A guardarlo così, fortuitamente, sigaretta al lato di una bocca quasi costantemente lineare, senza accenni di sorrisi, pelle incessantemente dorata dal duro lavoro all’aria aperta, capelli neri come la notte che lo portò in Italia, sembrerebbe proprio che quest’uomo sia un duro, un James Dean dei Balcani. Una persona sicura di sè, cuore di pietra, occhi fissi sull’obiettivo, sempre, mani pesanti come il cemento armato. Uno che non vorrei mai ritrovarmi contro in una lotta per la vita!
A guardarlo bene invece ci vedi tutt’altro… gli occhi fissi di chi non ha voglia di permettersi distrazioni oltre il lavoro; i vizi, i molti vizi, che sopperiscono all’assenza di una famiglia lasciata dall’altra parte del mare, e sopratutto una nuvoletta di fumo targato marlboro costantemente sopra la chioma spettinata e impolverata. Un uomo senza fronzoli, uno che si sveglia, lavora e poi si strugge senza capire bene per chi, o per cosa… vive così, una tirata di sigaretta alla volta, sforzandosi di mantenere, in quegli occhi sempre attenti, i luoghi dov’è cresciuto, le persone che l’hanno amato, i figli che non l’hanno mai conosciuto.
A parlarci invece senti l’eco… l’eco profondo di un uomo che dentro si è svuotato di tutto, sputando fumo e motivazioni… tabacco e ricordi… nicotina e vita… un vuoto costante.
Adesso, io non so di certo cosa caspita sia questa notizia. Certo è che l’uomo dei sogni me lo immaginavo un po’ meglio! Spero a questo punto di non sognare mai la donna dei sogni… casomai facciamo la donna dei MIEI sogni, a scanso di equivoci! Ad ogni modo una notizia veramente curiosa, forse troppo per essere vera, comunque molto originale e divertente. Se fosse vera sarebbe estremamente interessante capire perché avvenga… però sospetto più a un fenomeno web! Ripeto, non credendo possa essere vera: complimenti all’ingegnoso inventore di questa trovata.
Oggi stavo quasi per scrivere qualcosa di serio… poi mi hanno inviato questo video e mi sono dimenticato cosa volevo scrivere! In compenso mi è rimasto l’esilarante video che vi propongo. L’idea è quella di re-interpretare i cartelli di avviso presenti sugli aerei, ne avevo visti alcuni tempo fa sul sito di repubblica.it, ma letti con voce meccanica sono anche meglio… in realtà è un bel po’ che gira, però se i film di Totò fanno ridere anche oggi… anche questo ancora non è scaduto!
per vedere altre vignette: http://www.airtoons.com/
altri video di divieti divertenti: http://chebruttefigure.blogspot.com/
Prendi un giorno di ottobre… temperature autunnali? cappottino? magliettina a maniche lunghe? No… sole, caldo, bikini e castelli di sabbia, tanto che uno si domanda se non conviene prendere le ferie ad ottobre! Prezzi stracciati, temperature simili a quelle estive, nemmeno fossero MADE IN CHINA. Insomma una specie di appendice estiva, un prendi 3 paghi 2! Ti fai tutta l’estate e poi a ottobre c’è il 30% in più gratis di caldo!
Io odio il caldo… cioè, preso a piccole dosi va anche bene, non pretendo mica un agosto sotto zero (magari una volta lo proviamo) però capisco pure che se non fa caldo: addio mare, addio amici, addio vacanze, addio turismo, l’economia collassa, la gente è senza lavoro, le località di mare si ribellano chiedono l’autonomia gli viene negata si arriva alle armi, guerra civile e poi ci ritroviamo la Repubblica di Sardegna, lo stato città di Gallipoli, Il regno D’Elba, Lo Stato della Sicilia… insomma non ci conviene!
Per carità, teniamoci il caldo ad agosto e tutte le località turistiche annesse… purché il caldo sia circoscritto ad agosto, massimo massimo le prime 2 settimane di settembre! Su questo non tratto. Uno torna al lavoro, a scuola, alla vita normale e con noi anche il freddo torna al lavoro. Semplice. Lineare. Fattibile! Invece no… sudorazione a go go, volanti bollenti, e magliette estive ormai scolorite per i continui lavaggi! Uno vorrebbe combattere contro l’effetto serra, maledice il Global Warming e spera di ricucire il buco dell’ozono… speranze vane, che poi a pensare tutte queste cose da fare, sotto al sole, ti viene pure sete.
