Sono stato molto colpito dalla notizia apparsa in questi giorni sui vari quotidiani nazionale ed europei, riportata anche su questo sito, a proposito delle campagne pubblicitarie sui bus delle maggiori città del vecchio continente a favore dell’ateismo (o contro Dio?). L’idea di pubblicizzare l’ateismo mi ha lasciato dentro qualcosa, una sorta di amaro in bocca. Sono credente e come me altri miliardi di individui nel mondo condividono l’idea che ci sia qualcuno al di sopra di questa realtà, ma non voglio certamente mettermi a sfidare gli atei sui reciproci “credo”, non mi interessa e francamente persone molto più preparate di me hanno già affrontato l’argomento in passato e lo faranno sicuramente ancora in futuro. Più tosto tutta questa situazione ha creato in me un riflessione di vita cristiana e mi è tornato in mente quel verso dell’apostolo Paolo,in 1 corinzi 9, in cui paragonandosi ad un’atleta dice: “Quelli lo fanno per una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile”. Ora, tornando alla notizia, la cosa che più mi ha colpito in tutto ciò è stata la modalità con cui il messaggio viene diffuso, non il contenuto stesso. Una “tattica” di diffusione simile me la sarei aspettata più da una chiesa più tosto che da un’associazione di atei, mi vengono in mente campagne evangelistiche fatte di marce e cortei, spazi pubblicitari usati su giornali e media, ecc… Come mai ora ad “evangelizzare” non siamo più noi credenti ma gli atei? Cos’è ci è successo? Mi manca un passaggio intermedio almeno. Il mandato di “andare e predicare la buona notizia ad ogni creatura” l’abbiamo ricevuto noi o gli atei? Suona veramente beffarda ora la seconda parte della pubblicità: “…La buona notizia è che non ne hai bisogno”. Eccoci di fronte allo specchio della società moderna che sostiene di non aver bisogno di Dio. In tutto questo la cosa più difficile da mandare giù è che mentre loro si danno da fare per cancellare ogni traccia di Dio dalla nostra vita, noi andiamo avanti come niente fosse e invece di farci in quattro per salvare una società in decadenza morale, rimaniamo apatici di fronte ad un attacco frontale all’unica speranza che il mondo ha, cioè Dio. Sono sconvolto nel dovere provare ammirazione per l’iniziativa dell’Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar), che per amore del proprio ideale (o se vogliamo dirlo all’apostolo Paolo “Corono corruttibile”) ha avuto un’idea originale, ha raccolto fondi e non si è preoccupata di rimanere coinvolta in un vespaio di polemiche, anzi, l’idea di accendere il dibattito è stata forse proprio alla base della campagna. I cristiani sono chiamati a diffondere un messaggio di speranza, un messaggio che cambi la società, che abbia un impatto e per assurdo proprio questa situazione, che dovrebbe essere un campanello di allarme riguardo la società, deve essere uno stimolo e uno spunto per poter diffondere il punto di vista dei credenti. Agli atei, agnostici o non credenti in genere dico LA CATTIVA NOTIZIA E’ CHE AVETE SBAGLIATO. QUELLA BUONA E’ CHE DIO VI AMA LO STESSO.
(davidissimo.wordpress.com)




