce di uno che grida nel deserto”… immagine così poetica per definire (permettetemi la battuta…) il padre spirituale dei Don Chisciotte. Un uomo, che a distanza di secoli e secoli ricordiamo ancora come un esempio incredibile di integrità e consacrazione, che ha preferito morire piuttosto che prostituirsi al potere e alla corruzione di una società da cui era ormai SEPARATO.
PS ovviamente mi riferisco alla chiesa cattolica intesa come istituzione e non come credenti o anche a quei molti preti e missionari che invece vivono il Vangelo ogni giorno con fede e passione. Tipo Don Paolo Farinella che ha scritto questa lettera tempo fa.
Come avrete avuto modo di leggere sui giornalini i giorni scorsi, Roberto Benigni ha parlato alla festa del PD a Genova, come sempre acuto, divertentissimo e tagliente. Qualcuno ha detto che forse il candidato ideale sarebbe lui… sicuramente meglio di tutti quelli che ci sono ora e negli ultimi anni… comunque… sul finire del suo monologo, come sempre, ha fatto questo bel riferimento alla divina commedia, in particolare riferendosi agli ignavi, coloro che non scelgono… giudicato il peccato peggiore…
Il concetto espresso da Dante nella sua opera, e ripreso qui da Benigni, è sicuramente ispirato alla Bibbia stessa, nel libro dell’Apocalisse infatti, possiamo leggere parole ben più dure di quelle usate da Benigni, eccole:
“Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io son ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla e non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo”Apocalisse 3:15-17
L’ambiguità, il non scegliere, stare con un piede su due staffe è la cosa peggiore perché si è convinti di non dover scegliere, e magari non si sente nemmeno il bisogno di fare una scelta.Si rimane così, tiepidi, senza schierarsi, succubi alla vita e alle scelte altrui.
Gesù, che è un gentleman, non ci costringerà mai a scegliere per Lui, più tosto rimane fuori la porta, bussa e aspetta che noi lo facciamo entrare… infatti, sempre in Apocalisse dice:
“Ecco, io sto alla porta e busso: se uno sente la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.”
Possiamo scegliere… o facciamo entrare Gesù, o lo mandiamo via del tutto, ma non rimaniamo ambigui nella vita, mai!
La nostra scelta, come dice pure Benigni, può fare la differenza, sì anche una sola scelta può cambiare tutto! come diceva Edmund Burke: “La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla“
Iniziamo il mese subito con la rubrica dedicata a voi! subito le parole ricercate per finire sul mio blog…
“ti racconto una storia tutta sola e tutt”
Ti racconto una storia
tutta sole, tutta gloria
dove tutto è verità,
solamente verità… Sì la conosco… ma che tristezza! Poi tutta sòla a Roma significa un’altra cosa
“facebook ex fidanzati”
c’è un gruppo su facebook di tuoi ex fidanzati?? Complimenti!
“sognare il marito gia´ defunto”
un matrimonio felice
“umini e donne 23 ottobre”
Il fatto che sia finito su questo blog tramite questa ricerca mi offende profondamente
“brevissima storia con un flashback”
Solo il flashback quindi…
“come fare palloncini con le big babol”
Appena posso faccio un tutorial!
“sognare di camminare in un campo di grano”
Poesia di un amore profano?
“giudice sadico”
per me questo è berlusconi che cercava Di Pietro
“guardone spia donne per strada foto”
Eh??? Ma le foto del guardone che spia o delle donne spiate???
Anche per oggi è tutto, spero di essere stato utile a qualcuno, e ricordate, se avete domande non mandatemele, scrivetele su google!
Lo so, lo so… questo è un blog apparentemente schizofrenico non si può passare a parlare di Dio dopo i “guns”… ma semplicemente è un blog profondamente mio, l’altro ieri sentivo la radio e canticchiavo oggi riflettevo e pensavo a Dio… è semplicemente la mia vita.
Oggi, per l’appunto, pensavo: molti hanno paura di Dio o meglio, hanno in antipatia Dio perché lo vedono come un giudice bacchettone e severo, come un arbitro perfezionista e parziale che in ogni caso ci fischia sempre contro! A volte sembra quasi che ci sia un tiro al bersaglio a Dio perché in definitiva se la nostra vita va a rotoli… è colpa sua! Poi c’è sempre il fascino dell’aria da bello e dannato che ce l’ha con Dio, che ha capito tutto e mettendosi sullo stesso livello del creatore pensa “infondo a me cosa importa di Dio?? Se pure ci fosse, cosa mi cambierebbe?” come se ci fosse un reciproco ignorarsi, come se infondo Dio fosse un compagno di classe antipatico e secchione che dall’alto dei suoi 9 si permette il lusso di sentirsi meglio di noi! “Che pretesa! Dio sarebbe meglio di me?? No, no inaccettabile!” beh io vorrei sfatare un po’ questo mito del Dio bacchettone e giudice sadico che negli anni si è costruito intorno a quello che io vedo come un padre, un buon padre. Nella bibbia c’è scritto:
“Infatti Dio non ha mandato suo figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”
Giovanni 3, 17
Insomma, capito? Dio non ce l’ha con voi, anzi… Dio non ha proprio intenzione di giudicarvi, non è nei suoi piani… infondo perché dovrebbe? Se avesse voluto l’avrebbe già fatto… se pensate che Dio ce l’abbia con voi siete solo vittime della propaganda… siete come Berlusconi che si sente vittima del comunismo… informatevi insomma. Dio ci conosce, sa chi siamo, sa i nostri difetti, i nostri limiti ma non ci giudica… anzi è il nostro più grande fan! Se non vedi Dio nella tua vita non è perché Dio è morto, lo stai solo ignorando.