Allora, mentre ordini un bel the freddo al bar, la prendi con filosofia. Ti dici: “Ok Davide, questa è la situazione. Punto. Fa Caldo? Adeguati” e quando finalmente trovi la pace interiore e decidi di sfruttare il caldo a tuo favore, organizzando magari una bella partita di calcetto serale con gli amici, ZAC: Una mattina ti svegli, con le tue belle mezze maniche scendi le scale di casa, apri il portone e… ti riscopri in Antartide, con tanto di pinguini sull’autobus!
Adesso io capisco i luoghi comuni, le frasi fatte… la mezza stagione…ecc… Però signori, qui non si può andare a letto a mezze maniche e svegliarsi col piumino!
Questi giorni ho conosciuto un uomo. Un uomo anziano. Non so quanti anni abbia effettivamente, in età pensionabile comunque. Questo signore è nato in una famiglia ricca, padre imprenditore di successo che da giovane lavorò duramente e duramente insegnò la disciplina del lavoro ai suoi figli in modo che un giorno non dilapidassero il capitale che gli avrebbe lasciato. Questo signore col tempo è cresciuto, maturato. Divenuto ragazzo iniziò a lavorare col padre per poi mettersi in proprio guadagnando una fortuna immensa insieme ai suoi fratelli, ognuno ha preso poi la sua parte di eredità insieme alla cultura del lavoro lasciatagli dal genitore e l’ha investita, tutti con buoni risultati…tutti, tranne uno. Questo signore infatti non ha avuto buoni risultati, ma ottimi, straordinari. Ha colto l’occasione che la vita gli ha dato e ci ha lavorato sopra, aspramente, duramente, sempre. Alla fine è diventato un uomo di successo.
Quando l’ho conosciuto, però, la prima impressione mi ha “fregato”; infatti, vedendolo con una maglia impolverata, la fronte sudaticcia mentre scendeva dal camion delle consegne, mai avrei pensato di ritrovarmi di fronte al proprietario di tutta la ditta! Ha fatto il suo lavoro cordialmente, seriamente, precisamente. Poi finito il tutto: 2 battute, una pacca sulle spalle e via… di nuovo sul camion a fare altre consegne.
Solo qualche giorno dopo ho scoperto l’identità di quel normalissimo camionista… mi ha molto colpito. Siamo abituati a degli stereotipi vincenti molto diversi da quello offertomi da quest’anziano signore che ha fatto del duro lavoro e dell’umiltà il proprio credo. Se vuoi vincere nella vita devi lavorare duro. Sempre. Che ti sia andata bene o no. Se vuoi i risultati li devi annaffiare col sudore della tua fronte… e non con quello degli altri.
Cardini piccoli per far girare grandi porte. Uomini normali per risultati straordinari. Umiltà per grandi vite.
Penso che l’equilibrio nella vita sia fondamentale. Perché la vita infondo non è più spessa di una corda su cui dobbiamo camminare per cercare di arrivare in fondo, raccogliere l’applauso del pubblico e dire di aver raggiunto l’obiettivo. Le differenze ci sono, certo… la vita non ha reti di sicurezza e cadere è inevitabilmente fatale. Riuscire a districarsi nelle nostre passioni, tentazioni, amicizie, amori e delusioni non è facile, ma questo è quello a cui siamo chiamati: andare avanti, sempre.
Fermarsi significherebbe solo aumentare il rischio di cadere, fermarsi richiede ancora più equilibrio, e quando sei quassù non è semplice guardarsi intorno respingere le vertigini e trovare le risorse per trovare l’equilibrio per restare fermi, senza paure, senza incertezze… immobili. Meglio andare avanti, sempre. E’ bello come il creatore abbia collegato l’equilibrio ad una parte del nostro corpo: l’orecchio.
E già! Nell’orecchio c’è il segreto dell’equilibrio umano. Come una metafora che ci racconta di quanto nella vita sia importante ascoltare per trovare il proprio equilibrio. Ascoltare i consigli, ascoltare le storie, ascoltare chi ne sa più di te ascoltare per lasciarsi guidare… da tuo padre, tua madre, dal tuo miglior amico, da quel professore così bravo, da quel saggio vicino di casa, da tua moglie, da chiunque ti vuole bene, da Dio.
