La Meglio Gioventù, (2003) di Marco Tullio Giordana
Archivio per marzo 2010

Bebe – Siempre me quedarà(traduzione) – Ska de la tierra – Me Fui
marzo 19, 2010Bebe è conosciuta in Italia sopratutto per il suo singolo “Malo” che nell’estate del 2006 si impose come tormentone, sicuramente per il ritmo ripetitivo, che entra in testa facilmente, e non certo per la tematica non certo da canzonetta, infatti “Malo” parla della violenza sulle donne… non certo una canzoncina insomma. Questa ragazza ha comunque fatto molto di più di un tormentone estivo, non si tratta di una cometa senza qualità, il suo primo album (Pafuera Telarañas) del 2004 è pieno di pezzi che mi piacciono molto, uno di questi è: Siempre me quedarà. L’altro che vi propongo è “Ska de la tierra” che come da titolo è un pezzo ska, trascinante e divertete, aumenta di velocità ad ogni ripetizione, parla del benessere della terra, dell’ecologia, un altro bel tema. Bebe ha inoltre intrapreso anche la carriera cinematografica ed è comparsa in diverse pellicole spagnole, tornando però poi però alla musica nel 2009, con il secondo album “Y.”. Per finire anche l’ultimo singolo: “Me fui”… che come vedete ha una differenza sostanziale dagli altri video: Bebe ha scoperto che l’estetista può sistemarle le sopracciglia!
Siempre me quedará
Cómo decir que me parte en mil
las esquinitas de mis huesos,
que han caído los esquemas de mi vida
ahora que todo era perfecto.
Y algo más que eso,
me sorbiste el seso y me decían del peso
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
Me cuesta abrir los ojos
y lo hago poco a poco,
no sea que aún te encuentre cerca.
Me guardo tu recuerdo
como el mejor secreto,
que dulce fue tenerte dentro.
Hay un trozo de luz
en esta oscuridad
para prestarme calma.
El tiempo todo calma,
la tempestad y la calma,
el tiempo todo calma,
la tempestad y la calma.
Siempre me quedará
la voz suave del mar,
volver a respirar la lluvia que caerá
sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
En la voz suave del mar,
en volver a respirar la lluvia que caerá
sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
Sempre mi rimarrà
È come dire che gli angoli delle
mie ossa vanno in mille pezzi
che sono caduti gli schemi dalla mia vita
adesso che tutto era perfetto.
e c’è di più di questo, mi hai bevuto il cervello
e mi dicevano del peso di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume
di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume
mi costa fatica aprire gli occhi
e lo faccio a poco a poco
non sia mai che ti trovi ancora vicino
custodisco il tuo ricordo
come il miglior segreto
perché fu dolce averti dentro
c’è un pò di luce in questa oscurità
a darmi la calma
il tempo tutto calma, la tempesta e la calma
il tempo tutto calma, la tempesta e la calma
sempre mi rimarrà la voce dolce del mare
ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te
penserò alla voce dolce del mare
al ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te
è come dire che gli angoli delle
mie ossa vanno in mille pezzi
che sono caduti gli schemi dalla mia vita
adesso che tutto era perfetto.
e c’è di più di questo, mi hai bevuto il cervello
e mi dicevano del peso di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume
di questo mio corpicino
che si è trasformato in fiume
sempre mi rimarrà la voce dolce del mare
ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te
penserò alla voce dolce del mare
al ritornare a respirare la pioggia che cadrà
sopra questo corpo e bagnerà il fiore che cresce in me
e tornerò a ridere e ogni giorno penserò di nuovo a te
Ska de la Tierra
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa que ya no la quieren.
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa que ya no la quieren.
Y es que no hay respeto por el aire limpio
Y es que no hay respeto por los pajarillos
Y es que no hay respeto por la tierra que pisamos
Y es que no hay respeto ni por los hermanos
Y es que no hay respeto por los que están sin tierra
Y es que no hay respeto y cerramos las fronteras
Y es que no hay respeto por los niños chiquininos
Y es que no hay respeto por las madres que buscan a sus hijos.
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa que ya no la quieren.
La tierra tiene fiebre
Tiembla, llora, se duele del dolor más doloroso
Y es que piensa q ya no la quieren.
Y es que no hay respeto y se mueren de hambre
Y es que no hay respeto y se ahoga el aire
Y es que no hay respeto y yo y lloran mas madres
Y es que no hay respeto y se mueren de pena los mares
Y es que no hay respeto por las cosas de los pueblos
Y es que no hay respeto desde los gobiernos
Y es que no hay respeto por los coches mininos
Y es que no hay respeto y el mundo se prendió…
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor que le cure la penita que tiene.
