Archivio per febbraio 2010

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Senza Un Frammento (Faltando Um Pedaço) – Fiorella Mannoia e Djavan

febbraio 25, 2010

Djavan è uno dei cantautori brasiliani più bravi e conosciuti, sono molte le sue canzone da ascoltare assolutamente, un poeta che con ritmi a volte dolci, a volte più movimentati, riesce a far breccia nel cuore di chi ascolta, anche se non capisce perfettamente il portoghese. Un suo pezzo del 1981 , “Faltando Um Pedaço”, è stato ripreso, tradotto e riarrangiato, dalla nostra Fiorella Mannoia a fine 2006 nell’album “Onda Tropicale” un cd omaggio alla musica brasiliana in cui la Mannoia, grande appassionata del genere, canta le canzoni più belle in duetto con i grandi della musica di oltre oceano. Stasera vi propongo “Senza un frammento”… buon ascolto:

L’amore è un grande laccio
un passo verso l’insidia
un lupo in corsa nel branco
per alimentar la famiglia.
Il suo arrivo è come rugiada
lacrima in fuga tra le ciglia
tanto uccide quanto placa il
dolore di una figlia.

E l’amore è come un lampo
che cavalcando una sfida
travolge terre e inonda valli
con le sue elettriche dita
Chi seguirà la sua traccia
si perderà nel cammino
nella purezza di una rosa
o in solitudine di spino

O amor e a agonia
Cerraram fogo no espaço
Brigando horas a fio
O cio vence o cansaço
E o coração de quem ama
Fica faltando um pedaço
Que nem a lua minguando
Que nem o meu nos seus braços

L’amore e l’agonia
serrano il fuoco e lo spazio
lottando senza respiro
vincendo i sensi e lo strazio
e il cuore di chi si ama
rimane senza un frammento
come luna che si affaccia
come me tra le tue braccia.

Qui l’originale di Djavan:

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La ragazza del muretto

febbraio 24, 2010

Non era solo una questione di estetica, no, no anzi l’estetica era uno dei metri di giudizio che per ultimo sembrava  bussare ai suoi occhi; per carità quella ragazza appoggiata al muretto in attesa dell’autobus davanti a lui, che svogliatamente si appoggiava al palo della fermata, era veramente un angelo, ma non si trattava di questo. Era la sua fantasia che per prima cosa gli saltò agli occhi, non ci aveva mai scambiato una parola, eppure lo sapeva, lei era una creativa, una donna piena di fantasia, era evidente guardando la luce nei suoi occhi accendersi leggendo le pagine del libro che costantemente teneva in mano nell’attesa; come la luna si specchia nel sole per poter brillare, così i suoi occhi nocciola, profondi e visionari, riflettevano un mondo che solo lei riusciva a vedere davanti a se. Il suo sorriso spontaneo e imperfetto era la cosa che più di tutte si era impressa nella sua mente, la notte spesso era l’ultimo pensiero cosciente prima di abbandonarsi a sogni che avevano sempre lei come protagonista e che lui aveva l’impressione di non dimenticare mai al risveglio, non come tutti quelle altre banalissime fantasie notturne su chissà quali altri soggetti accatastati lì nelle nostre menti senza un motivo apparente. Il trucco raramente  sfoggiato, e comunque sempre e solo accennato, per esaltare i suoi lineamenti essenziali, le scarpe basse, i vestiti vissuti e soggetti ad una moda solo ed esclusivamente sua, le mani delicate che nello sfogliare le pagine sembravano scandire le note di un’arpa, la sciarpa colorata intorno al collo con il riflesso del tiepido sole invernale creava una cornice che ne esaltava la pelle candida, la voce spezzata dalla timidezza anche solo per rispondere a qualcuno che chiedeva l’ora, il naso all’insù, i capelli castani ricci e selvaggi di cui segretamente lui studiava la trama che lo riconducevano, come piccole scale a chiocciola, al suo viso così bello e vivo, come un quadro di Monet…

Mentre la pioggia iniziava a cadere, mentre il sole splendeva, mentre tutti correvano, mentre non si muoveva una foglia, lei era sempre lì in un mondo esclusivamente suo e in cui lui ogni notte sognava di entrare, ma da cui ogni mattina sistematicamente usciva quando la vedeva lì appoggiata ad un muretto con un libro in mano, troppo bella per non essere un sogno.