E’ notizia di ieri che il tanto discusso “Lodo Alfano” sarà rivisto alla consulta. Infatti, pare, dico pare eh, che sia potenzialmente incostituzionale, ah ma allora non era solo una mia impressione!
Grazie al pm De Pasquale che non si è fatto intimidire dalla “”politica”" italiana.
Ho sempre pensato che il concetto di “punto di vista” sia sottovalutato. In che senso? MI accingo a spiegare… La maggior parte delle volte questa espressione si usa in discussioni del tipo:
A: “Per me Berlusconi è un’incapace!” B: “no, per me Berlusconi è un grande statista!” A: “punti di vista… “
Si usa insomma quasi per dire: “vabbè, lasciamo perdere. Non mi va di discutere” in realtà per me i punti di vista dovrebbero essere considerati veri e propri stimoli alla discussione, non alla litigata, alla discussione. Infondo analizzando la frase si capisce subito qual’è il senso della stessa, abbiamo DIVERSI PUNTI DI VISTA, ovvero, PUNTI DI OSSERVAZIONE, cioè da dove sto io adesso vedo un’altra cosa. Che significa questo? Che i punti di vista di solito non sono sbagliati, sono semplicemente angoli da cui osservare una porzione diversa dello stesso soggetto!
Apollo e Dafne
Qualche anno fa andai con la scuola alla “Galleria Borghese” qui a Roma, fu un’esperienza bellissima, infatti ebbi l’opportunità di ammirare alcuni capolavori assoluti che fino ad allora avevo avuto modo di vedere solo nelle immagini dei libri scolastici. Su tutte una mi colpì in maniera particolare “Apollo e Dafne” di Bernini, decisamente uno dei miei artisti preferiti, (se conoscete l’opera forse già avete capito dove sto andando a parare..) questa statua è un vero e proprio capolavoro, una specie di manifesto dell’arte barocca, una storia che si svolge sotto i nostri occhi pur essendo immobile, se vi capita vi consiglio di andarla a visitare, è veramente un piacere. Una delle particolarità di questa statua è quella di raccontare una storia che si svolege in movimento, Bernini ebbe la fantastica capacità di trasmettere il movimento tramite l’osservazione dello “spettatore”, infatti cosa racconta questa storia in breve? Apollo è follemente innamorato di Dafne, vuole farla sua, ma Dafne, una ninfa che ha però dedica la sua vita alla caccia e alla dea Diana, non è molto d’accordo, così fugge e nel fuggire chiede aiuto al dio Penèo che la trasforma in un Lauro. Bernini aveva pensato l’opera in questo modo: L’osservatore entrando da sinistra inizierà a vedere la storia a partire da Apollo e pian piano proseguendo incontrerà il volto disperato di Dafne, e ancora, girando intorno alla statua, assisterà alla trasformazione stessa della ninfa, infatti per vedere i segni della metamorfosi occorre andare alle spalle dei due, ed ecco che vedremo a pieno come Dafne si stia trasformando.
Cioè Bernini ha trasmesso il tutto sfruttando i PUNTI DI VISTA. Ora, mettiamo il caso che io e uno di voi andassimo alla “Galleria Borghese” e che voi andaste avanti a me di qualche metro, voi vi trovereste ad osservare il “finale” della storia da ormai dietro la statua mentre io starei ancora focalizzando la mia attenzione su Apollo. Se ci fermassimo e iniziassimo a raccontarci quello che vedremmo cosa ne uscirebbe? Osservando la stessa identica situazione, lo stesso lavoro, lo stesso marmo, con la stessa illuminazione A POCHISSIMI metri di distanza. Noteremmo sicuramente cose diverse, eppure non sbagliate. Serve una spiegazione particolare per capire questa situazione? Non credo. E’ fin troppo ovvio che i due punti di vista fanno la differenza su quello che vediamo.