Aah-aah
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre
La tierra tiene fiebre necesita medicina
Y poquito de amor q le cure la penita q tiene.
Aah-aah
Y es que no hay respeto por el aire limpio
Y es que no hay respeto por los pajarillos
Y es que no hay respeto por la tierra q pisamos
Y es que no hay respeto ni por los hermanos
Y es que no hay respeto por las cosas de los pueblos
Y es que no hay respeto desde los gobiernos
Y es que no hay respeto por los coches mininos
Y es que no hay respeto y el mundo se prendió…
Me Fui

Davidissimo risponde (Marzo2010)
marzo 17, 2010Riecco le frasi ricercate sui motori di ricerca per arrivare al blog… (la qualità delle ricerca continua a calare… o a crescere, dipende dai gusti). Eccole qua:
itajano porno – A me me pare romano, più che itajiano!
vignette divertenti da condividere su facebook – Ma esci de casa, goditi la vita… e nun rompe l’anima su facebook co sti link!
vignette sui vicini di casa – I tuoi vicini? E chi li conosce?
commenti blog bellissimi sull’amicizia – Bellissimi addirittura…
di che cosa parla amico è – Secondo te?
chi disse non si nasce imparati? – Non credo sia una citazione colta…
se fossi un personaggio famoso – Non starei qui!
come faccio a farmi notare da un ragazzo – Gli uomini cercano come “attaccare bottone con una ragazza” lei giustamente non si può esporre… si deve far notare! Poi uno dice l’emancipazione! :p
cerco amica che a il marito guardone – Trovarti un marito tutto tuo invece? Come la vedi?
tom cruise basso – A occhio non sembra molto alto in effetti…
quando ti sento ho i brividi – Spero in positivo!
anna oxa mastica la gomma – Anche io ogni tanto…
nick vujicic testimoni di geova – Ma anche no…
cosa dice papa dei idoli – Qui, senza voler essere cattivo, sulla lista era capitato sotto questa voce la frase: “più ce n’è meglio è”
davidissimo infante – Ma in che senso? Sono immaturo?
il paese piu drogato – Boh… Colombia?
che mondo sarebbe senza sardegna – Ahaha ma dai…
la mucca mangia o rumina l’ erba – Questo è il risultato dei tagli alla ricerca…
l’amico è qualcosa – Beh, sì… è meglio di niente!
il meglio grissini d’italia – A me sembrano tutti uguali!
malika ayane grande – sì, sì è brava
una persona che ti dà bidone continuazio – Ti serve google per capire che è meglio lasciarlo perdere??
corso di cagate – Addirittura?!
dario baldambenbo non mi ama piu – Nooo… mi dispiace, eravate una così bella coppia!
ma che cagate guardo – Se non lo sai te… aspetta! Ma è riferito al blog?!
proverbio l’amici restano amici – Non mi sembra un grande proverbio
buco nello zono vera immagine – G E N I O !
uccellino che beve al mare – Ma perché?!
sognare estranei in casa – Non è che stavi in dormiveglia ed erano ladri?
donne spiate a cagare – Ognuno ha i suoi hobby…
Anche per oggi è tutto, spero di essere stato utile a qualcuno, e ricordate, se avete domande non mandatemele, scrivetele su google!