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Ironia della sorte!

febbraio 20, 2010

Alberto Sordi

Ti accorgi dell’ironia della vita solo quando la vedi sorridere… ma poi ti accorgi che si tratta di un ghigno beffardo e non un sorriso materno… te ne accorgi quando quella tua amica tanto “per bene” (apparentemente) ti dice “picche” e si mette con uno che ha il doppio dei suoi anni, incontrato in un chat dove ci si spoglia in web cam! Te ne accorgi quando studi per tutta la notte arrivi all’esame e prendi meno di quel tuo amico che ha studiato meno della metà di te! Te ne rendi conto ogni volta che ti decidi a comprare un biglietto aereo, dopo aver aspettato due mesi che il prezzo calasse un po’, e il giorno dopo la stessa compagnia fa un’offerta pazzesca. Sospetti che l’ironia sia rivolta contro di te ogni volta che sull’autobus incontri il controllore proprio quel giorno in cui non hai il biglietto! Realizzi l’ironia quando incontri il tuo amico con lo maglietta uguale alla tua e alla domanda: “quanto l’hai pagata?”  risponde con un prezzo decisamente inferiore al tuo. Capisci che c’è un complotto ai tuoi danni quando per giorni ti domandi come caspita si chiamasse quell’attore, citato in un’inutile discussione in comitiva, e dopo giorni ti viene in mente ma… ti distrai un attimo e te lo ridimentichi! Quando cerchi lavoro e c’è la più grave crisi economica dal 29′ ad oggi, quando ti innamori sempre della persona meno interessata a te, quando le persone che meno ti interessano si innamorano di te, quando a calcetto perdi sempre all’ultimo minuto,quando ti metti in malattia esci un attimo e incontri il tuo principale, quando tifi Roma e dopo due vittoria si parla di scudetto e a fine stagione non lo vinci mai (argh! questa fa male)! Quando sei in macchina e finisci sempre dietro un camion in salita, quando ti serve la metro ed è sciopero dei mezzi, quando esci la mattina e c’è il sole ma a metà strada scoppia un acquazzone e sei senza ombrello! Quando anche le suore ti fanno le prepotenze agli incroci, quando cerchi di fare da paciere tra due amici e alla fine litighi con entrambi (e rispettive famiglie), quando in vacanza esci con delle ragazze solo per fare felici i tuoi amici e ad un tratto ti trovi a parlare con tre appendiabiti e alle tre di notte per rientrare a casa attraversi le campagne sarde sassi alla mano per difenderti dai cinghiali! Quando da piccolo hai rifiutato la più brutta della classe e da grande la riincontri ed è un angelo…  Capisci sopratutto l’ironia quando, facendo un elenco, viene da ridere anche a te! :)

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Her Morning Elegance / Oren Lavie

febbraio 18, 2010

Da ieri pomeriggio mi sono letteralmente incastrato, ingrippato, inchiodato su questo video! E’ troppo bello! Realizzato con la tecnica “stop-motion” (ovvero foto x foto, come si faceva un tempo con i cartoni animati) è l’esempio perfetto di come l’idea sia regina all’interno di una realizzazione. Il regista/cantante del video è Oren Lavie, cantautore israeliano, musicista e attore di teatro… un tipo completo! E per realizzarlo ci sono volute ben 2096 singole fotografie di cui è possibile acquistare uno scatto originale su questo sito: http://www.hmegallery.com.  Il video ha avuto un successo strepitoso su you tube dove è stato visto più di 10.000.000 di volte! Un video incantevole e poetica, oltre che originale. Complice del successo è Shir Shomron la rossa modella di origine israeliana che compare nel video. Per rendersi conto della fluidità della realizzazione basta vedere su youtube le altre riproduzioni “fatte in casa” di “her morning elegance” da tutto il mondo. Buona visione!

Sun been down for days
A pretty flower in a vase
A slipper by the fireplace
A cello lying in its case

Soon she’s down the stairs
Her morning elegance she wears
The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
…Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
…Nobody knows

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain As it pours
And she fights for her life
Where people are pleasently strange
And counting the change
And She goes…
…Nobody knows

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Davidissimo risponde… di nuovo

febbraio 15, 2010

Lo so, lo so… ho lasciato da parte troppo tempo questa rubrica meravigliosa, in questo lungo anno non ho messo alcune “domande” meravigliose… cercherò di rifarmi, intanto vi metto le ultime ricerche dai motori di ricerca per arrivare sul blog…

cosa fare se un amico rinfaccia? Canncellalo da Facebook questo zozzone!

l’equilibrio nella vita ?? ahaha assurdo, eh ??

e diverso essere amico e fare l’amicoBeh, direi di sì… ti serviva una conferma??

sesso matto animali. sesso matto per tipi matti, non capisco come sia finito qui sopra!

ettore giovannelli si è sposato. Ah sì? Auguri….

storiella con morale di cacca. Chide a Berlusconi… ne sa una montagna!

tennis strano Starà passando un momento difficile…

maschera darth fener carnevale ti prego, mandami una foto!

costume di carnevale fai da te di lupin Cosa ti serviva da capire?

cagare a scuola In 13 anni di onorata carriera scolastica non ho mai ceduto alla tentazione, mi dispiace!