Non aspettiamo di rischiare la caduta, ogni giorno cerchiamo di ascoltare le voci “positive” intorno a noi, le voci di chi ci vuole bene, e domandiamoci se quello che ci dice è un capriccio o è per il nostro bene, perché la risposta a questa domanda ci chiarirà molte cose, come capire chi ti vuole veramente bene, capire se siamo forti abbastanza per andare avanti da soli, capire dove mettere i piedi per il prossimo passo, capire come restarci più a lungo possibile sopra quel filo. Ci sono tante voci che ci condizionano, non tutte sono buone… ma nell’equilibrio della vita c’è bisogno anche di questo: bene e male, luci e ombre, amici e nemici. Saper ascoltare e scegliere la cosa migliore è l’equilibrio che ci fa andare avanti.
A quasi un anno di distanza dal primo post siamo arrivati a quota 100! Saremmo potuti arrivarci molto prima se non avessi avuto una crisi di ispirazione negli ultimi mesi… ad ogni modo è un piccolo traguardo raggiunto. In occasione dell’anniversario vediamo le top ten del blog! Non grandissimi numeri, ne troppe visite, ma mi diverto a vedere le statistiche… :p
Record di visite in un giorno: 69 (in realtà è successo in 2 occasioni una a Gennaio e una a Febbraio)
il mese più visitato è stato Maggio con 585 visite
Febbraio è stato il mese con la media giornaliera di visitatori più alta: 21 al giorno
Oggi è il giorno che sarebbe potuto essere… e che invece non sarà mai. Oggi è il giorno che ho sognato per un tempo, oggi poteva essere il momento di esaltarsi, di gridare. Il programma prevedeva parate e fuochi d’artificio, corse e spensieratezza, oggi poteva essere il trasloco definitivo di vecchie paure, antichi retaggi, vecchie sfortune… ma oggi non è stato quello che pensavo, speravo, credevo. Per oggi ho lottato con tutte le mie forze, ho afferrato ogni speranza passeggera tenendola a me, ma non si può imprigionare un sogno, rinchiudere un’ambizione. Ed oggi è lo spettro di se stesso, oggi è quello che era ieri e che sarà domani, oggi è “solo” oggi.
Mentre il tempo passa, mentre la clessidra scandisce i granelli di vite che vanno, mentre sul calendario leggo solo numeri senza prospettive, senza senso… l’ombra di ciò che poteva essere copre le 24 ore come un fantasma di storie antiche e ne spezza la bellezza e la peculiarità. Parole e ambizioni affogano in un mare di pensieri bianchi e insoluti. Non accenderò fiamme oggi, ne le spegnerò, non dispenserò sorrisi e luci colorate, non ci saranno musica ne balli. All’orizzonte la calma, forse un tramonto, che onestamente, seduto su di una stuoia di apparenze osservo in solitudine, mentre a valle tutti corrono.
C’era una volta un piano, questo piano era sottile, come il cervello della Marini, o se preferite, come la difesa della Roma! Questo piano aveva una caratteristica fondamentale: divideva il sopra dal sotto, il primo piano dal secondo. Una funzione semplice, banale, ma svolta con grande dignità!
SOTTO, al primo piano, c’era un ragazzo, tipo me, anzi proprio ME! Che quel giorno, o meglio: notte, non aveva chiuso occhio, chissà per quale astruso sortilegio aveva passato una notte “a trivella” sul proprio letto, gira, gira, gira… più di Pizarro quando fa le finte (le finte… LA finta) più di quelle caspita di trottole di BEYBLADE (ai tempi miei i cartoni animati erano decisamente migliori). Questo ragazzo si era alzato ciclicamente con la scusa di fingere di avere un buon motivo di essere sveglio: andare al bagno, bere, andare al bagno, leggere un libro, bere, andare al bagno… e via dicendo… ma ad un tratto, come per magia sentì il MITICO tocco di Orfeo! e qualcuno dirà: e chi è orfeo? andatevelo a legge, ve dico io. Ad ogni modo, colpito violentemente dal sonno, alle 4.45 di mattina giaceva felice… e immobile…
SOPRA però una crudele strega, ma che dico strega,una CRETINA! Aveva proprio deciso di ignorare le leggi: civili, penali, civiche, morali, pubbliche,basilari, di bon ton, geografichee sopratutto dello stramaledettobuon vicinato! Questo poteva essere fatto in qualsiasi giorno dell’anno, in qualsiasi ora, in qualsiasi modo… ma NO, no, quella volta fu così, il tutto si svolse in QUEL momento e in QUEL luogo con crudele determinazione.