Così credo nella vita abbiamo tutti punti di vista differenti dati dal nostro cammino, dal nostro percorso, dal nostro essere. Dati da come siamo arrivati a quel punto e a che costo, quando qualcuno mi chiede “perché sei cristiano?” con tono polemico o magari beffardo, io non mi sento mai offeso o sfidato, perché so bene che la mia scelta non viene capita da molti e so anche che molti che pur “credono” considerano la mia fede un eccesso proprio perché il loro percorso li ha portati a definire questa convinzione. Io, dal canto mio, non voglio mai giudicare nessuno, non ho certo autorità per farlo e in fin dei conti pur potendo non mi interesserebbe, sono convinto però che tutti nel proprio cuore abbiano uno spicchio riservato a Dio, consci o no. Il famoso “vuoto interiore” per me ha la forma esatta di Dio e prima o poi tutti arriviamo al punto di osservazione in cui questo dubbio ci sfiora. Sono sempre rimasto molto colpito dai racconti fatti da persone, non cristiane “praticanti”, che in Russia, Romania e Cina durante il periodo comunista e con la conseguente persecuzione della preghiera, ad un certo punto della loro vita, senza mai aver letto una bibbia o sentito un predicatore parlare hanno sentito il bisogno di appellarsi a Dio. Per come la vedo io l’uomo ha bisogno di Dio, e prima o poi nella sua vita si trova ad affrontare questo bisogno. Dio, da parte sua, ha anche un punto di vista personale, che però non coincide mai col nostro e sono sicuro che anche nel suo percorso prima o poi passa vicino ognuno di noi per chiederci “Come sta il mio spicchio di cuore?”.
Ma come si fa a sognare oggi? Oggi pensavo, ma se pure uno si mettesse in testa di realizzare il proprio sogno, da dove partirebbe? Voglio dire, io sono l’ultimo a poter parlare, io i sogni neanche la notte li ricordo… Partiamo dai sogni classici d’infanzia, intanto i sogni non sono più quelli di una volta, oggi come oggi i sogni sono cambiati! Scienziato? Astronauta? Macchè, meglio il calciatore o la velina! Allora, mettiamo da parte per un attimo il fatto che io la velina non la posso fare… almeno spero, ma veramente si può sognare di diventare lo stereotipo della donna oggetto? Io non credo che chi faccia la velina sia stupida, ma caspita, se anche non lo è nessuno lo noterebbe! Il calciatore? e perché? Ormai il romanticismo dietro lo sport è defunto, morto, sotterrato, tramontanto, devo sognare di diventare un “brand” legato al contratto da una società che di certo non è così interessata al tuo futuro, circondato da fans in ogni angolo della città che ti fermano, ti fotografano, criticato dai giornali, scalciato dagli avversari… mmm… NO, e poi il top del calcio in Italia si è raggiunto neglio anni 80′ ormai che ti sogni di diventare il bomber di una stagione? e se poi incontri un moggi qualsiasi? No, no decsamente no. Posso tornare ai vecchi sogni da bambino? Che ne so… Scienziato, per inventare che? poi lo stipendio in Italia per i ricercatori è pure basso… astronauta? Ma perché poi? film come apollo 13 hanno distrutto ogni possibilità! La luna è stata raggiunta e marte è troppo lontano! Pompiere? Ma stiamo scherzando? Poliziotto, dove? In Italia?? no, no! Presentatore? Monopolio Baudo – Conti – Bonolis! Cantante? Non abbiamo bisogno di nuovi paolo meneguzzi! Politico? Non ho mai conosciuto un bambino che sognava di fare il politico, forse Berlusconi… Sogni il grande amore? Ma dove? Se quasi la metà dei matrimoni finisce in divorzio! Avventura gay? non ci provare neanche, è un marchio registrato da dolce e gabbana per la pubblicità di orologi! Il tuo sogno da bambina era fare la casalinga, crescere i tuoi figli, ooh, che dolce! Peccato che se lavora solo il marito, in casa, lo sfratto è imminente! Una volta conobbi un ragazzino, quando avevo 4-5 anni che voleva fare il ladro, vedi, qualche aspirante politico l’ho conosciuto allora… Chi è rimasto fuori? Pilota? Augurati di finire in Ferrari o in McLaren, se no non vincerai niente. in Moto? Sarai paragonato per secoli a Valentino Rossi, sicuro di essere più bravo di lui? musicista? Per svendere la tua arte in qualche concerto di luca dirisio?? Pittore? Na… forse imbianchino! Magari ti vuoi accontentare, quello che sogni è solo un lavoro stabile… aoh, già ti ho detto che siamo in Italia! Dottore? Hai qualche raccomandazione? almeno per l’ngresso a medicina, e sù! Giornalista?… ridaje, in Italia i giornalisti non lavorano! Informatico? e che sogno è? poi comunque dovevi andare bene a matematica (e con questa ho fatto fuori il 90% degli aspiranti… ) Vuoi un lavoro creativo? è già stato inventato tutto! bisogna emigrare… Stati Uniti? Mah… il sogno americano pare ormai vicino alla scomparsa… e allora che rimane? Una passeggiata sotto la pioggia? già fatta da altri. Un film? e su cosa? un libro? ah sì, semplice! Attore? ma sù… che vuoi fare? I Cesaroni? a questo punto non so proprio che resta, forse l’unico sogno è quello di libertà, eh sì, correre in libertà in un campo di grano… ah no, quella è la pubblicità dei 5 cereali!!