Anche per oggi è tutto, spero di essere stato utile a qualcuno, e ricordate, se avete domande non mandatemele, scrivetele su google! (cercherò di aggiornare la rubrica più spesso!Promesso!)

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Settimana della famiglia, l’adolescenza.

febbraio 9, 2010

II giornata della “Settimana della Famiglia” : l’Adolescenza

Dina e Sichem, Ammon e Tamar”. Chi sono Dina e Sichem e Ammon e Tamar? Possiamo trovare le loro storie nella Bibbia, nel vecchio testamento, e più esattamente in Genesi 34 e 2 Samuele 13:29. Queste due storie sono veramente crude, forse

tra le più drammatiche di tutta la Bibbia, infatti sono due storie di ragazzi, di giovani, due storie di violenza, di stupro e infine di morte. Sono tuttavia drammaticamente attuali, basti pensare alle notizie che ogni giorno possiamo ascoltare in qulsiasi TG. I giovani sono una risorsa fondamentale in qualsiasi ambito della società, sono il futuro, ed è quindi importantissimo tutelarli e riuscire a garantire ad ognuno una corretta formazione e una crescita sana, con principi e ideali forti. Questo compito appartiene per lo più alla cellula fondamentale della società: la famiglia.

La famiglia infatti è l’unica istituzione in grado di garantire ad un giovane una formazione di cui anche la società potrà godere. Per farlo è assolutamente necessario porre delle basi solide, che possano servire nel corso della vita di ogni ragazzo, a dargli una stabilità ed una consapevolezza che lo tengano lontano da situazioni di pericolo o dannose, quello che si insegna ad un giovane, insomma, sarà la base per la vita dell’uomo che diventerà. Anche la Bibbia insegna chiaramente questo concetto, così in Proverbi 22:6 possiamo leggere:

Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio.

Tuttavia anche questa “semplice” e naturale azione di protezione dei figli, oggigiorno, sembra diventata impossibile nella complessa situazione sociale in cui ci troviamo, con genitori spesso costretti a lavorare e presi da mille situazioni, che praticamente “scaricano” i ragazzi da nonni, zii, cugini, amici e talvolta li lasciano anche soli, in balia di cattive amicizie. Ma questo non è naturale, il giovane ha bisogno di essere seguito, ha insomma bisogna di una figura che lo educhi e lo limiti, infatti sempre in Proverbi 22:15 troviamo scritto:

La follia è legata al cuore del fanciullo, ma la verga della correzione l’allontanerà da lui.

Con questo si intende che il cuore umano tende naturalmente verso il “proibito” se non viene opportunamente educato, la ribellione è insita nel nostro cuore. La responsabilità di educare spetta ai genitori, questa è la loro funzione sociale, e questo è il motivo per cui Dio affida le nuove generazioni alla cura dei genitori, questo è rappresentato dalla “verga” che ha un triplice significato, anche in virtù delle diverse traduzioni possibili dall’originale ebraico. Da una parte è il simbolo dell’educazione, della disciplina (non ovviamente che la Bibbia insegni a percuotere i figli!), ancora significa “canna, stecca” e suggerisce l’idea dello stecco che viene utilizzato per far crescere dritte le piante prima che mettano radici, ed infine significa “scettro” e rappresenta l’autorità che i genitori devono esercitare sui propri figli, questo non significa padroneggiare sulla prole ma essere in grado di dire anche “no” quando necessario e di non soccombere sempre e comunque al viziare i figli.

La presenza dei genitori nella vita dei figli insomma è assolutamente necessaria e indispensabile. Ma questa spesso viene a mancare in nome di un’apparente necessità economica che nella maggior parte dei casi, però, è sinonimo più di consumismo che di un reale bisogno, si tratta spesso di scuse, di scelte ben precise insomma. Basta fermarsi un attimo e valutare se veramente quei soldi in più, di solito causa dell’assenza, sono così necessari o si potrebbero sacrificare in nome dell’amore per i figli, basta dare un’occhiata in casa propria per rendersi conto come il consumismo sia spesso messo prima dei figli: abiti firmati, scarpe mai utilizzate, pc sempre aggiornatissimi, cellulari di ultima generazione, ecc… sono l’esempio perfetto di cose di cui potremmo benissimo fare a meno per dedicare più tempo alla famiglia. Guardiamo un attimo ai nostri padri, ai nostri nonni, persona semplici, che non vivevano nel benessere eppure erano felici, soddisfatti della vita, non avevano depressioni, non avevano scompensi emotivi, e hanno cresciuto famiglie numerosissime con poche risorse.