ore 6.00 di un sabato mattina “qualunque” ma drammaticamente specifico, lui, sotto, non ancora entrato nella fase REM ma che da lontano ne rimira l’ingresso… lei, sopra, appena sveglia, misteriosamente calza già scarpe coi tacchi… apre e chiude un armadio ripetutamente (neanche fosse la fermata della metro di NARNIA) getta a terra oggetti non identificati ma rumorosi, fa avanti indietro, avanti, sopra, indietro, avanti, due salti, guarda in sù, guarda in giù dai un bacio a chi vuoi tu… il tutto, e questo è veramente spaziale, seguita da un rognosissimo cane di taglia medio-piccola MA con le unghie più lunghe che la zoologia moderna ricordi!
SOTTO… ODIO PROFONDO e INSULTI PESANTI, pesanti come un gol in zona cesarini, pesanti come la donna cannone, pesanti come essere lasciati dalla tua ragazza, il giorno del tuo compleanno, per colpa del tuo migliore amico mentre sotto va un pezzo di Marco Masini, pesanti come LA CICCIONA DEL PIANO DI SOPRA!
Dopo una prolungata tortura il ragazzo cambia stanza, si butta sul divano e… boom, riecco Orfeo (mo lo sapete tutti chi è! No, No MORFEO quello gioca nella cremonese, lasciatelo perde) ma la perfida cret.. strega, se ne accorge e inizia di nuovo il teatrino (ma quanti armadi c’hai a casa?) nella stanza sopra a quella del ragazzo “e allora dillo che ce l’hai co’ me…!”
ore 7.42 si sente un boato, è come una porta sbattuta… aspetta… E’ PROPRIO UNA PORTA SBATTUTA! poi tacchi per le scale… un portone si chiude e… è tornato il silenzio…
Mi piace molto Johnny Depp, ma anche Tom Hanks, Marlon Brando, ma anche Al Pacino, Robert De Niro… mi piacciono gli attori che si sanno trasformare ed adattare ad ogni ruolo! Forse è per questo che Tom Cruise o Stallone non mi piacciono molto… sia che stiano saltando con una ferrari sopra uno strapiombo alto centinaia di metri o che siano dei giovani e brillanti avvocati… sono sempre uguali!
Saper coltivare un ruolo non è cosa facile! Saperlo caratterizzare, creargli un contesto, una psicologia, una mimica, distingue un attore… da un grandissimo attore. La capacità di far vivere le emozioni, di riprodurre la vita “in laboratorio”, se mi passate la metafora, di creare sinteticamente un uomo è veramente un’arte rara. Saperlo fare fa la differenza.
Trovare il proprio ruolo è fondamentale, saperlo “calzare” lo è ancora di più… esempio: io non sarò mai un ballerino nella vita! Però posso fare il grafico! Bisogna trovare la propria identità e plasmarla, creare il nostro ruolo, non sto parlando di creare maschere falsissime da indossare a seconda del luogo, no per carità, sto parlando di riuscire a capire cosa fare nella vita, anche con spirito di adattamento, da ruolo a ruolo… infondo abbiamo tutti molteplici ruoli, siamo figli, genitori, fratelli, lavoratori, sportivi, tifosi, autisti, amici ecc… l’importante è interpretare la vita con lo spirito giusto, in maniera magistrale.
Certo un padre non può essere come un datore di lavoro, e un amico non può essere trattato come un vicino di casa, ogni ruolo ha le sue caratteristiche, ma tutti devono avere un comune denominatore: la bravura. Dobbiamo essere bravi nei nostri ruoli, coerenti e saperli interpretare nel migliore dei modi, solo così ci potremo dire soddisfatti quando finirà il film… con buona pace degli spettatori!
Magari ci scappa pure l’oscar… :p
(manco vi sto a dire che il miglior regista per me è GESU’!)