Tra sogni e realtà
marzo 3, 2010
“qui soffocherò presto” pensava, allargandosi col dito il colletto della camicia stretta dalla cravatta. Davanti a lui lo schermo piatto di un computer di ultima generazione; come immagine di sfondo la foto dell’ultima vacanza, la fissava attentamente come a poter riviverla con la forza del pensiero. La luce bianca e fastidiosa del neon evidenziava con crudeltà l’assenza di finestre all’interno della stanza. Fogli sparsi un po’ ovunque sulla scrivania ricordavano vagamente il caos delle sue idee in quel momento, il disordine nella sua vita. La sua maledizione era il ricordo di un posto lontano, di una vita diversa, di ambizioni umane e non aziendali. Il ronzio della ventola coperto dal suono dei suoi pensieri, le onde del mare, il rumore del vento; i piedi stretti in scarpe strette e lucide proprio non ricordavano quella sabbia finissima e le lunghe passeggiate scalzo. Sogni si accalcavano nei suoi occhi, sembrava quasi di sentirlo l’odore del mare da dentro quell’ufficio, il sapore del sale sulle labbra, istintivamente si leccò i baffi, come se quel sale lo potesse sentire sul serio. Troppi sogni tutti insieme, a discapito di una realtà da incubo, fanno male… e così sugli occhi un velo di lacrime, un insopportabile utopia. Sogni che passano, fuggono, se ne vanno per sempre… come un fiume in piena, impetuoso, maestoso, spaventoso. Le mani sul volto a destarsi, un respiro profondo. Meglio fare due passi. Nel lungo corridoio aveva la sensazione di trovarsi in un buker, centinaia di metri sotto terra. Gli altri colleghi sembravano una manica di zombie, automi che ciclicamente svolgono le stesse mansioni, a volte si fa fatica a capire quale dei due sia la macchina, quella con la tastiera, o quella davanti lo schermo…. i click del mouse, il rumore delle tastiere pigiate, il suono di sogni infranti, di vite sacrificate ad un ideale da quattro soldi come la plastica che circonda tutti quegli aggeggi elettronici, e per giunta di qualcun altro. L’odore di sigaretta, il rumore della macchina del caffè, le bestemmie del principale… quanti modi ha l’uomo per mentire a se stesso, e per distrarsi da una vita avara di motivazioni? Appoggiò il braccio su l’unica finestra del corridoio, e poi ci si abbandonò anche con la testa… da lì vedeva il parcheggio, il cemento, l’asfalto… guardò l’orizzonte, con la vana speranza di sognare il mare… c’era solo smog. In lui una domanda profonda e lacerante: “sono stato creato per questo?”
Affacciata a quella finestra guardi l’alba già da un po’. Oggi è il grande giorno e tutto è pronto per la festa. Le stelle nel cielo piano piano si spengono, ed una ad una cedono il passo al timido sole autunnale. I tetti, le antenne e il cubismo della città con il suo abusivismo disordinato, attraverso al vetro, si specchiano nella tua silhouette.

Solitamente tendo ad informarmi prima di andare ad una mostra, per sapere almeno le opere che vedrò, questa volta non l’ho fatto, un po’ per la decisione presa così “al volo” un po’ per godermi a sorpresa la grandezza di uno dei pittori più bravi e popolari della storia. Non passa molto tempo infatti prima che rimanga nuovamente senza fiato… nella seconda sala mi “imbatto” immediatamente in uno dei miei quadri preferiti di Caravaggio:
a famosissima
La cosa più difficile quando cadi, non è rialzarsi, ma andare avanti. Puoi capitombolare a terra, rovinosamente, dolorosamente, ma appena ti fermi il primo istinto è rialzarti, sempre, anche quando fa male. Non possiamo rimanere con la testa sott’acqua troppo a lungo, senza respiro; naturalmente tendiamo a rinascere, a nuotare verso l’alto, per prendere anche solo una boccata d’aria per andare avanti… ancora un po’. Cadere fa male, ma rialzarsi e rendersi conto di aver paura di cadere ancora è una sofferenza ancor più sottile. Le gambe si fanno pesanti, i dubbi martellanti, ogni passo diventa insicuro, una prova insormontabile, un esame continuo… la pressione sembra insopportabile, e il respiro diventa affannato… la vista si annebbia, la vita così è un inferno che peggiora passo dopo passo.
L’odio può essere un veleno pericoloso, se non indirizzato verso le giuste cose… è addirittura positivo odiare a volte: odiare l’ingiustizia, odiare la cattiveria, odiare l’odio. Roba da maneggiare con cautela. L’odio si insidia piano piano annidandosi nel cuore, nella mente, nei gesti. Lo si scorge nell’invidia e nella gelosia, nella rabbia e nella cecità di alcuni comportamenti. Ci mette un po’ ad inibire la pazienza, l’amore e l’amicizia. L’odio porta alla morte di tristezza, di solitudine. L’odio non ha giustificazione se non l’egoismo. Sottovalutarlo è facile. Estinguerlo molto complicato. Lo immagino come una densa composizione nera e gelatinosa che prende lentamente possesso delle vene, mischiandosi al sangue, e annullandone il calore, raggela i sentimenti più belli, raffredda le emozioni. Sotto forma di menefreghismo spegne ogni tentativo di recupero. L’odio non ha ragione, mai, perché l’odio la ragione oscura coprendo di nero anche gli occhi e la lucida imparzialità. L’odio è complottista, squallido e aberrante. L’odio ostruisce l’anima fino a che null’altro la possa riempire. L’odio è la morte, la morte dei sensi, dell’amore, dell’uomo.