Non sottovalutiamo l’importanza dei genitori nella vita dei figli, la presenza costante, l’aiuto e il supporto. Le storie che abbiamo letto hanno per protagonisti ragazzi “per bene”, cresciuti in famiglie sane, proprio come spesso capita di leggere sui giornali. Com’è possibile? Bullismo, fumo, droga, violenze sessuali, suicidi (un recente sondaggio sosteneva che il 25% dei giovani pensi almeno una volta suicidio, numeri spaventosi) dovuti alla noncuranza di genitori distratti a lavorare con la scusa di dover lasciare qualcosa ai figli, mentre la cosa più preziosa da lasciare loro sarebbero ideali, principi e una formazione su cui costruire la propria vita. Ragazzi spesso abbandonati che fanno del “gruppo” il loro unico punto di riferimento, e, in assenza di ideali, il loro unico scopo di vita. Ragazzi senza ideali che soccorrono altri ragazzi senza ideali. In tutto questo le famiglie dove sono? E’ di queste il ruolo di aiutare a scegliere le amicizie, a capire i valori della vita, l’importanza dell’integrità.

Dio ci ha lasciato dei chiari insegnamenti riguardo alla cura dei figli, su come proteggerli, su come passare tempo con loro, su come non abbandonarli alla TV, a internet, ma di seguirli di istruirli, valorizzarli ed educarli. La Bibbia ci dice in 1Re 1:6 che Davide non sapeva dire di “no” ai propri figli, e questo fece di lui un pessimo genitore che ha dovuto assistere a stragi familiari pesantissime. L’amore, con l’educazione ed il sostegno sono tutto ciò di cui i ragazzi hanno bisogno, e la famiglia è l’unica istituzione che può aiutarli in questo.

scritto per: www.buonanotizia.org

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Un tubetto di ricordi…

febbraio 3, 2010

No alla casta! Sì alla pasta! Grazie capitano! :)

Un ricordo lo si associa spesso ad una immagine vista, ad un odore respirato, ad una canzone… e perché no? Ad un sapore. Quel meraviglioso sapore che può avere una cena insieme, un piatto squisito… eppure di te ho un ricordo proprio strano. Non una poetica immagine, una musica soave… ma un sapore, il sapore del tuo dentifricio. Strano… strano fino ad un certo punto. Perché in fin dei conti sono le piccole cose il segnale più evidente di una conoscenza profonda. Tutti sappiamo le cose più importanti di una persona, di un fatto… sappiamo che Cristoforo Colombo “scoprì” l’America, che era il 1492, che era nato a Genova… ma non sappiamo che numero di scarpe portasse, quale fosse il suo ricordo più bello, la paura più grande, o che marca di dentifricio avrebbe usato se fosse vivo oggi! Sono i dettagli quelli che fanno la differenza. Tutti di te riconoscono il profumo, il colore dei capelli, ricordano il suono della tua voce; qualcuno conosce i tuoi segreti, le tue ambizioni e ha sentito raccontare più volte i tuoi sogni. Ma in quanti sanno che dentifricio usi? No, veramente… in quanti? Il numero cala vertiginosamente. Perché questi sono quei piccoli grandi innocentissimi segreti che ognuno di noi ha… e che io conosco di te, perché con te ho vissuto, con te ha sofferto, con te mi sono svegliato. Lo ammetto, mi fa un po’ strano pensare a te ogni volta che sento il sapore della “pasta del capitano” ma che ci posso fare? Davanti ad uno specchio, stordito dal sonno mattutino, o stanco per una lunga giornata, fisso il mio riflesso con lo spazzolino in bocca, e dente dopo dente, rivedo quei mille momenti insieme. Ricordi indissolubili sempre freschi… e alla menta, nella mente. E’ buffo guardarmi in pigiama con la schiuma bianca alla bocca, esattamente come da bambino, e sentire il suono delle setole tra i denti mentre nella testa rivedo quelle scene a casa tua, prima di andare a dormire dopo serate divertenti, dopo serate noiose, dopo serate normali. Dettagli che solo io, e pochissimi altri, possiamo sapere… sapore di menta e fluoro. Ridacchio e apro l’acqua. Mi sciacquo la bocca, mi riguardo allo specchio… quel sorriso ebete di chi sta pensando ad un bel ricordo è rimasto lì, sulle mie labbra. Non è poi così male ricordarsi di te tre volte al giorno…

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Un’altra storia d’amore

febbraio 2, 2010

Continua la serie di video fatti in casa… questo in particolare per un evento: la settimana della famiglia.

Un incontro fortuito, un feeling immediato, una storia d’amore, due vite che si uniscono, il matrimonio e poi? solo un’altra storia d’amore? O è veramente UN’ALTRA STORIA d’amore?

buona visione

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